mercoledì 1 luglio 2015

Luci e ombre di Calabria

Sono "emigrante". Nel senso che sono emigrata alla fine degli anni Novanta dalla Calabria al Lazio. Sono una di quegli emigranti senza il richiamo forte delle origini, ho con la Calabria un rapporto di equidistanza, forte probabilmente delle mie concomitanti origini siciliane. Preferisco dire "sono meridionale", piuttosto che "sono calabrese". Ogni anno il grosso delle mie vacanze estive si svolge a Paola, piccolo paese del cosentino inerpicato sui monti che scendono a picco sul mare. La spiaggia è di quel tipo sassoso, sabbia grigia, mare che si inabissa dopo qualche decina di metri dalla costa. Questo paesino dalla storia millenaria ha problemi molto seri, assieme a molti altri centri vicini. Amministrazioni locali scadenti, denari spesi malissimo. Le risorse sono quindi addirittura spesso invisibili, perchè gestite male e senza criterio. Cominciando dal mare, per molti giorni d'estate sporco e impraticabile (pare che vi si scarichino fogne, addirittura). Un vero peccato, insomma.
Sono stata in Francia qualche anno fa, e mi sono stupita dinanzi alla somiglianza della Costa azzurra con la costa tirrenica che tanto bene conosco. Solo che laggiù si lavora alla valorizzazione del territorio.

Le bellezze di Calabria, è noto, non sono poche né trascurabili. Una delle tante, Cirella di Diamante, una perla con un mare splendido e montagne ancora più belle, persone semplici e genuine, buona cucina. E perfino una Rassegna teatrale: "Magna Grecia", un'iniziativa stupenda che ebbe fra le altre rappresentazioni una magnifica edizione del "Delirio delle Baccanti". Scenario le rovine della vecchia Cirella, un teatro all'aperto sotto un cielo stellato, un ricordo bello, se non fosse per l'umiliazione di professionisti che diedero l'anima per la realizzazione. Un teatro da 2000 posti e un centinaio di spettatori, enti locali e pro loco che non seppero pubblicizzare l'evento. Meno male che il giorno precedente a Crotone era stato un successone. Non credo possibile che con tante centinaia di migliaia di turisti uniti ai residenti non sia stato possibile fare di meglio. Ma sono questi i fatti dinanzi ai quali ci si trova andando in Calabria. Nulla da invidiare a nessuno, solo lo spirito di iniziativa, il senso della promozione e valorizzazione del territorio... come se fosse poco essere carenti in questi aspetti.
Lasciate che vi racconti infine un'esperienza a Capo Rizzuto, sulla costa jonica. Un mare davvero splendido che è Parco Marino protetto: acque cristalline, trasparenti, con una fauna da invidia (c'è un rigorosissimo divieto di pesca)... ma scogliere e spiaggette spesso sporche e non curate! Spesso, sulle spiaggette si trovano lattine, bottiglie, ombrelloni vecchi e arruginiti, sedie sdraio in disarmo... lasciate lì, a testimoniare che un tempo qualcuno c'è stato. La domanda che ho posto a persone del luogo è stata: "Ma ci vuole poi molto ad incaricare, con i meccanismi consentiti dalla legge, un gruppetto di giovani o disoccupati del luogo che tenga pulite spiaggette e scogliere"? La risposta, prevedibile: "Non ci sono i soldi". E' vero che non dovrebbe neanche essere difficile NON SPORCARE, non contaminare porzioni di territorio così amene... ma tant'è.
Un'altra cosa: l'assenza di raccolta differenziata della spazzatura. Io ho conservato tutte le bottiglie di plastica dell'acqua minerale per smaltirle negli appositi contenitori della differenziata. Alla fine erano moltissime, ebbene: penultimo giorno di vacanza, mi reco ai cassonetti - posizionati solo vicino al comune - della plastica per gettare le bottiglie, ma noto che sono rotti, deteriorati e che dentro c'è di tutto. Solo che la plastica non dovrebbe puzzare. Una signora mi spiega che alla discarica "tutto finisce nello stesso posto". Insomma, se anche io getto le bottiglie nei cassonetti della plastica, i camion li conferiscono nel medesimo sito indifferenziato.
La raccolta differenziata dei rifiuti, intendiamoci, è cosa onerosa e complicata, ma certamente è un'urgenza, una priorità per tutti! Specie per zone turistiche così belle e frequentate.
Certamente qualche responsabilità ce l'hanno anche i cittadini, che non seguono la vita politica e amministrativa e non sollecitano i loro amministratori a realizzare almeno le opere indispensabili. Tutto questo mi ha fatto pervenire a conclusioni un po' estreme ma inevitabili: sono i calabresi a non voler cambiare, a non pretendere, a non valorizzare, a fare spallucce dinanzi a questo disastro. E credetemi, è un vero peccato sapere una risorsa così straordinaria soccombere nella più totale indifferenza.
Cosa ne pensate?

17 commenti:

  1. Penso che noi italiani siamo bravissimi nel non valorizzare i tesori che abbiamo e a considerarli anzi oneri...

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    1. e soprattutto ci impegniamo con dedizione e costanza a distruggerli (=_=)

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    2. Dalla mia (piccola) esperienza, ho potuto constatare che non è così proprio dappertutto. Ad esempio, a Torino ho visto negli abitanti un certo orgoglio della propria città, e anche una ferma volontà di riconoscerne l'importanza e la ricchezza artistica e culturale. Per non parlare del Trentino-Alto Adige... un'altra Italia totalmente!

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    3. Io sono Piemontese e lotto costantemente insieme a un'associazione per la salvaguardia del mio territorio e ho visto cose... Anche qui al nord siamo piuttosto bravi a buttar via i nostri tesori :(

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    4. Anche io vedo cose, e mi trovo al nord :P Devo concordare con Tenar.

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    5. Quindi dappertutto è una costante di questa nostra penisola.
      Forse però con una differenza: al sud tutto questo è sfacciatamente mostrato, incongruenze sotto gli occhi di tutti. E poi c'è una netta differenza nella storia di nord e sud d'Italia e questo ha innegabilmente portato a sviluppi differenti. Un esempio: in Calabria non esiste una ferrovia decente e i convogli utilizzati da Trenitalia sono quelli vecchi e prossimi alla rottamazione. Il sud è fatto così e per di più ritenuto "fanalino di coda". Tant'è.

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    6. Credo che tu abbia detto perfettamente... Ricordando che tanta robaccia del nord, finisce altrove, seguendo percorsi di illegalità e che l'Italia è un crocevia per il traffico internazionale di rifiuti pericolosi.

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  2. Un post di ricordi per me... Ho ancora un paio di foto che mi ritraggono insieme alla mia compagna, ormai ex, dentro il castello della terza immagine.

    Non so se hai visto, ma proprio stamani su facebook ho condiviso un post di un mio contatto che inizia con queste tristi parole:
    "da oltre 30 anni è cosi.... nel mare di Crotone si ciuccia metano ,....e a Crotone il metano lo hanno in pochi...per i Crotonesi solo danni ambientali! e pochi spiccioli di rimborsi mangiati da politici locati affamati...".

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    1. Sono andata a leggerlo. Sì, accadono fatti sempre più incredibili da quelle parti. Non ultima la gettata di cemento a pochi passi da Capo Colonna, per creare un parcheggio dinanzi alla chiesa. In pratica sono state cementate le fondamenta antiche di Capo Colonna, un grande sito archeologico di importanza colossale. Roba da far raccapricciare, lasciare interdetti e increduli. Ma che razza di gente governa qui posti???

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  3. Il problema di cui parli è spesso al centro delle nostre scelte sul luogo di vacanza. Con la famiglia siamo stati una volta in Puglia, a Porto Cesareo, e una in Calabria, vicino a Tropea, ed entrambe le volte abbiamo trovato il bello rovinato dalla sporcizia. Per questo vorrei andare in Sicilia ma esito, perché temo di ritrovare una situazione simile. Mi disturba camminare tra i torsoli e le lattine, vedere sanitari buttati nei fossi e ogni spiazzo libero ingombro di spazzatura. Mi rattrista e mi impedisce di rilassarmi. So che questo fa arrabbiare alcune persone, perché in teoria si dovrebbe essere capaci di apprezzare le bellezze del luogo anche nell'imperfezione, ma non mi pongo di questi doveri per andare in vacanza. Vedo ciò che vedo, e non posso selezionare alcune cose e ignorarne altre. Ti ringrazio della franchezza dell'articolo. Di solito questo è un argomento spinoso, che suscita reazioni ostili.

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    1. Sì, infatti molte reazioni ostili ricevo proprio dai miei stessi conterranei, che generalmente non si attribuiscono alcuna responsabilità in merito, non pensando al fatto che lo stesso ignorare il problema è parte di quella responsabilità. Questo articolo non vuole gettare discredito sulle terre del sud, che sono di una bellezza indiscussa. Piuttosto è frutto di una frustrazione profonda.
      Cambierà mai tutto ciò? Ne dubito. Al sud diranno che mancano le risorse, io dico che manca l'intenzione.

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    2. Temo che sia così. Purtroppo l'abitudine rende invisibili cose che per altri sono deturpanti.

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  4. Bellissime le immagini corredate al post.

    In vero, leggere i tuoi pensieri mi mette addosso una gran tristezza e malinconia...

    Non credo che ci sia molto da scrivere. Per quanto l'Italia sia ricca di beni culturali e ambientali funziona in un modo per cui non riesce davvero a valorizzarli, al più cerca di non distruggerli, ma non sempre ci riesce. La situazione, tuttavia, rimane comunque da cane che si morde la coda perché il pubblico, che gestisce la maggior parte di questi beni, non ha le risorse per farlo, dall'altro la tradizione italiana non concepisce altre forme di gestione di questi stessi bene e la maggior parte degli italiani ha una mentalità per cui non si vuole fare carico di tale questione.

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    1. Purtroppo il nostro territorio, l'Italia tutta, è difficile di per sé e siamo capitati sempre in gestioni improvvisate di una situazione spesso ai limiti, per l'erosione con cui dobbiamo avere a che fare constantemente. Se ci aggiungiamo la mancata salvaguardia del patrimonio naturalistico e artistico...

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  5. In merito alla conservazione del territorio la mia regione, la liguria, è un classico esempio di quello che NON si deve fare per rendere più bello e accogliente il paesaggio. Anni e anni di incuria e di cementificazione selvaggia.

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    1. Ho visto due volte la Liguria e mi sono stupita dinanzi alla prodezza di costruzione di agglomerati urbani inerpicati sui colli digrandanti sul mare. Credevo che fosse stato fatto tutto a regola, ma dopo le devastazioni degli ultimi anni, me ne sono ricreduta. Peccato! Per altro la Liguria è molto simile alla Calabria.

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  6. Conosco alcuni posti di cui parli ma purtroppo ne ho solo un vago ricordo perché ero ancora piccola... Quest'estate sono stata in Salento e dalla località in cui soggiornavo ho preso una barca per visitare l'isoletta vicina, che si definiva come un paradiso tropicale, isolato rispetto al caos quotidiano. Ed è stato così, ma solo parzialmente: la natura era meravigliosa, ma purtroppo i passanti buttavano i rifiuti in terra. Mi chiedo cosa costi, visto che era esplicitamente spiegato che non ci fossero cestini, tenersi la bottiglietta o il fazzoletto in borsa e buttarlo poi sulla terraferma; poi ovviamente della pulizia vengono incaricati i volontari, ma capisco la frustrazione di non avere nemmeno un modesto compenso.

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