mercoledì 1 aprile 2020

La creatività (salvifica) durante la quarantena.

Se penso che è trascorso quasi un mese da quel 4 marzo in cui fu annunciata la chiusura delle scuole dal giorno dopo, mi stupisco. 
Alla didattica a distanza dedicherò una riflessione a parte, oggi mi soffermo su questo tempo dilatato, la nostra quarantena.

C'è stata una bella differenza fra il non recarsi più a scuola e il dover restare chiusi in casa
A suon di #iorestoacasa, dopo l'assurdo caso di bar e ristoranti pieni mentre il virus di diffondeva silenzioso, e le centinaia di contagiati che poi sono diventati migliaia con un numero di decessi da film apocalittico, ci siamo ritrovati con tanto di decreto e di divieto di uscita, se non in casi gravi e necessari. 
Ci voleva, era una condizione senza la quale questa pandemia, che nel frattempo ha colpito duramente la Spagna e si è diffusa in diversi paesi d'Europa oltre che negli States, starebbe facendo molte più vittime. 
Non mi soffermerò neppure sulla tragedia di questa "peste degli anni Duemila", non è questo il post.
Andiamo invece alla permanenza coatta nelle nostre case e alla creatività che imperversa in migliaia di abitazioni in Italia e non. Mi riferisco in particolare a quella creatività donata, condivisa.

Il canto libero del balcone. 
Abbiamo assistito nelle settimane passate all'appuntamento dai balconi, per cantare, suonare, mettere musica a palla, fare casino, applaudire i medici e gli infermieri, dichiarare il proprio esserci, qui e ora, magari conoscendo finalmente i propri vicini, di cui non si sapeva neppure il nome. 
Vuoi mettere? Di balcone in balcone, non ci si guarda più ingrugniti, con gli occhi bassi e con le labbra che appena pronunciano un "buongiorno", ma allegri e in un clima festaiolo le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, sollevando l'ammirazione globale. 


A me questa cosa è piaciuta molto. Ha rappresentato un modo per reagire alla paura che ci ha colti quando i numeri salivano, spiazzati nell'osservare che dal paziente "0" si era arrivati al paziente con molti zeri e con quelle bare che ancora escono dagli obitori degli ospedali, caricate sui camion dell'esercito. 
Mentre scrivo, se i numeri dei nuovi contagiati fanno ben sperare di aver superato il picco, pure si stanno allestendo nuovi centri di accoglienza dei malati, e imperversa il grave problema delle carenze sanitarie. Carenze nel personale, ma soprattutto carenze nelle attrezzature. 

Le star a portata di clic.
Riguarda in particolare la musica, basta andare su Instagram per imbattersi in concerti anche unplugged di celebrità in diretta dai loro angoli domestici, che solidali offrono la loro musica. 
Magari sarà anche una buona trovata pubblicitaria, ma è anche un modo per non perdere del tutto i contatti con i fan, giacché molti tour sono al momento sospesi. Così, andando su #iosuonodacasa possiamo gustarci un buon numero di artisti, alcuni dei quali partecipano a raccolte fondi per gli ospedali Covid-19. Gianna Nannini ha scritto:
La cosa brutta di questo virus è la solitudine. Ognuno di noi deve mettere a disposizione qualcosa di suo per la nostra comunità. Io sono a Milano e voglio organizzare delle serenate di rock acustico online per stare tutti più vicini in sicurezza. Da questo momento attiveremo i dispositivi che già si usano per la scuola online (come ho visto nella scuola di Penelope [sua figlia]) e faremo il possibile per superare questo terribile momento insieme. L'essere umano deve ripartire dalla sua debolezza, dalla sua fragilità, per scoprire nuove cose dimenticate, senza farsi attanagliare dalla paura. 
Un meraviglioso caso a sé sono questi due ragazzini, siciliani di Agrigento, Mirko e Valerio, che si sono organizzati per una serie di esibizioni online in cui donano il loro talento a chi ascolta e guarda. Il talento di ragazzi così piccoli è sempre qualcosa di commovente. 



La crisi dei teatri.
Immaginate la crisi dei teatri in questo periodo, una perdita immane, con progetti, rassegne, prenotazioni, laboratori, spettacoli, tutto improvvisamente interrotto. 
Per un settore che vive esclusivamente dell'apporto dell'utente, senza finanziamenti se non le briciole concesse ai teatri blasonati, vi lascio immaginare la scudisciata. 
A oggi, io stessa non so se riuscirò a mettere in scena lo spettacolo degli allievi, quel Notre-Dame de Paris al quale teniamo tanto, dopo aver cancellato il debutto dello spettacolo su Anna Magnani. Risorse già impiegate nell'uno e nell'altro, progetti a rischio malgrado tutto il lavoro fatto. 
Eppure, anche in questo settore c'è chi si è organizzato a distanza, cercando di "salvare il salvabile", tenere ancora vivo l'interesse, gettare le basi per una continuità. Il solo modo possibile per fare qualcosa, reagire, è servirsi di questo nostro essere tutti connessi
È il caso di un maestro di Commedia dell'arte, Fabrizio Paladin, costruttore di maschere, che dal Veneto quasi ogni giorno si collega in diretta dalla sua botteguccia e continua il suo lavoro, mentre racconta. I suoi vecchi e nuovi allievi continuano a seguirlo, si uniscono altri curiosi, si crea aggregazione. 
Attori che rispolverano vecchi costumi e fanno piccole performance, spettacoli che vanno in scena su You Tube, inventiva, desiderio di incontrare idealmente l'altro, ridurre le distanze. 

Fabrizio Paladin

E io?
Facendo un bilancio della mia giornata, trascorro in questo periodo al pc mediamente 6/7 ore per la didattica a distanza, che assorbe almeno metà del mio tempo, e per altre attività, come scrivere, leggere, in lavori di narrativa, di grafica, ecc. 
👉Mi sono inventata quel canale Instagram di cui ho accennato, condividendo una volta a settimana mini-recensioni di libri. 
👉Ho organizzato il laboratorio teatrale con prove in video-conferenza al venerdì e assegnando mini progetti autogestiti in cui i ragazzi devono produrre un monologo. 
👉Sto lavorando a un video in cui sono riuscita a coinvolgere una ventina di mie colleghe prof (!)
👉Ho curato la produzione di un video degli allievi che vi mostro qui sotto, a ricordo di un periodo che non dimenticheremo, che probabilmente segnerà il passo e forse ci avrà insegnato qualcosa di importante. 
Molti in questo particolare frangente sono oppressi da insonnia, svogliatezza, alcuni faticano a concentrarsi sulla lettura, altri non riescono ad attingere alla propria creatività.
Per me invece questa creatività, il produrre, il pensare a "come fare per" è la sponda alla quale mi aggrappo nel dilatarsi di questo tempo, nel silenzio della mia casa, nello scorrere dei giorni. 

L'inventiva mi è d'aiuto adesso, in questo tempo-non tempo, esattamente come nei giorni in cui da bambini o adolescenti ci si è sentiti troppo soli, o annoiati, o semplicemente desiderosi di rispondere a una voce interiore di quel "pensiero divergente" proprio di tutti i dotati di immaginazione

Ecco, L'infinito di Leopardi, recitato dai miei ragazzi. 



State facendo qualcosa di creativo nei vostri giorni di quarantena? 

29 commenti:

  1. A dire il vero, la mia vita non è cambiata di molto rispetto a prima che iniziasse questa emergenza sanitaria, anche perché sto continuando a lavorare. Certo, mi mancano le amate passeggiate del sabato e della domenica, mi pesa non poterle fare, ma a parte questo la mia vita continua facendo nel tempo libero ciò che ho sempre fatto: leggere libri e suonare il pianoforte.
    Ciao :)

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    1. Non sono pochi coloro che non percepiscono una grande differenza. Eccomi, io sono abbastanza pantofolaia, trascorro a casa molto tempo perché mi dedico a lettura e scrittura, quindi non mi ha mai pesato realmente questa quarantena. La cosa più pericolosa è la monotonia, e di fatto il non poter uscire neppure nel fine settimana, sì.

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  2. Mi sono occupata anch'io in un vecchio post dei canti dal balcone e di #iosuonodacasa. I primi sono finiti troppo presto, purtroppo.
    Quanto alla creatività, nel mio caso ne è venuta fuori una potentissima, per cause di forza maggiore. Il mio unico scopo è rendere questa prigione meno pesante possibile per mio figlio.
    Quindi, per lui e con lui ho imparato a disegnare, colorare, dipingere, lavorare la pasta di sale e bicarbonato, creare cacce al tesoro e molto altro.
    Mi manca la colla vinilica e potrò fare la concorrenza al buon vecchio Giovanni Muciaccia. 😉

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    1. Molte amiche e colleghe hanno come te sfoderato le proprie capacità di creare, fare "attacchi d'arte" in casa. Il difficile è intrattenere i bambini, io non ho questo problema, ne sento parlare ogni giorno, ma è bello e penso lo crediate un po' tutte, che ci sia alla fin fine stata occasione per stare insieme in modo diverso.
      So di molti che hanno riscoperto il gusto di impastare insieme in cucina, di fare dei giochi da tavolo. Insomma, un salto nel passato.

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  3. Siete bellissimi, oltre che bravi! Mi piacciono molto le iniziative di cui parli, mi fanno pensare a come l'essere umano sia capace di affrontare le sfide e uscirne non indebolito, ma più forte, più collegato, più consapevole. In questi giorni leggo, scrivo, cucino e cerco di mantenere i contatti con le persone con maggior cura del solito. Un po' di pasticci con i colori, però, non sono da escludersi nei prossimi giorni. :)

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    1. Grazie per aver guardato e apprezzato, carissima Grazia.
      È stato un lavoro pensato per rendere comunque memorabile, ma in bellezza, questo strano e singolare periodo.
      Mi piace quello che scrivi, le prerogative, le risorse cui un essere umano sa attingere per potersi adattare a una situazione, possono essere straordinarie. Forse tutto questo ci ha insegnato a conoscerci meglio.

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  4. Questa pandemia è un'opportunità di iniziare davvero a pensare a strategie nuove in tutti gli ambiti. Per chi non può lavorare da casa è durissima anche per la carenza di protezioni adeguate. Per i fortunati che devono solo aggiornare le modalità si aprono spazi più sereni di nuova progettualità. Non è solo sognare il dopo ma saper gestire l'adesso senza ansia e frustrazione. Personalmente mi sono semre piaciute attività poco consone alla frenesia e alla compressione del tempo. Visto che sono tra quelli che da casa possono lavorare mi ritrovo ogni giorno almeno tre ore, prima dedicate al pendolarsimo, tutte per me. E con le mani libere dal volante mi dedico al disegno, alla pittura, alla scrittura, alla sottolineatura di articoli interessanti. Coi social ho un rapporto altalenante ma non me ne dispiaccio, l'on life non fa per me. Questa creatività libera come dici tu aiuta il pensiero divergente, la realtà che ci aspetta una volta fuori da questa bolla avrà davvero tanto bisogno di immaginazione per essere vissuta in maniera più profonda e consapevole.

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    1. Giusto, e saper gestire l'adesso senza ansia e frustrazione pensa quanto sia fondamentale. Ci sono stati momenti, brevissimi per fortuna, in cui io stessa ho avvertito o avverto uno scoramento. Basta pensare ai numeri di questa tragedia. Ti sale una certa angoscia che no, non ci possiamo permettere. Perché allora questa quarantena diventerebbe in tutto una reclusione, e per nulla un'opportunità.
      Tu sei un'artista, quindi non faccio fatica a immaginarti alle prese con il tuo fare, sempre molto ben congegnato e apparecchiato. :)

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  5. Ma che meraviglia il tuo video, Luz, e come sono bravi e belli i tuoi ragazzi! Mi hanno proprio commosso. Del resto non potevo aspettarmi niente di meno da una persona creativa come te e dai tuoi allievi. :)
    In questi frangenti, la tecnologia si rivela una vera benedizione, e si conferma uno strumento neutro: tutto dipende dall'uso che se ne fa. La mia unica speranza è che, una volta terminata l'emergenza, non ci si dimentichi di questi momenti, ma si faccia tesoro dell'esperienza obbligata.
    In questi giorni ammetto di non essere molto creativa, perché il mio tempo è risucchiato dal computer, su cui trascorro svariate ore sia per lavoro, sia per la didattica online sia per prepararmi al prossimo esame orale (che tra l'altro sarà virtuale!), sia per vedere delle serie tv con mio figlio. Oppure c'è la tv con le ultime notizie. Insomma, le "scatole magiche" reclamano quasi tutto il mio tempo. Mi piacerebbe però riprendere a disegnare.

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    1. Grazie per aver apprezzato il video! È stato fatto col cuore, a distanza tutto molto difficile da gestire, ma mi sono divertita a montarlo e mettere insieme una specie di "racconto".
      Loro sono stati disponibilissimi, alcuni si sono studiati pose, luce. Ora stanno lavorando a una cosa ancora più complessa.
      Eh sì, l'università in questo periodo significa esami e perfino tesi on line!
      Mi piacerebbe poi un tuo post in cui racconti quanto possa essere diversa l'esperienza.

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  6. Quello che faccio sempre: creo fumetti e talvolta scrivo su Twitter. Paradossalmente per me l'unica differenza rispetto a prima è che ho più tempo per farlo.

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  7. Di propriamente creativo non sto facendo molto a dir la verità. Cerco di vivere la mia quotidianità come sempre tra doveri e piaceri. Certo ora ho più la possibilità di soffermarmi su certe cose e godermi anche il piacere di rallentare. Poi leggere e scrivere mia aiuta sempre, anche in regime di normalità. Infatti penso che questo sia anche il momento in cui la nostra vera personalità esce fuori (messa come ora sotto pressione) e quindi le nostre reazioni ci dicono tanto di noi.

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    1. Lo penso anch'io, è un periodo in cui, avendo attuato misure e contromisure di adattamento, abbiamo la possibilità di capire meglio come siamo fatti.
      Io ho capito fin dal primo istante che non solo non avrei smesso di essere un'insegnante il più possibile presente, ma anche un'insegnante di teatro il più possibile presente, e tutto ciò che credo di essere, solo attraverso una comunicazione differente, nella quale rientra la creatività.

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  8. Se qualcosa ci salverà sarà sicuramente la creatività. Il mio tempo creativo è un po' all'osso, tra didattica a distanza e figlia, ma ogni forma creativa è una bocca d'aria fresca. E l'infinito dei tuoi ragazzi entrerà nella mia Didattica a Distanza (maiuscola, imperativa e incombente).

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    1. Oh... ma, grazie! Sono onorata per quest'uso del video coi ragazzi.
      Anzi glielo riferirò, ne saranno contentissimi.
      Ho pensato di dedicare alla DAD (argh, questi acronimi di cui siamo pieni) un post a sé, sono passata alla fase 2 del percorso, temo ci sia una fase 3, con tanto di lezioni in video-conferenza, ma sto cercando di evitare perché le incombenze burocratiche per le autorizzazioni degli alunni sono veramente stancanti. Vedremo come va.
      Grazie ancora, davvero mi hai resa felice.

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  9. Ma è bellissimo il video dell’Infinito recitato dai tuoi allievi! La fine, poi, mi piace particolarmente. 😉
    Tra parentesi, questa poesia mi commuove sempre, condita in tutte le salse! 🌹

    Abbiamo contribuito anche noi a fare musica nei giorni del flashmob: i miei figli hanno suonato, io ho cantato con loro. È stato bello, come un modo per sentirci tutti vicini nella lontananza. Ho solo un piccolo rammarico: nel mio palazzo non si è affacciato nessuno. 😕 vabbè, abbiamo fatto da soli dentro casa ed è stato bello.

    Mi dispiace per le attività che, purtroppo, non possono proseguire, per gli spettacoli teatrali saltati e per tutte le conseguenze. L’altro giorno mi dicevi di quanta poca considerazione ci sia anche di certi ambienti artistici, purtroppo! Poi, queste sono occasioni in cui si vedono cose che, normalmente, rimangono nascoste. E viene la tristezza.
    Comunque, amica, lo spirito positivo e le iniziative non ti mancano. Lavora serenamente e vai avanti così, presto finirà tutto!

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    1. Ringrazio anche te per avere apprezzato il nostro video. :)
      Avrei tanto voluto vedere una ripresa di quel flash mob domestico, anche per sentirti cantare! Comunque, poco male, rimedieremo fra le mie mura domestiche di casa nuova. :)
      Sì, la creatività non mi manca, grazie al Cielo, la ritengo salvifica, mi dispiace solo che la didattica a distanza assorba veramente troppo tempo.
      Per una lezione di Storia e una di geografia, non bastano tre ore. Tutto si moltiplica, si amplia, perché devi registrare, caricare aspettando una buona connessione, metterti in contatto con gli alunni, ecc. C'è molta dispersione. Troppa. Non ha nulla a che vedere con la didattica in classe.
      Approfondirò l'argomento in un futuro post.

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  10. Bellissimo il video dell'infinito, bravissimi, ragazzi e insegnante! Mi sono piaciuti molto anche i due ragazzini di Agrigento con il loro violino. Sì, la creatività ci salverà, ho appena sentito un mio amico che è andato in pensione a dicembre, mi ha detto che sta seguendo on line un corso di francese e si anche è messo a studiare Fisica quantistica e ogni si intrufola nel corso di ginnastica on line di sua moglie (non é fantastico?)
    Io invece sono sempre impegnata con il lavoro, alterno giorni in lavoro agile da casa e giorni in presenza, nel tempo libero leggo. In questo mese ho finito la revisione del mio romanzo che ho inviato ai miei beta reader e intanto mi è tornata la voglia di scrivere la serie di Sorace...
    Mi dispiace per tutte le attività culturali ferme, mi si stringe il cuore, ma la tecnologia ci sta dando una mano, nonostante tutto assieme alla creatività di chi non si lascia abbattere.

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    1. Grazie per aver apprezzato il nostro video, cara Giulia.
      Ecco, l'esempio del tuo amico è importante, perché c'è tempo per reinventarsi nel momento in cui termina l'attività lavorativa, il che significa anche rigenerarsi. Ho sempre avuto tanta stima di chi si getta in un nuovo sapere quando va in pensione. Si tratta di quelle persone sempre curiose, amanti della vita. Altro che depressione e partita a bocce con gli anziani al circolo (che pure ha un suo perché quando si tratta di quei centri organizzati molto bene).
      In generale, tutto quello che riguarda l'apprendimento e la voglia di imparare cose nuove dice molto della persona.
      Buon ritorno alla scrittura anche col tuo commissario e in bocca al lupo per il nuovo romanzo.
      Speriamo di ripartire presto e più forti di prima con le attività culturali.

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  11. La cosa dei balconi sapevo che non sarebbe durata a lungo. I primi giorni le persone si sono lasciate contagiare da un certo tipo di visione ottimistica in cui si credeva che il lockdown sarebbe stato una cosa di breve durata. Quando si è capito che questa situazione sarebbe durata a lungo (e chissà ancora quanto durerà) l'entusiasmo ha cominciato a smorzarsi per ricadere in una sana accettazione.
    Per il resto, per me questo è un periodo di totale sospensione, purtroppo.

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    1. Peccato che in effetti sia durata solo una manciata di giorni.
      Ora siamo in una fase di incertezza generale, con una buona dose di rassegnazione. Saprai anche tu, si vocifera che la scuola non riapra affatto, anche da prudenti indicazioni ministeriali. Abbiamo un bel da fare con questa didattica a distanza.

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  12. Durante i primi giorni, anzi durante le prime serate anche nel mio condominio ci siamo messi a cantare al balcone, ultimamente abbiamo un po smesso forse per stanchezza. O forse perché eravamo quasi tutti molto ma mooolto stonati, chi lo sa? :P

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  13. Il vostro video è bellissimo, scalda il cuore, grazie di averlo condiviso qui. :)
    Sulla creatività che salva, sempre, in tante occasioni, mi trovi d'accordo (lo dicono prima di tutto i medici, mica a caso). Anche lo sport aiuta a combattere stress e ansia, però in questo momento le attività possibili in casa sono limitate. Sebbene ho delle amiche che stanno scoprendo lo yoga grazie ai canali gratuiti YouTube (come i musicisti, anche gli atleti cercano di essere presenti in qualche modo): mi mandano di quelle foto di posizioni yoga che manco io sò come hanno fatto, mi ricordano tanto il Twister, quel gioco anni '80 :D
    Comunque in questa quarantena le persone stanno ritrovando risorse che non credevano, anche decidere di prendere a pugni la tecnologia di punto in bianco non è semplice, per chi ne era completamente digiuno. Pure io, per lavoro, sto studiando Camtasia. Lo odio, lo amo, lo odio, lo odio, poi lo riamo, ma magari un domani mi verrà utile per un book trailer. ;)
    Sui balconi no, qui tutto silenzio. Forse perché abbiamo avuto la prima zona rossa da pochi km, forse perché l'alcool l'abbiamo finito subito (guai chi tocca il whisky!), forse perché siamo semplicemente stonati! XD

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    1. Grazie per i complimenti al nostro video! Al momento i ragazzi stanno producendo dei corti, piccoli video in cui interpretano, facendosi la regia da soli, brani di film che scelgo per loro.
      Vedessi le cose che stanno venendo fuori. :)
      Avevo pensato anch'io di darmi allo yoga ma in fondo basta già quello che faccio. Mi sono organizzata talmente tante cose che non riesco a finirle entro il tardo pomeriggio. Dal lunedì di Pasquetta ho iniziato un programma di ginnastica cui tengo fede ogni mattina per un'ora (cominciavo a soffrire veramente per questa immobilità): ascolto trasmissioni su YouTube mentre percorro l'appartamento in lungo e in largo, e ti dirò, per quanto sia davvero difficile adattarsi, basta concentrarsi sull'interesse suscitato dalla trasmissione, dai contenuti, per far volare l'ora in men che non si dica.
      Ho cominciato anche a nutrirmi più regolarmente e senza strafare, perché si tende a mettere su chili con molta facilità.
      Immagino che vivere vicino a un'area difficile come quella abbia in effetti impedito ogni forma di allegria, è comprensibile.

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  14. Ho creato un blog e scoperto il tuo. Tornerò a trovarti, mi piace molto!

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    1. Ti seguirò anch'io volentieri, in bocca al lupo per il tuo blog! :)

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