Cari e care blogger, oggi un post che sa un po' di nostalgia. Sarà che stiamo entrando nei giorni pasquali, per me è inevitabile pensare al passato, ai ricordi.
In questi giorni, fino a qualche anno fa, sarei andata in Calabria da mia madre, avremmo trascorso i nostri momenti belli fatti di cucina odorosa, uova di cioccolato, chiacchiere e risate.
Da qualche tempo ormai non è più così, la Pasqua è da inventare ogni anno, è cambiata, non è né sarà mai più come un tempo.
Sono giorni in cui ripenso agli anni lontani in cui la vita era tutta un'altra cosa (né in meglio né in peggio) e l'abbraccio dei propri genitori era una cosa preziosa, ma noi non lo sapevamo del tutto.
E allora, non per farci male, ma per abbandonarci a un ricordo caro del passato, vi propongo una specie di gioco. Immaginate un ascensore, uno di quelli belli (qui accanto ne trovate una possibile immagine, fintissima ma che può darvi l'idea) che potete prendere una volta.
I piani sono tanti, ma questo ascensore ha il potere di portarvi a un solo piano, scelto da voi fra quelli proposti, tutti facenti parte del vostro passato.
Eccovi le possibili opzioni:
- Primo piano: la cucina della tua infanzia e fanciullezza, tua madre ti aspetta a pranzo
- Secondo piano: il cortile dove giocavi da bambino/a, tutti sono lì, è un pomeriggio di sole
- Terzo piano: il giorno del tuo matrimonio, il momento della festa tra famiglia e amici
- Quarto piano: il momento in cui tuo figlio/a ha cominciato a camminare
- Quinto piano: il concerto del cuore, quello davvero indimenticabile
- Sesto piano: il giorno più bello di un viaggio indimenticabile
- Settimo piano: una sera di Natale, tutto era bellissimo
- Ottavo piano: inventa tu
Facile immaginare, io sceglierei quel primo piano. La cosa che mi manca di più.
A voi la parola, ho lasciato quell'ottavo piano libero di essere immaginato da voi.
Raccontatevi un po' se si va, vi leggerò molto volentieri.
Colgo l'occasione per augurarvi una serena Pasqua. 🐣

Tesoro mio.. non posso rinunciare, ora, a quel terzo piano e a tutta la malinconica bellezza che lo avvolge.. ma inventerei anche un ottavo piano dove Lulù mi attende all'apertura della porta.. anzi, neanche lo devo inventare perché esiste già.. Buona Pasqua carissima.. sarà la prima senza il mio amore, e di prime volte ce ne sono e ce ne saranno.. e noi le vivremo tutte al meglio, come chi ci ama desidera.. abbraccio fortissimo!
RispondiEliminaIn realtà sono tutti "piani" in cui mi fermerei volentieri. Dovendone scegliere uno, sicuramente il quarto piano ha un valore speciale, i primi anni dopo la nascita di mia figlia sono stati i più felici della mia vita.
RispondiEliminaAll'ottavo piano penso che troverei la casa nel paesino collinare dove trascorrevo le vacanze estive da bambino, un'abitudine dei miei genitori durata per tutta la mia infanzia.
Buona Pasqua!
Eliminasalgo all'ottavo che essendo l'ultimo è un po' come la soffitta di casa dove ci metti dentro un po' tutto. Polvere e disordine e quella cosa straordinaria per cui stai cercando un ricordo e ne salta fuori un altro, che nemmeno ti ricordavi di avere e per questo ancora più prezioso. Cercavo il baule di mia nonna dove lei aveva messo dentro di tutto alla rinfusa quando era scappata dalla Libia ("quel porco di Gheddafi!") e invece ho trovato il sacco di iuta con i grandi sigilli rossi di cera lacca con cui ci spediva dei giocattoli una due volte all'anno, che avvenimento ogni volta quel sacco che sapeva di sabbia e lontananza (mica facile collocare l'Africa nello spazio indefinito al di là del mare) e che magia quei doni, più misteriosi dei regali di Babbo Natale, che lui aveva le renne e si capiva come arrivava fino a casa, ma quel sacco come ci arrivava dal deserto, col cammello? mai visto un cammello sotto casa.
RispondiEliminamassimolegnani
Solo il sacco che sapeva di sabbia già tutto un racconto da fiaba.. ;)
EliminaAnche per me non è sufficiente un piano solo: scelgo il primo, quando tornavo da scuola, mia mamma era in cucina, a me bastava una frazione di secondo per capire che aveva preparato il risotto che mi piaceva ed era una festa!
RispondiEliminaMa scelgo anche il quinto, il concerto del cuore, quando lo scorso settembre ho avuto la gioia di cantare in un coro il Requiem di Mozart! Perchè non solo ascoltare, ma essere DENTRO la musica e costruirla con la propria voce e il proprio cuore è cosa assolutamente impagabile.
Grazie, cara Luz, e auguri di Buona Pasqua a te e a tutti voi!!!
Io scendo al secondo piano. Non so perché, ma quando penso alla mia città lontana (quella siciliana, non Roma, ora che sono distante pure da qui) rivedo il mio quartiere d' infanzia, le compagnie di allora, i nostri giochi spensierati, un mondo che mi riempie sempre di ricordi nostalgici e che ancora qualche volta ritrovo nei miei sogni. Che belli quei memorabili pomeriggi in cui si scendeva giù e si passavano intere orate tra gioco e chiacchiere con le amiche dello stesso palazzo o di quelli limitrofi, che venivano da noi al perché avevamo spazi aperti più larghi...
RispondiEliminaBuona Pasqua, cara Luana! 🤗
Secondo piano, si scende, per me. Fine anni Sessanta. Due cortili a forma di U , che circondano due palazzine di periferia, confinanti, separate da un muretto basso, sormontato da una rete metallica. Davanti alle case, quattro aiuole con roseti, di qua e di là dai cancelli. Dentro al ‘nostro’ cortile, ‘noi’ che giochiamo, di là dalla recinzione, ‘loro’. E soprattutto Attilio S., il più monello, che faceva i dispetti alle bambine e le morsicava pure. L’ho rivisto sul giornale, diversi decenni dopo, delinquentello. Qualche volta, quando lui non c’era, si giocava tutti insieme, al mondo (in qualche altro posto chiama campana), a pallone, a palla prigioniera, al girotondo, a nascondino. Se eravamo solo noi, giocavamo ancora con la palla contro il muro e in successione, i movimenti erano: muoversi, senza muoversi, con un piede, con una mano, mulinello, mortadella (!), e chissà cosa ancora. O si giocava alla casa, con la mini cucina, le mini pentole, i mini piatti e mini tazzine. Un mini cucchiaino di alluminio ce l’ho ancora.
RispondiEliminaDimenticavo: buona Pasqua a te e a tutti i tuoi lettori!
EliminaSecondo piano. Fine anni '70, i pomeriggi di sole e gli alberi nel cortile della "casa vecchia" di nonna Tina. Le corse a perdifiato nei campi attorno, il nostro "far west", quello che una volta diventato più grande avrei poi ritrovato in diecimila film e fumetti. Le ginocchia sbucciate, le "storte" alle caviglie rimediate sui sassi del Marecchia, le corse in bicicletta sulla Santarcangiolese.
RispondiEliminaEcco, se potessi vorrei tornare lì.
Ciao Luz, buona Pasqua.
Al Primo piano in cucina non mi aspetta nessuno, al Secondo piano c'è il cortile dove giocavo da sola, al Terzo piano non c'è nessuno, perché famiglia e amici del giorno del mio matrimonio non si sono più fatti vedere e la mia testimone si è rivelata peggiore di Giuda, al Quarto piano l'ascensore si ferma in mezzo al cimitero con tre lapidi, al Quinto piano non c'è niente perché non sono mai stata ad un concerto, al Sesto piano mi ci posso fermare (e fa ridere perché mi ci fermo in effetti ogni giorno, il mio ufficio è al sesto piano) ed è carico di viaggi indimenticabili, tra Grecia, Scozia, Austria, Aosta, Parigi e l'Islanda. Mi fermo qua, che al Settimo piano ci sono le sere di Natale passate a cucinare come una pazza per commensali che non hanno poi apprezzato l'impegno e quelle invece rilassata sul divano, che domani io mangio lo stesso quel che mi capita e poi vado a correre. Al mio Ottavo piano c'è il terrazzo panoramico con piscina, però io soffro di vertigini e quindi ve lo lascio volentieri. Buona pasqua a te e ai lettori di passaggio su questa pagina. :)
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