Incipit: Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.
La barchetta beccheggiò, s'inclinò, si raddrizzò, affrontò con coraggio i gorghi infidi e proseguì per la sua rotta giù per Witcham Street, verso il semaforo che segnava l'incrocio con la Jackson. Le tre lampade disposte in verticale su tutti i lati del semaforo erano spente, in quel pomeriggio d'autunno del 1957, e spente erano anche le finestre di tutte le case. Pioveva ininterrottamente ormai da una settimana e da due giorni si erano alzati i venti. Allora quasi tutti i quartieri di Derry erano rimasti senza corrente e l'erogazione non era stata ancora ripristinata.
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 1200
Prezzo: € 18,90
Qualcuno di voi, fra quelli che conoscono i miei gusti in fatto di letture, forse resteranno stupiti da questa recensione.
Ebbene sì, l'estate scorsa ho letto il celeberrimo It del re della narrativa contemporanea horror, sono uscita dalla mia comfort zone, mi sono concessa un bel po' di pagine splatter. Non so se It sia il romanzo più celebre di Stephen King, impossibile dirlo per uno scrittore che da decenni è fra i più venduti al mondo (e pare che sfiori ormai le 500 milioni di copie vendute di tutti i suoi libri), certo lo si annovera fra quelli più simbolici e potenti di tutta la sua produzione.

