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| Louis Theroux |
Ci sono fenomeni, in questo presente pieno di contraddizioni, che non possiamo ignorare. Voltarsi dall'altra parte significa non comprendere il funzionamento di molti comportamenti sociali. Illudersi di pensarla in stile "tanto non mi tocca, non mi riguarda" non ci fa onore.
Leggere la realtà secondo i nostri schemi mentali, il nostro vissuto, restringe in modo pericoloso la possibilità di comprenderla, pertanto c'è bisogno di non perdersi reportage, articoli, approfondimenti. Materiale molto prezioso si trova in un documentario visibile su Netflix: Inside the Manosphere.
Il giornalista inglese Louis Theroux si infila dentro un fenomeno oggi molto pervasivo e dannoso, la "manosfera", qualcosa di cui non avevo sentito parlare fino allo scorso anno, quando vidi la serie acclamatissima Adolescence.
È strano pensare di non sapere nulla di un determinato fenomeno mentre questo sta praticamente tenendo in pugno molta parte della comunicazione via web. In particolare se si tratta di qualcosa che riguarda il mondo giovanile, con cui sono in contatto con la mia quotidianità.
Conoscere significa individuare, saperne parlare, avere strumenti per il dibattito.
Theroux intervista alcuni personaggi molto noti nella manosfera, i "maschi alfa" attorno a cui prolifera perfino un giro di interessi molto più ampio di quanto si immagini: Harrison Sullivan/HSTikkyTokky, Justin Waller/JWaller7, Myron Ganes, Ed Matthews/EdmatthewsTokky, Nicolas Kenn De Balinthazy/Sneako.
Per noi perfetti sconosciuti, in rete influencer da milioni di follower. Agiscono su tutte le piattaforme, in particolare su Tik Tok - oggi più legato alla "viralità" di un post - e su X, terreno per loro ghiottissimo da quando è passato nelle mani di Donald Trump.
Hanno origini, età, business diversi, vivono in luoghi diversi.
Justin Waller e Harrison Sullivan ostentano ricchezza, parlano di soldi facili, si mostrano con donne, in viaggi, alberghi e case da capogiro. Entrambi hanno in comune le origini umili, portano avanti l'idea del "chiunque può uscire dalla m...da in cui è nato" ma senza sacrificio né studio, semplicemente cogliendo le occasioni giuste in rete.
Waller è un imprenditore, Sullivan è legato al mondo delle cryptovalute.
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| Sneako |
Myron Ganes (il cui vero nome è Amrou Fudl, di origini sudanesi) è un blogger e podcaster celebre negli Usa per il programma Fresh and Fit. Il suo programma/podcast ha raggiunto 296 milioni di visualizzazioni, gli ascolti sono alle stelle.
L'inglese Ed Matthews è legato al mondo della boxe e alle sfide online.
Sneako, oggi uno dei più fervidi sostenitori della politica trumpiana, è uno youtuber e da You Tube è stato bannato per poi essere riammesso. Presente in rete fin da piccolissimo, ha origini filippine e haitiane.
Alcuni aspetti di questi soggetti:
- Immagine: è l'essenza del loro stare in rete; hanno bisogno di mostrarsi, di dire, di fare, in tutti i casi lo fanno in modo diretto, provocatorio, anche oltre la legalità; possono mostrarsi in palestra, mentre volano sulle loro auto costosissime, mentre fanno sesso su Onlyfans.
- Parole: sono sempre, dicevamo, provocatorie, senza filtri; eliminano ogni tipo di morale o di etica, si vantano del loro essere "sinceri" e politicamente scorretti, prendere o lasciare; l'obiettivo è capitalizzare in termini di visualizzazioni e pertanto attirare attenzione.
- Darwinismo sociale: solo gli uomini più forti sono in grado di ottenere posizione e rispetto. La ricchezza e la sua ostentazione sono l'obiettivo meritorio.
- Negazionismo e complottismo: alcuni di questi influencer hanno le loro community su Telegram, dove, si sa, non ci sono controlli su ciò che vi prolifera; lì hanno creato una fandom globale che si scambia messaggistica e video in cui si dice di tutto: i poteri forti controllano ormai l'umanità, la pandemia non è mai esistita, le scie chimiche sono un segno del controllo, il cambiamento climatico è una bufala, il sistema ci vuole sottomessi al potere del più forte, una setta luciferina sta per prendere il controllo sul mondo e ha contro solo Russia e Cina, ecc.
- Omofobia: la condizione del gay è inaccettabile, così come il sistema che permette al mondo omosessuale ogni libertà; uno degli intervistati dice chiaramente che ripudierebbe un figlio se fosse gay.
- Antisemitismo: riguarda in particolare i blogger e i podcaster ed è proliferato negli ultimi anni in particolare dalla guerra a Gaza, è una parte consistente dell'estrema destra; gli ebrei sono la causa di molta parte del male nel mondo; Harrison Sullivan e Sneako tra gli influencer citati sono stati oggetto di ban proprio per incitamento all'odio antisemita.
Veniamo adesso al dettaglio che invece li accomuna, probabilmente il più inquietante.
Che si tratti di chi ostenta se stesso in muscoli e luoghi da milionario o di chi parla davanti a un microfono in uno studio, tutti indistintamente ritengono la donna un essere inferiore e una proprietà.
Questo aspetto della manosfera è il più complesso e pericoloso, perché è l'espressione di un desiderio di ritorno al patriarcato puro e oltre, verso il sessismo più sfacciato.
Questi soggetti hanno una visione piuttosto chiara a riguardo: l'uomo è per natura un dominatore ed è più intelligente, deve prendere coscienza del degrado in cui sono caduti i costumi e riprendersi il proprio potere. L'emancipazione femminile e in generale il femminismo sono il male assoluto. Il femminismo fa parte del "matrix", di un sistema subdolo che mira alla capitolazione del potere maschile.
Loro offrono al mondo la dimostrazione di come dovrebbe essere, pertanto fanno liberamente sesso con più donne, usano a loro piacimento quelle disponibili, scelgono una compagna, magari hanno un figlio, ma impongono la "monogamia unilaterale". La compagna deve restare fedele, sottomessa e obbediente, loro possono permettersi libertà sessuale.
Perché la donna, nella loro visione, ha raggiunto determinate libertà? Perché "è dotata di t...tte e cu...o", quindi all'uomo spetta riequilibrare, combattere la tirannide femminile e riprendersi il proprio ruolo dominante. Viene citato nel dossier il più forte degli influencer misogini e sessisti, Andrew Tate, colui che ha detto "Le donne non pensano con la propria testa. Sono vasi vuoti in attesa di essere programmati". Altre sue idee: le donne non dovrebbero votare e se vengono aggredite è colpa loro.
Se ne avete voglia, fatevi un giro in rete e capirete che grado di radicalizzazione rappresenta.
Il potere manipolatorio della manosfera
Nella serie Adolescence, la sceneggiatura perfetta racconta l'omicidio di una ragazzina da parte di un coetaneo. Viene scoperto e arrestato, ma chi svolge le indagini non riesce a capirne il movente. È un altro ragazzino a svelarlo al proprio padre detective: c'è una vita parallela in rete, chat in cui i ragazzi comunicano pur potendolo fare faccia a faccia. In questi spazi tutti assumono un ruolo, maschi e femmine. Queste si mostrano in grado di mantenere il controllo, vogliono scegliere liberamente, esprimono il proprio rifiuto verso chi non suscita il loro interesse.
Da qui si scatena l'odio feroce, alimentato dagli influencer che i ragazzi seguono, dai quali hanno imparato a prendere la "pillola rossa", quella che rivela la verità del mondo. Loro sono gli incel, i celibi involontari, la nicchia dei "reietti", i rifiutati dalle donne, comunità radicali in cui l'odio misogino è altissimo.
Oltre agli incel, non si dimentichi l'attivismo per i diritti degli uomini, Mra, negli ultimi decenni rappresentato dai separati che lamentano un trattamento diverso e poco umano rispetto alle donne, ma che rappresenta anche chi lamenta l'esistenza dei parcheggi rosa, chi nega i dati dei femminicidi ecc.
Il linguaggio di questi modelli è diretto, sdogana ogni libertà espressiva. Violento, scurrile, estremo. E si sa, la parola ha un peso enorme, definisce realtà, traccia i contorni di queste identità malate.
Alla manosfera, in ogni sua forma, è legata la violenza di genere, il razzismo, il bullismo. Non sono neppure fenomeni tanto nuovi, diciamo che la rete ha amplificato esponenzialmente la loro posizione.
In questi mesi, solo in Italia, alcuni casi di cronaca molto gravi hanno con ogni probabilità la stessa matrice. Basterà citare il pestaggio dei due professori a Parma da parte di tre studenti minorenni e l'accoltellamento della professoressa di francese nel bergamasco. Due estremi fra casi di piccola e media entità, fra cui stupro, minacce, ritorsioni. Eventi che spesso vengono filmati e mandati in onda rispondendo all'esigenza di mostrarsi. In particolare quando questi soggetti comunicano dentro la manosfera e annunciano quello che sta per avvenire, mentre i commenti inneggiano all'eroe di turno.
La mia sensazione, e non solo mia, è che si stia ignorando fin troppo il peso dei social media.
Si parla solo di cyberbullismo in questo specifico ambito, ma è ormai riduttivo. Il cyberbullismo, che pure è uno dei fenomeni più pericolosi, non è che la punta dell'iceberg.
Il trailer del dossier
Avevate sentito parlare di questi fenomeni ancora non del tutto conosciuti? Avete visto il film Adolescence? Quali soluzioni pensate possano essere individuate?



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