sabato 21 febbraio 2015

Tutto il bello della calligrafia

E' bello ricevere in dono un piccolo set per scrivere come si faceva in epoche lontane. Un set completo perfino di ceralacca per suggellare una missiva. Una boccetta d'inchiostro, diverse punte da applicare alla penna, tampone e carta sopraffina. 
La calligrafia è un'arte pressoché dimenticata, una di quelle belle cose che richiede tempo e dedizione, pazienza e passione, di conseguenza destinata in questo nostro tempo a ritagliarsi una timida nicchia da irriducibili (...sentirsi dire che vedendo il set in bella mostra in una vetrina qualcuno ha pensato esattamente a te, meglio ancora se si tratta di un bambino particolarmente sensibile).
Non v'è stata civiltà del mondo antico che non abbia fatto di questa pratica un proprio fiore all'occhiello, dai greci agli egizi, dagli arabi alle splendide prove di calligrafia dell'estremo Oriente. A pieno titolo nel patrimonio umano e culturale mondiale.
Calligrafia e arte della spada si somigliano. Nascono dall'armonia tra la forza del polso e il sentimento del cuore. (Anonimo)
Se ci si addentra anche solo un po' in questo universo, si scopre che esistono associazioni e circoli culturali che promuovono la conoscenza di questa pratica, organizzando corsi e convegni. Se tanti storcono il naso dinanzi a ciò, ritenendo che in epoca di touchscreen sia anacronistico parlarne, è sacrosanto che si porti avanti l'idea che i più giovani possano ancora essere educati alla bella scrittura. Attraverso lo studio dei caratteri di un tempo e della loro riproduzione, si insegna qualcosa di fondamentale, oggi sempre più alla deriva: il gusto per il dettaglio, per la lentezza, assieme alla riscoperta del creare con le proprie mani. E se vogliamo essere più diretti: si può insegnare a impugnare una penna o a distinguere lo stampatello dal corsivo, aspetti della nostra comunicazione scritta che oggi sempre più sono trascurati perfino dagli insegnanti.

13 commenti:

  1. Pensa che in alcuni stati americani hanno già limitato l'insegnamento della scrittura a mano libera ai primi due anni di scuola! Alcuni studi hanno però evidenziato che la scrittura a mano favorisce l'apprendimento e la creatività. E la pazienza, aggiungo io, che a forza di usare la tastiera ho disabituato la mano allo "sforzo" di scrivere, e mi devo fermare ogni due righe.

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    1. Io ricordo di aver avuto il proverbiale callo al dito talmente scrivevo, ma in fondo disegnavo anche molto quindi ero avvezza a impugnare penne o matite e colori.
      Peccato che in Usa stiano limitando una pratica che ritengo sia un loro fiore all'occhiello. Alcuni miei cugini americani mi hanno parlato anni fa dell'attenzione maniacale che ai loro tempi si usava alla primary school. In tutto e per tutto una delle materie d'insegnamento.

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    2. Anche io amavo moltissimo scrivere e disegnare (con annesso callo dello scrittore!) *__*
      E, ora come ora, la mia calligrafia è decisamente brutta :P
      Ho disimparato (soprattutto si nota nel "disegno" :P ...che definire tale è un vero azzardo! XD), utilizzando prevalentemente il PC -_-

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    3. Sì, è normalissimo. La grafia se non viene esercitata diventa sgraziata e strana. Rientra così fra tutte le attività manuali in cui se si perde "la mano" si finisce col non saper fare come prima.
      Cosa rappresenta quel disegno, Glo?

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    4. Virgolettavo "disegno", intendendo tutte le mie prove recenti in senso lato, perché non è proprio possibile definire in tal modo gli obbrobri che genero! XD Ed ero bravina una volta, anche nel disegno tecnico :P

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  2. Anch'io ho il callo dello scrittore :) Non mi è più andato via dai tempi delle elementari. Come se le mie mani non fossero già abbastanza brutte... :(
    Mi sarebbe sempre piaciuto fare un corso di calligrafia ma non ho mai avuto l'occasione, una mia amica l'ha fatto e le facciamo sempre scrivere i biglietti di auguri! Bellissimi!

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    1. Ecco infatti una delle attività che mi ripropongo di fare prima o poi. Tornare a scrivere, ma con arte. Pensa che anche nel mestiere di insegnante ormai non si usa più la penna, avendo convertito il cartaceo in materiali multimediali. Gli alunni fanno fatica a scrivere, molta, perchè non hanno mai di fatto vissuto il periodo che noi abbiamo vissuto. Ciò li porta anche verso l'errore ortografico, per altro.

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    2. Piacrebbe anche a me riscoprire la calligrafia con l'atteggiamento che hanno i giapponesi verso i loro ideogrammi (c'è un'arte di questo genere, o ricordo male?).

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    3. Per i giapponesi anche la scrittura è arte, è innegabile. Ci vorrebbero due vite per fare tutto il bello che c'è!

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  3. Figlia di questi tempi, per quanto apprezzi la bella calligrafia, non vivrei senza tastiera :)

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  4. Per me è lo stesso. Ecco perchè devo ritrovare quel gusto...

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  5. Ho notato che le persone più geniali hanno una grafia particolarissima...
    La mia cambia di continuo, c'era addirittura stato un periodo in cui mi divertivo a scrivere le parole così schiacciate da riuscire a farcene stare 30-40 in una riga...

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    1. Uhm... secondo i grafologi un gioco come questo potrebbe significare accumulare o farsi piccoli per sparire. :-)

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