giovedì 22 aprile 2021

Ogni blogger una domanda... Intervista collettiva!

Era da un po' che pensavo a un post diverso, che rompesse gli schemi e creasse un'occasione di condivisione.
Mumble... mumble... e voilà! 

Perché non proporre un meme - quiz a tutti gli amici e le amiche blogger che seguo? 

Senza troppa improvvisazione, ma cercando di fare a ciascuno di voi una domanda mirata, ispirata ai vostri blog, a quello che ho capito della vostra personalità
In questi sei anni di blogging mi sono interfacciata con tante persone. Il blog mi ha permesso di conoscerne un bel po', sebbene virtualmente, con alcune è stata subito simpatia, affinità, con altre meno, ma posso ben dire che è sempre un piacere confrontarmi, lo sento per natura. 

L'intervista collettiva vuole essere un modo per stuzzicare la vostra creatività qui, in questo angolo scrittorio, quindi siate generosi/e, apritevi, stupite chi vi leggerà, abbracciate una dote irrinunciabile: la leggerezza. :)
Spero che tutte le persone citate vogliano partecipare, altrimenti, no problem, non è obbligatorio. 
Condividete il post sui social, se volete, facciamoci conoscere! 

1. Per Marina Guarneri, del blog Il taccuino dello scrittore.
Se tu potessi preparare un piatto speciale, di quelli che ti riescono bene, per uno scrittore o una scrittrice, per chi lo prepareresti e perché? Che tipo di piatto sarebbe?
2. Per Cristina Cavaliere, del blog Il Manoscritto del Cavaliere:
Hai la possibilità di vivere un giorno in uno dei tuoi romanzi storici. Dove ti recheresti, che personaggio saresti? Puoi scegliere fra quelli da te creati o uno che accompagni un personaggio. 

QUI trovate il bellissimo racconto di Cristina.  

3. Per Nick Parisi, del blog Nocturnia
Immagina di essere venuto a capo del più grande mistero fra i misteri. Solo tu ne conosci l'epilogo, senti l'irrefrenabile desiderio di raccontarlo. Condensalo in un piccolo articolo che lo renda senza dubbio credibile. 

QUI trovate il racconto che Nick ha scritto. 

4. Per Elena Ferro, del blog Volpi che camminano sul ghiaccio: 

Sei al Premio Strega, tra i finalisti per "Càscara", che ti ha lanciato nell'olimpo degli scrittori e scrittrici note. Immagina di dover raccontare al pubblico perché sei assolutamente certa che vincerai il primo premio. 

5. Per Antonella Mecenero, del blog Inchiostro, fusa e draghi:

Hai la possibilità di fare un salto indietro nel tempo e incontrare una giovanissima Ursula K. Le Guin che ha il blocco dello scrittore e vuole mollare il suo sogno di diventare una grande scrittrice. Devi incoraggiarla a continuare senza palesarti cime futura lettrice, appellandoti a quanto hai imparato da lei e alle tue capacità di scrittrice. Cosa le diresti? 

6. Per Barbara Businaro, del blog Webnauta:  

Sei dinanzi alle pietre di Craigh na Dun e puoi varcare la soglia del tempo. Dove scegli di andare e soprattutto cosa scegli di portare con te? Scrivi l'incipit del tuo racconto. 

7. Per TOM, del blog The Obsidian Mirror

A 10 anni dall'apertura del blog, durante la notte, ricevi la visita di uno dei personaggi di cui hai scritto in uno o più post. Il più inquietante. Si siede sul tuo letto e ti guarda. Poi apre bocca per proferire una frase sibillina. Descrivi il suo aspetto e facci sapere cosa ti dice. 

8. Per Maria Teresa Steri, del blog Anima di carta:

Scegli un personaggio di Bagliori del buio o uno di Come un dio immortale e immagina che ti faccia le sue rimostranze su un passaggio della storia. Scegli fra scrivere le parole che ti direbbe oppure un dialogo fra voi, breve e conciso, in cui ti appelli al tuo diritto di scrittrice di fare come la tua immaginazione ti suggerisce. 

QUI trovate il dialogo scritto da Maria Teresa. 

9. Per Grazia Gironella, del blog Scrivere Vivere

Immagina di incontrare un celebre scrittore o scrittrice di cui non ti è proprio piaciuto il libro, benché famoso, e dirgliene quattro senza pudore su come doveva essere quella storia. 

10. Per Long John Silver, del blog Il rifugio di Long John Silver:  

Sei sull'isola del tesoro anelato da Silver e stai dissotterrando un forziere dopo avergli sottratto una mappa preziosissima. Lo apri, lui compare alle tue spalle. Cosa succede? Regalaci un pezzetto di un romanzo ideale. 

11. Per Ludo, del blog Ludo's blog:

Sei diventata una famosa illustratrice in stile manga e hai scelto di ambientare la tua storia nella terra in cui hai scelto di vivere. Come sarebbe il tuo personaggio? Quale sarebbe la sua missione? 

12. Per Giulia, del blog Liberamente Giulia:  

Incontri il protagonista dei tuoi romanzi gialli, Saverio Sorace, in un luogo a tua scelta. Appare molto provato per non essere ancora riuscito a risolvere un enigma. Sei uno dei personaggi di un romanzo ancora non scritto. Chi scegli di essere e quale suggerimento gli daresti? Scrivi il tuo incipit. 

13.  Per Accadebis, del blog Accadebis

Sei Astolfo sulla Luna e hai la possibilità di trovare il senno di un personaggio noto della musica dei secoli passati, immaginando che lo abbia perso a causa di qualcosa o qualcuno. Mentre sei alla ricerca, rinvieni le ampolle di sentimenti ormai perduti, valori, quello che preferisci. Raccontaci. 

14. Per Cristina Malvezzi, del blog Athenae Noctua

Stai vivendo una delle mirabili pagine delle Metamorfosi di Ovidio. Puoi scegliere in cosa trasformarti. Inventa una ragione del perché tu stia subendo quell'incantesimo. 

15. Per Marco Lazzara, del blog Arcani

Sei dinanzi alla corte di un tribunale come unico imputato appartenente al "lato oscuro della forza" e devi difendere l'alto - a tuo parere - compito di tutta la compagine, il fine ultimo, appellandoti a una missione importante. Scrivi la tua difesa. 

16.  Per Giacinta, del blog Il cavallo di Brunilde

Riporta quello che per te è l'incipit perfetto e abbina un brano di musica che possiamo ascoltare mentre lo leggiamo. 

17. Per Anna Maria, del blog Gioire in musica

Hai la possibilità di incontrare il tuo compositore prediletto e suggerirgli un tema che ti è particolarmente caro, perché possa comporvi un brano. Scrivi direttamente a lui. 

18. Per Moz, del blog Moz O'Clock:

Puoi scegliere di vivere un giorno negli anni Ottanta, dicci dove sei, con chi sei e cosa stai facendo. 

19. Per Ariano Geta, del blog Ariano Geta 

Hai la possibilità di vivere un'avventura ai limiti del paranormale con Yumi e Nana. Racconta. 

20. Per Marco Freccero, del blog Marco Freccero

Incontri Fëdor Dostoevskij nello scompartimento di un treno. Come attaccheresti un discorso con lui? Immagina un dialogo fra voi due. 

E dopo questa lunga carrellata di domande "personalizzate", a voi la tastiera. :) 

Se trattasi di testo breve, fatene un commento qui sotto, se di testo lungo e volete farne un post sul vostro blog, riportatene qualche riga nel commento qui sotto e poi rimandate ai vostri blog tramite link. 

P. S. Se avete voglia di ripetere l'esperienza nei vostri blog, portate con voi l'icona del meme-quiz e citate questo blog, per il resto procedete a briglia sciolta. :)

74 commenti:

  1. Sapevo che alla fine la mia passione per Fedor mi avrebbe incastrato in qualche cosa del genere ;)

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    1. Mi aspetto un bello scritto. ;)
      Lo scrivo per prima a te: l'intervista è stata pensata per i commenti sotto al post. Ciascuno può lasciare il proprio contributo scrittorio proprio sotto a questo post.

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  2. Luz è un'idea meravigliosa! Grazie per avermi coinvolta, accetto volentieri, come possiamo farlo? Preferisci un commento qui, una mail, un post su facebook? Istruiscici

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    1. Grazie! Stava sfrigolando qualcosa fra le sinapsi ed è uscita questa cosa. :) Ciascuno può lasciare il proprio contributo scrittorio proprio sotto a questo post.

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  3. Ma sai leggere nel pensiero? Perché in effetti sto lavorando proprio su qualcosa che sia più esteso di una serie di strisce. Non entro nei dettagli (ancora il progetto è troppo acerbo) ma forse fra qualche mese l' "avventura ai limiti del paranormale" con Yumi e Nana (e il qui presente) la potrei vedere coi tuoi occhi ;-)

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    1. No dai, troppo bella 'sta cosa. :)
      Allora condensa in uno scritto che possa essere contenuto in un commento. Ciascuno può lasciare il proprio contributo scrittorio proprio sotto a questo post.

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    2. Allora... Per Yumi e Nana è giunto il momento della verità: in una sola notte dovranno affrontare i loro rancori, gli ex compagni di classe e un terribile complotto in un antico maniero pieno di sorprese macabre... ma non paurose ;-)

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  4. Tu quoque bruto! Ma tu quoque tanto! :D :D :D
    (Si, lo so che è sbagliata, ma mi piace così).
    Con quella domanda lì tu mi istighi al peccato. Di andare contro zia Diana, a cui non piacciono le fan fiction tanto per cominciare, di profanare un testo sacro come Outlander, e cadere in molteplici tentazioni. Ci penso su, anche perché in questo momento sto studiando per un esame, da due mesi, mancano due settimane alla data fatidica, le probabilità mi danno come il brocco che arriverà ultimo o penultimo, ma non posso esimermi. Poi arrivo eh. Che io alle pietre di Craigh na Dun ci penso, ma non nel modo che credi tu. :P

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    1. Non potevo che partire da quelle pietre, ti ho vista letteralmente davanti ai monoliti! XD
      Quando puoi/vuoi. Ciascuno può lasciare il proprio contributo scrittorio proprio sotto a questo post.

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  5. Bellissima domanda, Saverio Sorace ringrazia, ma l’incipit lo scrivo e poi lo riporto qui nel commento oppure lo metto nel mio blog? Intanto medito sulla creazione.

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    1. Cara Giulia, ho appena messo un'aggiunta al post e preciso anche qui: se è un testo breve, si può farne semplicemente un commento al post, se è un testo lungo e si ha voglia di portarlo per intero nel proprio blog, allora basterà riportarne le prime righe nel commento e poi mettere il link al proprio blog scrivendo "continua su...".

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    2. Spero non sia troppo lungo:
      Incipit: Saverio Sorace, una nuova indagine

      Stava aspettando l’arrivo della sera, nella speranza di trovare sollievo al caldo di quelle afose giornate di agosto. Si distese sull’erba all’ombra di uno degli alberi del parco, era esausta, avrebbe voluto chiudere gli occhi e smettere di pensare. Lo vide arrivare, aveva lo sguardo spento, stanco. Forse era preoccupato per quel nuovo caso, quell’orrendo crimine di cui aveva sentito parlare in tv.
      Gli aveva dato appuntamento in quel luogo perché sarebbe stato più facile raccontargli quella storia, era giunto il momento di svelargli chi fosse, di svelargli il suo ruolo in quella indagine, finora era solo una persona informata dei fatti, ma lei aveva avuto una funzione molto più importante in quel delitto ed era giunto il momento di parlare.
      Il commissario si avvicinò, l’aveva individuata subito appena arrivato all’imbocco del parco.
      “Buona sera, Francesca, ho cercato di fare in fretta, la sua telefonata mi ha sorpreso, mi chiedo anche perché ha voluto incontrarmi qui, al parco dei cedri, e non in commissariato”.
      “Buona sera Commissario” rispose lei alzandosi in piedi.
      “Possiamo sederci su quella panchina, staremo più comodi”.
      Lui annuì, non capiva ancora cosa ci facesse lì, ma era curioso, capiva confusamente che quella donna aveva delle informazioni importanti per la soluzione di quel caso così intricato, ma era solo una sensazione.
      “Allora, non mi dica che ha visto qualcosa nei suoi tarocchi?”
      Francesca sorrise.
      “Si ricorda ancora di quello che le ho detto quella volta, quando vi ho fatto le carte?”
      “Certo, come potrei dimenticarlo, è arrivata molto vicino alla realtà”.
      “Però era molto scettico”.
      “Lo ero, ma non siamo qui per parlare di questo, vero? Che cosa vuole dirmi?”
      La donna sospirò, di colpo stava perdendo il coraggio, era un argomento difficile da affrontare, ma doveva parlare, non poteva più tenersi dentro quel segreto.
      “Devo raccontarle una storia Saverio, è una storia cominciata diversi mesi fa, quando sono venuta a Bologna e ci sono rimasta mio malgrado per tutto questo tempo”.
      “Ha a che fare con la mia indagine?”
      “Sì” sussurrò lei in un soffio. “Per favore però, non mi interrompa, altrimenti non ce la faccio. Ho bisogno di cominciare dal principio, da quando tutto è cominciato”.
      Lui fece un cenno con la testa, adesso era curioso, ma anche un po’ in apprensione. La guardò, era una donna bellissima e misteriosa, ne era sempre stato un po’ affascinato, ma ora avvertiva qualcosa di sinistro in lei, che prima non aveva mai percepito.
      Francesca cominciò a parlare.




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    3. Giulia, molto bello, cattura indubbiamente l'attenzione. Come incipit contiene proprio quello che un lettore cerca: ne vorrebbe sapere di più.
      Brava. Un personaggio che legge i tarocchi può offrire un ampio panorama di possibilità, lo hai mai inserito in un tuo romanzo?

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    4. Francesca è un personaggio de Il respiro dell’alba, quarto episodio di Sorace, una donna affascinante che sa leggere i tarocchi e infatti fa delle previsioni per Sara e Saverio. Ho iniziato a scrivere e mi è venuta in mente lei, credo che reclami un po’ di attenzione in un prossimo romanzo...chissà

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    5. Un bellissimo pezzo Giulia, Francesca merita pienamente il palco, e non vedo l'ora di conoscerla meglio!

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    6. 👏🏻👏🏻👏🏻

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    7. grazie per l'apprezzamento ragazze :-)

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  6. Grande Luana! Ci sarà da divertirsi a leggere le risposte di ognuno dei tuoi ospiti d’onore.
    Io, intanto, penso al mio piatto e al mio scrittore! 😉

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    1. Perché ho la vaga sensazione di sapere per chi preparerai quel piatto?? :D

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    2. Sì, è lui. Sono certa che lo abbia indovinato. ;)

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    3. Ho letto sotto e non è lo scrittore che avevo immaginato! XD
      Immaginavo Foster Wallace! Ora vado a rispondere.

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    4. Nuuu, e a quello che pietanza gli fai: uno stufato di oxicodone cloridrato con acetaminofene! 😂🤣😂

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    5. In effetti... che piatto gli avresti potuto preparare? Una bomba a orologeria. :-D

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  7. Ma che meraviglia questa tua iniziativa, grazie di cuore! Pensavo che potrei preparare addirittura un post per l'occasione, anche con delle immagini, e poi rilanciare tutto sui social. Sto già oliando la mia macchina del tempo... a presto! <3

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    1. Oh, grazie per il tuo apprezzamento, Cristina! Come ho riportato negli altri commenti, la risposta andrebbe riportata sotto a questo post, ma parlandone con qualcuno (un nome a caso, il brillante Moz, al quale l'idea è piaciuta molto e vuole portarla nel suo blog), si potrà poi farla sviluppare con un post proprio, declinando il meme verso altri blogger, ecc. :)

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    2. Viaggio nel tempo con sorpresa

      Ebbene sì, confesso che il mio primo impulso sarebbe stato quello di approfittare della mia macchina del tempo per lanciarmi a tutta birra nella Parigi del 1789 e dintorni. Com’è noto siamo nel periodo della rivoluzione francese, e all’epoca la città era una specie di fogna a cielo aperto. Ce lo racconta il nostro autore di tragedie e poeta Vittorio Alfieri nella sua autobiografia, definendola appunto una “fetente cloaca” e, in uno dei suoi sonetti satirici, la chiama “il gran Lutópoli” cioè la città del fango. Il conte Alfieri era un personaggio un tantino sopra le righe, per usare un eufemismo, e aveva il dente avvelenato coi francesi per svariati motivi; però ho riso molto delle sue esternazioni perché questo dato è verissimo. Ce lo conferma anche Louis-Sébastien Mercier nel suo “Tableau de Paris”, una sorta di resoconto giornalistico molto affidabile.

      Accantonata dunque l’idea di andare Parigi per conoscere i miei amici rivoluzionari, e riponendo nel cruscotto la molletta per il naso, ho impostato la rotta arretrando di molti secoli: per la precisione all’epoca della cosiddetta Prima Crociata del 1099 dove ho ambientato i miei romanzi del ciclo “La Colomba e i Leoni”. La mia destinazione sarà Gerusalemme, che in questa vita non ho mai visitato, e atterrerò sul tetto della moschea di al-Aqṣā, considerata dagli ebrei il tempio del re Salomone, poi trasformata in palazzo reale dai capi cristiani dopo aver conquistato la Città Santa.

      Speriamo che la funzione dell’invisibilità di cui è provvisto il mio veicolo mi consenta di atterrare senza essere notata, o in caso contrario il mio arrivo potrebbe essere scambiato per un celeste prodigio. Potrebbe dunque far accorrere soldati, monaci, nobili e gente di ogni risma, che mi osserverebbero con il naso all'insù dalla spianata del tempio. Nel Medioevo il popolo era prontissimo a vedere mostri e forme fantastiche in ogni nuvola, santi che accorrono in battaglia per aiutare l’uno o l’altro schieramento, spade sguainate che balenano nei raggi del sole, e chi più ne ha più ne metta.

      Per quanto riguarda il personaggio che ho scelto di incontrare… lo scoprirete a breve! Seguitemi in questa mirabolante avventura.

      (continua su:
      http://www.ilmanoscrittodelcavaliere.it/2021/04/ogni-blogger-una-domanda-intervista.html)

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    3. Cara Cris! Non vedo l'ora di leggere il seguito! Vado a gustarmelo sul tuo blog.
      Grazie per il tuo entusiasmo e per la partecipazione, che hai trasformato in una bellissima esperienza per chi scrive e per chi legge. :)

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  8. Così su due piedi non saprei, ma ci penso e a breve scriverò qualcosa. Bella idea e un salutone

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    1. Attendo il tuo commento qui, sono curiosa. :)

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  9. Bella domanda, a cui voglio rispondere assolutamente.
    Sono bambino, è la fine del decennio. È primavera, quelle giornate piacevolmente calde di giorno che rinfrescano abbastanza di sera.
    La mattina alle elementari, pomeriggio cartoni (su tutti: He-Man), gioco in cortile, gioco a casa con un amico (Masters e Lego). Tardo pomeriggio esco con mamma per delle commissioni, l'imbrunire e le luci della città sono affascinanti.
    Cena junkfoodesca (Sofficini e simili), sera giro in auto con papà e mamma e poi qualcosa in tV prima di dormire.
    Ripetere :)

    Moz-

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    1. Grazie, Moz, la tua è la prima risposta ufficiale al meme. :)
      Ho presente quelle giornate. Sembra di sentirle sulla pelle. E le luci. Le luci nel ricordo si fanno più belle. I giochi fra il cortile e le case, la semplicità di un vita fatta di Sofficini e merende. E la tv prima di dormire.

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    2. Contento di aver battezzato il meme^^
      Sì, io potrei replicare quelle sensazioni non dico ogni giorno ma quasi^^

      Moz-

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    3. I sofficini, un must della nostra crescita (infatti si dice dimmi come mangi e...) Io divoravo anche i Buondì Motta e i Wafer della Wamar, piccoli e a quadretti, buonissimi. Un vero peccato che la fabbrica non ci sia più, come tante altre qui a Torino dopo gli anni '80...:D

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    4. Che meraviglia, gli anni ‘80! Io ricordo più il periodo delle medie e poi di tutto il liceo. Il mio must pomeridiano era vedere la tv con una fetta di pane e ciao cream preparata da mia madre.

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    5. Eheh, io con pane e Nutella... poi magari giochi in cortile...
      Io sento di non essere mai uscito da quel mood :D

      Moz-

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  10. Iniziativa stimolante, Luz, anche se io non sono molto portata per queste cose...Però non mi tiro indietro, solo dammi tempo perché oggi sono un po' incasinata.
    Grazie!!!

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    1. Cara Anna Maria, ho appena messo un'aggiunta al post e preciso anche qui: se è un testo breve, si può farne semplicemente un commento al post, se è un testo lungo e si ha voglia di portarlo per intero nel proprio blog, allora basterà riportarne le prime righe nel commento e poi mettere il link al proprio blog scrivendo "continua su...". Quando puoi/vuoi. Partecipazione libera. :)

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    2. Il mio compositore prediletto è Bach, ma mi è uscita una cosa demenziale. Scusami, Luz!!! Del resto volevi un po’ di leggerezza…Eccomi allora:

      “Ciao Johann Sebastian, sono Annamaria del blog “Gioire in Musica” e ti scrivo per porti alcuni interrogativi, ma anzitutto per chiederti una cosa che mi sta particolarmente a cuore: dall’angolo del Paradiso dei Musicisti dove certamente sei, assiso su di uno scranno tra i più alti, immagino vicino a Santa Cecilia…lo leggi il mio blooog ??? Non per altro, ma lo vorrei sapere perché ti ho dedicato la bellezza di 77 brani – dico settantasette!!! – e mi farebbe piacere ricevere un tuo parere sul mio lavoro di questi anni. A parte questo, però, vorrei anche porti le seguenti domande:

      1)Come reagisci di fronte ai tanti gruppi che oggi cantano e suonano la tua musica a tempo di jazz o la danzano a ritmo di breakdance? Apprezzi questo modo di rivisitarla o ti pare una dissacrazione? Perché a me, a dire il vero, piace moltissimo!

      2)Se vivessi oggi nel nostro mondo così diverso dal tuo e dovessi scrivere una composizione ispirata al nostro tempo, quali aspetti sceglieresti per descriverlo? Ti ispireresti al frastuono delle grandi metropoli o preferiresti gli innumerevoli suoni della natura? Privilegeresti tempi veloci o lenti?

      3)Quali forme musicali useresti? Ancora la Toccata, la Fuga, il Concerto, la Sarabanda, la Giga, la Ciaccona, la Cantata, o te ne inventeresti altre?

      4)Useresti ancora l’organo, il clavicembalo e i tradizionali strumenti da orchestra da camera o faresti musica con l’ausilio di strumenti elettronici?

      5)Cosa pensi delle recenti applicazioni dell’Intelligenza Artificiale per comporre musica? (Sei aggiornato vero su queste cose…?)

      6)E da ultimo…apriresti un blog di musica come la sottoscritta???

      Nella speranza che le mie domande non ti siano parse impertinenti e in attesa di un cenno dall’alto… ti saluto caramente augurandomi che – quando un giorno ti verrò a trovare – tu mi riservi un posto nel coro che certo dirigi. Tranquillo, ho poche pretese e mi basta essere anche l’ultima ruota del carro, ma ti assicuro che mi sentirò in Paradiso!!!

      Tua devotissima Annamaria"

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    3. Beh, facci sapere se ti risponde :D

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    4. Non direi demenziale. Hai risposto a un’intervista e ne hai proposta una. Splendido!

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    5. Carissima, che bello il tuo intervento! Alla tua domanda n. 1 sono andata su You Tube a scegliermi un brano in versione moderna e ho scelto Air, di David Garrett, una splendida e rispettosa versione dell'aria sulla quarta corda (che la sigla di Superquark ha reso celebre, eh, la tv e il suo potere...).
      E poi che vivacità la tua scrittura! Ti penso ancora sulla cattedra, devi essere stata una prof speciale, fuori dall'ordinario. Prima o poi ti riserverò un'intervista. Per ora, gusto ancora e ancora la tua proposta per questa mia idea di condivisione e te ne ringrazio moltissimo. :)

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    6. Ma grazie a voi!!! Qui mi sono divertita!

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    1. L'ho trovato davvero azzeccato e nel tuo stile, molto bello. Come ho scritto di là, non distinguo la realtà dalla fantasia, il che è tutto dire. :)

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    2. LA NOTTE DELL'ASSASSINO.

      Napoli, zona dei Colli Aminei. E' la notte che segna il passaggio tra il mese di Aprile e quello di Maggio dell'anno del Signore 2000. E Nicola X (per il momento lo chiameremo così) non riesce a prendere sonno. Nicola il primo di Maggio compirà dieci anni , un'età che per lui significherà una sorta di rito di passaggio. Non sarà più un bambino come la sorella minore Anna e spera di non essere più la vittima preferita delle angherie del fratello maggiore Stefano. Stefano X è uno studente a tempo perso della Facoltà di Medicina al vicino Secondo Policlinico.

      Da tanti anni ormai .

      Stefano X avrà superato in tutto tre o quattro esami, ma si è fatto subito conoscere tra i colleghi ed i professori per il suo grande servilismo e per la sua continua ricerca di raccomandazioni. Nel tempo libero adora fare dispetti al fratello minore.

      Ma quella notte niente è più lontano dai pensieri di Nicola di suo fratello. Domani Nicola festeggerà: suo padre impiegato in Banca gli ha promesso il più bel regalo che abbia mai visto. In segreto il padre bancario gli ha già comprato diversi giochi per la Playstation. La madre casalinga preparerà al figlio la sua torta preferita.

      Ma per quel primo maggio non ci sarà nessuna torta per Nicola X e quel bambino non giocherà mai più con la Play.

      Quella notte il Male entra nella vita di Nicola X e la cambierà per sempre.
      (Continua....su https://wwwwelcometonocturnia.blogspot.com/ )

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    3. Ma è tristissimo! Vado a leggere il resto

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  12. Ehi mi piace sta cosa!! E se mi infilo e fai una domanda anche per me?! ;)

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    1. Oilà, non conoscendoti ho guardato nel tuo blog e ho trovato un post intitolato "Una stanza tutta per me". Ho visto che sei anche poeta e narratore. Allora, la mia domanda per te è:
      Sei nella tua stanza tutta per te e mentre sei immerso nella vasca da bagno ti addormenti e cominci a sognare quel giorno in cui ci rimanesti davvero, ma davvero male. Rccontaci. :)

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    2. Grazie!!! ;)
      Rimani male quando la fiducia riposta ti si sbriciola addosso. Hai voglia a sentire amici e conoscenti che ti dicono: "lascia perdere! Tira avanti..non è gente che si merita la tua malinconia..". E' come essere rapinati in casa da qualcuno che hai invitato a cena, come essere derubati dall'affetto. Poi vero, ne sono più che sicuro. Ognuno ha mille problemi e può agire in base a parametri e circostanze delle quali magari non vuole metterti a parte. D'accordo, ci può stare, Ma se instauri un rapporto, anche in embrione, dovresti avere la forza e il coraggio di mettere sul piatto condizioni e penalità. E se non accade è perché la finzione e l'ipocrisia sono i tuoi unici strumenti in una vita vuota, fasulla e incolore.. e mentre mi consolo trastullandomi nell'acqua ancora calda.. sento il vicino che batte furioso alla porta di casa: "Mi stai allagando il bagno di sotto... Chiudi l'acquaaaaaa!!!!.." Niente da fare.. la gente è proprio strana!..

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    3. Caro Franco, inconsapevolmente hai dato forma ai miei pensieri di queste settimane. Chi merita la nostra malinconia quando abbiamo dato e dato e ci siamo battuti per le cose giuste, per aiutare? Ed è vero anche quanto scrivi dopo, quello che sembra un rapporto tanto bene instaurato, può trasformarsi in una farsa, una chimera. Dietro quella patina di bellezza, oserei dire di perfezione, può celarsi una fragile forma d'argilla che al primo dissesto... puf. Crolla come se non ci fosse mai stato nulla. Prendi quello che di buono c'è stato, quello che magari hai ricevuto, donando tanto a tua volta, e poi basta. Ti rialzi e vai avanti e avanti, facendo tesoro di quanto possano essere complessi e ambigui i rapporti umani.

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  13. Nel ringraziarti, ho scelto l'incipit di The Waste Land di Eliot e un brano strumentale di William Basinski ( qui.

    April is the cruellest month, breeding
    Lilacs out of the dead land, mixing
    Memory and desire, stirring
    Dull roots with spring rain.
    Winter kept us warm, covering
    Earth in forgetful snow, feeding
    A little life with dried tubers.

    Aprile è il mese più crudele, genera
    lillà dalla terra morta, mescola
    Memoria e desiderio, stimola
    Radici indolenti con pioggia di primavera.
    L’inverno ci ha tenuti caldi, coprendo
    Terra con neve immemore, nutrendo
    Una piccola vita con secchi tuberi.

    :-)

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    1. Splendido, Giacinta. Queste parole di Eliot abbinate a quel brano.
      Davvero bellissimo, grazie di cuore.

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    2. Grazie a te per l'opportunità e l'ospitalità!:-)

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  14. Eccomi Luz rispondo alla tua domanda,difficilissima!
    "Càscara vincerà perché getta una pietra nello stagno della società patriarcale del sud negli anni sessanta. E racconta di donne che si alleano e si sostengono a vicenda, invece di combattersi. Ha suscitato così tante emozioni che è tra i primi in classifica delle vendite sebbene io sia un'autrice pressoché sconosciuta al grande pubblico! Ha fatto il botto 😉🤭 come si suol dire. Vincerà. Ha già vinto.

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    1. Questa sì che chiamasi "presentazione"!
      Ti auguro di poter vivere questa esperienza esattamente come l'hai immaginata. :)

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  15. Je suis très content che tu sia venu a trovare moi. Lo sai che je t’adore!
    Per l’occasione je pensais di farti assaggiare un dessert patissier che ti sarà di gènial inspiration. Je avrei choisi un dessert al cucchiaio glouton e velouté: una mousse au chocolat aromatizzata all’orange.
    Ingredienti simples: biscuits, un goccio de beurre, uova e naturalmente chocolat noir.
    Rien chocolat? Je suis désolé: brutta l’allergie!
    Une tranche de gateau a la noix de coco?
    No?
    Oh, alors tarte aux abricots? aux pommes?
    Forse è solo temps perdu?
    Ma no, lo retrouvé sto temps perdu, mon chéri!
    Très bien, vada per una tasse de thé e una magnifique madeleine.

    (Per inciso: la mousse al cioccolato aromatizzata all’arancia la farò assaggiare pure a te! 😉)

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    1. Ah ah ah ah ah questo francese maccheronico è una meraviglia!
      Bellissimo e divertente.
      Non vedo l'ora di assaggiare quella mousse al cioccolato aromatizzata all'arancia. :D

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  16. Non sono certo di aver assolto una richiesta così insolita, comunque...

    "Con il permesso della corte, vorrei recitare io stesso l'arringa finale. Signori, non sono venuto qui a chiedere clemenza: sarà la storia a giudicarmi. Non sono qui a chiedervi comprensione: sarà l'universo a giudicarmi. Sono qui perché tutto quanto è in discussione, e ciò che ieri era degno di onore oggi è divenuto infamia. Non ho eseguito gli ordini che avevo ricevuto: io li ho fatti miei. Ho ripreso quella che era una vecchia storia, ormai conclusa, interrotta, e l'ho portata avanti, dandole nuova vita. Ho preso il mito e l'ho incarnato nuovamente, e così facendo ho creato un legame tra una generazione, che in quella storia aveva cercato speranza, e poi caduta e risurrezione, e quest'altra, abbandondata a se stessa, che guarda a quel passato glorioso, ma non lo comprende, lo guarda con la sufficienza di chi sa che tutto è cambiato, che adesso sono altri i valori, e per questo pretende che sia così per ognuno. Ho tolto la grandezza e la tentazione, per darvi la rassicurazione della continuità. Ho eliminato le disparità e i dubbi, così da darvi la sicurezza dell'inclusione. Ho tolto i limiti, ma solo per darvene di nuovi, e più stringenti. Vi ho restituito un sogno, andato perduto, solo per potervelo distruggere ancora. Potete condannarmi, se volete, ma ho agito unicamente per un motivo: volevo raccontare una storia. Una storia che non era la mia, ma che lo stesso mi apparteneva, come apparteneva a tutti voi. Perché noi cresciamo nella storia e poi la storia diviene mito, e quel mito diviene la nostra storia e diventiamo noi stessi parte del mito. E quando poi si giunge alla fine, quando tutto quanto sfuma e si dissolve, allora cosa resta di battaglie ed eroi, di duelli e ordalie? Solo un pallido ricordo, via via sempre più nebuloso, e in quella foschia si fatica a ricordare chi fossero davvero gli eroi."

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    1. Niente male, Marco. Ha quel sapore di monologo che mi piace.
      Grazie per aver partecipato. :)

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  17. Luz, grandiosa iniziativa. Grazie per avermi coinvolta, sono onorata.

    Visto che la storia si ambienta nella terra in cui ho scelto di vivere, sarò piuttosto realista, per quanto non autobiografica.

    Il mio personaggio è donna e lavora in un museo di storia e cultura medievali a Dublino. Il suo sogno (la sua missione) è diventare curatrice, ma il percorso è lungo e difficoltoso.

    Dopo un internato ottiene un posto di information assistant, il primo passo professionale verso la carriera di curatore.

    Si tratta anche di un momento in cui ci si può incominciare a trovare la propria dimensione: si è più portati verso la gestione e la ricerca delle risorse documentali che sostengono l'attività culturale del museo o ci si vuole specializzare sull'organizzazione di mostre, su argomenti specifici...

    Per quanto riguarda l'atmosfera e l'ambiente generale all'interno del museo, in parte inserirei personaggi e figure manageriali di varia natura, in parte mi ispirerei al Museo nazionale, tristemente famoso per gli episodi di bullismo tra i dipendenti.

    Grazie ancora per questa opportunità.

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    1. Grazie a te, Ludo. La trama si presterebbe per un bel romanzo in ambiente museale, potrebbe appassionare non poco. :)

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  18. Ma che cosa meravigliosa! E che domandona! Ci penso e ti scrivo. Abbi pazienza, che qui tra rientro dalla DaD, DDI con alunni in quarantena e amenità di fine anno sono nel delirio che ben conosci.

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  19. Una bella iniziativa alla quale sarò ben felice di partecipare. Ti ringrazio molto per avermi coinvolta. Dovrò fare un po' mente locale perché tendo a dimenticarmi tutto dei romanzi passati, ma risponderò senz'altro alla domanda!

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    1. Sono curiosissima di leggere cosa elaborerai! :)

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    2. Eccomi, ci sono anche io!
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      – Carla, cosa ci fai qui? Devo ammetterlo, proprio non mi aspettavo di vederti dopo tanto tempo.
      – Immagino. Non ti è mai importato granché di me, vero?
      – Cosa? Ma non è vero! Anzi, sei uno dei miei personaggi preferiti di Come un dio immortale.
      – Sarà, ma non ti sei fatta scrupoli a farmi restare sola. Tutti hanno avuto il loro lieto fine, perfino quella perfettina di Milena e io...
      – Beh, non proprio tutti, dai. Non parlerei di lieto fine per molti di voi.
      – Io amavo Tommaso.
      – Questo lo so, ma...
      – Non è giusto. Ho sacrificato tutto per lui, la mia vita tranquilla, il mio lavoro di medico, la villetta che era l'unico ricordo dei miei, e pure mia sorella ho lasciato sola per seguirlo tra quelle montagne sperdute.
      – Sbaglio o è stata una tua scelta? Non capisco perché ora te la prendi con me.
      – Certo che è stata una mia scelta, non sto mica dicendo che sono pentita. Ma meritavo anche io un po' di felicità, non credi?
      – Tutti la meritiamo. Questo però è un romanzo...
      – E quindi? Si deve soffrire per forza?
      – Diciamo che non per tutti può esserci il lieto fine. Per te e Tommaso non era previsto.
      – Ti facevo più tenera.

      (CONTINUA su https://animadicarta.blogspot.com/2021/05/ogni-blogger-una-domanda-intervista.html)

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    3. Ah, ecco il dialogo! Vado a gustarlo sul tuo blog. :)

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  20. Che idea carina! Posso fare un copia-incolla dalla risposta di Maria Teresa? In breve tempo io dimentico tutto, o piuttosto ricordo se un libro mi è piaciuto o meno, ma non perché. Dovrei avere un candidato vicino nel tempo, ma ultimamente mi è andata abbastanza bene con le letture... ci penso su. :)

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    1. Va bene, attenderò pazientemente la tua "visione" della mia proposta. :)

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  21. Notte fonda. Sento uno strano peso sullo stomaco. Cerco di girarmi ma non riesco. Dev'essere il gatto che si è messo comodo, mi dico, ma un istante più tardi lo sento in lontananza trafficare con la lettiera. Apro gli occhi e vengo inondato da un abbacinante bagliore giallo che sta invadendo la stanza. Lei, al mio fianco, sembra non accorgersi di niente. Tento di allungare una mano di lato ma senza successo. La figura che lentamente si sta delineando è quella di un individuo enorme, vestito di stracci ma con una lucente corona calata sul capo. Ecco, mi dico, non avrei dovuto scrivere l'ennesimo post su Carcosa anche stasera. Soprattutto non avrei dovuto passare tutte quelle ore davanti allo schermo, perché lo so che tanto poi è sempre così che va a finire. Ma quella figura non ha nessuna intenzione di svanire. Sembrava non volersi rassegnare al fatto che sto prendendo consapevolezza della sua irrealtà. Ma davvero è irreale? Certo, la mia immobilità non è affatto irreale. E allora forse non è irreale nemmeno tutto il resto. Il suo corpo, come il mio, è immobile ma il volto oscilla pensieroso, quasi come se volesse rompere il silenzio. E infatti lo rompe. Muovendo le labbra in maniera impercettibile, pronuncia una frase che non dimenticherò mai. Dice: “È una cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente!”

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    1. Beh, non poteva che essere ispirato dall'ultimo post su Carcosa.
      C'è quel quid inquietante che mi aspettavo da te, bravissimo, TOM. :)

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  22. Premessa 1
    internet mi odia e ha già mangiato il primo commento.
    Premessa 2
    Vorrei davvero scrivere qualcosa di interessante, anche se sono bollita, ci provo.
    Premessa 3
    Da quello che so, Ursula Le Guin ha pubblicato il proprio primo racconto retribuito a oltre trent'anni, perché prima aveva deciso di dare spazio e priorità alla carriera del marito, cosa che per una signora del femminismo è piuttosto peculiare (e sul rischio intrinseco di questa scelta scriverà più tardi una storia molto toccante).

    Ciao Ursula,
    sì, sto parlando con te. No, non preoccuparti dove io sia. Ascolta le mie parole piuttosto. No, ripensandoci, prendi nota anche di questa stranezza, non dubitare della mia voce, ma fatti qualche domanda. Un giorno da questo ne uscirà un romanzo meraviglioso (Lavinia).
    Mi fa strano darti del tu, ma ora io sono più vecchia di te e quindi mi tocca la parte di quella saggia. Anche questo è strano, perché tu per me sei sempre stata vecchia.
    Sei nata nella stessa generazione di mia nonna, sai, dall'altra parte del mare, rispetto a dove sto io. E quindi perché ti parlo? Perché ti conosco?
    Beh, ora ti dirò una cosa piuttosto sconvolgente. In questo momento sei più famosa tu di tuo padre e di tuo marito. Ok, tuo padre è ancora abbastanza famoso nel suo ambiente, ma è un ambiente davvero poco frequentato quello dell'antropologia culturale, mentre tu sei famosa e basta. Ti si trova in quasi tutte le librerie. Uno dei tuoi libri più premiati sta per essere ripubblicato (evviva).
    Ti sembra strano?
    Sai, leggendo di quando parlavi di te non capivo perché dicevi che "non eri abbastanza intelligente" per questo o per questo. Poi ho capito in quale ambiente sei cresciuta. Ok, lo ammetto, se viene a cena un caro amico di famiglia che è uno dei più importanti fisici nucleari del mondo forse è normale non sentirsi abbastanza intelligente. E tuo padre è un genio. Ma anche tu hai delle idee. E le tue idee valgono. Perché c'è un motivo preciso per cui loro adesso ti sembrano più importanti di te. Sono uomini. E agli uomini si tende a dare più importanza. Un uomo se è un genio è un genio. Una donna è al massimo una donna geniale. Prima è sempre donna. Quindi adesso tu stai pensando di non essere abbastanza intelligente. Che la carriera importante, quella che permetterà alla vostra famiglia di mantenersi sia quella di tuo marito. Che quel racconto è solo un racconto, anche piuttosto puerile e forse non andrebbe inviato a quella rivista. Mandalo. Oh, è vero, è un racconto molto dolce, ma non è un gran racconto. Ma è il primo. Il primo passo non è mai il migliore, ma quello che permette agli altri di esistere. E i pensieri, finché rimangono in una testa è come se non esistessero. Finché le donne pensano ma non dicono, non scrivono, è come se non esistessero.
    E questa è la cosa che tu hai insegnato a me.
    Quindi scrivi, pensa, esisti.
    E tanti altre persone, molto si queste donne, daranno esistenza ai loro pensieri perché hanno letto i tuoi.

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    1. Che meraviglia, Antonella. L'ho letto due volte, soffermandomi attorno ad alcuni punti, soprattutto attratta dal tuo modo di costruire il periodo. Hai uno stile asciutto, così efficace. Bravissima. E grazie davvero, per aver raccolto questo invito. Voglio esportare questo tuo testo e segnalare il tuo blog. Perché sei una blogger e una donna e una scrittrice che andrebbe scoperta.

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  23. Sei dinanzi alle pietre di Craigh na Dun e puoi varcare la soglia del tempo. Dove scegli di andare e soprattutto cosa scegli di portare con te? Scrivi l’incipit del tuo racconto.

    Craigh na Dun è un luogo misterioso nelle pagine del primo romanzo Outlander di Diana Gabaldon. La protagonista Claire Randall, infermiera militare in un’Inghilterra appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale, si trova in Scozia per una seconda luna di miele col marito Frank, nei pressi della cittadina di Inverness, quando scopre un cerchio di pietre magiche presso una collina chiamata Craigh na Dun. Toccando la pietra centrale, si risveglia duecento anni prima nello stesso posto, un campo di battaglia tra ribelli scozzesi e dragoni inglesi, salvando per caso la vita a un giovane Highlander, Jamie Fraser. Fatta prigioniera e costretta a vivere con il clan MacKenzie nei territori selvaggi delle Highlands, dovrà sposare proprio Jamie per diventare scozzese e sfuggire al temibile capitano Black Jack Randall, antenato del marito Frank. Un matrimonio di convenienza grazie al quale i due finiranno per innamorarsi perdutamente. Capitoli intensi di avventure, erotismo e amore, oltre i confini del tempo. Una storia (e una serie televisiva) che mi ha preso sin dalle prime battute.

    Ad aprile ero concentrata oltre ogni limite con lo studio per una selezione importante (è andata bene, da metà ottobre cambio lavoro!), così ho dovuto rimandare la mia risposta. L’estate poi mi è servita per riposarmi dallo stress mentale di quel periodo, che mi aveva prosciugato la capacità creativa. Così arrivo un po’ lunga, ma alla fine ecco il mio racconto:
    https://www.webnauta.it/wordpress/craigh-na-dun-outlander
    Sia in italiano che in lingua inglese, nel caso zia Diana passi a leggere... ;)

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    1. Grazie, leggerti è stato un grandissimo piacere, Barbara.

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