Incipit: Il dotor Strauss dicie che doverei skrivvere quello che penso e riccordo e tutto quello che mi sucederà dora inavanti. Non lo so il perché ma lui dicie che importante perché così vederanno se potrò servire a cualcosa. Spero di sì perché la sinniorina Kinnian dicie che forse riusiranno a farmi diventare inteligiente. Vollio esere inteligiente. Michiamo Charlie Gordon e lavvoro nella paneteria di Donner indove che il signor Donner mi dà 11 dollari a la setimana e pane e torta se volio.
Romanzo psicologico, distopico? Narrativa di anticipazione, è a quanto pare la classificazione più appropriata per questo romanzo.
Un genere non propriamente distopico perché non ambientato in un futuro ipotizzabile, ma che immagina le conseguenze di sperimentazioni, tendenze, scivolamenti della scienza e della tecnologia.
In sostanza, qualcosa di assimilabile a 1984 di Orwell.
Pubblicato sotto forma di racconto nel 1959 e poi nella sua forma estesa nel 1966, Fiori per Algernon è stato fin dall'inizio un caso editoriale e oggi una riscoperta da migliaia di copie vendute. Emmanuel Carrère ne ha scritto assai bene, dandoci una delle definizioni più azzeccate: "è un romanzo che permette di intravedere un abisso che fa parte del nostro essere e che nessuno aveva ancora mai sondato".





.png)



