venerdì 27 marzo 2015

Libridine

Leggo libri dall'età di cinque anni, il primissimo fu una bella edizione de Le mille e una notte che ancora custodisco gelosamente. Sono stata lettrice onnivora, i miei gusti si sono modificati nel corso del tempo e adesso sono molto selettiva. Credo che i nostri gusti seguano da vicino le particolari esigenze che abbiamo in quel dato periodo. Oggi mi piacerebbe rileggere i tanti libri che ho apprezzato da adolescente, ma so che c'è tanto da scoprire e il tempo è sempre più ridotto. In questo e altri post, mi prefiggo di fare una rapida carrellata di alcuni dei libri che ho letto negli ultimi anni, andando a caso, ricordando ciò che mi è piaciuto e ciò che ho ritenuto una perdita di tempo.


Uno di quei libri che non chiudi finchè non lo finisci. La trama è particolarissima, così come alcuni personaggi, che ho trovato genialmente costruiti. Non lo metterei mai e poi mai tra i miei preferiti, però. L'intreccio a volte mi risultava difficile, senza quella linearità che accompagna il lettore. Piuttosto ogni tanto si accende quell'emozione dinanzi ad un passaggio, che questo scrittore sa costruire mirabilmente. Vi si trova la celeberrima frase "Accadono cose nella vita che sono come domande...". E altre raffinate volute di parole imperdibili.




Pare sia nato da una costola di "Mr Gwyn", Baricco stesso lo spiega in una introduzione. A me è parsa un'inutile forzatura. E come sempre mi divido: scindo i colpi di genio stilistico, l'invenzione, dall'opera vista nel suo insieme. Alcuni dettagli sono belli, in generale non mi piace.

domenica 22 marzo 2015

Della stessa sostanza dei sogni

Schifanoia è un personaggio che nasce per caso, come un'entità in cerca di qualcuno che lo racconti. Il drammaturgo lo trova fra le pieghe di un racconto che prende forma originato da svariate suggestioni, e lo colloca al centro della scena, confuso fra guitti in cerca d'autore. Questo il personaggio che sto portando in scena in questi mesi.
Chi è Schifanoia? Un personaggio ambiguo, non collocabile nel suo genere, donna en travesti o uomo di fatto? Non si sa e non occorre saperlo. Parrebbe il domatore di un vecchio circo, talora è l'impresario, poi diventa come i suoi Guitti, guitto pure lui, maschera senza soggetto, smarrito e timoroso di un oblio in cui nessun attore vorrebbe precipitare. Schifanoia è il deus ex machina, la sua ombra si proietta sul Fool che arranca nel suo cappotto consunto.

sabato 21 marzo 2015

Io, Aloysia - Gian Nicola Vessia

Incipit: La pioggia di questa notte ha lavato le strade di Salisburgo. L'ottusa città, come la chiamava Nannerl Mozart. Eppure qui ci siamo ritornati e ritirati in tanti. Nannerl stessa dorme nel cimitero di S. Peter. Ha fatto fatica a prendere sonno, povera donna. 

Questo piccolo libro si gusta come un assaggio raffinato sul quale il palato si sofferma per capirne sfumature e piccoli segreti. La letteratura che riguarda Mozart è sterminata, probabilmente con un po' di scetticismo ci si accosta oggi all'ennesima pubblicazione che riguardi il suo genio, ma questo racconto non delude, anzi lo si finisce con la sensazione di aver passeggiato fra decine di stanze precluse ai più e con la certezza di aver meglio compreso alcune pieghe del carattere del compositore salisburghese.

mercoledì 4 marzo 2015

Il mio frenetico tran tran... shakespeareano.

Non è semplice star dietro a tutto in questi giorni. Avete presente quando a un periodo di calma semipiatta subentra la frenesia di impegni più esagerata? Ecco, questo succede quando a scuola, prove, palestra, famiglia, subentra... il debutto dello spettacolo.
Ci siamo quasi, al momento mancano nove giorni, e si susseguono come sempre prove su prove, "aggiustamenti", ripensamenti, ritocchi, un brusio creativo e brulicante di parole, costumi, parrucche, scarpe con fibbia e senza, ventagli, bastoni da passeggio, oggetti di scena, sciarpe consunte, cilindri e calze, trucchi ed escamotage più disparati. E' la prima volta che mi misuro con questo grandissimo, e ho preferito farlo con discrezione e una drammaturgia che mescola sacro e profano, drammatico e comico. Non poteva che essere così, perchè questo mio lavoro parla di una ricerca, spasmodica e un po' sofferta, del segreto del grande Bardo, attraverso un viaggio fra i temi essenziali del suo teatro, questa dimensione senza tempo che ha saputo concretizzare, celebrata in tutto il mondo da sempre. Cosa ne sarà solo il pubblico potrà decretarlo. Quello che so io è che l'esperienza di scrittura e poi di realizzazione di questo lavoro è stata intensa e molto particolare, poiché ha toccato aspetti finora mai sperimentati in prima persona.