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mercoledì 11 marzo 2026

E se smettessimo di leggere?

Vi siete mai chiesti che ne sarebbe di noi se smettessimo di leggere? Per "noi" intendo tutto il popolo di lettori idealmente riunito sotto un unico vessillo, il libro, quindi immaginate una categoria senza distinzioni etniche o culturali. 
Una sorta di distopia sulla falsariga di Farenheit 451, una società in cui leggere non è dato, senza necessariamente immaginarlo come proibito. Via gli editori, i librai, le biblioteche. 
A ben pensarci tutte le distopie hanno immaginato un futuro senza libri e di conseguenza la perdita del pensiero divergente, del senso critico, dell'immaginazione. Niente di niente. 
In queste storie i libri sono il nemico, ma nel nostro presente stanno diventando progressivamente un oggetto sconosciuto, con cui si familiarizza poco o nulla. 

Lo scorso autunno l'AIE (Associazione Italiana Editori) ha rilevato un calo della media di ore di lettura in una settimana. Si parte da un dato che vuole essere ottimista: il 73% degli italiani fra i 15 e i 74 anni ha letto almeno un libro fra il 2022 e il 2025 (nel novero è incluso pure chi lo ha ascoltato, quindi non effettivamente letto). 
Uno, un solo libro in un triennio. Si parte da questa base.
L'osservazione del triennio ha reso possibile un secondo dato: nel 2022 in media si trascorrevano 3 ore e 30 minuti a leggere, mentre nel 2025 la media scende a 2 ore e 47 minuti e la tendenza parrebbe in questa direzione. 

lunedì 29 dicembre 2025

2025 - Un anno di letture

Carissime e carissimi, eccoci giunti all'ultimo post dell'anno, che come di consueto è il resoconto di questo anno di letture. 
Premessa importante: non è andata benissimo. 
Non solo ho letto molto meno, ma spesso ho letto anche male. Se guardo all'elenco di libri di questo 2025, mi imbatto in diversi titoli che sono stati una perdita di tempo e soldi, per altri mi dico "evitabili", per altri ancora "delusione, mi aspettavo di meglio". 
In questo mare magnum di delusioni si salva poco, e quel poco è per me per una parte accettabile e per una parte imperdibile, sotto diversi aspetti una rivelazione. 
Mi domando: come è possibile aver commesso diversi errori di valutazione in così breve tempo? Alla base direi c'è stata una demotivazione di base. Quest'anno non mi sono sentita animata dal consueto desiderio di scoprire, l'entusiasmo si è ridotto moltissimo, complice anche una prima parte dell'anno non proprio felice. 
Posso fare di meglio, lo farò. 
Per ora mi limito a riflettere e a fare un bilancio. 
In totale, 37 libri. Molto meno rispetto al mio standard, e questo già la dice lunga. Fra questi 37 ve ne sono due molto sostanziosi, di oltre 1000 pagine ciascuno, il che è consolante ma non giustifica la débacle. 
Da evitare non è il numero limitato di libri, ma i libri sbagliati per me. Non devo cascarci mai più. 

giovedì 20 marzo 2025

Saggistica, che passione!

I miei scaffali (centrali) dedicati ai saggi
Negli ultimi anni mi sono scoperta un'assidua lettrice di saggi. Un tipo di lettura di cui non posso più fare a meno, da quando ho capito che il saggio è un contenuto con un certo potere di chiarire, ampliare, illuminare. 

Cominciai diversi anni fa, ma in sordina, orientandomi su approfondimenti legati alla psicologia e ad alcune arti come la meditazione. Fu una necessità dettata dal periodo particolare, sofferto, in cui avevo bisogno di fare riflessioni sulla vita, le relazioni. Poi sono approdata, sempre molto timidamente, ai libri di Crepet sulla famiglia, l'amore, l'educazione
Successivamente è arrivato il turno di Alberoni, con le sue riflessioni sull'amicizia e sulla sessualità. Erano a ben guardare tutti accomunati dal discorso attorno ai grandi principi che governano le relazioni umane. 
Uscita da quel periodo di crisi, sono approdata a un diverso tipo di saggio, in particolare riguardante i grandi fenomeni della Storia, la società, la politica, il costume. 
Ringrazio Andrea Sacchini perché inconsapevolmente mi ha suggerito l'idea di questo post. :)

domenica 29 dicembre 2024

2024 - Un anno di letture

Il tempo fugge e rieccoci qui con l'ormai tradizionale post di riepilogo letture dell'anno. 
A guardare l'elenco sul file Word che compilo ogni volta che termino una lettura - sennò chi si ricorda? - mi dichiaro soddisfatta, chiudendo con 43 libri letti malgrado l'annus horribilis giunto ormai al termine. Ci sono stati mesi in cui le circostanze mi hanno messo a durissima prova (ne parlerò nel primo post dell'anno) e mi pare perfino incredibile essermi concentrata abbastanza. 
Però si sa, i libri per me sono salvifici, una boccata d'aria, spesso una fuga da momenti difficili a dir poco. E il 2024 è stato sul serio un anno "impegnativo". 

Da gennaio a maggio sono riuscita a mantenere un ritmo costante di 3/4 libri al mese. A giugno sono stata quasi del tutto assorbita da una lettura tour de force, I miserabili, luglio è stato un mese quasi del tutto immerso nei libri (non ho fatto viaggi per un problema di salute), agosto ho letto pochissimo (ma mi sono deliziata fra Trentino e alcune città storiche), i primi mesi d'autunno il lavoro è stato tartassante (ormai la scuola è diventata un cumulo di burocrazia da sbrigare e chiacchiere da fare molto più che l'occuparsi dei ragazzi, e non mollare a riguardo è diventato a dir poco arduo), dicembre è stato più tranquillo e ho potuto leggere di più. 

martedì 22 ottobre 2024

Tutti i libri che ci siamo persi (e continuiamo a perderci)

È inevitabile: questo post è anche e soprattutto sulla scuola. Parte da uno scritto di Alec Ross passatomi da un'amica e riguarda lo stato del nostro essere lettori in Italia. 
Stamattina, assieme ai ragazzi di terza, ho concordato di dedicare un'ora a settimana in classe all'attività di lettura silenziosa. Lo stesso ho fatto in seconda. 
Una specie di biblioteca tutta nostra in cui l'aula diventa tale, noi ci portiamo dietro il libro che stiamo leggendo in quel determinato periodo (per quanto mi riguarda uno dei libri che sto leggendo, dedicandomi a scuola in particolare alla saggistica nei ritagli di tempo e nelle ore buche) e riponiamo il resto per chinarci su quelle pagine e immergerci nella narrazione. Perché la cosa diventi anche "attiva", ciascuno è autorizzato a interrompere la lettura altrui se si imbatte in un passaggio particolare che suscita emozione. Lo si legge e lo commentiamo assieme. Saranno momenti di condivisione importanti.
Fondamentalmente voglio puntare sulla ricerca di emozioni, su un approccio "emozionale" alla narrativa. [Si vede che sto ultimando un master sull'Intelligenza Emotiva? Ne scriverò]
Sapete come hanno reagito i ragazzi dinanzi alla proposta? Con entusiasmo. Non con semplice partecipazione, ma con entusiasmo. In terza e in seconda. Adorano l'idea di un'ora di lettura silenziosa, un anello che va a congiungersi con il lavoro di lettura di un libro al mese. 
Sui miei canali Teams circola un elenco di 80 libri suggeriti e corredati da asterischi indicanti il livello di difficoltà e il valore formativo. Loro attingono da lì e fanno il loro lavoro di piccoli lettori che crescono. 

sabato 22 giugno 2024

Le nostre biblioteche "si fanno" da sé?

Cominciamo col dare un senso a questa singolare domanda. Rispetto ai tempi in cui abitavo in un appartamento, la mia conservazione dei libri è migliorata: posseggo la solita libreria - 3m x 3m, tutta a giorno - ma non ci sono più scaffali superiori coi libri in doppia fila, perché parte dei libri è stata traslata nel seminterrato, dove tre grandi scaffali montati in una nicchia contengono i libri che... diciamo amo meno. 
Anni fa riordinai i libri per autore, quindi in ordine alfabetico, adesso invece adoro conservarli per casa editrice. Lo spazio totale resta esiguo, in particolare se penso a tutti i libri, decine, che ho acquistato negli ultimi anni, complice la preziosa Carta del docente
Resta il limite posto dalla pesante enciclopedia posta al piano inferiore, un acquisto di diversi anni fa, quando il web non era ancora entrato prepotentemente nelle nostre abitudini di ricerca.  

martedì 2 aprile 2024

Donna, tu puoi scrivere solo "romance"

È di questi giorni una polemica che impazza su alcuni profili Facebook, scatenata da un articolo uscito su Doppiozero, a firma di un tal Gianni Bonina, questo
Il nostro eroe, arzigogolando abilmente in una improvvisata analisi della narrativa firmata da autrici italiane, ci viene a dire che tutte, chi più chi meno, hanno il vizietto di virare verso il genere "romance". 
In realtà risulta evidente che il Bonina si sia letto solo uno dei romanzi che cita: La portalettere, di Francesca Giannone, romanzo d'esordio edito da Nord, vincitore del Premio Bancarella 2023 e al 4° posto fra i libri più venduti dello scorso anno.
Il Bonina non si capacita di come possa accadere che esistano non solo una Francesca Giannone, ma anche una Viola Ardone, una Michela Murgia, una Chiara Valerio, una Viola di Grado, una Nadia Terranova, insomma quelle scrittrici italiane che scalano le classifiche e fanno vendere e pertanto sono corteggiatissime dagli editori pure blasonati (vedasi Einaudi e La nave di Teseo, editori delle autrici citate).

mercoledì 7 febbraio 2024

Perché non riusciamo a finire un libro?

Confessate: quanti libri avete mollato? 
Non sempre quello che cominciamo a leggere ci coinvolge, piace, travolge al punto da voler arrivare fino alla fine. 
Mi è capitato con romanzi "importanti" e anche molto apprezzati: Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino, Cent'anni di solitudine di Marquez, La Compagnia dell'Anello di Tolkien. 
Ebbene, sì.

sabato 30 dicembre 2023

2023 - Un anno di letture

Com'è ormai tradizione, dedico l'ultimo post dell'anno alle letture di questo 2023, fiera di aver toccato la vetta dei tanto agognati 50 libri
C'è da dire che mi è capitata una cosa stranissima. Mi spiego.
Ho un file Word che aggiorno a ogni lettura fatta, così tengo bene a mente tutti i libri letti. È necessario fare un elenco, altrimenti tendo a non ricordare esattamente. Vi capita?
Tendiamo a dimenticare i particolari dei libri che leggiamo, è fisiologico, per esempio io non ricordo alla perfezione alcune trame. Dobbiamo accontentarci di fissare alcuni passaggi fondamentali, lo stile dell'autore, il grosso del racconto. 
Non capita con i grandissimi scrittori. E in particolare con quelli che ci piacciono davvero. Per esempio dei libri di McCarthy ricordo davvero il 99% perché è un genio che mi ha conquistata, così come i libri di Dostoevskij per dirne un altro. 
Di libri minori o che non ci sono piaciuti tendiamo a ricordare meno. Da ciò traiamo poi una personale classifica di quelli che ci hanno formato lasciando in noi una traccia indelebile. 

martedì 12 dicembre 2023

Lettori si nasce o si diventa?

Leggere è quanto di più bello, edificante e a volte esaltante si possa immaginare, credo tutti i lettori possano dichiararsi d'accordo. Ma vi siete posti almeno una volta la domanda se si nasca lettori o si possa diventarlo? Io sì, il mio mestiere mi porta a farlo. Ma come fare a invogliare, a fare nascere nei più piccoli il desiderio di questa continua "esperienza" che è leggere? 
Ci sono alcune "strategie" da adoperare per attuare un efficace "invito alla lettura", perché l'invito sia raccolto e messo in atto, attraverso la scoperta di un libro.
Assodato che non tutti nasciamo con la voglia o la propensione ad aprire un libro e svanire letteralmente fra le sue pagine, ci sono metodi che permettono di fare avvicinare i bambini molto piccoli alla lettura. Mi viene in mente un artigiano che tempo fa tentò di far passare l'idea di libri fabbricati in tutti i materiali cercando di brevettarla. Forse sarebbe stato meglio ascoltarlo, ma andiamo oltre. 
In età scolare, alla Primaria innanzitutto (un tempo chiamata "elementari"), il lavoro delle maestre dovrebbe essere costantemente orientato verso l'invito e l'educazione alla lettura. Molte lavorano su questa importante, anzi fondamentale operazione (forse l'unica vera missione di un insegnante), ma non tutte.
Come docente delle scuole medie, mi trovo spesso dinanzi ad alunni che, provenienti dalla Primaria, hanno letto poco o nulla. Accade raramente ma accade e per fortuna non si tratta di intere classi di undicenni. 

domenica 19 novembre 2023

Prestare i libri... sì o no?

Non prestare mai i libri, perché nessuno li restituisce. I soli libri della mia biblioteca sono quelli che mi hanno prestato.

Anatole France

L'ironia di Anatole France mi porta a dedicare una riflessione a questo delicatissimo fenomeno riguardante i bibliofili. 
Credo che ciascuno di noi, almeno una volta, si sia trovato dinanzi alla richiesta del prestito di un nostro libro, al quale magari teniamo particolarmente, e si sia sentito tentennante e fortemente dubbioso se cedere o meno. 
Personalmente mi è capitato di perdere per strada almeno una decina di libri in tutta la mia vita, distribuiti con slancio e mai tornati indietro. Erano tutti interessanti e campeggiavano assai bene nella mia libreria, ma... hanno preso il volo. 
Qualche anno fa dovetti insistere non poco per la restituzione di un libro del critico d'arte Achille Bonito Oliva, Transavanguardia, al quale ero legata da un ricordo universitario, ma è stata davvero dura vedermelo tornare indietro. Un parente che riteneva di averlo ricevuto per leggerlo e di default avere tutto il diritto di tenerselo. La restituzione, oltretutto, generò pure un'aperta antipatia da parte sua, fu certo di essere oggetto di oltraggio. Misteri dell'egotismo. 

mercoledì 14 giugno 2023

L'ultimo dei giganti. Addio a Cormac McCarthy

Cormac McCarthy (1933 - 2023)
 Quando muore un grande uomo - o una grande donna - se   questo è stato parte di un segmento di vita, di un'esperienza, se   abbiamo insomma avuto la fortuna di "conoscerne" la     grandezza, attende sempre un senso di vuoto. 
  È quello che ho provato, immediato, alla notizia della     scomparsa di Cormac McCarthy, uno dei più grandi scrittori   viventi fino a poche ore fa, certo l'ultimo dei grandissimi       scrittori americani. Aggiungerei anche, un altro Nobel per la Letteratura mancato, assieme all'altro gigante, quel Philip Roth scomparso nel 2018. 
 Ho avuto la fortuna di imbattermi nella scrittura di McCarthy un paio d'anni fa, quando lessi il premiato Pulitzer La strada - recensito qui - quel piccolo e sorprendente romanzo che ci restituisce l'immane tragedia di un mondo al suo declino e la forza disperante di un padre in lotta per la salvezza del proprio figlio. 
 
Poi quello stesso anno lessi la Trilogia della frontiera - recensito qui - i tre romanzi che mi riportarono nell'epopea dell'ovest americano ma anche in un vento nuovo, realistico e abbacinante, su cui incombe l'inevitabile. Umanità straziata che ritrovai in quello che ho amato di più assieme a La strada, Meridiano di sangue, che mi ha messo dinanzi a un tale straniamento e a una tale fascinazione narrativa da non sapere da dove cominciare. 

mercoledì 7 giugno 2023

Il metodo Sellerio.


Cari aficionados, i miei impegni vanno scemando ma, fino a quando non ne sarò libera del tutto, non posso ancora lanciarmi in alcuni post che penso di preparare entro giugno. 
Attingo dunque al vademecum sui libri, di cui ho parlato qui e qui proponendovi un altro argomento interessante. Cosa rende una casa editrice longeva e sempre sulla cresta dell'onda?
Facile a dirsi per corazzate come Einaudi, Mondadori, Rizzoli, un po' meno per le case editrici di modeste dimensioni, magari fondate da una famiglia e in una regione in cui non è così facile restare sul pezzo e sopravvivere agli scossoni della sorte.
Ne è un esempio virtuoso l'editore Sellerio

mercoledì 31 maggio 2023

Il naso nei libri

Giorni frenetici, questi. Trovare il tempo per aggiornare il blog è quasi impossibile. 
I mille impegni di chiusura anno scolastico (ma attende il lavoro degli esami e la commissione neo-immessi in ruolo, fissata per fine giugno) che si uniscono ai lavori per la replica dello spettacolo sulla Magnani (saremo in scena domani, 1° giugno, abbiamo l'onore di aprire la rassegna teatrale Uilt "Un libero teatro in un teatro libero"), poi la scrittura del copione di Pinocchio, mentre ancora ci stiamo riprendendo dallo spettacolo andato in scena domenica 21, insomma, un periodo frenetico in cui cerco di infilare un po' di tutto. 
Per tenere il ritmo dei quattro post al mese, ripubblico un vecchio post di molti anni fa, vediamo se riesce a piacervi. Credo che i fedelissimi amici e amiche blogger non lo abbiano mai letto, non ci conoscevamo. Ringrazio ancora l'autore per la cortesia di avermi prestato questo scritto. 
Si tratta di 35 perché riguardanti la nostra passione per i libri. 
Tutto quello che ci viene in mente sul perché ci piace leggere, sul perché i libri facciano parte delle nostre vite. 
Tutti a bordo! 
Eccoli: 

giovedì 11 maggio 2023

Bibliocleptomania

Torniamo a parlare di libri seguendo qualcuno dei percorsi di A proposito di libri. Qui trovate le prime riflessioni, dedicate alle figure del sistema di produzione. Oggi ci dedichiamo a... i furti in libreria.  

Ebbene sì, i libri sono fra i prodotti più rubati del mercato e vi garantisco che nel capitolo dedicato si scoprono alcune chicche molto simpatiche. 
Cominciamo col dire che i furti commessi nelle librerie sono un carico pesante esclusivamente per il libraio, ossia non ci sono perdite per l'editore o il distributore. La responsabilità di ogni libro sottratto ricade in toto sul negoziante, il che rende il gigante Amazon un competitore da questo punto di vista inattaccabile. 

giovedì 6 aprile 2023

I mestieri del libro.

Da qualche giorno ho iniziato a leggere un manuale che è davvero un chicca imperdibile. 
Si tratta di una pubblicazione Iperborea (ma non in quel formato particolare, questo è normale) che penetra il mondo dei libri in ogni loro aspetto, tanto più che il sottotitolo è:
Come nascono e diventano questi oggetti di carta dove leggiamo storie, idee e mondi interi
Insomma, un "libro su come si fanno i libri", un viaggio che ogni serio appassionato bibliofilo dovrebbe a mio parere fare. 
Fa parte di una piccola collana, scaturita da Il Post, avente nome "Cose spiegate bene", andate a guardare qui le meraviglie proposte, io mi sa che faccio un pensiero a tutti i volumi. 
Il manuale tocca davvero tutti gli aspetti della produzione di un libro, svela la lunga trafila della produzione  della gestione di questo oggetto, dalla sua creazione fino a quando si troverà fra le mani del lettore. 

giovedì 29 dicembre 2022

2022 - Un anno di letture

Ultimo post dell'anno e bilancio delle letture di questo 2022 che volge al termine. 
Rispetto allo scorso anno ho letto qualche libro in più, perché ci sono stati mesi prolifici, ma anche perché ho viaggiato e nelle lunghe ore avevo un libro sempre con me. Ci sono stati anche periodi a rilento, però, come questo dicembre, stracolmo di impegni e con un solo libro letto. Peccato, confesso che avrei voluto arrivare, almeno una volta, alla soglia dei 50 libri.

Sono stati invece 43, ma so benissimo che non è una gara. Ci mancherebbe. È che quando diventi una lettrice regolare e "intensiva", ma a mezza età, sai che non c'è tempo da perdere. I libri da leggere sono tanti, tantissimi, ci sono ancora decine di classici che non ho mai attraversato. Mi mancano i russi (solo Delitto e Castigo, per carità, troppo poco!), mancano all'appello tanti autori nordici che potrebbero emozionarmi, vorrei prima o poi leggere Michel Houellebecq, per dirne uno, percorrere tutto Philip Roth (nessuno dei suoi libri quest'anno, io che ho intenzione di percorrerlo in ordine e tutto), scoprire Manganelli, recuperare Calvino, addentrarmi nella Recherche (da potenziale proustiana). Insomma, sono centinaia i libri da leggere. 

mercoledì 2 novembre 2022

Noi siamo i libri che leggiamo?

Stamattina su Instagram ho letto un post interessante, uno di quelli di Guendalina Middei, autrice del romanzo storico Clodio, edito da Navarra. 
La cito: Chi sono io? Sono tutti i libri che ho letto. 
Leggo ogni giorno. Con i libri parlo, litigo, li interrogo. Li faccio miei. Smettere di leggere per me sarebbe come smettere di respirare. Sono una lettrice onnivora, ma ho una vera e propria ossessione per la letteratura russa e per la Russia in generale. Ho un debole per gli scrittori contorti, problematici, folli. Nabokov, Bernhard, Krasznahorkai assieme a Dostoevskij e Cechov occupano un posto speciale nel mio cuore. 

Facciamo dunque questa riflessione da lettori "intensivi".
Noi siamo i libri che leggiamo? Per me la risposta è sì. Leggere significa anche fare delle scelte. Ciascun lettore è quel preciso lettore, ama spaziare o si affida a un solo genere, acquista in maniera compulsiva perché legato al possesso del libro oppure acquista poco e si affida anche a biblioteche, è un lettore curioso e va a caccia di autori nuovi oppure ancorato ai classici, ecc. 
La nostra identità di lettori coincide con la nostra identità tout court, perché il libro è come un abito, scegliamo quello che ci piace e siamo certi accresce il nostro bagaglio interiore. 
Vero è che leggiamo anche per semplice e puro passatempo o intrattenimento, ma il vero lettore forma in sé uno spazio ideale, "abitato" da quegli scrittori e scrittrici che di più lo hanno emozionato, dai quali ha tratto insegnamento, che sono stati strumenti per affinare il proprio pensiero e la propria visione del mondo. Ecco perché siamo soliti tornare a bussare a quella porta e non ad altre. 

giovedì 26 maggio 2022

La mia prima volta al Salone del Libro di Torino

Questa cosa è stata decisa nel giro di pochi minuti, uno di quei casi in cui tu e Dolcemetà vi guardate e quasi all'unisono dite "andiamoci". Biglietti ferroviari e tutto l'ambaradam dei preparativi in pochi giorni. 
Il desiderio di immergermi in questo evento invece lo coltivavo da anni, ripromettendomi di andarci, ed ecco fatto. Esperienza bellissima, dalla quale si esce frastornati, stanchi ma felici e desiderosi di tornare. 
Il Salone del Libro è una di quelle occasioni in cui, se ci si organizza bene (e io non sono stata proprio attentissima), si possono fare molti incontri difficili altrove, si viene a contatto con la grande editoria, ci si imbatte in autori e autrici, editori, giornalisti, persone dello showbizz, si assiste a dibattiti che svelano mondi nuovi. 

Con mia grande soddisfazione, i blogger hanno avuto diritto al pass d'ingresso, e mi sono affrettata a seguire le procedure che mi hanno permesso di parteciparvi da "stampa-blogger". 
Sono arrivata nelle prime ore del pomeriggio di sabato 21 e ho fatto un primo assaggio un po' sommario dell'ambiente, dedicando poi l'intera giornata di domenica al Salone e a tanti appuntamenti di quel giorno. 

lunedì 16 maggio 2022

Scegliere la lettura "intensiva".

Qualche giorno fa un'amica mi chiedeva come mi ha cambiato, se lo ha fatto, la
pandemia. In sostanza, se anch'io sono stata "resiliente" - parola che benché abusata continua ad avere un suo perché - se ho imparato qualcosa di nuovo, se ho scoperto una passione, ecc. Domanda ricorrente in tempo di bilanci, perché sembra di stare vivendo l'ultima coda di questo periodo terribile. 
Mi è capitato di dedicare al problema alcuni post, ma sarà bene elencarli quando avremo prove certe di esserne usciti. Per ora incrociamo le dita. Posso però, in questo primo timido bilancio, essere certissima di avere scoperto la passione per la lettura intensiva. Vi piace questo termine?

Mi aggiro attorno a 4/5 libri per ogni mese, certo dipende dalla quantità di pagine, dal tipo di storia, ma il mio ritmo è costante e quest'anno procede anzi meglio dell'anno scorso. 
Qualcuno mi chiedeva come faccia a mantenere questo ritmo, e se penso che la mia lettura non è veloce, ma "meditata", la domanda è ancora più legittima. Ebbene, semplicemente ho smesso di guardare la tv al pomeriggio