domenica 19 novembre 2023

Prestare i libri... sì o no?

Non prestare mai i libri, perché nessuno li restituisce. I soli libri della mia biblioteca sono quelli che mi hanno prestato.

Anatole France

L'ironia di Anatole France mi porta a dedicare una riflessione a questo delicatissimo fenomeno riguardante i bibliofili. 
Credo che ciascuno di noi, almeno una volta, si sia trovato dinanzi alla richiesta del prestito di un nostro libro, al quale magari teniamo particolarmente, e si sia sentito tentennante e fortemente dubbioso se cedere o meno. 
Personalmente mi è capitato di perdere per strada almeno una decina di libri in tutta la mia vita, distribuiti con slancio e mai tornati indietro. Erano tutti interessanti e campeggiavano assai bene nella mia libreria, ma... hanno preso il volo. 
Qualche anno fa dovetti insistere non poco per la restituzione di un libro del critico d'arte Achille Bonito Oliva, Transavanguardia, al quale ero legata da un ricordo universitario, ma è stata davvero dura vedermelo tornare indietro. Un parente che riteneva di averlo ricevuto per leggerlo e di default avere tutto il diritto di tenerselo. La restituzione, oltretutto, generò pure un'aperta antipatia da parte sua, fu certo di essere oggetto di oltraggio. Misteri dell'egotismo. 

Perché succede? 
Forse scatta nella persona alla quale si presta un sentimento di appartenenza del libro stesso, forse il libro finisce con l'essere posto su uno dei loro scaffali e poi dimenticato, non saprei. 
Peggio è quando il libro torna ma con sottolineature o "orecchie". Sta di fatto che impera una certa indifferenza verso la restituzione e questo è davvero avvilente. Inutile precisare che non presto più nulla da anni, fatta eccezione per persone, si contano su meno delle dita di una mano, di cui mi fido ciecamente.

Sarebbe bello immaginare i nostri libri come itineranti, in un sistema in cui ciascuno mette a disposizione di tutti i propri libri e a sua volte usufruisce di quelli altrui. Esiste già, si chiama bookcrossing, ma io intendo qualcosa che possa essere ritenuto abituale. 
L'utopia di una società in cui i lettori siano tanti e tutti disposti al prestito, certi che i propri libri saranno tenuti nel dovuto rispetto. Piccole o grandi realtà, di quartiere o semplicemente circoscritte a cerchie di amici. 
Fare dei libri oggetti non da esporre in una libreria, quanto piuttosto "vivi", supporti circolanti, veicolo di idee e sogni. Mi domando se in fondo, anche nel nostro piccolissimo, non saremmo capaci di attuare una cosa del genere, ma poi torno ai dubbi di partenza: sono gelosa dei miei libri e non mi piacerebbe che passassero di mano in mano (sic!). 
A voi la parola. Cosa ne pensate?

da La libreria stregata di Christopher Morley

22 commenti:

  1. Ah no, io ormai sono un egoista utilitaristico e penso solo a me :-D
    I miei libri non li presto più, anche perché quando l'ho fatto, ho prestato libri quasi nuovi e ho riavuto indietro carta stropicciata, scarabocchiata e "acciaccata".
    Per mettere i libri a disposizione di tutti un sistema esiste già: si chiama "ebook" e permette inoltre di salvare tanti alberi dall'abbattimento inutile e umiliante (sì, umiliante, perché per un albero è una vera umiliazione essere stato abbattuto per ottenere la carta per pubblicare un libro scritto da un calciatore analfabeta o uno squallido habitué di salotti televisivi fatti di pettegolezzi idioti e inutili).
    E quindi, vai col libro digitale, ebook is the future!

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    1. Sai che io non riesco a convertirmi all'ebook? Ossia, posseggo diversi libri in questo formato, tendo però a scaricare esclusivamente quelli verso i quali ho una certa curiosità ma non ritengo del tutto attraenti per i miei gusti. Per esempio, l'ultimo di Ammanniti, che ho letto in formato digitale, non mi ha fatto pentire di non aver comprato il cartaceo talmente mi ha delusa. C'è da dire poi che potendo leggere anche al buio l'e-reader è davvero comodo.
      Comunque, maleducati i signori che ti hanno restituito i libri in quello stato!

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  2. Da qualche anno a questa parte mi succede raramente di prestare libri, in passato qualche volta è successo di farlo poi però non vedevo l'ora che il libro prestato tornasse indietro.

    Vedo che molti anici e conoscenti seguono un book crossing nel quartiere dove abito a Milano, ma è molto diffuso in tanti altri quartieri. In generale, oggi come oggi, non sono molto propenso a prestare libri...dipende dalla persona. Se la conosco da tempo, e so che tratta bene i libri, magari glieli presto. Altrimenti no. Ma, ripeto, ormai mi capita raramente che qualcuno mi chieda un libro in prestito.

    Un salutone e alla prossima

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    1. Il bookcrossing è una gran bella cosa ma anche lì tendo a essere "orso". Così come non frequento le biblioteche per il prestito libri, ma il perché è presto detto: avendo la possibilità di acquisto della Carta docenti, scialo con quella. Per Natale mi vorrei regalare una pubblicazione che ho adocchiato da tempo, roba da collezionisti, poi ne scriverò.

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  3. Anch'io difficilmente, molto difficilmente, presto libri. Da ragazza lo facevo spesso e purtroppo spesso faticavo per riaverli indietro e molti li ho perduti. I libri per me sono importanti li conservo per poter rileggerli, consultarli, ritrovare una citazione o ricordare una poesia. Ormai comunque quasi nessuno più chiede libri in prestito anzi a me capita che amici mi chiedano se ne voglio in regalo quando decidono di fare spazio in casa.

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    1. Ciao, benvenuta fra questi commenti al post. :)
      Sì, in fondo il prestito dei libri è anche un fenomeno quasi del tutto tramontato. Oggi sono diverse le opportunità di accedere a un libro e si tende per lo più a procurarselo in e-book o con prestito bibliotecario. Meglio sempre non cedere a richieste troppo invadenti. :)

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  4. Io amo prestarli perché amo l'idea di far provare a qualcuno le stesse emozioni che ho provato io. Sono geloso dei miei libri, anche perché li riempio di orecchie e sottolineature nelle parti importanti, ma nonostante questo... mi dimentico spessissimo di averli prestati. Magari tornano anni dopo e io dico E questo da dove sbuca?!
    Purtroppo sono simile con i prestiti. Mi scordo di rifarli se non mi viene richiesto. Per questo ora ho una parte di libreria dove tengo solo i prestati :)

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    1. Mi piace anche il tuo approccio, perché una libreria in fondo non è un santuario intoccabile, non dovrebbe esserlo, e i libri dovrebbero essere dei tramite, niente altro che piattaforme su cui far circolare il pensiero. Essendo questa la loro più autentica natura, dovrebbero essere prestati, scambiati, ceduti, ma anche usati. Ecco, io non ho questo ardire. Sono gelosa dei miei libri, li ritengo preziosi e cedibili solo ai meritevoli. Lo so, è un grandissimo difetto.

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  5. Ogni volta che li devo prestare mi viene un dolore al petto perché già so che non tornano più indietro, e se tornano sono danneggiati. Capirai che non li presto mai, tranne rare eccezioni. Ricordo ancora poi quel che successe a una mia amica che aveva prestato il libro a un nostro compagno di classe. Quando il libro ritornò alla proprietaria era diventato blu, le pagine erano macchiate di blu, blu ovunque. Fu un incubo per me che non era il mio libro, non ti dico per lei.
    Perché succede che non tornano più indietro? Forse ci si innamora di quei libri, forse si dimenticano, forse in realtà c'è molto menefreghismo? Non saprei, ad ogni modo, per sicurezza non presto più niente. Certo sarebbe bello il bookcrossing, ma in un mondo dove sono tutti educati.

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  6. Divertente ed estrema la frase di France, potrebbe essere applicata non solo ai libri, ma a tutto ciò che si presta dai soldi a un vestito... Trovo imbarazzante insistere, o solamente chiedere, che ci venga restituita una cosa che si è prestata con fiducia e questo mi potrebbe far desistere dalla volontà di prestare i miei libri, oggetti di cui sono piuttosto gelosa. Però l'idea di renderli, come tu dici, vivi e circolanti, il piacere che i miei libri possano incuriosire anche amici o parenti, mi piace molto quindi, se me li chiedono accetto il rischio. Poi è chiaro che se mi dovesse tornare indietro un libro malmesso, non ci sarebbe una seconda volta, perchè i libri e tutto ciò che ci viene prestato va trattato meglio di come li trattiamo noi stessi! Un esempio...non farei mai le orecchie a un libro che non è mio.

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    1. Io non farei le orecchie neppure ai miei, hai ragione! E pensa che mi è capitato di vedermi restituiti libri con orecchie e sottolineature (per fortuna a matita).

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  7. Ho prestato molti libri che non mi sono stati mai restituiti e non si tratta di romanzi ma di libri universitari che compravo con mille sacrifici (non sopportavo di studiare sulle fotocopie come facevano molti e amavo comprare il libro nuovo); è capitato spesso che li prestassi per studiare e non mi venissero restituiti tanto che ho cominciato a usare una bugia per salvarmi, dicevo che il libro l’avevo portato in Puglia nella casa dei miei. Molti libri universitari che ho ancora e mi piace conservarli sono salvi grazie a questa bugia. Invece alcuni romanzi che ho in casa, a cui sono molto legata per vari motivi, non li presterò mai, vista l’esperienza; poi ci sono quelli che non mi interessa tenere e in quel caso posso regalarli (o prestarli a fondo perduto), ma molti di questi sono già finiti nelle cassette dei libri. Io ormai leggo solo degli eBook per problemi di spazio e perché mi trovo molto meglio rispetto ai libri di carta, e gli eBook non si prestano, quindi problema risolto.

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    1. Ultimamente, svuotando la casa dei miei genitori, mi sono imbattuta in libri che a suo tempo avevo deciso di non portare con me. Purtroppo si sono rovinati, perché essendo stata per la maggior parte dell'anno una casa chiusa, hanno preso un po' di muffa. Ecco, mi piaceva diversi anni fa tornare ai libri che non avevo portato con me. La casa delle origini rappresenta anche il luogo dove i lettori lasciano una parte del loro passato.

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  8. Coma tutti, anch'io ho prestato libri, decine di libri a decina di persone diverse. Non ne ho mai visto uno tornare. Il problema è che un giorno è successo anche a me di ricevere un libro in prestito e, indovina, non l'ho mai restituito! A questo punto credo di dover provare a spiegartene il motivo. Ebbene, non c'è un motivo. Beh, non è del tutto vero. Diciamo che oggi non ce n'è più alcun motivo, visto che quella persona non la vedo da una trentina d'anni, ma ai tempi un motivo per restituirlo ci sarebbe anche stato ma, rimanda oggi, rimanda domani, alle fine è capitato anche a me di trattenere per sempre quell'oggetto. Tutti ciò non senza sensi di colpa (ogni volta che mi ricapitava sottomano mi si torcevano le budella), ma evidentemente il destino ha voluto così. Qualche anno fa l'ho rimesso in circolazione in un punto di bookcrossing e, pensa un po', senza averlo nemmeno mai letto!
    La risposta all'annosa questione, nel mio caso, è forse che mi avevano prestato un libro che non avevo alcuna intenzione di leggere. Non sapendo come dirlo, l'ho accettato. E la fine è stata quella.

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    1. Io credo di possedere un paio di libri mai restituiti. E anche a me i sensi di colpa hanno fatto davvero male. Almeno c'è stato un pentimento, in tanti invece neppure quello, tengono e basta. Io come ho scritto nel post ho dovuto impormi per riprendere un libro importante. Buona idea quello di rimettere in circolo col bookcrossing, finora non mi è capitato, ma ho donato tanti libri a una biblioteca. Libri perfino nuovi che sapevo di non poter tenere.

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  9. Mi hanno insegnato a trattare con i guanti le cose altrui, prese in prestito, e sono sempre state poche, ma quando ho prestato io, questa buona regola dell'educazione non è stata applicata.
    Prima ho prestato il mio quaderno di appunti di Fisica alle superiori, ci tenevo tantissimo, era un bel quaderno, con bei disegni, ben spiegato, bei colori. Prima mi hanno detto che è andato perso, anni dopo ho saputo che il gatto l'ha usato come lettiera. Ma ti pare?!
    Poi, a mia insaputa, mia sorella ha prestato la mia copia dei Promessi Sposi, edizione particolare, ben commentata, schede dei personaggi, riassunti dei capitoli, spiegazioni varie, davvero ricca. E in più c'erano i miei appunti a lato. Libro mai più tornato, con un rimpallo di responsabilità tra le parti in causa. Ci ho messo vent'anni per ritrovarlo! Non lo stesso libro, ma la stessa edizione.
    Da allora però io non presto libri a nessuno. Semmai gliene regalo un'altra copia, ma la mia resta a casa. Altro discorso invece per libri che ho letto ma che posso lasciar andare, non hanno avuto impatto rilevante, diciamo. Oppure ne ho due copie (capita: magari prima brossura e poi rilegata, tengo la rilegata) e allora questi li porto proprio alle casette del Bookcrossing, magari ci metto un appunto sul perché potrebbe piacere al prossimo lettore.

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    1. Mi hai fatto ricordare di aver perso anch'io un prezioso quaderno. Si trattava del mio quaderno di appunti di letteratura del liceo. Ero una scheggia a prendere appunti, il professore faceva lezioni che esulavano dal testo e le sue parole erano preziose. Non so come, si era sparsa voce della sua preziosità e andò per parecchie mani. Sparì dopo il liceo, quando una ex compagna di classe me lo chiese per preparare un concorso. Quaderno mai più rivisto e fu difficile anche provarci perché avevo lasciato da tempo la Calabria e la persona in questione si trovava non nel mio stesso paesello. Peccato. E peccato per tutte le tue "perdite", sembra poco ma libri e quaderni di quel passato oggi sarebbero impossibili da rifare. La scuola è del tutto cambiata, così come l'impegno degli studenti.

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  10. Sono geloso dei miei libri. Li faccio vedere, li pubblicizzo, leggo estratti.. ma prestarli no. Primo perché non mi piace dover fare l'esattore a distanza e richiederli, pur avendone tutto il diritto, secondo perché mi strapperei un pezzo di me, uscirebbe dalla porta un pezzo di casa e, comprendi bene, verrebbe meno l'intero precario equilibrio sul quale si fonda l'essenza stessa di abitazione. Come un mattoncino di meno, un'intercapedine svuotata, un buco improvviso nel muro, una serranda che se ne viene giù, un fornello in sciopero..

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  11. Bellissima questa frase inziale di Anatole! Per quanto mi riguarda è vera per metà: tutti i libri che ho prestato non mi sono mai stati restituiti, anche perché all'inizio della mia fase generosa non ne tenevo traccia e dunque mi dimenticavo di chi e che cosa avevo prestato, rendendo difficile anche un eventuale recupero. Come si capisce, la mia fase generosa è terminata molto tempo fa e non ho nessuna intenzione di riprenderla. Sono gelosa dei miei libri, come se averli solo toccati o posseduti li avesse resi una parte di me indivisibile e non condivisibile con nessuno/a. Adoro toccarli, consultarli, li conosco e li cerco quando ho bisogno di loro. Come potrei privarmene? Tuttavia nella mia biblioteca non ci sono libri prestati. Di solito non li chiedo e quando capita che qualcuno insiste li restituisco quasi subito. Deve trattarsi di una specie di malattia...

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    1. È una visione molto chiara, che ammiro. Io stessa oggi come ho scritto non presto più a nessuno se non a persone fidatissime e ordinate.

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  12. Un tempo prestavo più volentieri i libri, ora li regalo se voglio che qualcuno legga una determinata opera che io posseggo. Basta prestiti: sono stati quasi sempre a fondo perduto e mi sono scoperta molto gelosa della mia libreria. Io, dal canto mio , sono molto scrupolosa: se ho in prestito un libro, restituirlo diventa per me una priorità. Quanto al bookcrossing è una bella iniziativa: libri circolanti, che girano e finiscono nelle mani di tante persone. Chissà i viaggi... Affascinante, ma non i miei libri! Ahahah. Forse i doppioni: io qualcuno ce l'ho ;)

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    1. A proposito di doppioni, stamattina nell'ora buca ho accompagnato una collega in libreria, lei cercava un libro di psicologia. Allo scaffale a tema ho adocchiato un paio di libri Adelphi che mi sarebbe piaciuto prendere ma davvero non ricordavo se li avessi già acquistati. C'è questo pericolo, ormai la cosa è del tutto sfuggita di mano. :D

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