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giovedì 22 dicembre 2022

Quel Natale di tanti anni fa...

Come mi capita di dire spesso ultimamente, dai 50 la percezione del tempo cambia, si modifica a favore di un salto costante all'indietro
Vabbè, non che debba essere un difetto di tutti. Certo è un difetto tutto mio. 
Per esempio, questo è il primo periodo natalizio in cui mi tornano in maniera più insistente in mente le feste natalizie di molti anni or sono, e se dico molti intendo una trentina di anni fa. 
Fra il 1991 e il 1994 ricordo di aver vissuto i più bei Natale in assoluto. 
Avevo vent'anni, con la mia famiglia c'eravamo appena trasferiti in una casa che aveva costruito mio padre quasi del tutto, in collina, a qualche centinaio di metri dal mare. Era tutto nuovo di zecca, i miei genitori vollero acquistare il mobilio nuovo, io e mia sorella avemmo una cameretta molto bella, tenda principesca, lettini con trapunte coordinate, tappeto persiano. Sembrava la camera delle fiabe all'epoca. 
In quella casa mia sorella festeggiò i suoi 18 anni, nel salone grandissimo di quelli in stile sud, dove puoi fare ricevimenti perfino. Ricordo quella festa piena di ragazzi e ragazze, per me erano i tempi dell'università. 

giovedì 17 dicembre 2020

Il caffè di Luz e Marina: aria di Natale! (nonostante la pandemia)

Il caffè di dicembre è slittato un po', ma Marina ed io avevamo il desiderio di addentrarci meglio nello spirito natalizio. 
Nonostante la pandemia, che ci porterà un Natale più sobrio, non manca la volontà di pensare a questa festa seguendo il classico iter. Sto lavorando su me stessa per disimparare il mio ormai atavico rifiuto dello spirito del Natale, per "fare tacere il mio grinch", come sono solita dire. Ed eccoci qui.

Ci siamo viste, Marina ed io, nel bel salotto della sua casa romana, e abbiamo gustato più di un tè, attingendo a una larga offerta di gusti, meticolosamente conservati in una teca costruita con le sue mani. Lì accanto, un vassoio pieno di muffin al cioccolato, una delle sue specialità. Sono certa che ne darà la ricetta nel suo blog. La tavola ben apparecchiata, la forma classica del servizio, e l'aria che si riempie di parole scambiate, come d'abitudine. 
Nota fuori contesto: se a qualcuno sono "fischiate le orecchie ieri", sappiate che abbiamo parlato di voi, abbiamo fatto un bilancio delle nostre frequentazioni via blog. 😁
Le immagini che seguono sono miei scatti delle creazioni natalizie di Marina. 

sabato 23 dicembre 2017

Profumo di bucce d'arancia

C'è una cosa molto bella che si chiama "memoria olfattiva", quella capacità di ricordare sentendo un profumo, un odore. A me capita quando mangio un'arancia o un mandarino e metto le bucce sul termosifone. 
Si espande un profumo che mi riporta automaticamente all'infanzia e all'adolescenza, in quel periodo fra gli anni Ottanta e i Novanta in cui tutto era più semplice, forse più bello. 
Il Natale a quel tempo era per me una festa molto attesa, mi piaceva organizzarmi in tutto e per tutto, occupandomi dell'albero, il presepe, i tanti pacchi e pacchetti che si accumulavano ai piedi del piccolo abete. Lo trascorrevo con famiglia e parenti, componevamo una di quelle proverbiali tavolate anche di trenta persone, per altro tipiche del sud. 
Erano anni di liceo e poi di università, nel piccolo paese poco altro, qualche uscita al cinema o in pizzeria, passeggiate sul lungomare, giri in motorino. Non era una vita ricca di esperienze, era piuttosto semplice, ecco perché il Natale significava vivere un evento vero e proprio.