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mercoledì 14 ottobre 2020

Cortesie per gli ospiti - Ian McEwan

Incipit
: Ogni pomeriggio, quando la città oltre le scure persiane verdi cominciava ad animarsi, Colin e Mary si svegliavano al metodico picchiettio degli arnesi d'acciaio contro le chiatte di ferro ormeggiate accanto al bar galleggiante del loro albergo. Al mattino i barconi rugginosi e butterati, senza alcun carico o mezzo di propulsione visibile, non c'erano più; ricomparivano sul finire della giornata, e gli uomini dell'equipaggio si mettevano inspiegabilmente all'opera con martello e scalpello. Era allora, nel caldo rannuvolato del tardo pomeriggio, che i clienti cominciavano ad affluire sul pontone per mangiare un gelato seduti ai tavolini di metallo, e anche le loro voci riempivano l'oscurità della stanza, sollevandosi e abbassandosi in ondate di allegria e discordia, sommergendo i brevi silenzi tra un penetrante colpo di martello e l'altro. 

Inizia così uno dei racconti più straordinari di questo scrittore inglese dalla "penna" prolifica. Non ho letto molto di suo, posso dire di avere amato profondamente quello che ritengo il suo capolavoro, Espiazione
Nell'addentrarmi sempre più in questa storia complessa, dai tratti inquietanti, ho ritrovato lo stile del migliore McEwan, una scrittura corposa, sontuosa. McEwan è un talento della descrizione e se è vero che la scrittura contemporanea si fregia del principio dello "show, don't tell", ebbene, questo scrittore non si fa scrupolo di portarci dentro le sue storie offrendoci ampie "vedute" narrative.