Incipit: William Stoner si iscrisse all'Università del Missouri nel 1910, all'età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato di ricerca e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956.
Così inizia un romanzo dal destino singolare, pubblicato negli Usa nel 1965 e rimasto ignorato per lungo tempo fino alla ristampa del 2003, che ne ha decretato il successo. Un romanzo stilisticamente impeccabile, una prosa asciutta, essenziale, un intreccio estremamente semplice. Quando si dice che uno scrittore riesce a mescolare sapientemente tutti gli ingredienti fondamentali per scrivere un buon libro...
E' strano come, agli occhi di chi legge abitualmente, si possa all'improvviso concretizzare un romanzo nel quale non si sarebbero immaginate due combinazioni così inusuali: il cosa, una vicenda lineare, semplice, e il come, la scrittura lucidissima e coinvolgente di un ottimo scrittore americano. Sì, perché comunemente noi lettori da cosa restiamo affascinati? Senz'altro da un'ottima scrittura ma che narri qualcosa che ha un sapore "epico", che travolga, che lasci senza fiato mentre insegui un intreccio vibrante di carattere.
Ebbene, qui lo stile è perfetto e il protagonista è un uomo comune, per molti aspetti perfino banale, un anti-eroe di provincia. Il guscio nel quale Stoner è rinchiuso - dalle convenzioni, da ciò che gli concede l'epoca in cui vive - è questo, ma allora cosa ce lo fa amare visceralmente?
Quando ho terminato il libro, commossa e malinconica come tutte le volte in cui si termina un romanzo che non si è saputo lasciare dalla prima all'ultima pagina, mi sono posta questa domanda e ho riflettuto attentamente a riguardo. Non posso che dire: il come. Il come è il colpo di genio.
Ebbene, qui lo stile è perfetto e il protagonista è un uomo comune, per molti aspetti perfino banale, un anti-eroe di provincia. Il guscio nel quale Stoner è rinchiuso - dalle convenzioni, da ciò che gli concede l'epoca in cui vive - è questo, ma allora cosa ce lo fa amare visceralmente?
Quando ho terminato il libro, commossa e malinconica come tutte le volte in cui si termina un romanzo che non si è saputo lasciare dalla prima all'ultima pagina, mi sono posta questa domanda e ho riflettuto attentamente a riguardo. Non posso che dire: il come. Il come è il colpo di genio.