martedì 28 luglio 2026

La "mia" Andalusia (o la tridimensionalità della bellezza)

Andare in Andalusia in estate, a luglio, un'impresa dai più ritenuta folle ed evitabile. Eppure... sono ancora viva, benché il caldo abbia su di me un potere deflagrante. 
Avrei voluto scoprire questi luoghi in belle giornate autunnali, fresche, ma il grosso delle nostre ferie da insegnanti si concentra com'è noto in estate. Non poteva essere un viaggio "mordi e fuggi", allora eccoci qui. 
Sopravvissuta all'ondata di calore andaluso, vai a capire come abbia fatto. 

Io e mio marito, come sa chi legge questi miei post, siamo viaggiatori coraggiosi e teniamo botta giornate intere pur di far fruttare al massimo ogni giornata passata oltre i confini italiani. Stavolta c'è voluto qualcosa di più, perché le temperature in almeno due terzi di vacanza erano proibitive. 
Sono stata fortunata: il meglio è avvenuto quando si era sui 30° non di più, e col clima tipicamente secco della terra iberica questo non è un livello allarmante. Si stava obiettivamente bene. Poi sono subentrate giornate sui 38° e allora è stata una mezza débacle. Importante è uscirne e pure soddisfatti. 

venerdì 10 luglio 2026

Mare o montagna?

 

Post leggero e a tema estate.
Sono curiosa: siete tipi da mare o montagna? 
Diciamocelo, due realtà totalmente diverse, per quanto l'overtourism stia contaminando anche le alte vette. Io sono nata al solstizio d'estate, il 21 giugno, e sono vissuta fino ai 26 anni dinanzi al mare. Ho vissuto il mare prevalentemente da riva, poche nuotate al largo perché sono impressionabile. Ho imparato a nuotare quando ero molto piccola, il mare per me è stato spiaggia, giochi, materassino, letture al tramonto. Insomma, l'ho amato finché è durata. 
Le nostre preferenze sono legate al modo di vivere i luoghi, non c'è dubbio. 
Col tempo, quando è finito il tempo dei giochi e tutto è cambiato nella famiglia, è cambiato anche il mio modo di percepire il mare. Ho preferito cercarlo altrove: Sicilia, Ischia, Sardegna. 

sabato 4 luglio 2026

Il maschilismo dell'intellighenzia



È successo un paio di settimane fa. Un gruppetto di "intellettuali" candidati al Premio Strega, una trasferta su un pulmino, chiacchiere in libertà. Il favorito Michele Mari, in lizza con il romanzo I convitati di pietra, spara una cavolata di quelle grosse, che non vorremmo sentire sulla bocca di quelli cui attribuiamo talento e sensibilità.
Non sapremo mai le parole precise, ma possiamo ricostruirle.