venerdì 25 marzo 2016

Le nostre biblioteche si "fanno" da sé?

Cominciamo col dare un senso a questa singolare domanda. L'ho pensata osservando la mia biblioteca in soggiorno - 3 m x 3 m, tutta a giorno, gli scaffali superiori coi libri in doppia fila - chiedendomi se non sia ora di ricomporla totalmente, obbedendo a una vera e propria classificazione. Il tentativo c'è stato lo scorso anno, a dire il vero, durante uno di quei torridi giorni estivi in cui un'insegnante ha tutto il tempo per pensare, e perché no modificare qualcosa in casa. Di fatto era diventato necessario, così ho pazientemente svuotato tre piani di scaffali per ricomporli secondo un ordine logico, quello che preferisco: per autore. Lo spazio totale è esiguo, così ogni mio proposito di sviluppare rigorosamente questa idea è miseramente precipitato dinanzi al limite posto dalla pesante enciclopedia posta al piano inferiore, un acquisto di diversi anni fa, quando il web non era ancora entrato prepotentemente nelle nostre abitudini di ricerca. Ho seguito un ordine non casuale, ordinato come voleva essere l'obiettivo finale, perché in fondo una biblioteca disordinata e in ordine sparso non mi è mai piaciuta. 

Svuotando gli scaffali di ogni singolo libro, ne approfittavo per spolverarlo e rigirarlo un po' fra le mani. Strano come alcuni libri acquistati molti anni fa sembrano non appartenerci, nel senso che non gli sceglieremmo di nuovo, magari li abbiamo letti ma volentieri ce ne disferemmo perfino. Mi è capitato con i libri di Coehlo, per esempio, così preziosi tanti anni fa e adesso così insignificanti. Uno scaffale riguardava diversi testi che avevo studiato per la mia tesi di laurea sui nativi americani, libri che avevo acquistato a completamento della bibliografia di riferimento. Copertine flessibili, pagine ingiallite, sottolineature, tante, e qualche appunto qua e là. L'odore, la luce nel soggiorno di casa di mia madre, i pomeriggi che trascorrevo per compilare pazientemente il mio discorso sulla donna nativa, la passione a ogni piccola o grande scoperta, la tastiera del pc - quello "antico", che assomigliava ai vecchi televisori col tubo catodico - su cui prendeva forma il volume. 
Poi lo scaffale delle mie letture da adolescente, con Dickens in testa, il mio prediletto. Bello sfogliare oggi quelle edizioni consunte, per intenderci le economiche Bur, ma anche la bella edizione di David Copperfield che trovai su una bancarella, d'estate sul lungomare, tale Edipem, editore sconosciuto almeno per me, ma rigoroso nella rilegatura, blu con motivi e caratteri dorati.
Nel tempo mi è capitato di comprare sulle bancarelle, molti anni fa ebbi modo di procurarmi così molti classici inglesi e francesi. Mi sono sempre domandata che ci facessero quelle ottime edizioni accatastate alla rinfusa sui banchi di venditori ambulanti: fondi donati? Carta venduta a peso? O perfino materiale proveniente da confische. Forse tutto questo assieme. Lo scaffale del teatro contiene alcuni testi di Eduardo acquistati a Napoli, illustrati e ricchi di aneddoti sul vecchio modo di essere teatranti. Poi diversi libri ricevuti in dono, espressamente richiesti, l'ultimo dei quali una vecchia edizione di tutto il teatro di Tirso De Molina, un piccolo tomo Utet che doveva essere parte di un'opera più vasta. Il "donatore" l'avrà reperito su una qualche bancarella. Alcuni testi di didattica teatrale per la scuola e qualche buon testo sul teatro di Shakespeare. Non appartengono a un passato lontano, non hanno le pagine consunte. E non sono numerosi, perché reperisco la maggior parte delle cose in rete. Spolverati e riposti con cura, questi sì senza un ordine per autore o paese di appartenenza. Hanno una teca tutta per sé - come la stanza della Woolf. Campeggiano accanto alla teca dei libri per ragazzi, la saga di Harry Potter, la biografia della Rowling, l'edizione deluxe della trilogia di Tolkien e poi... lui. 
Ogni volta che prendo in mano questo libro, è inevitabile il passo, anzi il salto indietro. Le mille e una notte, edizione Mursia del 1973, regalo di compleanno ricevuto nel giugno del '77, a sei anni. Come fanno certi ricordi a restare così indelebili nella memoria? Perché io ricordo perfino la carta nel quale era avvolto, arancione con pallini verdi. Mi ha seguito per tutta l'infanzia, letto e riletto più volte, un segnetto a matita accanto al racconto nell'elenco del sommario, ogni volta che ne finivo uno. Mi ha seguito per tutta la vita, ovunque mi sia spostata. Se è vero che il primo libro della mia vita è stato Alice nel Paese delle meraviglie, altrettanto lo è che questo insieme di racconti d'oriente sia diventato il libro del cuore, quello che ha rappresentato qualcosa. Imperiosamente ha deciso di non separarsi da me, prepotentemente esige il suo posto, e lo vuole nella biblioteca principale di casa. 
La serie Feltrinelli dei romanzi di Isabel Allende è a portata di sguardo. A questi libri sono legati le estati calde del sud, quando giungevano gli agognati periodi di riposo dopo le sessioni d'esami. A partire dallo struggente Paula per passare da Afrodita, a D'amore e ombra, il bellissimo La casa degli spiriti e altro. Una di quelle autrici che mi ha scelta, tanto tempo fa e per un lungo periodo, per poi cedermi al vivace Pennac, con la rutilante serie di Malaussène, che ho letto come dinanzi a una scatola di piccoli cioccolatini invitanti. Ho letto, rileggerei. Mi fermo, perché rischio di diventare noiosa. Il passaggio da uno scaffale all'altro mi porterebbe troppo lontano.
Quando ho terminato il lavoro di spolvero e riordino, mi sono detta che le biblioteche esigono almeno un minimo di disordine, e che ogni libro deve essere usato e ogni tentativo di tenerlo perfettamente nuovo e perfino intonso è ridicolo. Ma soprattutto ho compreso che questi scaffali colmi di vecchie e nuove edizioni si formano da sé, seguono passo a passo le nostre vite, e sembrano avere "anime parlanti", perché non smettono di comunicare quando si volta l'ultima pagina. 
Avete la stessa sensazione? Quale ordine seguite per "dare un senso pratico" alle vostre collezioni?

28 commenti:

  1. Che bella riflessione!...Io a dir la verità non seguo un ordine ben preciso. La mia libreria per ora è piccolina (vivo con i miei e tengo gelosamente in camera mia tutti i miei volumi, quindi lo spazio è esiguo) e mi arrangio come posso. Però riconosco di mantenere un certo criterio: i libri belli, quelli che proprio mi sono piaciuti, tendo a metterli nella parte di libreria con vetrina (illudendomi che possano essere più riparati) e quelli della mia autrice preferita, la Simons, sono tutti uno vicino all'altro. Ma per il resto regna il caos più assoluto. Ci provo e riprovo a mettere ordine, ma dura poco. Forse il caos della mia libreria mi rispecchia. Magari in un futuro, quando sarò più tranquilla, anche la mia libreria "si calmerà".

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    1. Ecco, anche tu la percepisci come "animale vivente". Sì, perché le nostre biblioteche seguono umori e intenzioni di chi le compone. E finiscono col muoversi per conto proprio. :-)

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  2. Io ho la mania di compattare tutto: non sopporto l'idea di avere libri sparsi in giro per casa, devono stare tutti nella mia stanza e, quando scovo qualcosa di interessante nella mansarda destinata agli oggetti datati (fra cui spiccano i libri di scuola), devo portare il bottino alla tana e conservarlo lì gelosamente. Quanto all'ordine, è per casa editrice (quando possibile), fatti salvi uno scaffale dedicato ai libri d'arte, uno di saggistica e uno per i classici greci e latini. A volte gioca il suo ruolo anche il formato: nella mia libreria irregolare alcuni scaffali sono più bassi di altri, e lì naturalmente finiscono le edizioni-mignon!

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    1. Sì, ti capisco. Eppure, non so se a te capita la stessa cosa, mi imbatto in case dove c'è come un disordine "piacevole", tutto fatto di libri che occupano ogni angolo, non necessariamente uno scaffale, ma anche mobili d'ingresso, tavolini da caffè, perfino sulle mensole del bagno. E ci trovo qualcosa di affascinante.

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    2. Sì, anch'io sono affascinata dai libri in giro per casa, anche se cozza con la pignoleria di cui sono succube fin dalla tenera età. Probabilmente la mia ossessione della compattezza si ridimensionerà quando avrò una casa mia, in cui sarò certa di poter gestire in libertà gli spazi e di sapere esattament dove si trova ciò che ho lasciato in un determinato luogo. :)

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  3. Ordine emotivo, apparentemente casuale. Poi ci sono libri in particolare che non leggi da tanto ma che ti piace tenere in bella vista, ammiccanti, come amici che trascuri da un po' ma che ti fanno l'occhiolino come a dire: "tranquillo, io sono qui, quando hai bisogno..."

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    1. Sì, perché è come se avessero una loro personalità, e sono realmente "ammiccanti".

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  4. Avevo inziato a sistemare i libri dividendoli tra italiani, stranieri, sudamericani, poesie, saggistica e attualità per poi suddividerli per autore.
    Avevo iniziato ma poi... poi i libri sono aumentati e lo spazio no! sono in triplice fila, messi orizzontali sopra agli altri e... rimescolati!
    Di buttarne uno però non si parla. Sono di una gelosia morbosa riguardo ai libri.
    Quando metto le mani nella libreria per spolverarla o cercare un volume, finisce sempre che trovo un libro di cui non mi ricordavo più. Toh! Ma guarda! E finisce che se il libro che cercavo è per me, passa in secondo piano perchè è come se avessi incontrato per caso un vecchio amico che non vedevo da tempo. E ai vecchi amici che si incontrano dopo anni ci sono tante cose da dire, tante da ascoltare....
    Ok.. sono folle! Lo so! :))

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    1. Ah ah ah Mi fai ricordare che un giorno, rimettendo in ordine uno scaffale che ho in una camera più piccola, mi sono imbattuta in un libro che non ricordavo neanche più che mi fosse stato regalato e che, pensa, avevo intenzione di comprare. Perdiamo di vista ciò che possediamo, ne perdiamo il conto. Ritrovare poi è tutto un piacere.

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  5. Proprio di recente ho inventariato, riordinato e spolverato i libri delle mie tre librerie: studio, sala e stanza del figlio. Lo scopo era quello di passare lo straccio su scaffali dove esso non transitava ormai da tempo immemorabile, e anche segnare quei libri "ereditati" o ricevuti in regalo di cui mi ero dimenticata l'esistenza, ma che prima o poi leggerò. Non ti dico il totale perché ti spaventeresti!

    In genere sistemo i libri per casa editrice, tenendo però tutti i tascabili sulla libreria Ikea in sala. Infatti è un tipo di libreria che non potrebbe reggere il peso di grossi volumi, come quelli d'arte. Con qualche eccezione, però, che dà un tocco di anarchia in un ordine apparente: in studio ho lo scaffale del Medioevo con tutti i saggi, e lo scaffale dedicato alla Rivoluzione Francese. E poi c'è uno scaffale dedicato ai romanzi storici, e l'altro sui libri mistici o religiosi.

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    1. Quando si dice "il peso della cultura"! Anche io ho riservato a una piccola libreria Ikea che ho in cameretta i libri leggeri, le edizioni tascabili, quelli più vecchi. Bella idea quella di catalogare per generi.

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  6. Post che mi ha ispirato tantissimo e potrei anche farne una mia versione visto che è da un po' che ci rimugino sopra.
    Ho di recente dato un certo ordine anch'io alla mia libreria, ma a differenza che nel tuo caso, nel mio sono gli scaffali più bassi ad avere la doppia fila.
    Bellissimo avere avuto come compagni d'infanzia Alice e Alì Baba!

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    1. Sì, veri e propri compagni di infanzia, letti e riletti diverse volte. Come era bello quel tempo, senza stimoli rumorosi da pc e smartphone, in cui riuscivamo a ritagliare momenti nel silenzio, dilatarne i confini quanto volevamo. Ecco come quelle immagini sono rimaste ferme nella memoria.
      Leggerò volentieri la tua versione di questo post, felice di averla ispirata.

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    2. Alla fine ne è uscito fuori qualcosa di abbastanza diverso... un nuovo capitolo, fuori programma, della mia autobiobibliografia.

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  7. P.S. Davvero curioso come nella mia Blog Novel io continui ad avere strane connessioni con la Allende. All'inizio ho "creato" Eva Luna senza nessun riferimento al libro della scrittrice cilena, e adesso, nella seconda parte, ho chiamato Paula la nuova protagonista, di nuovo senza riferirmi alla Allende.

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    1. Oh... davvero singolare. Interconnessioni creative. :-)

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  8. Ti sembrerà folle ma io adoro spolverare i miei libri. Polvere a parte, è un occasione unica per riprenderli in mano ad uno ad uno e rigirarmeli tra le dita come dei feticci, specialmente quelli delle seconde file che mi dimentico continuamente di avere. Ci metto circa dodici ore e alle fine, lo ammetto, di polvere ne ho tolta ben poca.. ma lo scopo, si era capito, era un altro... Un ordine? Difficile metterli in ordine e, anche se ci provo, non dura che pochi giorni.

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    1. Fai bene a spolverare spesso. Dedicherò un post a una delle esperienze che feci anni orsono alla Scuola Vaticana di Biblioteconomia, quella riguardante la "manutenzione" del libro.

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  9. Tenevo i libri in ordine di genere, ma ogni volta era uno spostare per far posto; quando ho iniziato a metterli su 2 file ho deciso di tenere davanti quelli che mi erano piaciuti di più, ma non sempre era facile decidere se collocare il libro davanti e dietro, quindi sono arrivato alla conclusione di posizionarli in ordine di lettura e bon :D
    L'unico accorgimento è di mettere vicini quello dello stesso autore.

    P.S. aborro il disordine :P

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    1. Ti capisco, il disordine non fa per me. Per altro, le biblioteche vanno seguite passo a passo perché il disordine incombe minaccioso. E gli scaffali spesso diventano anche porta-chiavi e porta-tutto. ;-)

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  10. Mantengo i miei libri in una disposizione simil-casuale, ma all'interno della casualità si sono create delle isole individuabili: fantastico, Oriente, animali, spiritualità, libri in lingua straniera, libri di viaggio. Non aspiro a una biblioteca ben ordinata; credo che mi disturberebbe molto. Mi piace il caos controllato dei libri verticali e orizzontali, in doppia fila, misti a oggetti. Sa di vita, sa di gioia. :)

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    1. Non fatico a immaginare la multiforme tua biblioteca.
      Ultimamente pensavo anch'io di disporre anche in modo orizzontale, può darsi che si risparmi perfino lo spazio.

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  11. L'unico senso di ordine che do alla mia libreria sono le dimensioni dei libri, in modo che non sporgano in fuori uno sì e uno noi.
    Coi CD invece li raggruppo per gruppo.

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    1. Se c'è qualcosa che non comprendo è l'ordine... per colore di libro. Lo trovo raccapricciante. Invece comprendo bene il tuo rispettarne la forma.

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  12. Oddio, le librerie hanno un'anima eccome, per lo meno le mie! Devo dire che nel tempo tendo a modificare l'ordine - cioè... quello che mi permette di sapere anche adesso, mentre sono seduta davanti al Pc, dove trovare "quel" testo :D
    Probabilmente la mia crescita come persona e lettrice richiede di effettuare un riordino ogni tot, non ci avevo mai pensato finora :O Però è tutto molto vitale e attuale, non ci sono libri "dimenticati", sono sempre parte di un tutto... ciò che dovrebbe corrispondere a me stessa :D
    Li spolvero eccome ^_^
    Ciao Luz, un abbraccio!

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    1. Ma certo, la reperibilità, un problema non da poco.
      Inorridisco quando cerco e non trovo più, per ricordare poi che magari ho prestato e non mi è stato restituito.

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  13. I miei libri vivono in una totale anarchia, anche se c'è un disegno dietro alla loro follia.Un tempo anche loro erano ordinati per autore, ma poi qualcuno ha iniziato a migrare. Così si è creato un nucleo di libri che consulto spesso a portata di mano, vicino alla mia postazione computer. Altri che "mi sono piaciuti ma non così tanto" sono saliti verso i ripiani più alti, mentre alcuni libri illustrati su cui anche mio nipote può mettere le mani sono scesi a livelli più accessibili. Saggistica molto specialistica che si riprende in mano solo ogni tanto, ma che è comunque meglio tenere, si è rifugiata in una libreria distaccata in un'altra stanza. Mi sembra che tutto sommato si autogestiscano bene e quindi non mi chiedo più perché magari un libro di una trilogia non stia con i fratelli. Tutto sommato ognuno sta dove deve stare, anche se per ragioni che io ignoro.

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    1. Una "transumanza" continua e costante, che segue i tuoi stati d'animo e le tue esigenze. Molto interessante. :-)

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