lunedì 16 febbraio 2026

Scripta Ludus #7: gli explicit in gara

Cari e care blogger, eccoci alla seconda fase del gioco. 
Sono arrivati sei explicit, perfettamente suddivisi su due delle tre proposte di immagini. Nessuno dei sei partecipanti ha scelto la prima immagine (ma non è detto che non venga riproposta in seguito, visto che è rimasta non toccata dai "concorrenti"). 

Come da regolamento, gli explicit in gara, pubblicati con riferimento all'immagine che ha ispirato la scrittura, sono qui di seguito elencati senza rivelarne l'autore/l'autrice, per mantenere il più possibile neutralità nel voto. 

⚠️ Ricordo a TUTTI i partecipanti di inviare la propria doppia preferenza (pena l'esclusione dal concorso) e raccomando a tutti coloro che leggeranno, partecipanti e nondi diffondere il post e invitare a inviare il proprio voto a tutti coloro che avranno il desiderio di eleggere l'autore/l'autrice dell'explicit migliore

❗❗❗Modalità di voto: inviate due preferenze (1° e 2° posto) indicando NUMERO IMMAGINE E NUMERO DELL'EXPLICIT PRESCELTO, entro le ore 9 di SABATO 21 FEBBRAIO. Email: libriavela@gmail.com

Vinca il migliore!
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Explicit in gara



Immagine 2
EXPLICIT 1
Beh, spirito libero, prima che tu voli via lascia che ti dia qualche suggerimento di sopravvivenza.
Ormai, dopo tutti questi giorni di frequentazione, abbiamo imparato in qualche modo a conoscerci. Pur con tutte le nostre evidenti differenze, tra noi si è creata una sorta di affinità; siamo riuscite miracolosamente a colloquiare e a raccontare tanto di noi l'una all'altra. I nostri linguaggi sono diversi ma a volte bastano pochi comportamenti e sguardi significativi per capirsi. La città ci ha attirate entrambe, chi per motivi prettamente utilitaristici chi per le opportunità che una metropoli sa offrire. Ma attenzione: tu non ci pensi (in fondo non sai pensare!) ma in città i pericoli non mancano mai. Ti avvicini fiduciosa alle persone, il tuo istinto non ti mette in allarme, e invece: zac, è la volta che ti fregano! Comunemente si dice che quelle come te siano attratte da brillantezza e sfavillio (ah, questi pregiudizi!): fai in modo che questa cosa non costituisca anche la tua rovina.
Spero tanto che tu mi abbia capita (chissà!) e che faccia buon uso dei miei consigli. E soprattuto non essere sempre e solo istinto! Buona vita a te.
Ah, dimenticavo: cerca di fumare di meno!


EXPLICIT 2
Così la Femme fatale uscì sul balcone. Si accese una sigaretta. Un corvo nero la guardava fisso. Il piccione era già partito con il messaggio fermo nel becco. Nella camera il suo amante pareva addormentato. Solo una macchia rossa si allargava formando un fiore sul bianco lenzuolo. 


EXPLICIT 3
Fa freddo ma resta appoggiata alla ringhiera della finestra e ascolta Parigi che riprende fiato sotto di lei: passi, clacson lontani. L’appartamento ha già iniziato a cancellare la notte: il letto freddo, i bicchieri vuoti, l’odore che svanisce. Non c’è nostalgia, solo una calma nuova. Si accende una sigaretta mentre due corvi volteggiano proprio verso di lei. Uno solo si lascia planare dolcemente fino alla ringhiera. L’altro, se ne è andato. Restano così, uno di fianco all’altra. Sul tavolo, il telefono vibra. Non guarda. Ci sono messaggi che appartengono alla donna che era ieri. Si volta e fissa la valigia a terra. Si può andarsene anche restando, basta smettere di appartenere.
Quando esce, non si volta indietro. Scende le scale con la certezza muta che non sta sfuggendo da qualcosa, sta solo smettendo di aspettare.


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Immagine 3

EXPLICIT 1
L’immaginazione è un’aquila che spalanca le ali su mondi sconosciuti e la sua ombra, anziché oscurarle, illumina le cose che non sai. 
Ero rimasto fermo sul crinale per ore, imbambolato, ma intanto volavo come un uccello oltre la cerchia di colline, lontano fino alla Liguria. Dall’alto ho visto i panni stesi tra i vicoli stretti, l’ocra e il rosso pompeiano delle case, i muri scrostati e le persiane aperte verso il basso come palpebre socchiuse. Nella piazza della chiesa vociavano quattro ragazzetti col pallone, un gruppetto di anziani li guardava da brutte sedie in plastica rivolte al sole. Non ho visto il mare ma l’ho saputo appena oltre, ne ho respirato il sale disciolto nell’aria come nell’acqua della pasta. 
Quando ho riacceso il motore e ho fatto inversione per riprendere la strada di casa, non è stata una rinuncia ad andare oltre, ma la sensazione di aver davvero visitato un paesino dell’entroterra ligure di piccole bellezze e di altrettanto belle imperfezioni. E tanto mi bastava.


EXPLICIT 2
Il gran giorno era arrivato e col batticuore avrebbe affrontato la prova di storia. Sapeva di essere pronta e migliore di quell’antipatica di Carla, che aveva tra il pubblico la sua claque che l’avrebbe applaudita con vigore ad ogni risposta corretta. Però Dalia era convinta che sarebbe riuscita a fare meglio.
Nella prova di musica era stata sicura di stravincere ma l’aveva affrontata con modestia sapendo che sarebbe riuscita a cantare un paio di strofe senza l’accompagnamento della musica in modo impeccabile. Poi avrebbe scritto due righe di uno spartito musicale senza errori. Se con la voce non c’era gara con Carla, meno dotata e intonata di lei, era consapevole avrebbe cercato di barrare con lo spartito. Però il suo era stato più originale e fantasioso e aveva strappato degli ‘Oh!’ di meraviglia tra il pubblico e la giuria.
Un signore distinto si era avvicinato a Dalia e le aveva chiesto se voleva prendere lezioni di canto. «È tutto gratis! Hai talento e meriti di essere incoraggiata!» aveva affermato con calore, stringendole la mano.
«Sveglia, sveglia, dormigliona! Oggi è il giorno del saggio finale!»
Dalia aprì gli occhi e si trovò nel letto che condivideva con la sorella. È stato solo un sogno.
Bellissimo ma un sogno! «Mi alzo, mi alzo!» replicò con voce delusa.
Al ritorno da scuola, quel giorno, Dalia aprì le braccia correndo come se stesse spiccando il volo. «Mamma! Mamma! Sono stata la migliore nella prova di storia e di musica! Tutti mi hanno fatto i complimenti!» gridò arrivando a casa.
Alle sue spalle l’ombra disegnò le grandi ali dell’aquila reale.


EXPLICIT 3

Quando il silenzio si prende tutto e il tempo finisce di annodare i fili della vita non c’è più nulla che si possa fare, nessun serbatoio dell’anima a raccogliere lo struggimento che bagna ancora i ricordi.

Qualcuno racconta di averlo visto parlare con una persona immaginaria ed era come se  il sorriso comparso tra le pieghe del suo volto fosse il segno di un congedo. Disse che lei raccoglieva il vento con le braccia e che un’ombra si era piazzata alle sue spalle: due appendici troppo lunghe e armoniose per essere la proiezione delle braccia. 

Qualcuno racconta che quando provò a descrivere ciò che aveva visto giurò che fossero ali.



Scadenza: sabato 21 febbraio, ore 9

Email: libriavela@gmail.com

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