martedì 9 giugno 2026

Il potere manipolatorio della manosfera: Inside the Manosphere

Louis Theroux 
Ci sono fenomeni, in questo presente pieno di contraddizioni, che non possiamo ignorare. Voltarsi dall'altra parte significa non comprendere il funzionamento di molti comportamenti sociali. Illudersi di pensarla in stile "tanto non mi tocca, non mi riguarda" non ci fa onore.
Leggere la realtà secondo i nostri schemi mentali, il nostro vissuto, restringe in modo pericoloso la possibilità di comprenderla, pertanto c'è bisogno di non perdersi reportage, articoli, approfondimenti. Materiale molto prezioso si trova in un documentario visibile su Netflix: Inside the Manosphere.

Il giornalista inglese Louis Theroux si infila dentro un fenomeno oggi molto pervasivo e dannoso, la "manosfera", qualcosa di cui non avevo sentito parlare fino allo scorso anno, quando vidi la serie acclamatissima Adolescence
È strano pensare di non sapere nulla di un determinato fenomeno mentre questo sta praticamente tenendo in pugno molta parte della comunicazione via web. In particolare se si tratta di qualcosa che riguarda il mondo giovanile, con cui sono in contatto con la mia quotidianità. 
Conoscere significa individuare, saperne parlare, avere strumenti per il dibattito. 

Theroux intervista alcuni personaggi molto noti nella manosfera, i "maschi alfa" attorno a cui prolifera perfino un giro di interessi molto più ampio di quanto si immagini: Harrison Sullivan/HSTikkyTokky, Justin Waller/JWaller7, Myron Ganes, Ed Matthews/EdmatthewsTokky, Nicolas Kenn De Balinthazy/Sneako.
Per noi perfetti sconosciuti, in rete influencer da milioni di follower. Agiscono su tutte le piattaforme, in particolare su Tik Tok - oggi più legato alla "viralità" di un post - e su X, terreno per loro ghiottissimo da quando è passato nelle mani di Donald Trump. 
Hanno origini, età, business diversi, vivono in luoghi diversi. 
Justin Waller e Harrison Sullivan ostentano ricchezza, parlano di soldi facili, si mostrano con donne, in viaggi, alberghi e case da capogiro. Entrambi hanno in comune le origini umili, portano avanti l'idea del "chiunque può uscire dalla m...da in cui è nato" ma senza sacrificio né studio, semplicemente cogliendo le occasioni giuste in rete.
Waller è un imprenditore, Sullivan è legato al mondo delle cryptovalute. 
Sneako
I loro video virali inculcano l'idea che si possa evitare tutto ciò che non ci va di fare, suggeriscono di aprire gli occhi, farsi furbi, ignorare consigli e raccomandazioni di chi "ti vuole fregare". 

Myron Ganes (il cui vero nome è Amrou Fudl, di origini sudanesi) è un blogger e podcaster celebre negli Usa per il programma Fresh and Fit. Il suo programma/podcast ha raggiunto 296 milioni di visualizzazioni, gli ascolti sono alle stelle. 
L'inglese Ed Matthews è legato al mondo della boxe e alle sfide online. 
Sneako, oggi uno dei più fervidi sostenitori della politica trumpiana, è uno youtuber e da You Tube è stato bannato per poi essere riammesso. Presente in rete fin da piccolissimo, ha origini filippine e haitiane. 

Alcuni aspetti di questi soggetti:
  • Immagine: è l'essenza del loro stare in rete; hanno bisogno di mostrarsi, di dire, di fare, in tutti i casi lo fanno in modo diretto, provocatorio, anche oltre la legalità; possono mostrarsi in palestra, mentre volano sulle loro auto costosissime, mentre fanno sesso su Onlyfans.
  • Parole: sono sempre, dicevamo, provocatorie, senza filtri; eliminano ogni tipo di morale o di etica, si vantano del loro essere "sinceri" e politicamente scorretti, prendere o lasciare; l'obiettivo è capitalizzare in termini di visualizzazioni e pertanto attirare attenzione.
  • Darwinismo sociale: solo gli uomini più forti sono in grado di ottenere posizione e rispetto. La ricchezza e la sua ostentazione sono l'obiettivo meritorio. 
  • Negazionismo e complottismo: alcuni di questi influencer hanno le loro community su Telegram, dove, si sa, non ci sono controlli su ciò che vi prolifera; lì hanno creato una fandom globale che si scambia messaggistica e video in cui si dice di tutto: i poteri forti controllano ormai l'umanità, la pandemia non è mai esistita, le scie chimiche sono un segno del controllo, il cambiamento climatico è una bufala, il sistema ci vuole sottomessi al potere del più forte, una setta luciferina sta per prendere il controllo sul mondo e ha contro solo Russia e Cina, ecc. 
  • Omofobia: la condizione del gay è inaccettabile, così come il sistema che permette al mondo omosessuale ogni libertà; uno degli intervistati dice chiaramente che ripudierebbe un figlio se fosse gay. 
  • Antisemitismo: riguarda in particolare i blogger e i podcaster ed è proliferato negli ultimi anni in particolare dalla guerra a Gaza, è una parte consistente dell'estrema destra; gli ebrei sono la causa di molta parte del male nel mondo; Harrison Sullivan e Sneako tra gli influencer citati sono stati oggetto di ban proprio per incitamento all'odio antisemita. 
Veniamo adesso al dettaglio che invece li accomuna, probabilmente il più inquietante.

Andrew Tate
La misoginia nella manosfera
 
Che si tratti di chi ostenta se stesso in muscoli e luoghi da milionario o di chi parla davanti a un microfono in uno studio, tutti indistintamente ritengono la donna un essere inferiore e una proprietà
Questo aspetto della manosfera è il più complesso e pericoloso, perché è l'espressione di un desiderio di ritorno al patriarcato puro e oltre, verso il sessismo più sfacciato. 
Questi soggetti hanno una visione piuttosto chiara a riguardo: l'uomo è per natura un dominatore ed è più intelligente, deve prendere coscienza del degrado in cui sono caduti i costumi e riprendersi il proprio potere. L'emancipazione femminile e in generale il femminismo sono il male assoluto. Il femminismo fa parte del "matrix", di un sistema subdolo che mira alla capitolazione del potere maschile. 
Loro offrono al mondo la dimostrazione di come dovrebbe essere, pertanto fanno liberamente sesso con più donne, usano a loro piacimento quelle disponibili, scelgono una compagna, magari hanno un figlio, ma impongono la "monogamia unilaterale". La compagna deve restare fedele, sottomessa e obbediente, loro possono permettersi libertà sessuale. 
Perché la donna, nella loro visione, ha raggiunto determinate libertà? Perché "è dotata di t...tte e cu...o", quindi all'uomo spetta riequilibrare, combattere la tirannide femminile e riprendersi il proprio ruolo dominante. Viene citato nel dossier il più forte degli influencer misogini e sessisti, Andrew Tate, colui che ha detto "Le donne non pensano con la propria testa. Sono vasi vuoti in attesa di essere programmati". Altre sue idee: le donne non dovrebbero votare e se vengono aggredite è colpa loro. 
Se ne avete voglia, fatevi un giro in rete e capirete che grado di radicalizzazione rappresenta. 

Il potere manipolatorio della manosfera 
Nella serie Adolescence, la sceneggiatura perfetta racconta l'omicidio di una ragazzina da parte di un coetaneo. Viene scoperto e arrestato, ma chi svolge le indagini non riesce a capirne il movente. È un altro ragazzino a svelarlo al proprio padre detective: c'è una vita parallela in rete, chat in cui i ragazzi comunicano pur potendolo fare faccia a faccia. In questi spazi tutti assumono un ruolo, maschi e femmine. Queste si mostrano in grado di mantenere il controllo, vogliono scegliere liberamente, esprimono il proprio rifiuto verso chi non suscita il loro interesse. 
Da qui si scatena l'odio feroce, alimentato dagli influencer che i ragazzi seguono, dai quali hanno imparato a prendere la "pillola rossa", quella che rivela la verità del mondo. Loro sono gli incel, i celibi involontari, la nicchia dei "reietti", i rifiutati dalle donne, comunità radicali in cui l'odio misogino è altissimo. 
Oltre agli incel, non si dimentichi l'attivismo per i diritti degli uomini, Mra, negli ultimi decenni rappresentato dai separati che lamentano un trattamento diverso e poco umano rispetto alle donne, ma che rappresenta anche chi lamenta l'esistenza dei parcheggi rosa, chi nega i dati dei femminicidi ecc. 

Il linguaggio di questi modelli è diretto, sdogana ogni libertà espressiva. Violento, scurrile, estremo. E si sa, la parola ha un peso enorme, definisce realtà, traccia i contorni di queste identità malate. 
Alla manosfera, in ogni sua forma, è legata la violenza di genere, il razzismo, il bullismo. Non sono neppure fenomeni tanto nuovi, diciamo che la rete ha amplificato esponenzialmente la loro posizione. 
In questi mesi, solo in Italia, alcuni casi di cronaca molto gravi hanno con ogni probabilità la stessa matrice. Basterà citare il pestaggio dei due professori a Parma da parte di tre studenti minorenni e l'accoltellamento della professoressa di francese nel bergamasco. Due estremi fra casi di piccola e media entità, fra cui stupro, minacce, ritorsioni. Eventi che spesso vengono filmati e mandati in onda rispondendo all'esigenza di mostrarsi. In particolare quando questi soggetti comunicano dentro la manosfera e annunciano quello che sta per avvenire, mentre i commenti inneggiano all'eroe di turno. 
La mia sensazione, e non solo mia, è che si stia ignorando fin troppo il peso dei social media
Si parla solo di cyberbullismo in questo specifico ambito, ma è ormai riduttivo. Il cyberbullismo, che pure è uno dei fenomeni più pericolosi, non è che la punta dell'iceberg.

Il trailer del dossier



Avevate sentito parlare di questi fenomeni ancora non del tutto conosciuti? Avete visto il film Adolescence? Quali soluzioni pensate possano essere individuate?

15 commenti:

  1. Non conoscevo questo termine fino alla lettura del tuo post, né avevo idea che esistesse questa "branca" delle inclinazioni umane. Cioè, che esistessero il maschilismo e le sue degenerazioni lo sapevo, ma che avessero negli anni assunto una forma così... strutturata, grazie alla rete, mi era del tutto ignoto. Sono rimasto allibito. Istintivamente mi è venuto da pensare che forse dovrei leggere meno e occuparmi di più di ciò che succede intorno.

    Scherzo, ovviamente :-)

    Per quanto riguarda possibili soluzioni, non credo ne esistano. Nel senso che ormai persone del genere sono convinto che siano irredimibili. Bisognava farlo prima, insegnando loro valori diversi rispetto a quelli che mostrano sulle loro pagine social. Oltretutto, pensavo a quanto deve essere vuota una vita del genere, senza leggere un libro, senza impegnarsi per qualcosa. Cioè, questi giovanotti si svegliano al mattino e devono solo pensare a come divertirsi durante la giornata. Bellissimo, apparentemente, ma nel lungo periodo quanto può continuare a soddisfare una vita del genere? È possibile vivere tutta una vita completamente vuota? Non credo.

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    1. Non mi meraviglia che non conoscessi questo termine, anche per me è "nuovo". Un fenomeno pervasivo come questo non può essere ignorato, è necessario sapere cosa succede in certi campi del web (ormai identificato come dark web o deep web). Stupisce che non ci sia un vero e proprio controllo su questi sistemi, sui linguaggi, sui modelli che in definitiva questi soggetti presentano.
      E poi la penso come te, che vite devono essere queste? Il vuoto più totale. Un apparente pieno che in realtà è un abisso. Il fatto che siano "punti di riferimento" ne è poi l'aspetto più inquietante.

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  2. Articolo molto interessante. L'immagine del post mi ha rimandata direttamente a Half Man, una serie a puntate distribuita da HBO di cui non conoscevo la trama. Così ho cominciato a guardare e ho resistito credo appena 10 minuti. Poi ho spento. Non mi era mai capitato, ma la totale repulsione per l'immagine di maschio alfa violento e prevaricatore era così insopportabile che non ho potuto proseguire. Ho visto Adolescence ma non ricordo sensazioni così terribili come quelle che ho appena ridestato. Sabato ho partecipato al Pride di Torino e ho registrato un video per la pagina della CGIL torino. Sono stata inondata di insulti personali e alla mia organizzazione, alcuni addirittura hanno pubblicato immagini contenenti mitra e altre amenità. Sono molto preoccupata. L'odio spruzzato ai quattro punti cardinali ha prodotto questo scempio. E nessuno che se ne assuma la responsabilità

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    1. Elena, tu fai un grandissimo lavoro con il sindacato e posso immaginare quanto spesso significhi esporsi. Uno degli aspetti più preoccupanti di questi fenomeni è il fatto che stiano passando per "normali". La normalizzazione di atteggiamenti, posture, inneggiamenti all'odio, violenza pura, è un dettaglio importantissimo per cercare di capire da dove cominciare. Come insegnante ed educatrice, mi pongo il problema di esserne informata, anche in maniera approfondita, per comprendere il fenomeno, mettere in guardia i giovani coi quali ho a che fare ogni giorno. Con il mio teatro poi cerco, nel mio piccolissimo, di proporre modelli positivi, che generano una socialità che mira a una fioritura personale.

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  3. Il problema è ovviamente noto, anche se per fortuna ancora non ha raggiunto livelli di guardia, siamo ancora ai "casi isolati".
    Sulle soluzioni non saprei proprio cosa dire, oltre alla scontata "educazione" di giovani e adulti al rispetto dei valori morali. Un'altra cosa da fare sarebbe non dare troppo spazio mediatico a questi soggetti tossici. Lasciando da parte i social che sono sfuggenti, ma qui da noi certi personaggi orribili tipo Corona e la Marchi hanno goduto di un'esposizione mediatica notevole, addirittura il docufilm su Netflix, andrebbero invece silenziato, non utilizzati come esche per la famigerata "audience". Ecco, potrei aggiungere: una soluzione? Impedire certe trasmissioni televisive, soprattutto di Mediaset, ma non solo loro.

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    1. Ariano, magari fossimo ai casi isolati. I livelli di guardia sono stati ampiamente superati ed è proprio l'ignorare il problema una parte del problema stesso. È ormai sempre più evidente che i moltissimi casi di violenza giovanile siano legati perlopiù al diffondersi di questi "fenomeni", il potere di diffusione mediatica delle loro idee, l'immagine che trasmettono, ha raggiunto livelli di allarme. Il documentario è un progetto invece assai prezioso perché permette di inquadrare il problema studiandolo da dentro. Se non direttamente legati ai nomi citati nel post, anche gli ultimi crimini nostrani sono comunque connessi con il "dark web" o "deep web", dove proliferano i contatti fra giovani affascinati da questi nuovi modelli, giovani che destreggiano nuovi linguaggi e comportamenti. Si fa presto a dire "ignorateli", perché proprio l'ignorarli è la loro forza.
      I governi non si sono ancora accorti della portata del problema, la questione è stata portata
      all'attenzione del Consiglio dei ministri, ma se guardi il video praticamente si fanno due risate.

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  4. Mi sconcerta il potere che hanno questi influencer su gente suggestionabile. Le cifre di follower che riporti sono da capogiro, milioni che seguono e ubbidiscono cecamente a quattro imbecilli senza arte né parte. La Ferragni a confronto è una santa.
    massimolegnani

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    1. Concordo, la Ferragni è un agnellino a confronto. Lì ci sono modelli legati all'immagine glamour, patinata, la facile ricchezza, ma poi per come è finita si è dimostrato un sistema molto fragile. Questo invece è assai più pericoloso.

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  5. Non ho mai sentito parlare di questo fenomeno e non ho visto la serie Netflix, che ho disdetto molto tempo fa per mancanza di tempo. Devo dire che da una parte è sconvolgente, dall'altra non mi stupisce troppo perché noi in generale navighiamo alla superficie del web e non andiamo nelle profondità del dark web dove si trova di tutto. Comunque, in generale i social stanno diventando un ambiente sempre più tossico, e persone come queste assurgono a veri e propri modelli di comportamento: ma è solo questione di tempo prima che si autodistruggano, il problema è che avranno lasciato stuoli di loro vittime in terra.

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    1. Al momento è difficile fare previsioni. L'accesso al dark o deep web è estremamente facile, i giovani vengono dotati di smartphone fin da bambini, il pericolo è lì, è stata ampliata l'area nella quale le relazioni vengono messe in gioco, e tenere sotto controllo quell'area è davvero difficile.

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  6. Ormai tutto sta andando fuori controllo e la rete sta diventando sempre più diabolica e meno funzionale. Mi correggo: i social media sono diventati luoghi ingestibili, portali di società incattivite e di giovani che corrono verso il baratro. Tutto scivola sempre più velocemente lungo una china ripida: e chi ci salva più da questi folli, scriteriati! Sento parlare di ste cose e mi ribolle il sangue nelle vene: ormai si sente, si vede e si accetta di tutto. Quella che descrivi è una realtà terribile, che mi fa ribrezzo. Ho visto la serie anch'io e la storia mi ha molto colpita (oltre alla incredibile recitazione del ragazzo), ma ormai la realtà che stiamo vivendo, con gli episodi di cronaca che interessano sempre più minorenni allo sbando, supera di gran lunga la fantasia.

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    1. Oggi si incontrano due realtà che a contatto possono diventare distruttive. La delinquenza giovanile un tempo era relegata alle periferie, oggi invece non c'è più una geografia precisa. E uno dei problemi maggiori è proprio la mancanza di limite, il non accorgersi neppure della gravità delle azioni. Ed è vero, sembra che la realtà abbia superato la fantasia. La nostra generazione percepisce tutto l'orrore di questo degenerare, quella dei giovani, nati e cresciuti dentro questa "mutazione antropologica" (sto leggendo dei saggi molto interessanti sulla lettura della realtà), non utilizza gli stessi strumenti di lettura della realtà. Tutto sta a noi, ma anzitutto bisogna prendere coscienza della gravità del problema.

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  7. Mi fanno profonda tristezza questi personaggi, tutti molto costruiti ad arte, che dicono di essere contro il sistema, di non farsi comandare da nessuno, e poi in realtà si fanno comandare esattamente dal sistema, sfruttando l'ingenuità dei ragazzini, per fare soldi. Questo è il loro unico, bassissimo e laido, scopo: fare soldi. Mi fanno tristezza perché tutto questo astio verso le donne scaturisce dal rifiuto, forse risalente direttamente alla madre, più che a una compagna. Non sapendo gestire un rifiuto in una relazione alla pari, e andare avanti cercando l'affetto altrove, cercano un consenso nella maniera più facile: abbassando gli altri innalzi te stesso. E per cercare una donna, devono sottometterla.
    La rabbia semmai io ce l'ho verso le donne che cedono. Io li lascerei marcire da soli, ma se fanno sesso, se si mostrano in video con delle donne, è evidente che qualche stupidina ci casca, perché? Per vanità? Per denaro? Per potere proprio no, dato che gli viene precluso a priori.
    Però se ignorare il problema fa parte del problema stesso, parlarne troppo aiuta a diffondere e ingigantire il problema.
    Non credo che le serie televisive, anche se in forma di documentario, siano la maniera corretta di analizzare la questione. Dovrebbe essere la politica (e pure la giustizia, se questi infrangono la legge) a cominciare a trattarla in modalità più consone. Sì, i social media oggi sono veramente dannosi per le menti giovani e ingenue, oramai il tema è sul tavolo di tutta Europa (probabilmente perché negli USA Meta ha perso una causa legale per una ragazzina morta per comprovata dipendenza da social - 3 milioni di dollari come risarcimento in danni morali e materiali).
    Quindi si sta ragionando sempre più al blocco dei social media sotto i 16 anni (come sarà tecnicamente possibile la verifica? Mi viene da ridere al pensiero… metteranno in piedi un altro accrocco-SPID ?!)
    Ma siamo sicuri che questo risolva?
    Secondo me, no. Il problema non è nelle nuove generazioni. Il problema è nascosto ma latente nelle vecchie generazioni, che finora hanno finto di essere per la parità dei diritti, ma nei fatti non l'hanno mai apprezzata. Basta sentire le dichiarazioni di quel (non chiamatelo Generale!) Vannacci alla costituzione di FN… un acronimo in comune con altro…
    La manosfera è figlia di un male molto più vecchio.

    PS. Twitter-X è passato nelle mani di Donald Trump? Non mi risulta. Il proprietario è Elon Musk, col quale Trump ha litigato furiosamente, ma anche prima Trump ha sempre scritto sul suo social personale, Truth (formalmente Truth Social). Ha pure costretto tutti i giornalisti ad iscriversi, perché è l'unico modo di leggere le sue esternazioni...

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    1. Credo anch'io che alla base ci sia un vissuto irrisolto e particolarmente legato alle donne. Uno di questi "personaggi" era sostenuto dalla madre che ne attenuava i difetti e invitava anzi il giornalista ad ammirare quel figlio "prodigio". Riguardo alle donne che cedono alle profferte di questi loschi individui, puoi immaginare. Classica ragazza rifatta, estremamente semplice, istruzione di base, ecc. C'è tutto un universo femminile attratto da questi uomini, è innegabile.
      Raccontare queste realtà, ribadisco, è necessario. Io stessa, benché legata al mondo dell'educazione, sapevo pochissimo di questi fenomeni, ora ne ho un'idea molto più ampia e chiara, il che aiuta se penso alle ore dedicate all'orientamento e alla civica. Noi docenti dobbiamo armarci di argomenti concreti, solidi, per poter indirizzare questi ragazzi smarriti. Proprio stamattina durante uno degli esami orali di terza media si è parlato di questo tema e una ragazza lo ha fatto con una certa consapevolezza, mentre diversi docenti ammettevano di non aver mai sentito parlare del fenomeno incel, pillola rossa, ecc. I governi latitano, è proprio vero, per non dire le famiglie, se come ricordi è necessario che si intervenga con restrizioni per fare almeno avvicinare i genitori all'idea che esistano "luoghi" pericolosi in rete, che possono interferire in modo significativo con il percorso di vita dei loro figli. C'è bisogno di interventi, in qualsiasi forma essi siano, per richiamare l'attenzione attorno alla cosa.
      Riguardo alle osservazione sul "passare di mano a Donald Trump", la mia espressione può generare equivoci, intendevo dire da quando ai tempi Twitter ebbe un peso nella diffusione delle sue idee, cosa che correva di pari passo al perfetto accordo con Musk.

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  8. Non avevo ancora letto questo tuo post cara Luz, pensa che proprio ieri ho pubblicato un post sul rapporto di adolescenti con i social avendo letto un saggio che ne parla, lo vedo molto collegato a questo fenomeno molto inquietante. Credo ci siano già molti effetti sulla società che non possiamo ignorare, il razzismo, l’omofobia, la misoginia crescenti nella nostra società dovrebbe davvero allarmarci, anche il recente successo di Vannacci ne è la prova. Ai giovani viene fatto il lavaggio del cervello (e anche a certi adulti).
    Non ho visto la serie perché non ho Netflix ma ne ho sentito parlare, in ogni caso bisogna fare qualcosa contro questo fenomeno, l’unica cosa che mi viene in mente è regolamentare a livello giuridico i messaggi di questi influencer, come non si può inneggiare al fascismo e al nazismo (anche se lo fanno lo stesso) così non si possono mandare messaggi di odio contro le donne, i gay e le minoranze…

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