Carissime e carissimi, eccoci giunti all'ultimo post dell'anno, che come di consueto è il resoconto di questo anno di letture.
Premessa importante: non è andata benissimo.
Non solo ho letto molto meno, ma spesso ho letto anche male. Se guardo all'elenco di libri di questo 2025, mi imbatto in diversi titoli che sono stati una perdita di tempo e soldi, per altri mi dico "evitabili", per altri ancora "delusione, mi aspettavo di meglio".
In questo mare magnum di delusioni si salva poco, e quel poco è per me per una parte accettabile e per una parte imperdibile, sotto diversi aspetti una rivelazione.
Mi domando: come è possibile aver commesso diversi errori di valutazione in così breve tempo? Alla base direi c'è stata una demotivazione di base. Quest'anno non mi sono sentita animata dal consueto desiderio di scoprire, l'entusiasmo si è ridotto moltissimo, complice anche una prima parte dell'anno non proprio felice.
Posso fare di meglio, lo farò.
Per ora mi limito a riflettere e a fare un bilancio.
In totale, 37 libri. Molto meno rispetto al mio standard, e questo già la dice lunga. Fra questi 37 ve ne sono due molto sostanziosi, di oltre 1000 pagine ciascuno, il che è consolante ma non giustifica la débacle.
Da evitare non è il numero limitato di libri, ma i libri sbagliati per me. Non devo cascarci mai più.
Eccovi l'elenco (in grassetto quelli recensiti):
- Piccole cose da nulla - Claire Keegan
- Storia del nuovo cognome - Elena Ferrante
- Storia di chi fugge e di chi resta - Elena Ferrante
- Le affinità elettive - Johann W. Goethe
- Dove non mi hai portata - Maria Grazia Calandrone *****
- L'ora di greco - Han Kang
- Storia della bambina perduta - Elena Ferrante
- Le ho mai raccontato del vento del nord - Daniel Glattauer
- Leggere Dante a Tor Bella Monaca - Emiliano Sbaraglia
- Spatriati - Mario Desiati
- La settima onda - Daniel Glattauer
- La pietra di luna - Wilkie Collins
- La casa degli sguardi - Daniele Mencarelli *****
- La luna e i falò - Cesare Pavese *****
- Ombre di spada e di vento - Poppy Kuroki
- Frankenstein - Mary Shelley
- Il mago delle parole - Giuseppe Antonelli
- It - Stephen King
- La ricreazione è finita - Dario Ferrari *****
- Mie magnifiche maestre - Fabio Genovesi
- L'animale morente - Philip Roth
- Anna della pioggia - Michela Murgia
- L'ultimo giorno di un condannato a morte - Victor Hugo
- Il Gattopardo - Giuseppe Tomasi di Lampedusa
- Demon Copperhead - Barbara Kingsolver
- L'educazione - Tara Westover *****
- 4321 - Paul Auster
- Paradiso e Inferno - Jón Kalman Stefánsson *****
- La peste - Albert Camus
Saggi:
- Questioni di un certo genere. Le identità sessuali, i diritti, le parole da usare - A. A. V. V.
- Stai zitta - Michela Murgia
- La conoscenza e i suoi nemici - Tom Nichols
- La seduzione dell'altrove - Dacia Maraini
- Il lato oscuro dei social network - Serena Mazzini
- Elogio dell'ignoranza e dell'errore - Gianrico Carofiglio
- Ave Mary - Michela Murgia
- L'orso bianco era nero. Storia e leggenda della parola - Roberto Vecchioni
I saggi, uno dei miei generi prediletti di cui ho parlato qui, quest'anno scendono di numero anch'essi e nessuno è stato ancora recensito, almeno un paio meriterebbero di essere ripercorsi e commentati.
Scorrendo i titoli dei romanzi, me ne vengono in mente alcuni di cui avrei potuto fare a meno, due sono stati perfino irritanti: La pietra di luna e Ombre di spada e di vento. Il primo un tentativo di accostarmi a un romanziere di cui perfino Dickens aveva stima, ma che non mi è arrivato neppure lontanamente. Storia banalotta e insignificante - il titolo è illuminante - se ne potrebbe trarre una di quelle fiction all'italiana dimenticabili. L'altra una disastrosa lettura condivisa con Marina Guarneri, Barbara Businaro e Darius Tred. Barbara e Darius ne hanno scritto qui e qui.
Deludenti anche il decantatissimo vincitore dello Strega Spatriati e, purtroppo, Anna della pioggia, una raccolta postuma di racconti inediti della mia sempre stimatissima Michela Murgia. Meno male che ho potuto rifarmi con due dei suoi saggi.
Poi c'è tutta una serie di romanzi che credo dimenticherò, non deludenti del tutto ma dei quali avrei potuto fare a meno (per esempio L'ora di greco del Premio Nobel per la Letteratura Han Kang, di cui avevo letto lo scorso anno La vegetariana). Salvo alcuni classici che, si sa, non sono mai tempo buttato.
Ho inserito accanto a quelli davvero belli gli asterischi, così potrete capire quali libri siano stati per me veramente degni di essere letti oltre a quelli recensiti.
Imperdibili, anzi una rivelazione, la quadrilogia della Ferrante (il primo dei quattro avevo terminato l'anno precedente), il grande classico Frankenstein e Il Gattopardo. Nella narrativa contemporanea salvo del tutto Dove non mi hai portata, il bellissimo Demon Copperhead e It, di cui ho scritto la recensione in estate e pubblicherò ormai col nuovo anno; L'educazione è una autobiografia che dovrebbero leggere tutti, un colpo al cuore, una storia che mi ha incantata e impressionata (peccato averla letta nel pieno dell'avvio dell'anno scolastico e non avere avuto il tempo di recensirla!): poi ho chiuso l'anno con Paradiso e Inferno fra gli ultimissimi, l'ennesimo ottimo romanzo del grande Stefánsson.
Da tempo possedevo il tomone 4321 di Paul Auster, di cui si è parlato molto nel bookstagram, ma è stato davvero faticoso "attraversarlo". L'ho terminato con grande sollievo, ma ha comportato anche una dedizione assoluta in autunno, incastrandolo fra lavoro e teatro. Opera monumentale e decisamente rivelatrice dell'indiscusso talento di Auster, ma per me faticosa.
Ora mi divertirò con un bilancio diverso, vediamo un po'.
- Libri di autrici: 15
- Libri di autori: 21 (non è compreso libri di autori vari)
Provenienza degli autori e delle autrici dei romanzi letti:
- Italia: 12
- Gran Bretagna: Mary Shelley, Wilkie Collins
- Francia: Victor Hugo, Albert Camus (nato in Algeria)
- Irlanda: Claire Keegan
- Germania: Johann W. Goethe,
- Austria: Daniel Glattauer
- Islanda: Jón Kalman Stefánsson
- Scozia: Poppy Kuroki
- Stati Uniti: Paul Auster, Stephen King, Philip Roth, Barbara Kingsolver, Tara Westover
- Corea del sud: Han Kang
Classici dell'Ottocento: 3
Classici del Novecento: 4
Se ne deduce che:
1. non mi faccio mancare libri di scrittrici
2. leggo molte pubblicazioni italiane
3. Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia sono comunemente le patrie dei molti miei autori amati e non
4. nella lista annuale non mancano mai i classici
Propositi di lettura per il nuovo anno? Sebbene non abbia tenuto fede a quelli di un anno fa, rilancio: mi riprometto di acquistare meno e leggere di più, tanto per cominciare. Vorrei recuperare alcuni classici importanti: Moby Dick, L'arte della gioia e Guerra e pace (più di 1500 pagine... sob!), diversi libri acquistati da tempo dell'editore Adelphi, alcuni romanzi di narrativa contemporanea che ho preso spinta dall'entusiasmo e poi ho mollato sullo scaffale. Vorrei rileggere Meridiano di sangue di Cormac McCarthy, condividendone la lettura con Marina Guarneri (rimettiamo mano a questo proposito?).
Vorrei poi tornare a recensire di più, a non tralasciare di "fissare" alcuni contenuti importanti, che poi è l'intento di ogni mia recensione.
A voi come è andata quest'anno? Abbiamo qualche lettura in comune? Quale libro irrinunciabile ritenete di aver letto?
Se volete andare a curiosare, ecco i miei anni di letture:
Non mi resta che augurarvi BUON 2026, a rileggerci nel nuovo anno!!!

Io penso che il parametro della quantità non andrebbe inserito tra quelli utili per giudicare se un anno di letture è stato buono o no, e comunque 36 mi sembra un numero di tutto rispetto. Diverso credo sia il discorso delle "delusioni": è un fattore che noi forti lettori dobbiamo sempre mettere in conto. Poi, certo, il fatto di accumularne tante autorizza a porsi qualche domanda, ma anche qui non drammatizzerei.
RispondiEliminaDell'elenco che hai stilato, nel corso degli anni ho letto: Le affinità elettive, It (due volte), Elogio dell'ignoranza e dell'errore (splendido!). Naturalmente mi sono appuntato i titoli che hai contrassegnato con gli asterischi per future letture. Per quanto riguarda la tua wish list, Moby Dick l'avevo letto qualche anno fa e mi era piaciuto un sacco; Meridiano di sangue l'ho letto recentemente e di McCarthy ho letto anche tutta la Trilogia della frontiera, di cui ho amato la complessità e le riflessioni sulla natura violenta dell'uomo. Per quanto riguarda Guerra e pace, se non ricordo male l'avevo letto nel 2024. Non è un romanzo, è un oceano, ma merita di essere navigato. In alcune parti l'ho trovato prolisso fino all'inverosimile e - lo ammetto: mea culpa! - alcune pagine le ho saltate (voglio bene a Tolstoj, ma se alla battaglia di Borodino dedica dieci capitoli, alla fine qualcosa salto).
Per quanto mi riguarda, quest'anno ho letto 72 libri, più o meno equamente divisi tra narrativa e saggistica, che come te adoro. Ho in mano il 73esimo, Sopra eroi e tombe, dello scrittore argentino Ernesto Sábato, ma è un discreto volume e non riuscirò certo a finirlo entro Capodanno.
Per quanto riguarda il 2026, non lo so, di solito non mi pongo obiettivi e non faccio propositi, molto semplicemente mi butto su ciò che intuisco possa piacermi e incrocio le dita. A tale proposito voglio segnalare che da qualche anno ho cambiato approccio nei confronti dei libri che in corso di lettura mi accorgo di non gradire: applico il terzo Diritto del lettore dei dieci postulati da Pennac, quello di abbandonare un libro se non piace :-)
Concordo, il parametro della quantità è veramente senza importanza, soprattutto se pensato applicato a libri senza un brillante contenuto. La quantità mi interessa se pensata aggregata alla qualità, ecco perché dico 36 libri pochi soprattutto se diversi di questi me li potevo evitare. C'è ancora tanto da recuperare, i classici che ho menzionato possibili per il 2026 sono testi assolutamente da leggere, non dimentico l'esperienza de La storia della Morante, un recupero che fu importantissimo.
EliminaDi McCarthy ho letto anch'io la Trilogia della frontiera, pure Meridiano di sangue che vorrei rileggere e recensire magari in tandem, e diversi altri, mi riprometto di leggerlo tutto. Ecco, uno che vorrei recuperare, magari nel 2026, è Suttree. Poi anche Lonesome Dove di McMurtry (che però devo acquistare ma non prima, giuro, di aver letto quelli che ho già).
Guerra e pace sarebbe non solo un grande classico da recuperare ma anche un bisogno di ritornare, a intervalli regolari, in epoche passate, e i classici ti permettono "viaggi" che segnano in maniera irreversibile. Non mi stupisce che contenga decine di pagine dedicate a una battaglia, Hugo fa lo stesso ne I miserabili, ma lì non salti nulla perché come ha narrato la battaglia di Waterloo non si può perdere.
72 libri sono tantissimi! Esattamente il doppio di questi miei 36. :) Vorrei anch'io abbandonare, lo faccio raramente.
Ho inserito un 37esimo libro di cui mi ero totalmente dimenticata, letto a luglio dopo incontro con l'autore, Fabio Genovesi. Questo testimonia come l'abbia trovato carino ma nulla di più. Non mi è rimasto nulla di quella lettura, lui è simpaticissimo.
EliminaGià da qualche anno leggevo molto meno di prima, per mancanza di tempo e per lo stress causato da alcuni problemi famigliari. Dopo il crollo fisico dello scorso dicembre, ho dovuto per forza di cose mettere al primo posto la mia salute e pensavo che di tempo per leggere me ne sarebbe rimasto ancora meno.
RispondiEliminaInvece, alla fine, un po' fra romanzi, raccolte di poesie e fumetti li ho letti anche nel corso del 2025. Letture in gran parte "light", ma sempre interessanti.
Fra i libri che hai letto tu nel 2025 l'unico che ho in comune con te è "Il Gattopardo" che avevo letto anni fa e che considero uno dei migliori romanzi italiani "classici" tra quelli presenti nella mia biblioteca personale.
Vedremo come andrà il 2026, in tutti i sensi. Buon anno a te e famiglia!
Il Gattopardo, ripercorso in età matura, è stata una gran bella esperienza di lettura, soprattutto se pensata armonizzandola con il mio viaggio in Sicilia. Un po' come quando lessi la Deledda prima di andare in Sardegna. Buon anno, Ariano! Pieno di serenità, salute, cose belle.
Eliminaho letto un sacco di libri, Luz, qualcuno lo ho ascoltato. in tutto ottanta. pensa che sono riuscita a completare una Challenge di LLC e arrivare oltre la metà di una Challenge bis. è che dovevo farmi passare le giornate vietandomi pensieri e ricordi che mi assalgono proditoriamente e mi fanno venire una bolla sul diaframma. e non potevo, né volevo, stare in continuazione davanti alla TV, che pure è riuscita a distrarmi e a farmi compagnia. ma il prossimo anno me la prenderò con più calma: mi prefiggo una cinquantina di letture, che era più o meno il mio standard quando ancora lavoravo. sono letture in comune con le tue, ma di anni passati, e anche passati da un bel pezzo, Le affinità elettive, La luna e i falò, Il gattopardo (tra i miei libri della top ten della vita) e i romanzi della Ferrante. di quanto mi siano state insopportabili la vrenzola e la vaiassa ti ho già detto l'anno scorso, non insisterò adesso. vengo ai miei libri wow! di quest'anno: non pochi ma citerò solo quelli che ti suggerisco. tra i romanzi: Così in terra di Davide Enia
RispondiEliminaIl giorno del giudizio di Salvatore Satta
Le voci della sera di Natalia Ginzburg
La furia del mondo di Cesare De Marchi
La parete di Marlene Haushofer.
aggiungo Il soccombente di Thomas Bernhard, lettura difficilissima a cui ho dovuto rinunciare perché non ne venivo a capo e perciò l'ho ascoltato, magnificamente letto da Elia Schilton su Rai Play Sound, e così ho capito che è davvero un gran romanzo.
tra i saggi:
Italiani, brava gente? di Angelo Del Boca
Genesi di Guido Tonelli (il mio amato che mi fa capire l'incomprensibile fisica)
Il giro del mondo in sei milioni di anni di G. Barbujani e A. Brunelli
Il formaggio con le pere di Massimo Montanari
I gialli/noir non mi piacciono più, soprattutto quei giallastri di autori italiani che scrivono e si scopiazzano a vicenda, sperando solo in un contratto televisivo per una serie. salvo soltanto La promessa di Dürrenmatt, ma stiamo già nel campo dei classici.
Se hai voglia di leggere i miei commenti li trovi in LLC, che non frequenti più, ma magari per me una capatina torni a farla. sono raggruppati con #maracosta.
domanda: ho scritto un commento o un romanzo? risposta: come al solito sono un'esagerata!
buon anno, Luz! e baci in quantità!
Carissima, è stato un anno impegnativo per te e posso immaginare quanto la lettura ti sia venuta in soccorso. Veniamo alle tue letture di quest'anno. Non ho mai letto nulla di Davide Enia ma ho potuto assistere a un suo meraviglioso spettacolo in quel di Spoleto, qualche anno fa, al Festival dei due mondi. Adoro il fatto che questi suoi libri diventino anche spettacoli laddove è possibile. Gli altri non conosco, ma voglio dare un'occhiata a quella versione audiolibro del romanzo che hai preferito ascoltare trovandolo poi molto bello.
EliminaFra i saggi, anche a me piace molto Guido Tonelli, di cui però non ho letto quello che citi.
Vado a recuperarmi i tuoi interventi in LLC, che, sì, non frequento più perché non è mai scattato quel "feeling" e soprattutto perché è un luogo in cui gravitano pure poracci molto aggressivi e offensivi cui la letteratura non insegna niente (sia mai che qualcuno esprimesse un giudizio su una traduzione, scatta l'accerchiamento). Persone come te riequilibrano gli strali negativi lì dentro. :) Carissima, è sempre bellissimo leggerti. Mannaggia alla distanza, saremmo inseparabili.
LLC è diventato un posto abbastanza educato. con me si è esibito un solo troll professionista, qualche anno fa, e alla mia risposta non ci ha mai più riprovato. e ci ho trovato anche un paio di amici speciali con cui sono in contatto più diretto. credo che Enia prima scriva i suoi testi teatrali e poi li declini in narrativa. non lasciarti scappare Così in terra, se puoi. poi fammi sapere se hai letto altro dei miei raccomandati, e se ti son piaciuti. è quasi ora del brindisi col tuo amor, io sto a guardare Lilli e il vagabondo che non avevo mai visto per intero, ma avevo letto da piccola. è che abbiamo praticamente la stessa età. buona fine e buon principio, Luz!
EliminaNo, carissima, non ho mai letto nulla di Enia ma ho ascoltato idealmente un suo testo, quello sul calcio, pensa. E dire che è uno sport per il quale non ho il minimo interesse. Ma lui raccontava una partita storica, e soprattutto le emozioni che esplodevano nelle famiglie in un tempo lontanissimo, negli anni Ottanta. Mi ricordo i ritmo in scena, questo lungo monologo inframmezzato da musiche suonate dal vivo. Che esperienza indimenticabile! Poi l'ho cercato sul suo profilo Instagram, persona molto carina e affabile, con quel suo accento siculo meraviglioso.
EliminaQui c'è tutto lo spettacolo: https://www.youtube.com/watch?v=fd-8D3KhEUw
EliminaItalia - Brasile 3 a 2
visto. grazie, Luz. cercherò anche il libro
EliminaTrovo curioso che pur mettendo insieme tra me e te un centinaio di titoli abbiamo una sola lettura in comune (intendo libri letti nel medesimo anno) Spatriati, deludente, mentre condividiamo diversi autori. Della Kang (autrice che mi piace molto nonostante abbia una scrittura spesso metafisica) ho appena letto Libro Bianco mentre non conosco il titolo che proponi tu. Quanto alle mie preferenze la palma la attribuisco a Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia di Ruol, una vera folgorazione per tematica e originalità di struttura. Cito anche due romanzi della Strout: il recente Raccontami tutto e Amy ed Isabel che era stato il suo romanzo d’esordio. Aggiungo Ripetizioni della norvegese Hjort, mentre della stessa autrice mi deluso il suo libro più famoso (Eredità)
RispondiEliminamassimolegnani
Caro Massimo, del quale in tantissimi apprezziamo le doti narrative, sono felice di leggere che tipo di libri incontrano i tuoi gusti. Ecco, Spatriati non ha convinto neanche te. Sono contenta tu abbia apprezzato Han Kang, che comunque, benché non mi arrivi sempre, riconosco essere un'ottima narratrice di storie. Il suo potere su di me è strano: è una scrittrice che mi toglie l'aria. Le sue storie sono pezzi di vita soffertissimi, le atmosfere sono oscure come può esserlo ad esempio la vita metropolitana straniata dal vivere moderno. La vegetariana potrebbe piacerti, l'ho apprezzato ben di più rispetto a questo da me citato. Darò un 'occhiata al libro di Ruol che ti ha folgorato, mi fido del tuo giudizio. Quanto a Elisabeth Strout il solo letto per me è stato Olive Kitteridge ma non mi piacque quanto la sua versione televisiva con la magnifica Frances McDormand. Anche tu graviti un po' nella letteratura nordica, ottimo.
EliminaLetture in comune i romanzi di Elena Ferrante (letti tutti e quattro l’anno in cui uscirono) poi Il Gattopardo letto però un paio di anni fa. La luna e i falò di Cesare Pavese (rilettura dell’anno scorso). Inoltre anche io ho letto 36 libri molto meno rispetto agli anni passati quando superavo i 40. Quest’anno è stato faticoso anche leggere, ma forse è stata anche una scelta, perché ho rallentato un po’ in tutto. Ho appena pubblicato anche io il post sulle mie letture. Buon anno nuovo cara Luz!
RispondiEliminaIndimenticabile quella quadrilogia. In tutti quelli che l'hanno amata ha risuonato in modo particolare. In me ha vibrato proprio perché ci ho trovato agganci con la vita del sud, i sacrifici, le occasioni mancate. Buon anno, cara Giulia!
EliminaLetture che abbiamo in comune: Piccole cose da nulla di Claire Keegan, che ho anche regalato a Natale un anno fa, Le ho mai raccontato del vento del nord / La settima onda di Daniel Glattauer, lettura per me meravigliosa perché c'è qualcosa di personale, la nostra tragicomica lettura condivisa di Ombre di spada e di vento di Poppy Kuroki, Frankenstein di Mary Shelley qualche anno fa.
RispondiEliminaHo da parte Paradiso e Inferno di Jón Kalman Stefánsson da leggere quest'anno.
Non ho letto molto nemmeno io, se vogliamo guardare proprio i numeri, ma sono state letture giuste per il mio animo e questo è quello che cerco. Quest'anno invece mi propongo di ridurre l'arretrato accumulato, soprattutto cartaceo, per fare posto in libreria. Ho appena terminato La banda della culla di Francesca Fornario, in attesa da almeno dieci anni, e che adesso donerà al nuovo punto di bookcrossing nel mio ufficio (da una mia idea ;) )
Ora sono alle ultime pagine di un romanzo che nemmeno ricorda da dove arriva, forse un acquisto da edicola in attesa di chissà che treno: La culla vuota di Mary Higgins Clark, detta La regina della suspense. Nonostante una traduzione imbarazzante di Sperling & Kupfer, la trama del thriller mi ha afferrato. In effetti, è brava. Usa lunghe accurate descrizioni e cliffhanger perfetti alla chiusura del capitolo.
Anche per me un intento insopprimibile è riuscire a non acquistare troppo, cercare di "smaltire" quello che si possiede già. Speriamo di essere coerenti con l'intenzione!
EliminaIo chiudo il mio anno con 32 letture, non tutte soddisfacenti com’è ovvio, ma con alcune di grande pregio, come il libro di Celeste Albaret, che volevo leggere da tempo, “Monsieur Proust” (lei era la sua governante) e Paradiso e Inferno, che abbiamo in comune. Ho latto un grande classico che mi mancava, I Buddenbrook di Thomas Mann e ho recuperato “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”, anche questo in lista da anni. Una sorpresa è stata il romanzo “Saltatempo” di Benni, divertente e profondo. Dei tuoi avevo in passato letto la Ferrante , Piccole cose da nulla, più le letture condivise. Quella di Cormac McCarthy spero si aggiunga presto (anche se ho lasciato il libro a Roma. Magari ne facciano una lettura verso febbraio/marzo).
RispondiEliminaAh, dimenticavo: mi sono regalata qualche audiolettura, ma non riesco a farmela piacere. Mi è utile solo mentre stiro :)
Marina
Fra i classici che intendo recuperare c'è anche I Buddenbrok che citi, ma poi anche Guerra e pace, La montagna incantata (che ricordo tu hai letto), poi alcuni romanzi di Hardy, che non mi delude mai, magari proprio Via dalla pazza folla. Insomma, rituffarsi a intervalli regolari in quel mondo ottocentesco tanto affascinante o di primo Novecento. Poi c'è sempre l'intenzione di andare avanti con la Recherche, eh. Ecco, bisognerebbe ricominciare a leggerla, io dovrei partire dal terzo libro.
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