giovedì 9 settembre 2021

La mia famiglia e altri animali - Gerald Durrell

Incipit: Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso con la mia famiglia nell'isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell'isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina, non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato vari amici a dividere i capitoli con loro. Soltanto con immensa fatica, e usando una notevole astuzia, sono riuscito a salvare alcune pagine sparse che ho dedicate esclusivamente agli animali. 

Ammettetelo, un incipit così acchiappa subito. 
Così come il resto, tutto il racconto semiserio di questo zoologo e naturalista prestato alla letteratura, quel Gerald Durrell noto anche per aver dato vita a una delle più importanti fondazioni per la salvaguardia delle specie in via di estinzione. 
Il tomo mi ha tenuto compagnia all'andata e ritorno durante il viaggio per e dalla Calabria (vi lascio immaginare il ritorno in un giorno da bollino nero). Poter leggere durante lunghe ore di viaggio è una salvezza. 

mercoledì 1 settembre 2021

Le donne invisibili.


  
  Sono una donna che si è destata
  Mi sono alzata e sono diventata una tempesta
  che soffia sulle ceneri dei miei bambini bruciati
  Dai flutti di sangue del mio fratello morto sono nata
  L'ira della mia nazione me ne ha dato la forza
  I miei villaggi distrutti e bruciati mi riempiono di odio
  contro il mio nemico
  Sono una donna che si è destata
  La mia via ho trovato e più non tornerò indietro
  Le porte chiuse dell'ignoranza ho aperto
  Addio ho detto a tutti i bracciali d'oro
  Oh compatriota, io non sono ciò che ero
  Sono una donna che si è destata
  La mia via ho trovato e più non tornerò indietro

venerdì 6 agosto 2021

Due vite - Emanuele Trevi

Incipit: Era una di quelle persone destinate ad assomigliare, sempre di più con l'andare del tempo, al proprio nome. Fenomeno inspiegabile, ma non così raro. Rocco Carbone suona, in effetti, come una perizia geologica. E molti lati del suo carattere per niente facile suggerivano un'ostinazione, una rigidità da regno minerale. A patto di ricordare, con i vecchi alchimisti, che non esiste in natura nulla di più psichico delle pietre e dei metalli. Rafforzavano di sicuro questa impressione la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati. Folta e compatta, la massa inamovibile dei capelli si sarebbe detta modellata e dipinta sulla testa come quella delle marionette. 

Ha vinto il Premio Strega 2021 questo libro di appena 121 pagine e non è un romanzo. Probabilmente se non ci fosse stata l'opportunità di incontrarne l'autore il 22 luglio scorso in quel bel festival della letteratura che è Velletri Libris, neppure lo avrei letto. O meglio, mi sarei ripromessa di acquistarlo e leggerlo, ma poi, chissà. 
Anzitutto proprio a questo è necessario dedicare un pensiero. Ci sono libri che leggiamo perché viene a crearsi l'occasione, un suggerimento, un incontro con l'autore (sei interessata a incontrarlo se conosci il come e il cosa del suo scrivere), insomma qualcosa attorno a cui casualmente nasce un interesse.
Non è stato dunque il premio a spingermi verso questo piccolo capolavoro, anzi. E allora, mi domando, quanti libri ci perdiamo perché l'occasione non si concretizza?
Se non avessi letto questo libro, mi sarei persa qualcosa di importante. È necessario stare attenti, drizzare meglio le antenne verso il mondo editoriale contemporaneo, in generale verso quegli autori che non conosciamo ancora, per poi scoprirli perfettamente nelle nostre corde. 

venerdì 30 luglio 2021

La lampada del diavolo - Patrick McGrath

Incipit: Difficile adesso dimenticare la prima volta che me lo sono trovato in casa. In casa! Naturalmente lo dissi subito a Gilly. Avevamo appena cenato ed eravamo seduti fuori in terrazzo. D'estate usiamo spesso il terrazzo. Malgrado le erbacce che spuntano tra le pietre del lastricato, è comodo per andare in giardino perché da lì sono ancora in grado di scendere nel cortiletto dove tengo i vasi, le urne, i sacchi di concime eccetera. Una serata mite, l'aria ebbra di fragranze floreali, il gelsomino spagnolo in particolare, al mio naso il più pungente di tutti. 

Rieccoci dinanzi a colui che ritengo uno dei più grandi autori contemporanei. Scrivo "dinanzi" perché ancora devo riavermi dall'averlo incontrato realmente, in una serata di Velletri Libris lo scorso 26 luglio. 😊
Trovarsi dinanzi a un grande scrittore, una grande scrittrice, avete mai provato l'ebbrezza? Io diverse volte, ma questa è una di quelle diverse, particolari, direi uniche. 
Conoscere Patrick McGrath, parlargli direttamente quando la conduttrice della serata invoca il pubblico a fare una domanda. Io in prima fila, tremando col microfono in mano mentre lui lì, a pochi passi, con l'orecchio teso alla traduttrice, ascolta le mie parole concitate: "È per me un onore trovarmi dinanzi a lei e parlarle. Adoro il suo modo di scrivere, la prego non smetta di farlo". E poi la mia domanda su cosa gli abbia fatto venire l'idea per questo romanzo, se quel dipinto di Goya in copertina o altro. 

lunedì 26 luglio 2021

Vaccino sì, vaccino no, vaccino forse.



Sono fra gli attualmente 29.229.740 di italiani che hanno ricevuto la doppia dose di vaccino. In particolare, a me hanno inoculato l'Astra Zeneca, quello che ha scatenato il panico qualche mese fa, per sospetto collegamento fra vaccino e trombosi. Casi isolati, rarissimi, mai definitivamente comprovati. 

Al momento la società è divisa in due (sembriamo stare vivendo uno di quei romanzi distopici di Harris, sperando di non arrivare a scenari orwelliani), ci dividiamo fra coloro che accettano di farsi iniettare il vaccino contro il virus Sars Cov 2 e coloro che non intendono farlo. 

lunedì 19 luglio 2021

Circe - Madeline Miller

Incipit: Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine. Ultime fra le dee minori, i nostri poteri erano così modesti da garantirci a malapena l'immortalità. Parlavamo ai pesci e coltivavamo fiori, distillavamo la pioggia dalle nubi e il sale dalle onde. Quella parola, ninfa, misurava l'estensione e l'ampiezza del nostro futuro. Nella nostra lingua significa non solo dea, ma sposa. 

Se posso dire di aver avuto per compagnia un libro in queste settimane difficili, questo è stato il romanzo di cui scrivo oggi. La lettura è andata a rilento, ritagliata in ore di tregua e riposo, ma finalmente ho chiuso l'ultima pagina e ho il desiderio di consigliarvelo. 
A questo romanzo Cristina Malvezzi dedicò un bellissimo post nel suo blog, qui, e mi restò il desiderio di leggerlo. C'è anche da dire che nei circoli letterari su Instagram è uno dei più gettonati, se ne parla molto, essendo apprezzato assieme all'altro romanzo di successo di questa scrittrice statunitense, La canzone di Achille, che intendo procurarmi al più presto. 

martedì 13 luglio 2021

Come la vita va in una direzione tutta sua mentre stai facendo altri programmi.


Mai forse il blog fu trascurato come in questo periodo. Spero adesso di riprenderne il timone, dopo un periodo a dir poco ai limiti. 
Avevo previsto un post il 21 giugno, giorno in cui ho compiuto i 50 anni (!), avevo previsto una festa fra amici, nei limiti della pandemia ancora in atto, poi avevo previsto le riprese del "mediometraggio" Notre Dame de Paris a chiusura dell'anno laboratoriale dei ragazzi, e poi tutta una serie di articoli, insomma esserci.
E invece...
Rewind, cerco di raccontarvi com'è andata.

giovedì 24 giugno 2021

Il grande mare dei sargassi - Jean Rhys

Incipit: Quando vengono i guai serrate le file, si suol dire, e i bianchi lo facevano. Ma noi non eravamo tra le loro file. Le signore giamaicane non avevano mai visto di buon occhio mia madre "perché lei bella come la bellezza", diceva Christophine.
Era la seconda moglie di mio padre, veramente troppo giovane per lui, pensavano, e martinicana per giunta. Quando le domandai perché veniva a trovarci così poca gente lei mi rispose che la strada da Spanish Town alla tenuta di Coulibri dove stavamo noi era molto brutta e i lavori di riparazione erano ormai una cosa del passato. 

Credo di avere già espresso la mia predilezione per quei romanzi che nascono da una costola di una celebre storia già scritta.
Anzi, metto qui il link a un romanzo che, esattamente come questo, sviluppa un nuovo filone narrativo. Leggevo due anni fa La bambinaia francese, una visione nuova e diversa di un personaggio sfocato e appena abbozzato. Ebbene, il romanzo che vado a commentare oggi, pubblicato nel 1966, nasce da quello stesso straordinario Jane Eyre di Charlotte Brontë.
Desideravo leggerlo da un po', ho approfittato a suo tempo degli sconti Adelphi per acquistarlo ed eccolo là. 

venerdì 11 giugno 2021

Cronaca di un anno scolastico in pandemia.


Parte della mia terza durante una flipped classroom
su imperi coloniali e schiavitù
Se è il caso di ribadire che la scuola non finisce quando finisce la scuola, facciamolo. Siamo al termine dell'anno scolastico, ci siamo quasi. 
Le lezioni si sono concluse l'8 giugno, mentre si va avanti con scrutini, riunioni pre-esami, gruppi di lavoro per i piani personalizzati del prossimo anno, e fra pochi giorni inizieranno gli orali.  
Per noi docenti, inoltre, nonostante la stanchezza, al termine di un anno scolastico è normale gettare un occhio su quello che c'è da fare da settembre. Se è normale per alcuni, è necessario per tutti gli insegnanti che fanno parte di gruppi di pianificazione, il che è tutto dire. 


A proposito di stanchezza, quest'anno è stato particolarmente difficile. Abbiamo aperto quando le stime della pandemia erano alle stelle, con protocolli di sicurezza e tutta una serie di obblighi e restrizioni che a guardarli da lontano ci viene facile chiederci "come abbiamo fatto?". 
Con le mie due classi sono stata in tensostruttura per tre mesi, condividendo il destino di altre classi e colleghe/i. È stata un'esperienza di non facile sopportazione, perché letteralmente fra lamiere e teloni, con qualche visita di topolini del luogo, senza Lim (lavagna interattiva), senza l'opportunità di arredare le aule, con un banchetto a due al posto della cattedra anche quando ci hanno assegnato un'aula nell'edificio. 
Poi, appunto, siamo tornati in un'aula fra quattro mura, le cose sono migliorate, ma i protocolli sono rimasti ferrei. 

venerdì 4 giugno 2021

L'acqua del lago non è mai dolce - Giulia Caminito

Incipit: Tutte le vite iniziano con una donna e così anche la mia, una donna con i capelli rossi che entra in una stanza e ha addosso un completo di lino, l'ha tirato fuori dall'armadio per l'occasione, se l'è comprato al banco di Porta Portese, il banco buono dei vestiti di marca ribassati, non quelli da poche lire, ma quelli con sopra il cartello: prezzi vari. 
La donna è mia madre e ha una valigetta di pelle nera stretta nella mano sinistra, si è fatta da sola la piega ai capelli, ha usato bigodini e lacca, ha gonfiato la frangetta con la spazzola, ha occhi verdi e gialli e tacchetti da cresima, lei entra e la stanza si fa piccola. 

Questa recensione comincia dando ragione a Marina Guarneri, attenta osservatrice di tendenze vecchie e nuove in fatto di narrativa. Qui ci dice che chi scrive lo fa comunemente al presente e in prima persona
Non mi ha stupito il trovarmi dinanzi all'ennesimo romanzo con siffatta struttura, insomma. Seguendo le tante opinioni entusiastiche attorno a questo libro e spinta a leggerlo dalla sua candidatura al Premio Strega - che verrà proclamato i prossimi 8-9 giugno - mi sono decisa, grazie anche al GDL (l'acronimo Gruppo Di Lettura) #parolaalledonnegdl su Instagram.