sabato 22 giugno 2024

Le nostre biblioteche "si fanno" da sé?

Cominciamo col dare un senso a questa singolare domanda. Rispetto ai tempi in cui abitavo in un appartamento, la mia conservazione dei libri è migliorata: posseggo la solita libreria - 3m x 3m, tutta a giorno - ma non ci sono più scaffali superiori coi libri in doppia fila, perché parte dei libri è stata traslata nel seminterrato, dove tre grandi scaffali montati in una nicchia contengono i libri che... diciamo amo meno. 
Anni fa riordinai i libri per autore, quindi in ordine alfabetico, adesso invece adoro conservarli per casa editrice. Lo spazio totale resta esiguo, in particolare se penso a tutti i libri, decine, che ho acquistato negli ultimi anni, complice la preziosa Carta del docente
Resta il limite posto dalla pesante enciclopedia posta al piano inferiore, un acquisto di diversi anni fa, quando il web non era ancora entrato prepotentemente nelle nostre abitudini di ricerca.  

venerdì 14 giugno 2024

Oriana. Una donna - Cristina De Stefano

Non avrai molto tempo per capire e fare le cose. Il tempo che ci danno, quella cosa chiamata vita, dura troppo poco. E così bisogna che tutto accada molto in fretta. 

Partiamo dal perché ho letto una biografia di Oriana Fallaci. 
Dopo l'esperienza di studio, scrittura della drammaturgia e messa in scena di Anna Magnani (non ancora archiviata, lo spettacolo va avanti), ho intenzione di raccontare in teatro Oriana Fallaci
Questo comporta anzitutto appunto studiarne la biografia, leggerne dei libri (come per la Magnani fu la visione di diversi suoi film) e poi lanciarsi nella scrittura. 
Non ho ancora del tutto chiaro il come vorrò raccontarla sul palcoscenico. Come sempre accade, ho una visione abbozzata sulle prime, per ora mi appare chiaro che Fallaci sarà seduta a una scrivania, sigaretta in mano, dinanzi a una macchina da scrivere vecchio tipo, una Olivetti, una di quelle da lei preferite. 
Percorrerà la propria vita e allo stesso tempo narrerà una storia, una specie di fiaba in cui si avvicenderanno tre figure di donne. 
Non c'è altro, per ora, nella mia immaginazione.  
Non so quando sarà pronta questa drammaturgia. Sono abituata a sedimentare l'oggetto del racconto dentro il mio immaginario e poi, solo in un secondo momento, scrivere. 

venerdì 7 giugno 2024

Baby Reindeer e il vizio di vedere lo stereotipo ovunque

C'è una miniserie su Netflix Baby Reindeer, che vale annoverare fra quelle imperdibili, un racconto molto forte, interessante, rivelatore.
La serie è narrata in prima persona dal protagonista, Donny, la "piccola renna" del titolo, un giovane alla ricerca di un proprio equilibrio, con una vita fatta di alti e bassi, aspirante attore comico. 
Donny fa il barista e le prime due puntate ce lo mostrano alle prese con una nuova conoscenza, Martha, una ragazza che entra nel bar alla disperata ricerca di qualcuno con cui parlare. 
Martha si mostra fin da subito logorroica, fuori dalle righe, millanta un lavoro e delle relazioni che non possiede, è invadente, esige attenzione e comincia a stalkerare Donny spammando email a raffica (non ha il suo numero di telefono), seguendolo anche fuori dal lavoro, minacciando la donna con cui si vede, ecc. Martha è anche obesa, il che completa il quadro di questo personaggio piuttosto "forte". 
Mi fermo. La serie poi racconterà altro, con un flashback che lascia intendere come sia Donny il centro della narrazione e non Martha e le sue molestie

venerdì 31 maggio 2024

Sogno di una notte di mezza estate - Laboratorio teatrale 2023/2024



È trascorso un anno da quando scrivevo: "Mettere in scena Shakespeare affidando a questi ragazzi - a chi vorrà continuare e a coloro che arriveranno di nuovi - un'opera straordinaria, onirica, caleidoscopica, immensa. Senza lasciarsi distrarre dal facile hanno bisogno di molta più esperienza, ma invece portandoli in questa Arcadia nella quale in pochi osano addentrarsi". 
Ed eccoci qua, siamo stati in quella Arcadia ed è stato meraviglioso. 

giovedì 9 maggio 2024

Povere creature! Lanthimos e il suo modo di intendere lo straordinario

Ho terminato la visione di questo film con la certezza che esista ancora un cinema in grado di dirci qualcosa. Un cinema autoriale, di contenuto, ma anche ardito, spiazzante come può esserlo ogni film a firma Lanthimos. 
Di questo regista, sceneggiatore e produttore avevo visto The lobster e La favorita, opere che ha reso riconoscibili, originali nella misura in cui la sua visione diventa scena, narrazione. Dei due apprezzai maggiormente il secondo, con una straordinaria Olivia Colman nei panni della regina Anna di Gran Bretagna, ruolo che le valse l'Oscar. 
Lì una fragrante Emma Stone era la Abigail della scalata sociale che la pone "favorita" della regina e Lanthimos la sceglie nuovamente per questa produzione, Povere creature!, Leone d'Oro alla Mostra internazionale del cinema di Venezia, quattro premi Oscar (Migliore attrice, scenografia, costumi e trucco) e due Golden Globe, oltre a numerosi altri premi e candidature. 

A questa rubrica, il cinema, dedico poco spazio. 
Mi capita ormai raramente di vedere film che mi fanno venire voglia di scrivere. Il mio entusiasmo per Povere creature! mi dà la giusta energia per mettere insieme alcuni aspetti del film, con tutti i limiti del mio non essere un critico esperto. Non sono un critico esperto ma scrivo messe in scena, narrazioni destinate allo spettacolo, e il primo aspetto che ho apprezzato è proprio la storia, l'intreccio. 

giovedì 2 maggio 2024

Il caffè di Luz e Marina: abbiamo letto insieme Il venditore di incipit per romanzi di Matei Visniec

LUZ   Cara Marina, eccoci tornate dopo un bel pezzo al nostro amato "caffè". Siamo appena uscite da una lettura condivisa che ci ha entusiasmato sotto diversi aspetti e sono ben felice di commentare assieme questo libro. Intanto, cosa hai portato da assaggiare durante la nostra chiacchierata? 

MARINA Finalmente leggo qualcosa che mi ha fatto dimenticare l’ultima esperienza negativa di lettura (quel Philip K. Dick di cui ho parlato qui qualche giorno fa). Questa è stata un’avventura cominciata con tanta curiosità, il titolo è molto accattivante (ricordi le nostre facce, presso lo stand della Voland, allo scorso PLPL, quando ci siamo trovate sotto gli occhi questo potenziale gioiello? Ce lo siamo dette subito che andava letto insieme).
Uno dei personaggi che ho trovato più bizzarro è la Signorina Ri, alla quale sono dedicati dei versi direi unici nel loro genere (ne converrai). Ebbene, in onore della Signorina Ri come non pensare ai Baci di dama? Mi sembrano perfetti per l’occasione. 

venerdì 26 aprile 2024

Ah, l'amour!

Se c'è un'immagine che calza a pennello con lo spirito di questo post, direi che gli innamorati di Peynet sono perfetti. Sì, questi due figurini nati nel 1942, per caso, mentre Peynet il disegnatore aspettava il treno in stazione. Non lontano, un violinista dai capelli lunghi e il cappello nero quel giorno faceva vibrare le corde dello strumento con una musica struggente, mentre una ragazza lo guardava del tutto assorta e deliziata dall'artista e la sua musica. 
E allora, una folgorazione: perché non disegnare i due immaginando che siano innamorati? 
Les amoureux portarono un po' di gioia nella Francia occupata dai nazisti, ma poi, dopo la guerra, quella magia non finì, anzi divenne iconica e oggi agli innamorati sono dedicati due musei e tutto il merchandising ormai celebre. 

martedì 16 aprile 2024

Mangiasti?

Quella del titolo è la domanda che faceva mia nonna Maria, siciliana della provincia di Agrigento, a ogni componente della sua famiglia, a qualsiasi ora del giorno... tanto tempo fa.
Nonna Maria, come l'altra nonna, Agata, calabrese di Cosenza, erano donne nate negli anni Dieci, donne che hanno vissuto le guerre e pertanto la fame e la povertà.

Nonna Maria era una giovane donna durante la Seconda Guerra Mondiale, con tre figli da sfamare cui si sarebbe aggiunto un quarto negli anni Cinquanta.

martedì 9 aprile 2024

Cicale o formiche?

Negli ultimi anni nelle scuole si è diffusa sempre più la pratica dell'educazione finanziaria. Vediamo di che si tratta. 
Promossa dall'OCSE e afferente al Dipartimento del Tesoro, fu individuata nel lontano 2005 come percorso trasmissibile in progetti scolastici.
Devo ammettere che non mi fu da subito simpatica, mi sembrava prematuro parlare a bambini delle elementari e poi ragazzi delle medie di vile denaro. Anche perché ci sono spesso banche - Banca d'Italia in primis - dietro il supporto a questi progetti. 

martedì 2 aprile 2024

Donna, tu puoi scrivere solo "romance"

È di questi giorni una polemica che impazza su alcuni profili Facebook, scatenata da un articolo uscito su Doppiozero, a firma di un tal Gianni Bonina, questo
Il nostro eroe, arzigogolando abilmente in una improvvisata analisi della narrativa firmata da autrici italiane, ci viene a dire che tutte, chi più chi meno, hanno il vizietto di virare verso il genere "romance". 
In realtà risulta evidente che il Bonina si sia letto solo uno dei romanzi che cita: La portalettere, di Francesca Giannone, romanzo d'esordio edito da Nord, vincitore del Premio Bancarella 2023 e al 4° posto fra i libri più venduti dello scorso anno.
Il Bonina non si capacita di come possa accadere che esistano non solo una Francesca Giannone, ma anche una Viola Ardone, una Michela Murgia, una Chiara Valerio, una Viola di Grado, una Nadia Terranova, insomma quelle scrittrici italiane che scalano le classifiche e fanno vendere e pertanto sono corteggiatissime dagli editori pure blasonati (vedasi Einaudi e La nave di Teseo, editori delle autrici citate).