Visualizzazione post con etichetta i miei viaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta i miei viaggi. Mostra tutti i post

sabato 26 settembre 2026

Quel che l'Alhambra mi ha rivelato

I Palazzi Nasridi visti dal Generalife

Per questo post potrei partire da una riflessione di natura scolastica. Insegno Storia attingendo al tipico manuale per le scuole medie. Gli argomenti sono presenti, ma vi si scivola sopra con rapidità, a parte qualche testo particolarmente dotato di apparati critici. Arrivati ai secoli XVI-XVII e al capitolo riguardante la Spagna fra Carlo V e Filippo II a ragazzini di appena 12 anni si dice "nel regno ormai cristianizzato fu deciso in via definitiva di cacciare i moriscos, i discendenti degli antichi dominatori arabi". Si fa un rapido giro sulla crisi economica che ciò comportò e via. 

martedì 28 luglio 2026

La "mia" Andalusia (o la tridimensionalità della bellezza)

Andare in Andalusia in estate, a luglio, un'impresa dai più ritenuta folle ed evitabile. Eppure... sono ancora viva, benché il caldo abbia su di me un potere deflagrante. 
Avrei voluto scoprire questi luoghi in belle giornate autunnali, fresche, ma il grosso delle nostre ferie da insegnanti si concentra com'è noto in estate. Non poteva essere un viaggio "mordi e fuggi", allora eccoci qui. 
Sopravvissuta all'ondata di calore andaluso, vai a capire come abbia fatto. 

Io e mio marito, come sa chi legge questi miei post, siamo viaggiatori coraggiosi e teniamo botta giornate intere pur di far fruttare al massimo ogni giornata passata oltre i confini italiani. Stavolta c'è voluto qualcosa di più, perché le temperature in almeno due terzi di vacanza erano proibitive. 
Sono stata fortunata: il meglio è avvenuto quando si era sui 30° non di più, e col clima tipicamente secco della terra iberica questo non è un livello allarmante. Si stava obiettivamente bene. Poi sono subentrate giornate sui 38° e allora è stata una mezza débacle. Importante è uscirne e pure soddisfatti. 

mercoledì 18 marzo 2026

Sotto cieli diversi

Oggi più che mai vivere significa viaggiare; la condizione spirituale dell'uomo come viaggiatore, di cui parla la teologia, è anche una situazione concreta per masse sempre più vaste di persone. Sempre più incerto, nelle vertiginose trasformazioni del vivere, appare il ritorno - materiale e sentimentale - a se stessi; l'Ulisse odierno non assomiglia a quello omerico o joyciano, che alla fine ritorna a casa, bensì piuttosto a quello dantesco che si perde nell'illimitato.
C. Magris, da "Tra i cinesi che sognano Ulisse"

Alla ricerca di una definizione di "viaggio", trovo in questa di Magris la perfezione del concetto. Non siamo probabilmente nuovi a questa visione della vita stessa come viaggio. Un viaggio permanente il vivere, nel quale percorriamo strade, ci amalgamiamo con il nostro simile, cerchiamo sempre nuovi obiettivi. Sono consapevole che non tutti siamo così, e di fatto stento a capire come si possa stare sempre fermi, non desiderare vedere, sperimentare.

martedì 30 settembre 2025

La "mia" Londra (quando un viaggio ti fa salire lo yearning desire)

Inevitabilmente questo post inizierà con le stesse parole di quello scritto due anni fa, quando andai a Parigi. 😄
Scoprire Londra a 54 anni? Eccomi. 
Ero una delle poche persone in Europa a non avere mai messo piede nella capitale britannica, per tutta una serie di circostanze. Il vantaggio è scoprirla in età matura, saperla guardare con gli occhi di una donna adulta, ma forse questo toglie per forza qualcosa (e in questo racconto emergerà). 
Io e mio marito abbiamo progettato con largo anticipo un viaggio di 10 giorni che comprendesse non solo ciò che avremmo potuto vedere di Londra, ma alcune escursioni fuori dalla città. 
Così, dal 7 al 16 luglio abbiamo realizzato questo desiderio. 

giovedì 7 settembre 2023

La "mia" Parigi (con qualche riflessione sul "perché è possibile")

Scoprire Parigi oltrepassati i cinquanta? Eccomi. 
Finalmente questa estate è giunto il momento di addentrarmi nella Ville Lumière, per me che non avevo mai fatto il classico viaggio comune a tutti.
Parigi era e resta una meta per tutte le età e di solito la si scopre giovanissimi, al seguito della famiglia o da soli, uno di quei viaggi in Interrail diffusi da una trentina di anni. Esperienza che, ahimè, non ho fatto, prediligendo anche per la luna di miele ormai ben 26 anni fa gli Stati Uniti piuttosto che un viaggio fattibile in qualsiasi periodo. 

Scoprire Parigi in età matura comunque regala una consapevolezza diversa, puntellata sulla ferma volontà di evitare di far diventare l'esperienza una di quelle classiche da tour turistici (Tour Eiffel - Louvre - Versailles - Sacre Coeur e poi passeggiare senza una meta precisa) e piuttosto andare pure oltre, andare a caccia di dettagli non meno importanti, meno battuti e invece sorprendenti. Se poi ti imbatti in giorni freschissimi che ti costringono a indossare il giacchetto, mentre in Italia imperversa la fornace estiva, allora è tutto dire.