mercoledì 18 marzo 2026

Sotto cieli diversi

Oggi più che mai vivere significa viaggiare; la condizione spirituale dell'uomo come viaggiatore, di cui parla la teologia, è anche una situazione concreta per masse sempre più vaste di persone. Sempre più incerto, nelle vertiginose trasformazioni del vivere, appare il ritorno - materiale e sentimentale - a se stessi; l'Ulisse odierno non assomiglia a quello omerico o joyciano, che alla fine ritorna a casa, bensì piuttosto a quello dantesco che si perde nell'illimitato.
C. Magris, da "Tra i cinesi che sognano Ulisse"

Alla ricerca di una definizione di "viaggio", trovo in questa di Magris la perfezione del concetto. Non siamo probabilmente nuovi a questa visione della vita stessa come viaggio. Un viaggio permanente il vivere, nel quale percorriamo strade, ci amalgamiamo con il nostro simile, cerchiamo sempre nuovi obiettivi. Sono consapevole che non tutti siamo così, e di fatto stento a capire come si possa stare sempre fermi, non desiderare vedere, sperimentare.

Ho intenzione di essere una viaggiatrice più assidua. 
Negli ultimi anni ho visto finalmente Parigi e Londra (qui e qui) ed è stato magnifico viverle in età matura, senza farsi sfuggire nulla (e ancora tanto resta da vedere). 
Nel 1997 ho viaggiato attraverso gli Stati Uniti e ancora oggi torno con la memoria ai momenti unici che un'esperienza del genere sa offrire, cosciente che l'arricchimento che ne è derivato è indiscutibile. 
Ho visto una decina di anni fa il sud della Francia, le cose tanto simili alle nostre, ma vissute e rispettate in modo totalmente differente. Ho visto Barcellona, assaggiando un pezzetto di Spagna. E in Italia ho viaggiato in lungo e in largo, spaziando fra le diverse Italie che siamo, imparando ciò che i libri di Storia non possono insegnarti, affinando un senso critico che aiuta a rifiutare ogni facile campanilismo per scegliere invece l'osservazione puntuale e sincera sulle cose. 

Ogni volta il viaggio per me non è semplicemente curiosità, ma certezza di andare a scoprire odori, colori, sapori per me totalmente nuovi. E volti, usi, oggetti, parole, suoni. 
Viaggiare è un investimento e un'opportunità di crescita. Ma lo è, a mio parere, non quando si sceglie l'hotel di lusso e spiagge su cui sdraiarsi per ore. Lo è quando consumi le scarpe per il cammino, quando la spalla è stanca per lo zaino pesante, quando sopporti la calura mentre ti metti in fila, quando impieghi tutto il tempo che hai a disposizione e a sera ti getti sfinito su un letto non sempre comodo. 
Rivivo i momenti in cui dopo una cena veloce crollavamo sfiniti sul letto nell'appartamento preso in affitto a Londra, il sonno che arriva mentre la testa è piena di tutta la gioia delle scoperte, le meraviglie sperimentate. È una forma di felicità. 
Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
Charles Baudelaire
Programmi per questa estate: Andalusia. Speriamo di riuscire. 

Raccontatevi un po'. Cos'è il viaggio per voi? Quali viaggi più belli avete fatto e quali sperate di fare? 

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