mercoledì 16 novembre 2022

Vardø. Dopo la tempesta - Kiran Milwood Hargrave

Incipit: Quella notte Maren sognò che una balena si era arenata sugli scogli davanti a casa sua. 
Era scesa dalla scogliera fino al corpo ansimante, aveva appoggiato l'occhio contro l'occhio della balena e abbracciato la grande massa puzzolente. Per lei non poteva fare altro che quello. 
Gli uomini erano calati in massa dalle rocce come insetti rapidi e neri, i corpi massicci in un baluginio di lame e falci. Avevano cominciato a squarciare e tagliare prima ancora che fosse morta. 
La balena sussultava e tutti loro spietati la trattenevano con tenacia come reti tese attorno a un banco di pesci, e a Maren crescevano braccia sempre più lunghe e possenti - la stringeva tutta, forte - fino a non sapere più se era un conforto o una minaccia e non le importava, fissava solo l'occhio con il suo occhio, senza un battito di ciglia. 

Nella scorsa settimana, che sarebbe terminata con lo spettacolo, sono stata due giorni a casa, temendo un abbassamento di voce che avrebbe messo in pericolo la messa in scena. Coperta e bevande calde, e questo romanzo appena acquistato in sconto.
Ne avevo letto di commenti entusiastici, ma c'era a prescindere qualcosa, in quel titolo per cominciare, che mi portava a volerlo leggere, a maggior ragione perché la storia si dipana attorno a fatti realmente accaduti. 
Vi domando: sapevate che, nel XVII secolo, nell'alta Norvegia ci fosse stata una terribile caccia alle streghe? Sì, proprio quella persecuzione ai danni di donne innocenti, accusate di stregoneria e di atti inenarrabili. Qui avvenne in modi anche originali, non solo in stile Salem, perché furono perseguitati anche uomini e donne appartenenti all'etnia Sami, più nota come "lappone". 

giovedì 10 novembre 2022

Laurearsi prima del previsto. Del chiacchierato merito e altre amenità.

È notizia dibattuta in questi giorni: Carlotta Rossignoli, 23enne influencer da più di 40.000 followers su Instagram, il 26 ottobre scorso pubblica un carillon di foto con tanto di tailleur minigonna rosso e corona d'alloro, annunciando di avere conseguito la
Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, 110 e lode e menzione d'onore
E fin qui. Aggiungiamo: consegue la laurea - quella laurea! - 11 mesi prima rispetto ai 6 anni canonici occorrenti per il titolo. 
Alla domanda: come hai fatto? La nostra risponde: "Non ho perso tempo, non perdo mai tempo. È stata impegnativa anche perché il corso era tutto in inglese". 
Il punto è che la nostra influencer è una seguitissima e la notizia diventa tale, la sua eco rimbalza fra le aule dell'università San Raffaele (università con retta da 20.000 euro all'anno) dove il titolo è stato conseguito e in molte altre, fa il giro del web, diventa virale sui social e orde di studenti, medici laureati, giovani e di tutte le età, si scagliano contro la fanciulla brandendo lo stigma del "si vergogni", del "così siamo capaci tutti", del "com'è possibile che abbia raggiunto tutti i crediti?" ecc. 

mercoledì 2 novembre 2022

Noi siamo i libri che leggiamo?

Stamattina su Instagram ho letto un post interessante, uno di quelli di Guendalina Middei, autrice del romanzo storico Clodio, edito da Navarra. 
La cito: Chi sono io? Sono tutti i libri che ho letto. 
Leggo ogni giorno. Con i libri parlo, litigo, li interrogo. Li faccio miei. Smettere di leggere per me sarebbe come smettere di respirare. Sono una lettrice onnivora, ma ho una vera e propria ossessione per la letteratura russa e per la Russia in generale. Ho un debole per gli scrittori contorti, problematici, folli. Nabokov, Bernhard, Krasznahorkai assieme a Dostoevskij e Cechov occupano un posto speciale nel mio cuore. 

Facciamo dunque questa riflessione da lettori "intensivi".
Noi siamo i libri che leggiamo? Per me la risposta è sì. Leggere significa anche fare delle scelte. Ciascun lettore è quel preciso lettore, ama spaziare o si affida a un solo genere, acquista in maniera compulsiva perché legato al possesso del libro oppure acquista poco e si affida anche a biblioteche, è un lettore curioso e va a caccia di autori nuovi oppure ancorato ai classici, ecc. 
La nostra identità di lettori coincide con la nostra identità tout court, perché il libro è come un abito, scegliamo quello che ci piace e siamo certi accresce il nostro bagaglio interiore. 
Vero è che leggiamo anche per semplice e puro passatempo o intrattenimento, ma il vero lettore forma in sé uno spazio ideale, "abitato" da quegli scrittori e scrittrici che di più lo hanno emozionato, dai quali ha tratto insegnamento, che sono stati strumenti per affinare il proprio pensiero e la propria visione del mondo. Ecco perché siamo soliti tornare a bussare a quella porta e non ad altre. 

domenica 23 ottobre 2022

Come ho costruito lo spettacolo su Anna Magnani (e com'è andato il debutto)...

Daniela Rosci è Anna Magnani 

Trascorsa una settimana dal debutto, metabolizzate le emozioni, eccomi qui a scriverne. 
Come in ogni mio spettacolo, fino a un attimo prima della messa in scena non sono mai certa della sua riuscita. Credo di averne già scritto in passato. Mai come questa volta però mi sono sentita addosso, e i miei compagni di viaggio con me, una "sindrome dell'impostore" portatrice di dubbi, di quell'incertezza che ti fa sospettare di aver scomodato una figura immensa di attrice senza riuscire a raccontarla a dovere. Adesso è possibile dire "sì, ci siamo riusciti". 

sabato 8 ottobre 2022

Una platea per Anna Magnani

 

La mia scrittura subisce in queste settimane una battuta d'arresto inevitabile. Così come la lettura, che langue fatta eccezione per pochissima roba. Sono concentrata su una miriade di cose, su altro. 
Fra una settimana esatta sarò su questo palcoscenico, il mio sguardo si muoverà fra la scena e questa platea, dalla quale guarderanno in decine uno spettacolo che spero susciterà ricordi, emozione, riflessioni. 
Questo mio racconto, spezzato a pochi giorni dal debutto nel marzo del 2020, quando si spensero i riflettori di tutto il mondo e restammo attoniti e rinchiusi nelle case, ha subito un forte scossone nel tempo. Il cast, composto da quattro interpreti, si è modificato per metà, il che lo renderà certo uno spettacolo diverso da come era stato pensato, ma sono propensa a credere a una sorta di inevitabile destino, un "doveva andare così". 

lunedì 26 settembre 2022

Il caffè di Luz e Marina: i sette vizi capitali... l'ira

LUZ   Cara Marina, eccoci giunte al penultimo nostro caffè sui Sette vizi capitali. Riprendiamo dopo un po' di mesi per completare il nostro percorso. Cosa porti di buono da mangiare? Sono curiosa di scoprire come lo accordi con questo vizio di cui tutti/e siamo vittime prima o poi: l'ira.

MARINA  Ben tornata dalle vacanze, Luana! E così siamo di nuovo alle prese con i “nostri” vizi: da questo qui - ahia - direi che non posso prendere le distanze. Ma ora sediamoci comode e, tra un dolcetto al cocco e un altro (sono i miei batuffoli “cocco-losi”, in genere li preparo per smaltire tensioni o stati di nervosismo), scopriamo, come al solito, le nostre debolezze.
Diresti mai, conoscendomi, che sono una persona irosa?

LUZ   No, non lo direi. Io ti vedo come una persona che anzitutto ha saputo fare in modo che in casa propria non ci siano conflitti. E se ci sono discussioni, non sono mai liti. Vedo te e l'intera famiglia come persone pacate e sorridenti e vi immagino sereni. Insomma, non ti immagino portare la voce a un volume alto e a un tono collerico. Per farti arrabbiare cosa ci vuole? Da come ti conosco, immagino chissà che debbano infliggerti per farti adirare. :)

martedì 13 settembre 2022

Villette - Charlotte Brontë

Incipit: La mia madrina viveva in una bella casa nell'antica e tranquilla città di Bretton. 
La famiglia di suo marito vi risiedeva da generazioni e, anzi, ne portava il nome - Bretton di Bretton -, non so se in ragione di una coincidenza o del fatto che qualche remoto antenato fosse stato personaggio di tale importanza da dover lasciare il proprio nome al luogo da lui abitato. 
Quando ero piccola andavo a Bretton un paio di volte l'anno e sempre molto volentieri. La casa e i suoi inquilini mi piacevano veramente. 

Villette
Charlotte Brontë

Editore: Fazi
Pagine: 634
Prezzo: € 14,90

Tornare ai classici, evento sempre più raro a dire il vero, significa per me scegliere di tanto in tanto un porto sicuro, un focolare accogliente, la certezza di un luogo immaginario piacevole e rassicurante.
È l'effetto della scrittura austeniana, di solito, ma per me in particolare della scrittura brontiana, di quell'insieme di romanzi delle celebri sorelle della brughiera che hanno il potere di avvincermi, ammaliarmi. Alle impareggiabili Brontë ho dedicato un piccolo post riferito al mio romanzo prediletto, Jane Eyre, una recensione del romanzo maggiore di Anne, Agnes Grey, e un articolo sulla bella biografia di Lyndall Gordon, che mi ha dischiuso molti scenari sulla vita e il carattere della maggiore e a mio parere più talentuosa Charlotte.
Nel piccolo mondo brontiano biografie e narrativa di mescolano, si fondono, questo le rende un unicum nel repertorio di scrittrici e scrittori di quella straordinaria epoca vittoriana. 

mercoledì 7 settembre 2022

La bellezza e la sua opinabilità. Orsù, buttiamoci

Non credo di aver mai affrontato nel blog una riflessione sulla bellezza, apparentemente argomento leggerino, ma che in realtà potrebbe innescare un'interessante discussione.
Non me ne vogliate, metto in testa al post l'immagine del divo più amato, sognato e cliccato del momento, quel Timothée Chalamet che abbiamo visto sfilare giorni fa sul red carpet veneziano, protagonista adesso di un film dai tratti inquietanti. Io l'ho amato in Chiamami col tuo nome, capolavoro di Luca Guadagnino - regista al quale il nostro deve buona parte del successo - in cui viene narrato l'idillio estivo fra un giovanotto e l'ospite di famiglia, una pennellata di bellezza cucita a due mani con James Ivory. 
Chalamet è stato anche un delizioso Laurie nell'ultimo - un po' insipido - Piccole donne e ha segnato le immagini di un blockbuster in serie, Dune.
Sono solo le produzioni più note in cui il nostro fa bella mostra di sé, per il resto, la sua celebrità travalica i confini del grande schermo per occupare lo psichedelico mondo dei/delle belli/e e famosi/e, olimpi dello star system. 

martedì 30 agosto 2022

L'estate che sciolse ogni cosa - Tiffany McDaniel

Incipit: Il caldo arrivò insieme al diavolo. Era l'estate del 1984 e il diavolo era stato invitato. Quel caldo torrido, no. C'era da aspettarselo che arrivassero insieme. Dopo tutto, il caldo non è forse il volto del diavolo? E a chi è mai capitato di uscire di casa senza portarselo dietro?
Era un caldo che non scioglieva soltanto le cose tangibili, come i cubetti di ghiaccio, il cioccolato, i gelati. Ma anche l'intangibile. La paura, la fede, l'ira, e ogni collaudato modello di buon senso. Scioglieva l'esistenza della gente, gettandone il futuro in cima al mucchio di terra sulla pala del becchino. 

Eccomi ritornata a bloggare dopo la pausa vacanze estive. 
Io e questo romanzo, un caso editoriale alla sua 12esima ristampa, ci siamo scelti in una delle torride giornate di luglio, quando qualcosa mi ha detto che mi sarebbe piaciuto. 
Intanto, mai più precisamente hanno coinciso narrazione e sensazione epidermica, perché dal titolo a quanto vi è raccontato, tutto dipende, precipita a partire dal caldo inverosimile che si abbatte su una piccola cittadina dell'Ohio. Il caldo, insomma, con cui abbiamo familiarizzato quest'anno. 

venerdì 29 luglio 2022

La chiesa cattolica prende atto del genocidio culturale dei nativi canadesi.

"Giungo nelle vostre terre natie per dirvi di persona che sono addolorato, per implorare da Dio perdono, guarigione e riconciliazione".

In questi giorni è in atto un evento di grande importanza, un evento storico che passa nei telegiornali e fra le notizie in rete forse più come una notizia di folklore, ma che merita di essere meglio compreso e approfondito. 
Papa Francesco, il pontefice che fin dalla sua nomina scelse per sé un nome che richiama in perpetuo la missione verso gli ultimi e su di sé l'umiltà del porgersi e dell'andare incontro ai fedeli e ai bisognosi, ha risposto all'appello del premier canadese Justin Trudeau, un appello accorato per un atto non più rinviabile: le scuse da parte della chiesa cattolica ai popoli nativi canadesi, vessati con l'intento di cancellare la loro cultura a beneficio dei principi culturali e religiosi dei conquistatori, di quell'uomo bianco che ha distrutto intere civiltà nelle Americhe.