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| Da sinistra, Pugsley (Federico Novella), Gomez (Lorenzo Scialdone), Morticia (Elisa Siniscalchi), Nonna Addams (Camilla D'Andreamatteo), Mercoledì (Emma De Luca), Zio Fester (Alice Izzo) |
Carissimi e carissime, eccomi a presentarvi il mio ultimo lavoro di laboratorio teatrale ragazzi, un appuntamento fisso di maggio.
Ho sistemato i vecchi post con più precisione, al tag laboratorio teatrale trovate tutti gli articoli riguardanti questo aspetto fondamentale della mia pratica del teatro, l'educazione dei ragazzi immersa in questa arte formante e performante.
Come sempre, maggio è un mese molto faticoso per chi non solo è agli sgoccioli con l'anno scolastico ma deve anche mettere in scena una produzione per il palcoscenico. Quest'anno poi, il non aver potuto occupare il nostro amato teatro a Castel Gandolfo ha comportato alcune grandi manovre davvero onerose... ma è andato tutto meglio del previsto.
Avrei mai pensato di mettere in scena una cosa così strana, stramba, grottesca ma anche iconica come la Famiglia Addams? Giammai.
Era una promessa con la quale avevamo chiuso lo scorso anno laboratoriale: volevo misurarmi dopo molto tempo con la comicità dopo lavori molto impegnativi come Sogno di una notte di mezza estate e Notre-Dame de Paris. Due grandissimi successi, in particolare lo scorso anno.
Virare per una volta verso il nonsense, strizzare l'occhio al pubblico con immagini riconoscibili, ma anche, e questo non può mai mancare per me, sperimentare l'occasione di mettere assieme comico e drammatico attraverso tutta una serie di colpi di scena e "agnizioni".
Non so se si sia colta appieno la mia intenzione, sono però certa che lo spettacolo ha divertito, che poi era l'intento di quest'anno. Se poi nella platea siede uno dei blogger amici più cari, come Franco Battaglia, è tutto dire. :)
Prima di tutto, ascoltate me. Sono nata dal rancore di chi non aveva più nome. Le mie travi sono giunture di segreti, le mie fondamenta sono giuramenti infranti. Ogni anima che entra qui lascia una traccia, una crepa, un sussurro. Preparatevi, ciò che vedrete non è una storia di festa. È una storia di ritorni e di ombre che non hanno mai smesso di camminare…
Le mie idee drammaturgiche
Ho scritto il copione nel mese di dicembre. Sapevo di non voler mettere in scena una cosa già vista, doveva essere un lavoro originale, adoperando personaggi e maschere note al pubblico.
Degli Addams ho conservato tutto l'impianto nonsense, il ricorso al grottesco e a espressioni legate alla semantica di morte, strumenti di tortura, disgusto, insomma la normalità dell'horror.
La novità doveva essere inserire alcuni personaggi dell'iconografia horror nel tema Addams, a partire da Pennywise, il clown assassino di It, romanzo letto la scorsa estate proprio con l'intento di conoscerlo a fondo - la recensione è qui. Gli altri personaggi: Ghostface della serie Scream, Chucky la bambola assassina, Harley Quinn che mi era piaciuta in Folie à deux ma che poi ho ripreso dall'immaginario più diffuso dei film con Margot Robbie, e il Mostro senza nome del romanzo Frankenstein, pure questo romanzo letto lo scorso anno - recensito qui.
Questi sono i mostri che vengono a bussare alla porta di casa Addams, poi ce ne sono due che sbucano dal pozzo nel loro soggiorno: Beetlejuice e Samara del film The ring.
È la sera in cui si festeggia il compleanno di Gomez, tutto è in fermento perché si creino le sorprese giuste che possano stupirlo. Mentre Pugsley e Mercoledì riflettono sul da farsi (senza arrivare a escogitare nulla che possa divertirlo davvero) c'è un altro personaggio che tutti ignorano, la Dama Scarlatta, un ritratto che campeggia al centro della sala, un dipinto in tutto senziente e pure in grado di preparare per Gomez la sorpresa dell'arrivo dei suoi due personaggi preferiti (Beetlejuice e Samara).
A completare il tutto, il Signor Passacantando, un esattore delle tasse adiratissimo (e pure terrorizzato) perché gli Addams sono in forte ritardo su Imu, Tasi e Tari, e la Signorina Marjorie, una stramba signorina in cerca di rifugio dalla pioggia.
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| Alcuni particolari delle scenografie create da Federica Fiorucci (nello spettacolo "Mano") |
Non entrerò in ulteriori dettagli, vi basti sapere che, a parte i due personaggi del pozzo, tutti gli altri mostri arrivano in quella casa per chiedere a Mercoledì, notoriamente dotata di acume, il perché non facciano più paura.
Questo è il nucleo della narrazione. L'idea mi è sorta pensando a tutte le volte in cui a scuola mi è capitato di parlare con i miei alunni di questi personaggi horror e averne ricevuto delle osservazioni per me sorprendenti. Io, che non annovero l'horror fra i generi della mia comfort zone, non ho mai visto uno solo di quei film perché appunto ne sono spaventata.
Il repertorio cinematografico horror è un ambito che conosco solo perché me ne informo, leggo, ma non perché ne ho visto sequenze e sviluppi.
[In questo periodo sto guardando su Apple Tv una serie horror: Widow's Bay, abbastanza disturbante ma anche ironica. L'ironia me la rende gradevole - e la presenza di un talentuoso come Matthew Rhys].
Va da sé che, conoscendo solo Pennywise e il Mostro senza nome, per costruire dialoghi e monologhi degli altri personaggi mi sono dovuta sorbire sequenze su sequenze su You Tube e leggere in rete.
L'idea era di "disinnescare" il potere perturbante di queste maschere, virando verso il comico e il grottesco, e se Ghostface offriva già una sua trasformazione con Scary Movie, gli altri erano tutti un territorio da attraversare... non è stata una bella sensazione. 😅
I mostri arrivano quando il mondo smette di guardarsi allo specchio, quando l’orrore viene addomesticato e tutto diventa così familiare… Allora i mostri non hanno più una casa, e vengono a bussare qui. Cercano rifugio nei luoghi dove l’ombra è ancora rispettata. Questa casa non ha mai temuto ciò che è storto e incompleto. I mostri restano quello che sono mentre il mondo corre, cambia, si trasforma e scarta ciò che non serve.
Se l'esattore terrorizzato è poi un personaggio abbastanza prevedibile nelle sue reazioni (e nell'inevitabile epilogo), la Signorina Marjorie è la vera rivelazione.
Offre per i due terzi dello spettacolo un'immagine di sé abbastanza bidimensionale: eccentrica e strampalata, in apparenza anche delicata e facilmente influenzabile se non altro per tutto ciò che attrae la sua attenzione, poi svela la sua vera identità, collegando il suo intervento rivelatore (anticipato da un breve dialogo con la dama del ritratto) alle parole udite all'inizio a sipario chiuso.
La signorina Marjorie è il "luogo", la casa Addams dove la verità non teme di svelarsi oltrepassando schemi e convenzioni. Nessuno si rende ben conto di quanto la casa sia in realtà la vera garanzia degli Addams perché possa compiersi il loro diritto di essere quello che sono, e pertanto veri, autentici.
Marjorie spinge le proprie osservazioni oltre il palcoscenico e indica il pubblico, additando gli uomini e rivelando i loro limiti. Volevo che a questo personaggio fosse riservato un ruolo di coscienza e che rappresentasse uno dei momenti di riflessione in cui il comico ha una battuta d'arresto per lasciare spazio al pensiero, perché lo spettacolo fosse anche questo.
Il gran finale è la festa, torna imperioso il caos, il rumore, il ritmo. Fino a quell'ultimissima sorpresa, una bambina che irrompe sul palcoscenico e ordina perentoriamente ai mostri di tornare nella propria testa. Perché è lì che l'immaginazione ha luogo e tutto prende forma, e noi possiamo gestirla, utilizzarla, padroneggiarla. La bimba è in pigiama e vestaglia, è quindi una delle sue notti popolate di sogni, ma lei ha la fantasia, non ha nulla da temere.
Questo spettacolo non sarebbe stato possibile senza il grandissimo apporto di due ragazze preziose: Federica Fiorucci per le scenografie (che questa volta non abbiamo realizzato tramite proiezione, non essendo il teatro munito di fondale) e Sara Crescimbeni per il trucco (notevole quello di Alice Izzo, che ha subito una trasformazione strabiliante in Zio Fester).
Anche questa volta saranno le fotografie di Alessandro Borgogno a rendere l'idea di questa esperienza.
Come sempre, lo ringrazio. 🌹
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| L'entrata in scena di Pennywise (Martina Proietti Romani) |
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| Mano (Federica Fiorucci) |
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| Samara (Marta Mazzuoccolo), Dama Scarlatta (Silvia Farinati), Beetlejuice (Sofia Iencenelli) |
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| A sinistra, Lurch (Emanuele Scialdone) e Signorina Marjorie (Aurora Picano) |
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| Nonna Addams (Camilla D'Andreamatteo) e Zio Fester (Alice Izzo) |
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| In primo piano, Harley Quinn (Viola Miscoli), Ghosface (Alessio Amoroso), Chucky (Giordano Pisani) |
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| Mostro senza nome (Victoria Hilger) |
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| La rivelazione di Marjorie |
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| Il Signor Passacantando (Gabriele Di Mattia Carrera) |
... e il prossimo anno? Si torna al grande Shakespeare con Romeo e Giulietta!












Luz carissima, non ho la minima idea di chi siano tutti questi tuoi personaggi, tranne qualcuno degli Addams, che però credo di non aver mai visto in tv per una intera puntata nelle repliche della serie degli anni '60. fiiiiigurate! ma sono felice che anche questo tuo ultimo lavoro ti abbia dato gioia e le soddisfazioni che meriti. perciò mi produco in un chiassoso assordante strepitante fracassone fragoroso rimbombante rintronante scrosciante tonante scoppamani senza fine. vabbè, a un certo punto la dovrò smettere perché lo scoppamani diventerebbe uno spellamani, e quindi passo all'abbraccio lungolungo strettostretto che ti dovrai sentire addosso fino a che si aprirà il sipario su Giulietta e Romeo. (se non mi mandi via prima per esasperazione totale)
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