lunedì 6 luglio 2015

Memorie di Adriano - Marguerite Yourcenar

Incipit: Mio caro Marco, sono andato stamattina dal mio medico, Ermogene, recentemente rientrato in Villa da un lungo viaggio in Asia. Bisognava che mi visitasse a digiuno ed eravamo d'accordo per incontrarci di primo mattino. Ho deposto mantello e tunica, mi sono adagiato sul letto.
Così ha inizio un romanzo celebre e amato da diverse generazioni, per alcuni neppure un romanzo, quasi una narrazione non ascrivibile ad alcun genere. E di fatto, come si potrebbe definire questo lungo racconto in forma epistolare, se solo guardiamo al suo valore documentaristico? Usciamo dall'impasse e rinunciamo a una facile definizione. Da queste Memorie si esce arricchiti come alla fine di un viaggio, frastornati dall'eccellente capacità della Yourcenar di aver scolpito una ricostruzione accurata e di altissimo pregio. L'imperatore Adriano è al termine dei suoi giorni e scrive alcune epistole a Marco Aurelio, colui che ha designato come suo successore. Vuole esserne il mentore, fare delle proprie esperienze una preziosa guida per il difficile sentiero che un imperatore è chiamato a percorrere.
Adriano non si risparmia, e narra luci e ombre del periodo in cui è a capo del più potente impero del mondo, e se ci aspettiamo una sorta di manuale di guerra o di prosopopea sulle virtù tutte maschili di chi detiene il potere, siamo totalmente fuori strada. Si concretizza una figura struggente e umana, disposta a ripercorrere le asperità del sentiero su cui ha camminato, riconoscersi nei propri errori, i compromessi, le dure decisioni che nulla hanno di etico ma solo di essenziale.
Antinoo
Centrale nella narrazione è la sua passione per il giovane Antinoo, alla morte del quale l'imperatore avvierà perfino una serie di culti divini, per commemorarne per sempre il ricordo. L'amore per Antinoo è palpabile, concreto, una struggente passione che ben si accorda con l'abitudine di pederastia in voga nella Roma antica: un giovinetto a servizio di uomo molto più adulto, spesso legato al potere, dal quale impara i principi che regolano la vita degli uomini e che ricambia intrecciando una relazione amorosa col suo "pigmalione". Nelle pagine che seguono la morte del giovane, annegato nel Nilo accidentalmente o forse suicida per obbedienza al culto di Osiride, Adriano si racconta dando forma al suo dolore profondo, l'angoscia dell'assenza, l'insopportabile solitudine. E' amore quello che lo lega al giovane di Bitinia, un amore dal quale attinge forza e passione e che lo getta nel dolore più cupo quando la morte lo spegne. 
Per diverso tempo questa passione amorosa è stata ritenuta il nucleo del romanzo della Yourcenar, successivamente si è preferito porre l'accento sui diversi mondi vissuti e narrati da Adriano, la sua predilezione per la filosofia, per il mondo greco, la strategia politica messa in atto con il Senato romano, la riedificazione del Pantheon, e sullo sfondo la splendida Villa che si fece costruire alle porte di Roma, il suo buen retiro diremmo oggi. Villa Adriana accoglie nelle sue stanze, nei giardini, nei viali, fra le sue statue commemorative tutti i momenti importanti dell'imperatore, mentre egli guarda al mausoleo che presto raccoglierà le sue spoglie. Memorie di Adriano in tal senso diventa un documento di innegabile valore, poichè fra le sue pagine risuonano quelle voci solo apparentemente silenti scolpite nelle pietre e nei marmi dinanzi ai quali gli animi sensibili restano attoniti e ammirati.

Avete fatto questa esperienza di lettura? Quale emozione suscita in voi il mondo antico?

37 commenti:

  1. Quello che mi ha maggiormente colpito di questo romanzo è la riflessione sulla bellezza e sulla spiritualità, che, come hai giustamente rilevato, restituisce un'idea di Adriano lontana dal suo ruolo istituzionale e dalla freddezza del costruttore delle grandi barriere di Britannia e Africa. Bella recensione, ricordare queste pagine è sempre un piacere!

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    1. Grazie per aver apprezzato! Non definisco questi miei post vere e proprie recensioni, piuttosto come commenti ai contenuti e alle sensazioni che le mie letture mi lasciano.
      Un aspetto che mi ha dato da pensare al termine di questo libro: al liceo nulla di tutto questo questo ci è stato trasmesso, e tutto sommato anche all'università. Non ci è stato trasmesso quanto Adriano sia stato diverso dai predecessori e dai posteri, quanto abbia realmente inciso nella storia di Roma antica e negli anni a venire. L'istruzione ha limiti evidenti, tocca gli argomenti in modo generico, gli insegnanti spesso non arrivano a educare al confronto fra le cose, le persone, le epoche...

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    2. Ho riflettuto qualche tempo fa su questi limiti della "marcia scolastica", riflettendo sulla necessità di "svecchiare", non nel senso di obliterare i contenuti, ma di rinfrescarli e, nel mio campo, di educare ai classici come tramite di confronto in termini di identità ma anche di alterità (nella lingua, nell'arte, nella cultura ecc.): alla questione del rapporto fra Romani e Greci come possibilità di attualizzare la tematica dell'incontro culturale ho dedicato la mia tesina di abilitazione, e Adriano (compreso quello della Yourcenar) vi occupa un posto speciale. Spero di poter proporre questo percorso ai miei studenti in futuro!

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    3. Sì, "svecchiare" è un termine appropriato. Una didattica unidirezionale, orientata solo alla memorizzazione di contenuti è ormai impensabile e improponibile. Come insegnante, parti col piede giusto, Cristina.
      Quest'anno ho chiesto e ottenuto il trasferimento in un'ottima scuola dei "castelli romani", la Falcone di Grottaferrata. E' uno degli istituti comprensivi di rilievo del territorio, l'identità è ben definita, così come gli intenti e gli obiettivi. Mi hanno chiesto di insegnare propedeutica al Latino, com'è uso in questa scuola da diversi anni. Sarà un'interessante esperienza, ma ho messo fin da subito in chiaro che un corso di approfondimento di questo tipo oltre a essere propedeutico allo studio del Latino nel liceo, deve in particolare suscitare la curiosità del confronto, l'interesse alla conoscenza di una civiltà lontana eppure estremamente attuale per certi aspetti. Pertanto sì allo studio della sintassi e della morfologia del Latino, ma assolutamente sì allo sguardo a tutto tondo su quel mondo lontano, proprio sullo stile di queste indimenticabili Memorie, che credo porterò spesso in classe, leggendo, prendendone spunti e riflessioni. E all'interno di questo percorso trova posto, come giustamente metti in risalto, anche il rapporto fra Greci e Romani, il senso del debito dei Romani nei riguardi della civiltà ateniese in particolare, come anche quel bellissimo passaggio in cui Adriano dice di sentirsene debitore ma anche cosciente che i Romani hanno saputo dare seguito a quella cultura e civiltà letteralmente "mettendo in atto" quei principi, dando a essi concretezza e nuova vita.

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    4. Quest'ultimo è uno dei passi che ho scelto! Sono sicura che questo corso di propedeutica sarà ricco di stimoli e che lo condurrai al meglio! :)

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    5. Grazie, speriamo bene! Se accadranno eventi particolari, li condividerò volentieri.

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  2. Di Marguerite Yourcenar ho Il colpo di grazia, letto tanti e tanti anni fa. Quasi non lo ricordo più.... sob....
    Questo però, potrebbe interessarmi.

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    1. Abbandonati alle atmosfere di queste remote epoche, Patricia! :-)
      Scherzi a parte, un libro come questo si legge quando si sente il fascino dell'epoca classica. Io ho fatto studi classici quindi in qualche modo ho attraversato quei contenuti, e come dicevo più sopra spesso senza che nulla restasse.

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    2. A me il mondo classico è sempre piaciuto. I poemi e le storie dell'epoca.
      Leggerlo? Perchè no?
      E la lista dei desideri si allunga... è il gruzzolino che cresce poco... :))))

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    3. A chi lo dici... la mia lista di libri e desideri è lunghissima! Ma mai cedere o arrendersi. :-)

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  3. Questo è uno dei pochi libri della mia vita che non ho portato a termine. So bene che è considerato un capolavoro, ma ricordo che mentre lo leggevo - si parla di almeno 25 anni fa - non riuscivo ad appassionarmi al modo in cui era tratteggiato il mondo interiore di Adriano.

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    1. Può capitare che un gran libro non piaccia, o non si senta proprio. Non mi stupisce perchè come ribadisco è un testo del quale si deve sentire il "respiro" e una buona dose di passione per il mondo classico di certo giova. Riguardo al ritratto di Adriano, sono consapevole che la Yourcenar calchi la mano sulla sua sensibilità, il che ci ricorda che l'autrice è donna. Ma allo stesso tempo non può che stupire questo scandaglio fra i pensieri di un uomo, le pieghe del suo carattere, il tenere in considerazione i diversi piani delle sue funzioni pubbliche e il suo privato.
      Ivano, dopo 25 anni potrebbe piacerti... e molto!

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  4. So che mi è piaciuto, so che è un grande libro... ma in pratica è un immenso buco nella mia memoria (e forse c'è anche motivo "pratico", perché ciò sia avvenuto). Quindi sono in estrema difficoltà nell'aggiungere qualsiasi riflessione. Anzi, forse sarebbe il caso di fare una rilettura :P

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    1. Meriterebbe, ne sono certa. E comprendo, perchè se lo avessi letto a 20 anni probabilmente non lo avrei apprezzato come a 40. E' un libro maturo fatto per un'età matura, immagino. :-)

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  5. Qualche tempo fa ho scoperto di avere questo libro in casa. Nel senso che è di mio marito, ma abbiamo talmente tanti libri che a volte ne perdo la cognizione... Mi ero incuriosita leggendo altri pareri positivi, poi mio marito mi ha detto che non era riuscito a leggerlo. La tua bella recensione mi fa tornare sulla decisione, magari ci proverò :)

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    1. Non potrei dire "si legge in un soffio". Richiede impegno e passione. Ma se trovi un periodo in cui puoi metterti in pace e silenzio nel tuo angolo preferito e sei disposta ad abbandonarti a quelle atmosfere d'altra epoca... beh, allora è perfetto anche per te. :-)

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  6. Bellissimo post, complimenti.
    Ho letto il libro qualche anno fa e mi hai fatto proprio venire voglia di rileggerlo!

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    1. Sicuramente da sfogliare più di una volta nella vita!

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  7. Io lo adoro e considero quella della Yourcenar la prosa più elegante di sempre.
    Un'idea dell'esatta forza evocativa di questo libro l'ho avuta all'università. La Yourcenar fa un romanzo storico, curatissimo, ma pur sempre un romanzo e si basa sul non plus ultra della documentazione degli anni '40. All'alba del 2003 (?) il mio libro universitario di storia romana ci metteva circa 5 pagine a scusarsi per dover contraddire alcuni punti di "memorie d'Adriano" e sottolineando che comunque si tratta di piccolezze. All'autore evidentemente spiaceva un sacco dover smentire il suo mito letterario per amore di verità storica, anche per delle inezie.

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    1. Anche secondo me resta stupefacente che la Yourcenar sia arrivata a una documentazione così dettagliata e abbia saputo rimaneggiarla "romanzandola". Del resto, è ogni obbligo di un narratore plasmare la propria opera pur restando il più possibile fedele alla verità storica. Nel mio "tentativo di romanzo storico" alla fine ho messo una postfazione in cui preciso che laddove mancavano fonti storiche o il modo di poter collegare eventi fra essi, non ho esitato a inventare, ritenendomi responsabile di ogni possibile refuso. Se ci sono refusi in queste Memorie, non si può che ignorarli o confutarli con eleganza, come ha fatto intelligentemente l'autore del tuo testo universitario. :-)

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  8. E temo che questa sarà proprio la sede in cui confesserò di non aver mai letto Memorie di Adriano. Lo posseggo, però. Trattasi di un esemplare acquistato ancora ai tempi dell'università (quindi tempi andati) e scriverò di più... il volume è ancora incelofanato.

    Come accade per altre opere letterari che ho, ma non ho ancora letto, anche questa recensione ha da un lato riacceso in me la voglia di buttarmi sul volume della Yourcenar, dall'altro mi ha indirettamente messo un po' d'ansia perché spinta a riflettere sulla solita scorta di libri che tende a infinito.

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    1. Io mi sto convincendo a diventare selettiva, e consapevole che non potrò leggere in una vita tutto ciò che realmente mi interessa. Seleziona, Ludo, e scegli il meglio, come queste Memorie imperdibili.
      Poi, non ti meravigliare, io l'ho letto a 44 anni. Esige un'età un po' più matura per apprezzarlo fino in fondo.

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  9. Lo adoro, lo leggo almeno ogni 4-5 anni, imperdibile. Amo tutto, la prosa, lo stile narrativo, la storia d'amore. Fantastico. Uno dei capolavori del '900.

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    1. Mi piace questa tua esternazione d'amore nei riguardi di questo capolavoro.:-)

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  10. Chiedo scusa per essere entrato a gamba tesa senza nemmeno presentarmi e salutare tutti i partecipanti alla discussione.

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    1. Piacere di conoscerti. Mi sono registrata sul tuo blog, spero in visite reciproche. A presto!

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    2. Ti ringrazio, ho visto. Hai lasciato un racconto di vita da pelle d'oca. Mi hai fatto tremare. Per il resto, ho solo da imparare da una blogger come te, ti verrò a visitare spesso e molto volentieri.

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  11. Mi hai ricordato una delle letture più appassionanti, a cui feci seguire la visione della suggestiva rappresentazione di Albertazzi a Villa Adriana. Un personaggio di un fascino inesprimibile, che incarna in modo universale grandezze, debolezze, sentimenti, filosofia, arte dell'uomo occidentale, con tutte le sue contraddizioni, che sono state il motore della storia.

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    1. Orbene, benvenuto!
      Sì, credo che a distanza di anni anch'io ricorderò questo "viaggio" nel mondo antico con le tue stesse sensazioni. Immagino che la lettura di Albertazzi sia stata illuminante (come fanno certi attori a possedere questo charme innato?), devo cercarlo su You Tube.
      P. S. Nel blog ci sono alcuni articoli inerenti al teatro, il nostro amatissimo mondo creativo. Dai se vuoi e puoi un'occhiata, mi piacerebbe scambiare idee e opinioni con un appassionato d'arte scenica.

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  12. E' incredibile come una grande scrittrice, purtroppo sconosciuta ai più, abbia suscitato nei cuori e nelle menti tante emozioni. Immancabilmente, chi ha letto "memorie di Adriano" lo ha amato. Io personalmente la cito spesso, scherzosamente, ricordando i 40 anni che ci ha messo, tra nuove stesure e ripensamenti, per pubblicarlo. Mi dico e dico: " insomma se pubblico il mio primo romanzo a 47 anni, posso vantare precedenti illustri". Son scemo, lo so.

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    1. Eh, Massimiliano, il lavoro di cesello della Yourcenar è probabilmente il successo di questo e dei suoi diversi romanzi. Possedevo Archivi del nord, poi l'ho prestato e non mi è più tornato indietro.
      Il vero scrittore non è immediato se non in una primissima fase, quella creativa e istintiva. Poi è tutto un lavoro certosino di correzione.

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  13. E' il motivo per cui non sarò mai un bravo scrittore, scrivo di getto e propongo materiale che alla fine probabilmente è grezzo, non ho pazienza. Chi mi conosce e crede nell'astrologia, sostiene che sono un ariete anche in questo.

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    1. Per essere SCRITTORI ne deve passare acqua sotto i ponti, ma ponti costruiti con progetti saldi e credibili. Il lavoro dello scrittore assomiglia a mille altre arti: se c'è cura del dettaglio, può funzionare.

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  14. Vero, infatti mi definisco uno scribacchino colpevole di millantato credito in cerca di benevolenza.

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    1. Anche a me piace molto il termine "scribacchino". Ecco, io sono scribacchina e me ne vanto! :-)

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  15. Bellissima recensione davvero, io lo sto leggendo e scoprendo adesso, su consiglio di Cristina di Athenae Noctua. Ed è una lettura davvero profonda e particolare rispetto a tutto quello che ho letto finora. Trovo bellissime le riflessioni di quando si sofferma a riflettere sul mondo e sul suo ruolo nella storia di Roma, poi quando l'avrò finito potrò dire di più. Un saluto, Ilsie.

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    1. Ho visto sul tuo blog che sei in lettura di questo capolavoro. Leggerò volentieri la tua recensione appena lo finirai. :-)

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