Potremmo rispondere tutti allo stesso modo alla stessa domanda: come ricorderemo l'estate 2026?
Credo sia stata l'estate peggiore che abbia vissuto finora, per una serie di motivi, in primis il caldo non solo torrido, ma fuori da ogni previsione e al di là del più ottimistico limite di sopportazione.
Sono andata a rileggere un post scritto nel 2022, ... e il trasudar m'è amaro in questo mare, in cui raccontavo di come mi riduceva Caronte, l'anticiclone africano che arrivò a 41° da fine giugno. Era il tempo in cui non avevo ancora fatto installare i due condizionatori, dall'anno successivo le cose cambiarono.
Che l'estate sia diventata una sofferenza conclamata è ormai anche pensiero di chi fino al limite massimo si è ostinato ad amarla, a continuare a preferirla per principio. Ho potuto però constatare che si sono convertiti pure gli irriducibili.
Si è parlato nei mesi di luglio e agosto perfino di lockdown estivo, perché i dati hanno registrato una ricerca spasmodica e insistita dei luoghi chiusi, al fresco dei condizionatori.
Non siamo ancora usciti da questa insopportabile estate 2026, benché la morsa dell'inferno si sia attenuata. Ci sono stati giorni in cui, qui in collina, si raggiungevano i 31° alle 8 del mattino. Una situazione a tratti distopica. Il giardino ha richiesto più acqua, il che farà lievitare la bolletta di parecchio, ma il peggio è che la natura non segue il proprio corso, non basta prendersene cura. Si stanno sviluppando piante infestanti prima mai viste da queste parti, mentre l'erbetta si ritira, si accartoccia sotto la sferza di fuoco.
