Come è ormai consuetudine, dedico uno dei primi post del nuovo anno alla riflessione sul percorso svolto in questi anni e ai nuovi propositi per il 2026.
C'è una parola che risuona spesso in tante mie letture, in qualche podcast che ascolto, in video che mi capita di guardare su You Tube: eudaimonia. Una bellissima parola greca che significa alla lettera "avere un buon demone" ma che poi si estende a significati ampi e decisamente importanti.
Cominciamo proprio dalla parola daimon, cos'è questo demone, che nel nostro immaginario ci porta verso scenari non proprio piacevoli?
Nell'antichità greca rappresentava più aspetti: poteva essere inteso come un intermediario fra dei e uomini, oppure un'entità insita in ciascun individuo in grado di indirizzarlo verso una scelta morale, o ancora un "distributore di destini", un "codice" assegnato a ciascuno di noi come avente un obiettivo determinato.
In sostanza, il daimon è presente in ciascuno, il difficile sta nell'individuarlo e capire dove ci vuole portare, individuarlo come nostra vocazione primaria.
