venerdì 10 novembre 2017

La graphic novel del Diario di Anne Frank

Sono stata sovente abbattuta, ma mai disperata; considero questa vita clandestina come un'avventura pericolosa, ma anche romantica e interessante. 
Anne Frank 

Amo le coincidenze e questa è una di quelle che accolgo con l'entusiasmo di chi fantasticamente ci vuol vedere un segno, una traccia di quel principio secondo il quale "nulla accade per caso". 
Ebbene, mentre qualche mese fa inizio a lavorare alla regia del mio nuovo progetto teatrale, una mia drammaturgia intitolata "Finding Anne Frank", la Einaudi pubblica a settembre l'edizione italiana di una bellissima graphic novel che racconta in modo inedito e travolgente il Diario. 
Mi prefiggo di acquistarlo, ma intanto lo prendo a prestito dalla biblioteca scolastica, che ultimamente si è arricchita di titoli nuovi grazie all'iniziativa #ioleggoperché cui abbiamo aderito grazie all'impegno di una collega. 
A sfogliare questo fumetto si resta ammaliati dalla sua bellezza: i disegni di David Polonski sono dotati di una "leggerezza" che incanta. A mio parere, proprio la levità e delicatezza del disegno aiutano a leggere il Diario da un'angolazione del tutto nuova, che ben si accorda all'innocenza della sua autrice, alla sua fervida creatività. 
La graphic novel del Diario di Anne Frank è un'opera commissionata a settant'anni dalla pubblicazione del Diario. In sostanza, la Fondazione Anne Frank di Basilea, in Svizzera - fondata da Otto Frank nel 1963 e oggi depositaria assieme alla casa di Amsterdam della grande eredità ideologica di Anne - ha espresso il desiderio di offrire al mondo un'opera di facile accessibilità, che desse un contributo importante alla sopravvivenza della memoria, un aspetto di fondamentale necessità per la storia tutta della Shoah ebraica.
Lo scrive espressamente lo sceneggiatore della graphic novel, Ari Folman, regista israeliano già noto per il film d'animazione di valore documentaristico "Valzer con Bashir": 

"Temo che stia arrivando il momento in cui non ci saranno più scampati all'Olocausto, gli ultimi sopravvissuti stanno morendo e non avremo più testimoni in vita in grado di raccontare la storia. Il rischio è che l'Olocausto diventi una vecchia vicenda della quale ci si può dimenticare, quindi è importante trovare qualsiasi modo per preservare l'interesse, soprattutto delle nuove generazioni". 

In realtà, la graphic novel non è che il primo passo di un progetto che comprenderà anche un film d'animazione destinato ai bambini, su cui gli autori stanno lavorando. 
Sulle prime restii ad accettare l'incarico, Folman e Polonski si sono poi rivelati la scelta giusta per la Fondazione, poichè il prodotto di questa collaborazione è all'altezza delle aspettative. 
Racchiudere in poche decine di pagine illustrate a fumetti il celebre Diario è stata un'impresa difficile. Come gli autori spiegano in una nota al termine della pubblicazione, se il Diario fosse stato trasposto per intero, il prodotto finale avrebbe compreso alcune migliaia di pagine, il che non solo avrebbe richiesto almeno un decennio di lavoro, ma non sarebbe stato accolto positivamente in particolare da un pubblico di lettori molto giovani, avvezzi ormai a linguaggi immediati, sintetici.
Il progetto ha puntato quindi a condensare grosso modo ogni trenta pagine di Diario in una decina di fumetto, per un totale di 144 pagine illustrate
Se abbiamo letto il Diario di Anne Frank in giovane età, probabilmente non ne conserviamo un ricordo del tutto positivo. Io, per esempio, me lo ricordavo un po' noioso prima della rilettura in una nuova e più completa edizione, che ho recensito qui
Ho scoperto una Anne più moderna, apolide, con uno spiccato senso dell'umorismo e una visione matura e poetica del mondo. Rileggere il Diario è illuminante e leggere questo fumetto non fa che completare una visione di Anne perfettamente in accordo all'adolescente che è stata
Il senso del diventare lettori del fumetto sta tutto in questa dimensione dell'offrire a questa storia una possibilità in più di conoscenza e divulgazione, gustandone la leggerezza, appunto. 
Da appassionata di illustrazione, trovo che quest'opera sia un prezioso esempio di come linguaggi differenti dalla scrittura possano raggiungere perfettamente lo scopo di narrare restituendo lo spirito e il senso di un contenuto, ancorché tratto da una storia realmente accaduta. 
Qui di seguito alcune immagini tratte dalla graphic novel. 

L'ironia di Anne in una riflessione importante sul ruolo della donna
I suoi incubi, che inevitabilmente le fanno visita durante la notte
Alcuni aspetti particolari della famiglia Frank, fra i ricordi di Anne, come festeggiare Annuka facendo l'Albero di Natale

Anne che si immagina una donna di successo...

... e i suoi tanti momenti di sconforto. 


A tutta prima, trasporre un'opera letteraria in forma di fumetto sembrerebbe un'idea azzardata, e in questo caso - come apparve agli autori prima di accettare l'incarico - perfino una profanazione. Invece eccoci dinanzi a un piccolo capolavoro. 
Cosa pensate di questa iniziativa editoriale? Conoscete anche altre opere trasposte in forma di fumetto? 

28 commenti:

  1. Convinta! Lo prendo per me e i miei alunni!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottimo! Per la scuola è una fonte preziosa questo libro. :)

      Elimina
  2. Sembra una vera chicca. Ho visitato la casa di Anna Frank a Amsterdam, letto il diario quando ero già adulta e ricordo una traccia dei temi dell'esame di III media su di lei. Una graphic novel ci voleva proprio, grazie per averne parlato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te.
      Anch'io vorrei tanto visitare l'alloggio segreto ad Amsterdam. Ci sarebbe un'idea sorta proprio nel gruppo teatrale di fare un viaggio di gruppo.

      Elimina
    2. Sandra, vorrei seguire il tuo blog, ma non c'è alcuna modalità con la quale ricevere una segnalazione.

      Elimina
  3. Mi sembra un'ottima iniziativa. La trasposizione fumettistica di fatti di cronaca e libri famosi sta diventando un'abitudine a mio avviso molto utile, fatta salva la necessità di saper "confezionare" il fumetto in modo da essere all'altezza del libro / evento che intende narrare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti lo snodo problematico è stato proprio quello. E il risultato è decisamente all'altezza.

      Elimina
  4. Mi ha intrigato fin dal primo momento: disegni originali, colorazioni molto particolari, stile e tratto interessanti che vanno a fare da cornice a una storia tutt'altro che semplice da gestire. Sicuramente un'iniziativa lodevole, mi auguro che abbia il giusto riscontro. Sicuramente sarà importante l'apporto degli insegnanti e dei genitori già avvezzi al genere.

    Non mi vengono in mente altre opere trasposte in GN, a parte le varie riedizioni illustrate di romanzi fantasy come "lo Hobbit", tanto per fare un nome conosciutissimo, o alcuni romanzi a fumetti della Bonelli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il prodotto finale è un insieme armonico di tutto ciò che elenchi, sì. E forse lo stile leggero aiuta a stemperare la tensione di questa storia dal finale tragico.

      Elimina
  5. Le riscritture sono interessanti e a volte sorprendenti, tutto però dipende dalle intenzioni e dalle capacità di chi le avvia; se ben fatte consentono al lettore di cogliere un punto di vista sull'opera differente dal proprio e le possibilità di un mezzo espressivo diverso dalla parola. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E proprio il punto di vista differente quello che si coglie meglio. Consideriamo che la prima edizione del Diario, quella edita da Einaudi da decenni, non ne comprendeva alcune parti, che sono state pubblicate ultimamente. Da queste si comprende meglio molta parte della personalità di Anne, in particolare - cosa che mi è piaciuto calcare nel lavoro drammaturgico - il suo essere un'adolescente totalmente orientata verso desideri, curiosità, sogni tipici di questa età.

      Elimina
  6. Mi sembra un'idea geniale, anche se il disegnatore qui è costretto dalla Storia a dall'Immensità del Personaggio Anna Frank a rimanere stretto con la sua fantasia, che non è mai eccessivamente bello. Cercherò di procurarmelo.
    Mi sovviene un libro di Buzzati sulla vicenda di Alceo e Euridice, fumettato da Dino stesso. Mi aveva fatto venire un pensiero, allora che avevo ancora il mio atelier di scrivere una mia storia fumettandola. Proprio in quei tempi ho accettao l'offerta del Teatro di Karlsruhe ed ho lasciato Frankfurt e il mio atelier. Non ne ho fatto più niente. Male, malissimo.
    "Finding Anne Frank". Fai anche teatro? Bella notizia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A mia volta, ti domando: "fumettandola" nel senso che sapresti costruire un fumetto?
      Bisognerà inoltre conoscere l'aspetto di questi tuoi anni di teatro.
      E poi, sì, il teatro è fra le mie principali attività. Scorri, se ti va, i post che trovi a questo indirizzo:
      https://iolaletteraturaechaplin.blogspot.it/search/label/teatro
      (puoi anche cliccare il link che trovi nella colonna in alto a destra)

      Elimina
    2. In quel senso sì. Bada bene che io non ho mai fatto fumetti, ma si tratta di disegnare ed io -senza scomodare quella modestia che non ho- potrei chiosare alla Picasso, che rispose una volta ad un giornalista curioso, che lui non si considerava un grande pittore, ma un grandissimo disegnatore.
      Ma fumettare significa dare un senso si disegni e metterli in modo tale che non appaiano staccati come quadri su una parete di una Galleria. Questo sarebbe da verificare. Ma mi intriga.
      Io a teatro ho lavorato come Bühnenmaler, quello che in Italia si dice scenografo "realizzatore". Naturalmnete avrei potuto anche fare lo scenografo "bozzettista", cioè il Bühnenbildner, ma mi pagavano come pittore di scena e basta.
      Lo farò appena se ne saranno andati i miei ospiti -tutti parenti strettissimi e per questo più appicicosi- andando a cliccare "teatro"nella colonna a destra.
      Per ora abbiti un sonoro buona domenica.

      Elimina
    3. Vincenzo, sei decisamente una fucina di scoperte.
      Se può interessarti, sarei volentieri disposta a scrivere un post riguardo all'arte scenografica e al ruolo che hai rivestito.
      :-)

      Elimina
    4. Scusa, ma pensavo di averti risposto, ma qui non ci sono. Però ti ho risposto privatamente, di questo sono sicuro.

      Elimina
    5. Devo aver fatto un pastiche. Non trovo più la tua mail, Vincenzo. Se puoi, rispediscimela.

      Elimina
    6. Fatto, due minuti fa ho spedito 2.0

      Elimina
  7. Dalle tavole sembra davvero un bel prodotto e molto adatto per far conoscere la storia di Anne e da come ne parli l'obiettivo è raggiunto. Non è una storia facile per intensità del vissuto ed età della protagonista. La tavola più struggente è, ad ogni modo, quella di lei che s'immagine adulta e scrittrice di successo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, anch'io ho provato un certo struggimento. E il diario è intriso di pensieri riguardanti quello che Anne immagina sarà la sua vita futura, fuori dall'alloggio segreto, finalmente libera.

      Elimina
  8. Penso sia un un ottimo progetto quello di trasporre un libro così emblematico come il Diario di Anna Frank in una graphic novel, usando tutta la delicatezza e la consapevolezza possibili, come, sembra questa casa abbia fatto. Non ne sapevo nulla, ti ringrazio perché le cose belle devono essere divulgate. Come te, anche io ero rimanevo colpita dalle pagine riguardanti che cosa avrebbe potuto fare Anne "fuori", dei suoi desideri e aspirazioni e la ferma convinzione di pubblicare la sua opera (sicuramente libera dalle censure paterne) Forse è quella figura di vita spezzata, prima ancora di diventare adulta che la rende così vicino a noi. Un'altra bella trasposizione in fumetto è quella della Tunué per "Sostiene Pereira" di Tabucchi, ben fatta anch'essa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, il senso è quello di divulgare il più possibile una pubblicazione come questa. Può essere un approccio molto interessante per tutti, compresi gli adolescenti, che hanno costante bisogno di stimoli per avvicinarsi alla lettura, a questa storia in particolare.
      Devo cercare qualcosa riguardo alla pubblicazione che citi.
      Grazie per aver apprezzato, Michela.

      Elimina
  9. Deve essere un libro bellissimo. Mi piace molto che certi testi possano uscire dall'alone di seriosità che tiene lontani molti lettori, e forse non corrisponde davvero alla persona di cui si parla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non solo il Diario andrebbe letto probabilmente privandolo di quell'alone tragico col quale siamo stati educati a considerarlo, ma questo fumetto offre in via definitiva un'immagine sconosciuta ai più di Anne e del suo mondo. Insomma, ci voleva. :)

      Elimina
  10. Devo ammettere che ero un po' scettica quando ho cominciato a leggere questo tuo post, ma mi sono subito ricreduta. Caspita, le immagini sono di grande effetto! Senza dubbio è stata un'idea ottima per conservare la memoria di questo libro senza tempo.
    Non ricordo l'età che avevo quando l'ho letto, però non mi sembra di essermi annoiata. In ogni caso è fuori di dubbio che da adulti si possono apprezzare molte più sfumature.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Capisco quella tua sensazione. Dapprima anch'io sono rimasta scettica riguardo a questa proposta editoriale. A tutta prima ho pensato a una "furbata" sull'onda emotiva che da sempre porta con sé la storia di Anne. Poi non solo ho letto il fumetto ma ho scoperto questa sua origine, il fatto che è stata commissionata dalla principale Fondazione che si occupa della sua memoria e poi scritta da uno sceneggiatore di origini ebree. Insomma, se ne coglie tutto il rispetto e la delicatezza con i quali questa difficile materia è stata trattata.

      Elimina
  11. Mi sembra un ottimo prodotto editoriale e il fatto che sia stato avallato dalla Fondazione Anne Frank lo conferma in pieno.
    Le graphic novel sono diventate sempre più curate nell’arco degli anni e ormai hanno raggiunto livelli di espressività decisamente elevati, dimostrando di riuscire a trattare, molto adeguatamente e utilizzando un linguaggio a sé stante, temi estremamente impegnativi o delicati. Per esempio, ho apprezzato moltissimo il Moby Dick rivisitato da Sienkiewicz e penso che riuscire a ridurre un tomo come il romanzo di Melville in una cinquantina di pagine non è un’impresa facile, se ci si pone l’obiettivo di non scadere nel banale!
    Le tavole che ci hai mostrato evidenziano quanto serio lavoro ci sia dietro a questo progetto. Quindi, ben venga questa nuova riscrittura e tutte le graphic novel di alta qualità, in cui il processo di elaborazione del testo passa attraverso una sensibilità acuta e una mano felice, oltretutto capace di intercettare pubblici diversi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho dato un'occhiata al fumetto che citi e sono rimasta incantata.
      Decisamente un'opera magistrale.

      Elimina