Non fai in tempo a festeggiare il decimo anno di blog che in un lampo arriva il suo undicesimo. Ed eccoci qui, ben 11 anni da quel 30 gennaio 2015.
La percezione del tempo è diventata una cosa del tutto strana, sarà perché girata la boa dei 50 tutto comincia a scorrere molto più veloce. Ci viene sempre più difficile fare bilanci sul breve termine e poi sì, un anno è diventato un "breve termine".
Mi capita di pianificare stagioni teatrali perfino a due anni di distanza, senza più pensare "oddio, mancano ancora due anni". Tutto è liquido, scorre molto in fretta, e ogni anno diventa prezioso per quel che sappiamo infilarci dentro.
Il blog continua a essere un luogo caro, prezioso.
Potrà pure non avere più lo stesso smalto di un tempo ma il desiderio di tenerlo in vita c'è tutto.
Onestamente non saprei immaginare una vita senza blog, e se è vero che ci sono periodi in cui stargli dietro è a dir poco arduo, subentra poi un rinnovato impegno di scrittura, uno slancio che nessuna crisi mi può togliere.
Mi capita di incoraggiare blogger cui sono affezionata a continuare, non solo cercando di dare contributi significativi ai loro post, ma cercando di persuadere a vedere ancora una bellezza nella scrittura. Non è una mia invenzione, è innegabile. Oggi più che mai poi, in questa epoca funestata da crisi di vario genere, politica, sociale, climatica, crisi di valori, scrivere è un atto di resistenza.





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