lunedì 10 maggio 2021

Trilogia della frontiera - Cormac McCarthy

Cavalli selvaggi - Incipit: La fiamma della candela e la sua immagine riflessa nello specchio si contorsero e si raddrizzarono quando entrò nell'ingresso e di nuovo quando chiuse la porta. Si tolse il cappello, avanzò lentamente facendo scricchiolare il pavimento di legno sotto gli stivali e rimase in piedi, vestito di nero,  davanti allo specchio scuro nel quale i pallidi gigli si protendevano dall'esile vaso di cristallo. 

Oltre il confine - Incipit: Quando si spostarono a sud della Grant Country, Boyd era un bambino e la nuova contea chiamata Hidalgo aveva solo qualche anno più di lui. Nella terra che avevano lasciato erano sepolte le ossa di una sorella e della nonna materna. La nuova contea era fertile e selvaggia. Si poteva cavalcare fino al Messico senza mai incontrare una staccionata. 

Città della pianura - Incipit: Si fermarono sulla soglia, pestarono gli stivali a terra per scrollare via la pioggia, sventolarono il cappello e si asciugarono l'acqua dalla faccia. Fuori, nella strada, la pioggia sferzava l'acqua stagnante facendo ondeggiare e ribollire il verde e il rosso sgargianti delle luci al neon, e le gocce pesanti danzavano sui tetti d'acciaio delle automobili parcheggiate lungo il bordo del marciapiede. 

giovedì 22 aprile 2021

Ogni blogger una domanda... Intervista collettiva!

Era da un po' che pensavo a un post diverso, che rompesse gli schemi e creasse un'occasione di condivisione.
Mumble... mumble... e voilà! 

Perché non proporre un meme - quiz a tutti gli amici e le amiche blogger che seguo? 

Senza troppa improvvisazione, ma cercando di fare a ciascuno di voi una domanda mirata, ispirata ai vostri blog, a quello che ho capito della vostra personalità
In questi sei anni di blogging mi sono interfacciata con tante persone. Il blog mi ha permesso di conoscerne un bel po', sebbene virtualmente, con alcune è stata subito simpatia, affinità, con altre meno, ma posso ben dire che è sempre un piacere confrontarmi, lo sento per natura. 

L'intervista collettiva vuole essere un modo per stuzzicare la vostra creatività qui, in questo angolo scrittorio, quindi siate generosi/e, apritevi, stupite chi vi leggerà, abbracciate una dote irrinunciabile: la leggerezza. :)
Spero che tutte le persone citate vogliano partecipare, altrimenti, no problem, non è obbligatorio. 
Condividete il post sui social, se volete, facciamoci conoscere! 

mercoledì 14 aprile 2021

Longbourn House - Jo Baker (la dura vita dei tuttofare del passato)

Incipit: Nessuno indosserebbe vestiti se non esistesse il bucato, e questa è una certezza come il fatto che nessuno andrebbe in giro svestito, almeno non nello Hertfordshire, e non a settembre. Il giorno del bucato era inevitabile, ma la purificazione settimanale dei panni di casa era nondimeno una triste prospettiva per Sarah. 
L'aria era tagliente alle quattro e mezzo del mattino, quando cominciò la sua giornata di lavoro. La leva di ferro della pompa era fredda e, nonostante i guanti, i geloni le bruciavano mentre risucchiava l'acqua scura da sottoterra per riempire il secchio. Una lunga giornata da far passare, e quello era solo l'inizio. 

Già, l'inizio di una delle lunghe giornate di Sarah, sguattera di casa Bennet, di quel villino immerso nella campagna inglese nella quale vive una delle eroine romantiche che abbiamo tanto amato in Orgoglio e Pregiudizio.
Questo piacevolissimo e sorprendente romanzo narra proprio quelle vicende, ma rovesciate, guardate da un'altra prospettiva, e le intreccia con quelle di una servitù che nei romanzi di Jane Austen resta sempre indistinta, sullo sfondo, trascurata e anzi ignorata come era logico che fosse. Narra di quei "signori Hill" citati raramente, silenziosa governante e cuoca lei, cocchiere e sbrigafaccende lui, di quel "valletto" citato nel romanzo solo una volta, poi dà un'identità alle due sguattere e cameriere, Sarah e Polly. 

mercoledì 7 aprile 2021

Sanpa - Luci e tenebre di San Patrignano

Ho terminato la visione di questo documentario con la ferma intenzione di consigliarne la visione. 
Prodotto e trasmesso da Netflix, il racconto in cinque puntate si prefigge di arrivare allo spettatore come un viaggio dettagliato all'interno di una storia che negli anni Ottanta divenne celebre e famigerata, luminosa e oscura. Il taglio documentaristico si sostanzia in una equidistanza fra sostenitori e detrattori, in una lunga serie di racconti e testimonianze che ci pongono dinanzi a una storia straordinaria, che arriva come un pugno allo stomaco. 

mercoledì 31 marzo 2021

Tess dei d'Urberville - Thomas Hardy (o di una tragica seduzione)

Incipit: Una sera, verso la fine di maggio, un uomo di mezza età veniva da Shaston e tornava a casa, nel villaggio di Marlott, nella contigua Valle di Blakemore o Blackmoor. Si reggeva su gambe malferme e l'andatura sbilenca lo faceva pendere alquanto verso la sinistra di un'ideale linea retta. Di tanto in tanto accennava rapido con il capo, quasi a confermare un'idea, sebbene non stesse pensando a niente in particolare. Un cestino per le uova gli penzolava vuoto dal braccio, la lanugine del cappello era arruffata e un pezzetto della falda, laddove appoggiava il pollice per toglierselo, era piuttosto consunto.

Se ne esce stravolti, posso esordire così in questa recensione di un romanzo che, per intensità e pregio, credo si possa annoverare nella migliore produzione vittoriana dell'ultimo Ottocento. 

La prima volta che "incontrai" Tess fu tanti anni fa, quando vidi il film tratto dal romanzo e diretto da Roman Polanski. Ne venne fuori un dramma commovente, era inevitabile, ma la mano fu calcata sull'aspetto della seduzione tragica di cui Tess è vittima, escludendo tutto ciò che nel romanzo crea sospensione, e per certi aspetti sollievo.
La storia è molto più complessa di quanto narrasse quel film, ma su un punto entrambe le produzioni possono incontrarsi: questo intreccio solleva una questione importante, vitale, al punto che non possiamo non comprendere nella nostra visione totale anche le feroci critiche di cui fu oggetto al tempo della sua pubblicazione

giovedì 25 marzo 2021

Dantedì 2021 - Come si può rappresentare la Divina Commedia?


Ci siamo, è il secondo Dantedì dalla sua istituzione ed eccovi il post dedicato alla celebrazione del sommo vate. Se l'anno scorso abbiamo discettato riguardo al modo di leggere i versi eterni di Dante (trovate qui il post), questa volta ci occuperemo di alcuni modi in cui la Commedia è stata rappresentata, descritta, riproposta e reinterpretata. 

mercoledì 17 marzo 2021

La strada - Cormac McCarthy

Incipit: Quando si svegliava in mezzo ai boschi nel buio e nel freddo della notte, allungava una mano per toccare il bambino che gli dormiva accanto. Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato. Come l'inizio di un freddo glaucoma che offuscava il mondo. La sua mano si alzava e si abbassava a ogni prezioso respiro. Si tolse di dosso il telo di plastica, si tirò su avvolto nei vestiti e nelle coperte puzzolenti e guardò verso est in cerca di luce ma non ce n'era. 

Ho realizzato il desiderio di leggere questo romanzo - vincitore del Premio Pulitzer nel 2007 - adocchiato da molto tempo, e l'ho concluso in lacrime. Su come un autore possa portare il lettore al pianto si potrebbero spendere molte parole. 
Per me è un mistero fatto di intreccio, linguaggio, intenti. 
Questa storia straziante è narrata con una sottile lucidità, sobriamente, ciò fa di McCarthy senza dubbio uno dei migliori autori oggi. 

mercoledì 10 marzo 2021

Perché il colour blind casting non mi convince.

Parte del cast di Bridgerton; al centro Golda Rosheuvel nel ruolo della regina Charlotte d'Inghilterra

A rischio di scrivere un post impopolare, oggi mi va di prendere in esame un fenomeno sempre più diffuso nelle produzioni teatrali, cinematografiche e televisive. Vediamo anzitutto di cosa stiamo parlando. Il colour blind casting è l'uso di affidare ruoli ad attori e attrici senza considerare l'appartenenza a una determinata etnia
Secondo alcuni in questa pratica si può includere anche l'appartenenza di genere e l'età, ma credo che si possano ritenere aspetti separati (a questo vorrei dedicare prima o poi un post a parte).

mercoledì 3 marzo 2021

Charlotte Brontë - Lyndall Gordon (la rivelazione di una biografia)

Incipit: "Un'istitutrice privata non ha un'esistenza", scrisse Charlotte Brontë a sua sorella Emily nell'estate del 1839. La sua datrice di lavoro, la signora Sidgwick, la teneva tutte le sere, prima che si ritirasse nella sua camera da letto, al piano della servitù, a cucire da sola nella stanza adibita alle lezioni. Quando gentiluomini e gentildonne posavano accidentalmente lo sguardo su un'istitutrice, "pareva che fissassero il vuoto", disse la più giovane delle sue sorelle, Anne, che era stata licenziata lo stesso anno dagli Ingham di Blake Hall. Questo vuoto apparente fu lo spazio che le tre ragazze ricavarono per se stesse; lì, protetto dall'oscurità, il carattere crescente di Charlotte Brontë prese forma. 

La monumentale biografia curata da Lyndall Gordon che racconta la vita di una delle mie autrici predilette è qualcosa dalla quale si esce con una consapevolezza nuova riguardo al mondo antico e lontano delle sorelle Brontë.
È uno degli errori più comuni di tutti gli appassionati di quel mirabile repertorio letterario inglese del XIX secolo: si leggono i romanzi, i tanti autori (fra cui Brontë, Austin, Dickens, Thackeray, James, Hardy, Trollope, Gaskell, ecc.) emergono come in una luce rarefatta, tendenzialmente romantica. 

mercoledì 24 febbraio 2021

Il caffè di Luz e Marina: oggi parliamo di insegnanti.

Eccoci al consueto appuntamento mensile del caffè di Luz e Marina, ormai un "must". 😄
Marina si fa annunciare da un soave profumo, poi compare con qualcosa di buono fra le mani. 

MARINA   Cara Luana, stamattina ho svegliato i miei figli con il profumo di queste ciambelline che ho preparato per il nostro caffè di oggi. Un po’ le ho lasciate per la loro colazione, il resto ce lo pappiamo noi, mentre ci rilassiamo con le nostre consuete chiacchiere. 😄

LUZ   Hanno un ottimo aspetto, posso immaginarne il sapore. Veniamo a noi. Riflettevo negli ultimi giorni sul mio mestiere d'insegnante. Non ti stupire, è un mestiere talmente particolare che porta di continuo a chiedersi se si sta facendo bene, se sei al passo coi tempi, se hai agito in un dato modo per salvaguardare la tua salute psichica o non era forse meglio sacrificarsi un po' di più. Se dovessi chiederti "qual è secondo te il maestro ideale?", tu cosa risponderesti?