lunedì 16 settembre 2019

Il racconto dell'ancella - Margaret Atwood

Incipit: Si dormiva in quella che un tempo era la palestra. L'impiantito era di legno verniciato, con strisce e cerchi dipinti, per i giochi che vi si effettuavano in passato; i cerchi di ferro per il basket erano ancora appesi al muro, ma le reticelle erano scomparse. Una balconata per gli spettatori correva tutt'attorno allo stanzone, e mi pareva di sentire, vago come l'aleggiare di un'immagine, l'odore acre di sudore misto alla traccia dolciastra della gomma da masticare e del profumo che veniva dalle ragazze che stavano a guardare, con le gonne di panno che avevo visto nelle fotografie, poi in minigonna, poi in pantaloni, con un orecchino solo e i capelli a ciocche rigide, puntute e striate di verde. 

Cercavo un aggettivo che potesse definire la sensazione che mi dà questo romanzo e non ho trovato di meglio: respingente
Un libro irrinunciabile e talmente forte da essere respingente è un ossimoro per me perfetto a descriverne la sensazione che lascia. Farei meglio a esordire scrivendo che chiunque ami una scrittura efficace, aderente alla propria materia, deve leggere questo libro, per quel connubio di trama e stile intimamente connessi, per il tema forte e delicato insieme, perché oggi, qui e ora, un tema come questo non viene avvertito più a distanza siderale, anzi. 

sabato 7 settembre 2019

Mio fratello rincorre i dinosauri - il film

Questa recensione è riservata a un film, uscito lo scorso giovedì, di quelli che non si possono perdere, protagonista ne è Francesco Gheghi
Sì, proprio lui, l'allievo che ha mosso i primi passi nella recitazione in tre anni di mio laboratorio ragazzi, il tenero Lisandro di una riduzione del Sogno di Shakespeare, l'energico Stregatto in Alice nel Paese delle meraviglie - che trovate qui - il bravissimo e indimenticabile mio Peter Pan, di cui ho scritto qui
Questi anni con Francesco sono stati indimenticabili, vibranti, speciali, inframmezzati da due sue precedenti esperienze importanti - il ruolo del ragazzo del passato nella trasmissione televisiva di Mika e il ruolo nel film Io sono tempesta con Marco Giallini - e culminano in questo film che lo vede al centro di una storia che tutti hanno amato, leggendo il best seller di Giacomo Mazzariol: Mio fratello rincorre i dinosauri
Il libro in sé è già un piccolo gioiello, perché approccia il tema della disabilità da un punto di vista inedito. Chi scrive è il fratello maggiore di un ragazzino down e il suo racconto non vuole dimostrare al mondo cosa un bambino con un cromosoma in più possa fare, quanto piuttosto portare il lettore dentro quel mondo particolare, fatto di tanti limiti eppure speciale, in cui la percezione delle cose è diversa, in cui l'incanto è sempre possibile.

domenica 25 agosto 2019

Notre-Dame de Paris - Victor Hugo

Incipit: Son oggi trecentoquarantotto anni sei mesi e diciannove giorni dal dì che i parigini si svegliarono al frastuono di tutte le campane suonanti a distesa nella triplice cinta della Cité, dell'Université e della città intera. 
Tuttavia il 6 gennaio 1482 non fu uno di quei giorni che la storia ricorda. Niente di memorabile nell'avvenimento che scuoteva così, fin dal mattino, le campane e i borghesi di Parigi. 

Il vero e proprio incipit di questo romanzo, di cui riporto solo le prime righe, è questo. A essere precisi, però, il romanzo si apre con una piccola prefazione dell'autore, quel celebre riferimento che riporta la data Marzo 1831, in cui Hugo parla di sé in terza persona, annunciando fra le righe un intento ultimo di questo monumentale romanzo: guardare indietro, al Medioevo, e rivalutarne la portata e l'importanza
'𝛢𝛮𝛢𝛤𝛫𝛨

La parola greca traducibile in "destino", che l'autore immagina essere stata scolpita in una delle torri della cattedrale, è il leit motiv di questa lunga narrazione, e qui ravvisiamo un ulteriore scopo, molto fedele allo stile di Hugo, ossia portare il lettore all'interno di una trama complessa da cui impara che una tragica e fatale necessità governa i destini dell'uomo.
È evidente che alla base del romanzo ci sia stato un progetto cui l'autore si attiene fedelmente. Non è previsto un "lieto fine", anzi. La finzione diventa una fedele imitazione della vita, giacché la storia, ambientata alla fine del XV secolo, è costruita rispettando eventi e parametri del tempo. 
Non sarebbe improprio definirlo, pertanto, "romanzo storico", se cerchiamo di individuare un genere. 

venerdì 2 agosto 2019

La bella estate, un tuffo negli anni Novanta.

Agosto è già qui. L'estate scorre come sempre veloce e sull'onda di abitudini che in parte riviviamo, in parte possiamo solo ricordare. 
Io quest'anno a luglio non mi sono mossa, impegnata come sono a sorvegliare i lavori di ristrutturazione della nuova casa.
La pelle senza un velo di abbronzatura già in luglio non è da me, ma tant'è. Fra pochi giorni andrò in Calabria per una sola settimana, quindi sarà un'estate dalle vacanze mordi e fuggi. 
L'estate per noi insegnanti è quel periodo che segna un certo significativo riposo dalle fatiche scolastiche - con tanto di critiche da parte di chi non sa niente di questo mestiere. I due mesi di stop servono per corroborare le forze e ripartire a settembre con le energie giuste per un nuovo anno scolastico. 
Insomma, eccoci a metà percorso di riposo e immersi in quel tempo dilatato e sonnacchioso che poco spazio lascia all'attività. 
In estate non riesco a combinare granché con la scrittura. Il cervello langue in una pigrizia assoluta. Tutt'al più posso leggere, alternando periodi di full immersion in qualche libro che mi piace a periodi in cui sembro non voler cominciare nulla. Non è un caso che mi stia trascinando da settimane nella lettura intermittente di Notre Dame de Paris di Hugo.

mercoledì 24 luglio 2019

È tutta questione di rispetto

Stamattina voglio concedermi e sottoporvi una riflessione. Pensiamo a una parola semplice semplice, comunissima ma non banale: rispetto
A parte la bella origine etimologica, che ci porta al latino respicio - ossia "guardare", pensare al suo significato apre infinite possibilità.
Questo elenco viene fuori da quello che ho capito io sul rispetto. 

Rispettare non significa mai sacrificare una parte di sé per l'altro, quanto piuttosto "considerare l'altro nella sua totalità", nel suo pieno diritto in quanto persona con pregi e difetti. 

Rispettare significa "prendere in considerazione" anche e forse soprattutto in momenti non facili. Se il rispetto dovesse dipendere esclusivamente dal nostro perfetto accordarci con l'altro, allora sarebbe di per sé cosa semplice. Invece, il rispetto ti "frega", perché per essere tale dovrebbe prescindere dall'andare d'accordo.

Rispettare significa "accettare" - potremmo anche dire "tollerare" se proprio ci viene difficile - chi la pensa in modo del tutto diverso. Oggi, nell'epoca del commento facile, del giudizio aprioristico, dello scortese slang virtuale, questa cosa è diventata difficile da praticare, e impossibile per coloro che in rete danno sfogo al proprio modo irrispettoso di rivolgersi all'altro. Ahimè, questa mancanza di rispetto non appartiene però solo ai social, ma al comune dialogare tout court.

mercoledì 17 luglio 2019

Grazie, Maestro.

Se ne va oggi uno degli ultimi Maestri, uno di quelli veri, venuti fuori da un'epoca difficile, formatisi in decenni di studio ed esperienza. 
Cultori del senso critico, fini conoscitori di etica perché conoscitori della Storia, amanti della letteratura d'ogni dove e tempo.
E scrittori, e maestri di vita. 
Andrea Camilleri era tutto questo e lo resterà.

I suoi detrattori non gli riconoscono né grandezza né diritto di opinione. Tutto nella norma, perché uno come Camilleri è stato "scomodo" in particolare negli ultimi anni, in questa epoca di disprezzo da cui ha preso le distanze, accusando molti politici di non conoscere la Storia. Cosa che mi trova perfettamente d'accordo. 
Confesso: ho conosciuto Camilleri solo nell'ultimo ventennio, quando una sera, del tutto per caso, chiesi a mio padre cosa stesse vedendo in tv.
Mio padre, da buon siciliano nato nella sua stessa provincia, rispose che Montalbano era diventato per lui un appuntamento fisso, imperdibile. Il personaggio che ha reso celebre Camilleri è qualcosa di importante per me, perché legato al ricordo di mio padre.

lunedì 8 luglio 2019

Come si fa funzionare una pagina Facebook?

Dal titolo parrebbe che io sia una grande esperta in materia, invece non è così. 
Diciamo che col tempo e l'esperienza ho imparato quel che c'è da sapere, di base, se si decide di aprire una pagina Facebook. 
Ma chissà quanto devo ancora imparare. 
Un po' di storia prima, può aiutare a capire dove voglio andare a parare. 
Credo di aver aperto finora un buon numero di pagine e tutte per motivi differenti. 
Un tempo amministravo un forum, così avevo aperto una pagina afferente senza sapere nulla riguardo al saperla gestire, così durò solo qualche mese. Poi mi aprii una pagina che ebbe un certo successo, si chiamava Una stanza tutta per sé, interessava in particolare un pubblico femminile, perché mi divertivo a postarvi citazioni accompagnate da immagini molto belle della campagna inglese. 
Questa pagina fece in pochi giorni circa 3000 Like e andava a gonfie vele, poi... morì miseramente. 
Sì, perché nel frattempo il team Zuckerberg si era inventato una cosa che avrebbe sovvertito in maniera irreversibile il mondo delle pagine fb: l'aggiornamento dell'algoritmo che fece precipitare la visibilità di ogni post. 

domenica 30 giugno 2019

... e poi loro, la pietra d'angolo.

Questo e il mio ultimo post sono strettamente correlati, me ne rendo conto. 
Dopo aver scaricato la mia insoddisfazione per coloro verso i quali a nulla o a pochissimo è valso l'impegno dell'insegnante, è tempo adesso di gioire per quella percentuale di ragazzi che, a diversi livelli, hanno realmente spiccato il loro primo promettente volo.
C'è bisogno di parlarne, in questo momento così terrificante fatto di disprezzo e becero maschilismo. C'è bisogno di bellezza, di gente perbene e vera, di lotta, di speranza. 
I giovani di cui scrivo non sono solo coloro che hanno terminato bene il loro triennio delle medie, sono anche i giovani che conosco appena, alcuni posso osservare da lontano, di altri mi si raccontano gesta degne di rispetto e ammirazione. 
Sono pietra d'angolo, metafora che mi è balenata in mente ieri, perché nulla è importante come quella sola pietra che sorregge l'intera struttura, e questi giovani così appassionati e belli di una bellezza radiosa diventano esempi e ci consegnano l'immagine di un futuro in cui saranno adulti e saranno "qualcosa" di buono nella collettività.

giovedì 20 giugno 2019

Elucubrazioni da prof.

Quattro anni fa, scrivevo questo post
A rileggerlo mi domando quanto si possa cambiare in pochi anni la propria ottica e soprattutto quanto questo mestiere possa stancare. Ok, siamo alla fine dell'anno scolastico, quindi il post che sto scrivendo è certamente condizionato dalla stanchezza
Forse proprio per questo devo scriverlo adesso. 

Dal momento che quest'anno alla stanchezza mentale e fisica si è aggiunta una forte componente di delusione e arrabbiatura (per non voler usare l'altra parola, quella più efficace), devo sottoporre il mio metodo a un'analisi e fare un bilancio di ciò che è stato. 
Partiamo dal fatto che essendo insegnante di Italiano, non ho mai più di due classi, essendo il mio lavoro ripartito su un numero di ore frontali abbondante in entrambe (diverso insomma da chi ha due sole ore settimanali per classe - Ed. Tecnologica, Musicale, Arte, Motoria). Nella classe terza ho dieci ore settimanali, nella classe prima che mi è capitata ne ho avute sei + due ore di potenziamento in cui mi sono occupata di teatro e giornalismo. Poi c'è tanto lavoro sommerso che noi insegnanti svolgiamo fra riunioni dipartimentali, consigli di classe, collegi docenti, corsi di aggiornamento, correzione di compiti.

giovedì 6 giugno 2019

Il Trono di spade: apologia di una trama perfetta.

A pochi giorni dalla conclusione della saga televisiva più celebre degli ultimi tempi, visibile in 185 Paesi, i bilanci in rete sono tanti. Vi aggiungo il mio, pensato a lungo perché si tratta di fare una sintesi fedele e quanto più possibile completa.
NON CONTIENE SPOILER. 
Comincio col dire che non sono stata fin da subito una aficionada della serie. Come tantissimi, che ancora non ne hanno visto una sola puntata, l'ho scoperta solo al termine della sesta stagione. 
Vedevo in giro decine di immagini e commenti, ma la cosa non mi attirava, perché non amo particolarmente il genere fantasy, non scattava quella curiosità, insomma. 
Poi mi imbattei qualche anno fa in un paio di persone che mi garantirono, conoscendomi e sapendo quanto sia esigente, che sarebbe bastato vedere le prime puntate per restarne avvinta. 
Ebbene, così è stato.
Se ciò che trattiene chi si dichiara indifferente a GOT è la certezza di trovare qualcosa di simile al Signore degli anelli, Lo Hobbit, La storia infinita, Willow o Excalibur - per quanto diversi di questi film possono dirsi molto buoni - cambi del tutto direzione: questa è una storia diversa. E lo è per quanto il suo autore e i suoi sceneggiatori abbiano attinto ad archetipi esattamente come tutti gli autori di genere.
Questa grande storia finisce per non essere definibile semplicemente come "fantasy", è uno dei suoi tanti aspetti, poiché è una storia piuttosto legata alla migliore epica classica e medievale. 
Il titolo originale non è proprio felice, farebbe pensare a un gioco da Playstation, in effetti. Meglio il titolo dell'edizione italiana, che punta il proprio focus sull'oggetto del contendere: un trono fatto di spade, proprio di spade sottratte ai nemici e riciclate per farne un seggio regale. 
Originale, no?