Sono "emigrante". Nel senso che sono emigrata alla fine degli anni Novanta dalla Calabria al Lazio. Sono una di quegli emigranti senza il richiamo forte delle origini, ho con la Calabria un rapporto di equidistanza, forte probabilmente delle mie concomitanti origini siciliane. Preferisco dire "sono meridionale", piuttosto che "sono calabrese". Ogni anno il grosso delle mie vacanze estive si svolge a Paola, piccolo paese del cosentino inerpicato sui monti che scendono a picco sul mare. La spiaggia è di quel tipo sassoso, sabbia grigia, mare che si inabissa dopo qualche decina di metri dalla costa. Questo paesino dalla storia millenaria ha problemi molto seri, assieme a molti altri centri vicini. Amministrazioni locali scadenti, denari spesi malissimo. Le risorse sono quindi addirittura spesso invisibili, perchè gestite male e senza criterio. Cominciando dal mare, per molti giorni d'estate sporco e impraticabile (pare che vi si scarichino fogne, addirittura). Un vero peccato, insomma.
Sono stata in Francia qualche anno fa, e mi sono stupita dinanzi alla somiglianza della Costa azzurra con la costa tirrenica che tanto bene conosco. Solo che laggiù si lavora alla valorizzazione del territorio.