Pagine

▼
▼

sabato 26 settembre 2026

Quel che l'Alhambra mi ha rivelato

I Palazzi Nasridi visti dal Generalife

Per questo post potrei partire da una riflessione di natura scolastica. Insegno Storia attingendo al tipico manuale per le scuole medie. Gli argomenti sono presenti, ma vi si scivola sopra con rapidità, a parte qualche testo particolarmente dotato di apparati critici. Arrivati ai secoli XVI-XVII e al capitolo riguardante la Spagna fra Carlo V e Filippo II a ragazzini di appena 12 anni si dice "nel regno ormai cristianizzato fu deciso in via definitiva di cacciare i moriscos, i discendenti degli antichi dominatori arabi". Si fa un rapido giro sulla crisi economica che ciò comportò e via. 

mercoledì 9 settembre 2026

Fiori per Algernon - Daniel Keyes

Incipit: Il dotor Strauss dicie che doverei skrivvere quello che penso e riccordo e tutto quello che mi sucederà dora inavanti. Non lo so il perché ma lui dicie che importante perché così vederanno se potrò servire a cualcosa. Spero di sì perché la sinniorina Kinnian dicie che forse riusiranno a farmi diventare inteligiente. Vollio esere inteligiente. Michiamo Charlie Gordon e lavvoro nella paneteria di Donner indove che il signor Donner mi dà 11 dollari a la setimana e pane e torta se volio. 

Editore: TEA
Pagine: 304
Prezzo: € 12,00

Romanzo psicologico, distopico? Narrativa di anticipazione, è a quanto pare la classificazione più appropriata per questo romanzo. 
Un genere non propriamente distopico perché non ambientato in un futuro ipotizzabile, ma che immagina le conseguenze di sperimentazioni, tendenze, scivolamenti della scienza e della tecnologia. 
In sostanza, qualcosa di assimilabile a 1984 di Orwell. 

Pubblicato sotto forma di racconto nel 1959 e poi nella sua forma estesa nel 1966, Fiori per Algernon è stato fin dall'inizio un caso editoriale e oggi una riscoperta da migliaia di copie vendute. Emmanuel Carrère ne ha scritto assai bene, dandoci una delle definizioni più azzeccate: "è un romanzo che permette di intravedere un abisso che fa parte del nostro essere e che nessuno aveva ancora mai sondato". 

martedì 1 settembre 2026

È settembre... finalmente!

Potremmo rispondere tutti allo stesso modo alla stessa domanda: come ricorderemo l'estate 2026?
Credo sia stata l'estate peggiore che abbia vissuto finora, per una serie di motivi, in primis il caldo non solo torrido, ma fuori da ogni previsione e al di là del più ottimistico limite di sopportazione.  
Sono andata a rileggere un post scritto nel 2022, ... e il trasudar m'è amaro in questo mare, in cui raccontavo di come mi riduceva Caronte, l'anticiclone africano che arrivò a 41° da fine giugno. Era il tempo in cui non avevo ancora fatto installare i due condizionatori, dall'anno successivo le cose cambiarono. 
Che l'estate sia diventata una sofferenza conclamata è ormai anche pensiero di chi fino al limite massimo si è ostinato ad amarla, a continuare a preferirla per principio. Ho potuto però constatare che si sono convertiti pure gli irriducibili. 

Si è parlato nei mesi di luglio e agosto perfino di lockdown estivo, perché i dati hanno registrato una ricerca spasmodica e insistita dei luoghi chiusi, al fresco dei condizionatori. 
Non siamo ancora usciti da questa insopportabile estate 2026, benché la morsa dell'inferno si sia attenuata. Ci sono stati giorni in cui, qui in collina, si raggiungevano i 31° alle 8 del mattino. Una situazione a tratti distopica. Il giardino ha richiesto più acqua, il che farà lievitare la bolletta di parecchio, ma il peggio è che la natura non segue il proprio corso, non basta prendersene cura. Si stanno sviluppando piante infestanti prima mai viste da queste parti, mentre l'erbetta si ritira, si accartoccia sotto la sferza di fuoco.