martedì 26 maggio 2015

Amare la letteratura: 35 perchè semiseri

Rubo da un blogger dell'area Wordpress: mi piace come scrive, è un divoratore assoluto della carta stampata e adora esprimere generosamente il proprio pensiero. Gli ho chiesto di poter pubblicare questo gustoso elenco. Mi ha detto di sì.

- Perché quando sono in fila alla posta, dal dottore o altrove posso attendere il mio turno senza morire di noia
- perché l’ultima pagina de “La nausea” di Sartre mi fece piangere
- perché ogni anno, il 19 marzo, quando nel mio paese accendono i fuochi per la festa di S. Giuseppe, penso al finale de “La luna e i falò” di Pavese
- perché leggendo non ho scoperto il senso della vita, ma ho scoperto che anche se non c’è alcun senso “bisogna immaginare Sisifo felice”
- perché quando mi chiedi un consiglio di lettura, anche se vorrei baciarti romanticamente in riva al mare o fare sesso selvaggio con te nel bagno di un pub, io ti consiglio qualcosa e non capisco mai se ho fatto bene a tacere tutto il resto

- perché la villetta comunale del mio paese certe volte mi è sembrata davvero Pietroburgo
- perché posso fare un elenco come questo
- perché un giorno un bibliotecario mi disse che ero una delle persone più interessanti che aveva visto, che stavo seguendo un certo percorso che mi avrebbe portato…e non finì la frase, al che sospettai che alludesse alla pazzia
- perché in fondo adoro il pensionato rompiballe che mi ripete da decenni che leggo troppo
- perché se passeggio senza un libro in mano, mi sento come se non portassi le mutande
- perché mi rendo conto di quanto sia ridicolo passeggiare sempre con un libro in mano
- perché quando vedo su un treno una ragazza che legge un libro, penso sempre che potrei innamorarmi
- perché mio nonno ha vissuto benissimo senza leggere tanti libri, probabilmente era una persona “migliore” di me, e mi diceva sempre di mettermi al sole per leggere
- perché mi piace
- perché, più o meno, quando accarezzo un libro è come se accarezzassi il volto di una donna, più o meno
- perché posso rileggere lo stesso libro più volte, e non è mai come la prima volta
- perché ricordo quando un mio amico mi rispedì in faccia “Delitto e Castigo”, dandomi dell’ “introspezionista di merda”, ma poi lo lesse e disse che avevo ragione
- perché non si dovrebbero citare così spesso gli altri, ma se qualcuno ha detto prima di me qualcosa che non riesco a esprimere, allora mi sento in diritto di abusare di citazioni
- perché mi piace vedere nelle tessere dei libri che prendo in prestito in biblioteca i nomi di chi ha letto lo stesso libro prima di me, immaginare chi è, cosa fa
- perché il Maestro alla fine trovò Margherita
- perché se leggo un capolavoro capisco che devo smettere di scrivere
- perché ho tempo per farlo
- perché da un filosofo ho imparato che le passioni umane non bisogna deriderle, compiangerle o condannarle, ma cercare di capirle
- perché l’odore di un libro non mi manda in estasi, ma lo preferisco ad altri profumi
- perché quando scopro un autore che non conoscevo e mi entusiasma mi chiedo come potessi fare a non conoscerlo
- perché non sono sicuro che la letteratura serva a evadere dalla realtà, ma sono sicuro che mi ha consentito di non finire in un luogo dal quale avrei dovuto evadere
- perché quando incontro un amico che non vedo da mesi o anni, riprendiamo a parlare di Nietzsche, Dostoevskij, Kafka e Camus come se ci fossimo lasciati tre minuti prima
- perché il rischio di apparire un borioso pseudo – intellettuale è ampiamente sovrastato dalla piena consapevolezza di essere solo un lettore appassionato
- perché mi basta leggere una poesia di Baudelaire per capire che qualcuno si confonde se pensa che basti bere vino per diventare poeti
- perché avere tante voci nella mia testa che mi parlano non sarà salutare, ma sarà peggio quando non ne avrò nemmeno una
- perché la letteratura non mi ha cambiato la vita, ha contribuito a conservarla
- perché “anche se non c’è amore, a volte c’è qualcos’altro”
- perché quando vedo un bambino che in biblioteca legge un libro sono contento per lui
- perché anche gli scrittori mentono, qualcuno completamente, qualcuno poco, magari qualcuno per niente, ma siccome anch’io mento, e persino a me stesso, siamo alla pari
- perché leggendo ho capito che è solo un bisogno di certezza, di totalità, di essere rassicurati che ci spinge a fare gli elenchi di 10 o 100 oggetti, domande, desideri, etc, e perciò questo elenco finisce così, per ora.
Antonio

E noi, abbiamo uno o più motivi semiseri per amare la letteratura? 

14 commenti:

  1. Bellissima questa lista, davvero: molto sincera e sentita. Ha detto tutto lui, io cosa dovrei aggiungere? Leggo perché mi piace e ciò che piace è bellissimo.

    Ma chi è il blogger da cui hai tratto questi buoni motivi?

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    1. Questo qui, lui è Antonio Di Leta:
      https://antoniodileta.wordpress.com/

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  2. " La letteratura non mi ha cambiato la vita, ha contribuito a conservarla". Questa te la rubo. ^_^

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    1. Beh, valeva la pena rubarla, in effetti. :-)

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  3. Calandomi appieno nella listona, cito un passaggio tratto da Antichrista di Amélie Nothomb, che spiega, con bellissime parole, quello che mai sarei riuscita ad esprimere:
    Chi crede che leggere sia una fuga è all'opposto della verità: leggere è trovarsi di fronte il reale nella sua massima concentrazione, il che, stranamente, è meno spaventoso che avere a che fare con le sue eterne diluizioni.
    Questo è uno dei miei perché, senza dubbio!
    Gran bella lista! ^^

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    1. Bella citazione, Glo, che mi trova d'accordo.
      Nei libri è contenuta la coscienza, l'immaginazione, l'esperienza, tutti aspetti che fanno parte della realtà, dice bene la Nothomb. Sai che non ho letto nulla di lei?

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    2. A me lei piace parecchio! ^^ Ci sono alcuni suoi romanzi pieni di humor - in una chiave personalissima dell'autrice - che sono anche quelli con rimandi autobiografici. L'ho letta anche in originale e ne ho apprezzato molto stile e prosa. Sai che mi piacciono le giapponeserie, lei è nata a Kobe, figlia di diplomatico belga, ed è vissuta in Giappone fino all'infanzia, poi si è spostata in molti paesi, fino al ritorno in Belgio: è il risultato di un melting pot culturale mica da poco! (Se ti va, ho scritto alcuni post di segnalazione letture).
      Ciao Luz! ^^

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    3. Eh già, un po' come i tanti scrittori che sono nati in luoghi lontani, esotici, e che hanno assorbito in qualche modo quelle culture. Un esempio: Dacia Maraini, ma solo uno dei tanti.
      Leggerò volentieri il tuo post sulla Nothomb.
      Grazie, Glo!

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    4. Dimenticavo di porti una domanda: come fai a postare risposte in corsivo? :-P

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    5. Allora, nei commenti blogger sono ammessi alcuni tag:
      corsivo: < i >TESTO< /i >
      grassetto < b >TESTO< /b >
      Devi pero eliminare gli spazi che ho dovuto mettere per poterti mostrare come fare!

      Per chiarezza, consulta questo link: http://www.ideepercomputeredinternet.com/2015/05/codice-html-commenti-blogger.html

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  4. Io contribuisco con questo perché:
    Perché leggere letteratura è la cosa più vicina che conosco all'oziare (purtroppo non mi è concesso di oziare quanto vorrei).

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    1. Uhm, oziare. Eppure leggere è un'attività impegnativa e "attiva", ma ti comprendo perfettamente. Leggere significa anche "abbandonarsi". In questo periodo sto leggendo il meraviglioso "Memorie di Adriano", e la sensazione è proprio questa.

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