giovedì 5 febbraio 2026

Scripta Ludus, VII edizione... è tempo di explicit!

Avete letto bene, Scripta Ludus cambia pelle (ma immagino sarà una gara camaleontica nel tempo) e passa a mettervi alla prova in un altro tipo di gara: creare il finale perfetto
Se l'incipit è fondamentale, l'explicit è necessario e non è meno "impegnativo".
Ho dedicato all'explicit questo post, scritto diversi anni fa, se avete voglia di dare un'occhiata. 
Chiudere bene una storia è un'arte non meno che iniziarla bene, e allora, per questa nuova stagione di gare di scrittura, dovrete ispirarvi a una delle immagini che proporrò e fare finta di doverla chiudere e a "regola d'arte".

Una raccomandazione: in diversi casi, nelle sei gare precedenti, le prove inviate non erano propriamente degli incipit - diversi partecipanti avevano notato questa cosa - ragion per cui vi invito, se parteciperete, a scrivere un vero e proprio explicit, una chiusura, un finale
Tendo ad accettare tutte le proposte arrivate, sono comunque preziose a prescindere, ma conto su di voi per un occhio di particolare riguardo alla richiesta. 😉

venerdì 30 gennaio 2026

Undicesima candelina...

Non fai in tempo a festeggiare il decimo anno di blog che in un lampo arriva il suo undicesimo. Ed eccoci qui, ben 11 anni da quel 30 gennaio 2015. 
La percezione del tempo è diventata una cosa del tutto strana, sarà perché girata la boa dei 50 tutto comincia a scorrere molto più veloce. Ci viene sempre più difficile fare bilanci sul breve termine e poi sì, un anno è diventato un "breve termine".
Mi capita di pianificare stagioni teatrali perfino a due anni di distanza, senza più pensare "oddio, mancano ancora due anni". Tutto è liquido, scorre molto in fretta, e ogni anno diventa prezioso per quel che sappiamo infilarci dentro. 
Il blog continua a essere un luogo caro, prezioso.

Potrà pure non avere più lo stesso smalto di un tempo ma il desiderio di tenerlo in vita c'è tutto.
Onestamente non saprei immaginare una vita senza blog, e se è vero che ci sono periodi in cui stargli dietro è a dir poco arduo, subentra poi un rinnovato impegno di scrittura, uno slancio che nessuna crisi mi può togliere.
Mi capita di incoraggiare blogger cui sono affezionata a continuare, non solo cercando di dare contributi significativi ai loro post, ma cercando di persuadere a vedere ancora una bellezza nella scrittura. Non è una mia invenzione, è innegabile. Oggi più che mai poi, in questa epoca funestata da crisi di vario genere, politica, sociale, climatica, crisi di valori, scrivere è un atto di resistenza

giovedì 22 gennaio 2026

It - Stephen King

Incipit: Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia. 
La barchetta beccheggiò, s'inclinò, si raddrizzò, affrontò con coraggio i gorghi infidi e proseguì per la sua rotta  giù per Witcham Street, verso il semaforo che segnava l'incrocio con la Jackson. Le tre lampade disposte in verticale su tutti i lati del semaforo erano spente, in quel pomeriggio d'autunno del 1957, e spente erano anche le finestre di tutte le case. Pioveva ininterrottamente ormai da una settimana e da due giorni si erano alzati i venti. Allora quasi tutti i quartieri di Derry erano rimasti senza corrente e l'erogazione non era stata ancora ripristinata. 

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 1200
Prezzo: € 18,90

Qualcuno di voi, fra quelli che conoscono i miei gusti in fatto di letture, forse resteranno stupiti da questa recensione. 
Ebbene sì, l'estate scorsa ho letto il celeberrimo It del re della narrativa contemporanea horror, sono uscita dalla mia comfort zone, mi sono concessa un bel po' di pagine splatter. Non so se It sia il romanzo più celebre di Stephen King, impossibile dirlo per uno scrittore che da decenni è fra i più venduti al mondo (e pare che sfiori ormai le 500 milioni di copie vendute di tutti i suoi libri), certo lo si annovera fra quelli più simbolici e potenti di tutta la sua produzione. 

mercoledì 14 gennaio 2026

Chaplin Award - Il premio ai migliori post del 2025

Dallo scorso anno è tornato il mio premio ai migliori post dell'anno appena trascorso e lo riprendo volentieri perché ne ho di davvero belli da citare.  
È una cosa molto particolare per me il momento della scelta. Ciascuno dei premi ha quel Je ne sais quoi che mi fa scattare una molla, mi emoziona. Allora apro il file word dedicato e aggiungo in elenco. 
Bene, è accaduto puntualmente anche lo scorso anno.
Non è sempre un numero fisso di post premiati, quest'anno ne ho in elenco otto, tutti per motivazioni differenti. 

I blogger menzionati potranno inserire il logo del premio nei loro blog, ma naturalmente non è obbligatorio. 


Eccovi gli otto post premiati:


Carlo Colla e Figli: un mondo di marionette di Cristina Cavaliere del blog Il Manoscritto del Cavaliere

lunedì 5 gennaio 2026

Eudaimonia

Come è ormai consuetudine, dedico uno dei primi post del nuovo anno alla riflessione sul percorso svolto in questi anni e ai nuovi propositi per il 2026.
C'è una parola che risuona spesso in tante mie letture, in qualche podcast che ascolto, in video che mi capita di guardare su You Tube: eudaimonia. Una bellissima parola greca che significa alla lettera "avere un buon demone" ma che poi si estende a significati ampi e decisamente importanti. 
Cominciamo proprio dalla parola daimon, cos'è questo demone, che nel nostro immaginario ci porta verso scenari non proprio piacevoli? 
Nell'antichità greca rappresentava più aspetti: poteva essere inteso come un intermediario fra dei e uomini, oppure un'entità insita in ciascun individuo in grado di indirizzarlo verso una scelta morale, o ancora un "distributore di destini", un "codice" assegnato a ciascuno di noi come avente un obiettivo determinato. 
In sostanza, il daimon è presente in ciascuno, il difficile sta nell'individuarlo e capire dove ci vuole portare, individuarlo come nostra vocazione primaria