mercoledì 22 settembre 2021

Il caffè di Luz e Marina: i sette vizi capitali... la superbia

LUZ
  Cara Marina, l'estate sta finendo, ma non voglio cantare la canzone dei Righeira. Per me è un sollievo, un'estate sotto molti aspetti da dimenticare. Torniamo ai nostri caffè, dunque, vorrei proporti un bel "viaggio" immaginario, attraverso... rullo di tamburi... i Sette vizi capitali! Che ne pensi? 

MARINA  Tu mi “vizi” con le tue nuove idee, cara Luana! La battuta m’è venuta spontanea, ma davvero questo argomento mi stuzzica non poco. I sette vizi capitali, uhm... Lo sai che fino a qualche anno fa, con i miei figli, facevamo un gioco, durante le discese in Sicilia in macchina? Ci sfidavamo a scoprire chi aveva più memoria in ordine a determinate categorie numerate: i sette nani, i sette colli di Roma, i sette re di Roma, le dodici tribù d’Israele, i dodici apostoli e, appunto, i sette vizi capitali (famiglia anomala, lo so!).
Dimenticavamo sempre un nome per ogni categoria e dei vizi capitali la lussuria scappava sempre.
Insomma, archiviate le vacanze (belle, ma dimesse, per quanto mi riguarda) vediamo dove ci porterà questo viaggio insieme. Dunque vogliamo partire dal primo della lista, la Superbia?

mercoledì 15 settembre 2021

L'arminuta - Donatella di Pietrantonio

Incipit: A tredici anni non conoscevo più l'altra mia madre.
Salivo a fatica le scale di casa sua con una valigia scomoda e una borsa piena di scarpe confuse. Sul pianerottolo mi ha accolto l'odore di fritto recente e un'attesa. La porta non voleva aprirsi, qualcuno dall'interno la scuoteva senza parole e armeggiava con la serratura. Ho guardato un ragno dimenarsi nel vuoto, appeso all'estremità del suo filo. 
Dopo lo scatto metallico è comparsa una bambina con le trecce allentate, vecchie di qualche giorno. Era mia sorella, ma non l'avevo mai vista. Ha scostato l'anta per farmi entrare, tenendomi addosso gli occhi pungenti. Ci somigliavamo allora, più che da adulte. 

Questa è una storia che si legge in poche ore e da cui si esce con una sensazione di amaro in bocca. 
Una storia amara, struggente, anche potente. Forse, se la scrittura di Donatella Di Pietrantonio fosse stata più "coraggiosa", se avesse spinto di più lasciando anche per poco quella riservatezza che è poi tipica della scrittura femminile, sarebbe stata una storia perfetta.
Il limite credo sia nella scelta della narrazione in prima persona, ancora una volta una scrittrice preferisce questo tipo di racconto dei fatti. Ormai diventato un cliché. 
Un narratore onnisciente avrebbe spinto e spinto nel profondo, ci avrebbe tirato fuori sconvolti
Il tema offre un'occasione d'oro per sperimentare certi scandagli nella psiche di una ragazzina fra i 13 e i 14 anni. Non solo si tratta dello snodo degli anni anni d'ingresso nell'adolescenza, ma all'interno di una vicenda straziante, straniante, devastante per una ragazzina. 

sabato 11 settembre 2021

11 settembre 2001 - la mia New York, il prima e il dopo.



Ero davanti alla tv, stavo guardando una puntata di Ally McBeal su Canale 5.
La trasmissione fu interrotta improvvisamente, bruscamente, voci concitate dal tg in edizione straordinaria. Visto che i tg me li seguo da sempre sulla Rai, girai su Raiuno. 
L'orrore delle fiamme attorno a entrambe le due torri colpite. Lo sgomento mi colse alla gola, mi tolse il respiro. Fra il primo e il secondo impatto erano trascorsi 18 minuti. I tg dopo il primo impatto stavano cercando di mettere assieme la notizia, gli inviati si stavano raccogliendo attorno a New York e nel frattempo il secondo aereo impatta sulla torre sud. Gli occhi del mondo su quella scena che pare irreale, inspiegabile. Chi? Perché? Se il primo aereo lasciava pensare a un grave incidente, il secondo fu come una mano che si stringe attorno alla gola. 

giovedì 9 settembre 2021

La mia famiglia e altri animali - Gerald Durrell

Incipit: Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso con la mia famiglia nell'isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell'isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina, non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato vari amici a dividere i capitoli con loro. Soltanto con immensa fatica, e usando una notevole astuzia, sono riuscito a salvare alcune pagine sparse che ho dedicate esclusivamente agli animali. 

Ammettetelo, un incipit così acchiappa subito. 
Così come il resto, tutto il racconto semiserio di questo zoologo e naturalista prestato alla letteratura, quel Gerald Durrell noto anche per aver dato vita a una delle più importanti fondazioni per la salvaguardia delle specie in via di estinzione. 
Il tomo mi ha tenuto compagnia all'andata e ritorno durante il viaggio per e dalla Calabria (vi lascio immaginare il ritorno in un giorno da bollino nero). Poter leggere durante lunghe ore di viaggio è una salvezza. 

mercoledì 1 settembre 2021

Le donne invisibili.


  
  Sono una donna che si è destata
  Mi sono alzata e sono diventata una tempesta
  che soffia sulle ceneri dei miei bambini bruciati
  Dai flutti di sangue del mio fratello morto sono nata
  L'ira della mia nazione me ne ha dato la forza
  I miei villaggi distrutti e bruciati mi riempiono di odio
  contro il mio nemico
  Sono una donna che si è destata
  La mia via ho trovato e più non tornerò indietro
  Le porte chiuse dell'ignoranza ho aperto
  Addio ho detto a tutti i bracciali d'oro
  Oh compatriota, io non sono ciò che ero
  Sono una donna che si è destata
  La mia via ho trovato e più non tornerò indietro

venerdì 6 agosto 2021

Due vite - Emanuele Trevi

Incipit: Era una di quelle persone destinate ad assomigliare, sempre di più con l'andare del tempo, al proprio nome. Fenomeno inspiegabile, ma non così raro. Rocco Carbone suona, in effetti, come una perizia geologica. E molti lati del suo carattere per niente facile suggerivano un'ostinazione, una rigidità da regno minerale. A patto di ricordare, con i vecchi alchimisti, che non esiste in natura nulla di più psichico delle pietre e dei metalli. Rafforzavano di sicuro questa impressione la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati. Folta e compatta, la massa inamovibile dei capelli si sarebbe detta modellata e dipinta sulla testa come quella delle marionette. 

Ha vinto il Premio Strega 2021 questo libro di appena 121 pagine e non è un romanzo. Probabilmente se non ci fosse stata l'opportunità di incontrarne l'autore il 22 luglio scorso in quel bel festival della letteratura che è Velletri Libris, neppure lo avrei letto. O meglio, mi sarei ripromessa di acquistarlo e leggerlo, ma poi, chissà. 
Anzitutto proprio a questo è necessario dedicare un pensiero. Ci sono libri che leggiamo perché viene a crearsi l'occasione, un suggerimento, un incontro con l'autore (sei interessata a incontrarlo se conosci il come e il cosa del suo scrivere), insomma qualcosa attorno a cui casualmente nasce un interesse.
Non è stato dunque il premio a spingermi verso questo piccolo capolavoro, anzi. E allora, mi domando, quanti libri ci perdiamo perché l'occasione non si concretizza?
Se non avessi letto questo libro, mi sarei persa qualcosa di importante. È necessario stare attenti, drizzare meglio le antenne verso il mondo editoriale contemporaneo, in generale verso quegli autori che non conosciamo ancora, per poi scoprirli perfettamente nelle nostre corde.