Oggi più che mai vivere significa viaggiare; la condizione spirituale dell'uomo come viaggiatore, di cui parla la teologia, è anche una situazione concreta per masse sempre più vaste di persone. Sempre più incerto, nelle vertiginose trasformazioni del vivere, appare il ritorno - materiale e sentimentale - a se stessi; l'Ulisse odierno non assomiglia a quello omerico o joyciano, che alla fine ritorna a casa, bensì piuttosto a quello dantesco che si perde nell'illimitato.
C. Magris, da "Tra i cinesi che sognano Ulisse"Alla ricerca di una definizione di "viaggio", trovo in questa di Magris la perfezione del concetto. Non siamo probabilmente nuovi a questa visione della vita stessa come viaggio. Un viaggio permanente il vivere, nel quale percorriamo strade, ci amalgamiamo con il nostro simile, cerchiamo sempre nuovi obiettivi. Sono consapevole che non tutti siamo così, e di fatto stento a capire come si possa stare sempre fermi, non desiderare vedere, sperimentare.
Ho intenzione di essere una viaggiatrice più assidua.
Negli ultimi anni ho visto finalmente Parigi e Londra (qui e qui) ed è stato magnifico viverle in età matura, senza farsi sfuggire nulla (e ancora tanto resta da vedere).
Nel 1997 ho viaggiato attraverso gli Stati Uniti e ancora oggi torno con la memoria ai momenti unici che un'esperienza del genere sa offrire, cosciente che l'arricchimento che ne è derivato è indiscutibile.
Ho visto una decina di anni fa il sud della Francia, le cose tanto simili alle nostre, ma vissute e rispettate in modo totalmente differente. Ho visto Barcellona, assaggiando un pezzetto di Spagna. E in Italia ho viaggiato in lungo e in largo, spaziando fra le diverse Italie che siamo, imparando ciò che i libri di Storia non possono insegnarti, affinando un senso critico che aiuta a rifiutare ogni facile campanilismo per scegliere invece l'osservazione puntuale e sincera sulle cose.
Ogni volta il viaggio per me non è semplicemente curiosità, ma certezza di andare a scoprire odori, colori, sapori per me totalmente nuovi. E volti, usi, oggetti, parole, suoni.
Viaggiare è un investimento e un'opportunità di crescita. Ma lo è, a mio parere, non quando si sceglie l'hotel di lusso e spiagge su cui sdraiarsi per ore. Lo è quando consumi le scarpe per il cammino, quando la spalla è stanca per lo zaino pesante, quando sopporti la calura mentre ti metti in fila, quando impieghi tutto il tempo che hai a disposizione e a sera ti getti sfinito su un letto non sempre comodo.
Rivivo i momenti in cui dopo una cena veloce crollavamo sfiniti sul letto nell'appartamento preso in affitto a Londra, il sonno che arriva mentre la testa è piena di tutta la gioia delle scoperte, le meraviglie sperimentate. È una forma di felicità.
Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.Charles Baudelaire
Programmi per questa estate: Andalusia. Speriamo di riuscire.
Raccontatevi un po'. Cos'è il viaggio per voi? Quali viaggi più belli avete fatto e quali sperate di fare?

Carissima Luz. Noi siamo viaggiatori assidui, innamorati dei luoghi, pronti ad assorbirli e a farci assorbire.
RispondiEliminaCome vedi parlo al plurale, ma per quanto Lù sia sempre con me, ho iniziato a pormi il quesito sul come viaggiare da solo (almeno rispetto agli altri che mi vedono, da solo, e che comunque, prenotano, forniscono piani di volo, camere, vettovaglie e programmi per un "single"). E so che viaggerò perché è nel mio dna. Un "andiamo" molto baudelairiano cui voglio tenere fede. Con Lulù per mano.
È una sfida grande, Franco, ma come te ritengo non sia impossibile. Continuerai a viaggiare, a scoprire, a vedere anche attraverso i suoi occhi. È reagire, coltivare il desiderio, dettaglio indispensabile alla vita. :)
EliminaHo viaggiato molto, in giro per l’Europa col camper o, se non era possibile, con l’aereo. Ormai, oltre alle canoniche vacanze in montagna o al mare, i miei viaggi si limitano solo ad andare a trovare mio figlio e le sua famiglia, due volte all’anno, per un mese ogni volta, a San Francisco. Ormai è quasi una seconda nostra città. Fatica tanta, ma divertimento, nel fare i nonni e i genitori e i suoceri, anche di più.
RispondiEliminaDopo aver conosciuto Italia e resto d'Europa, una "seconda casa" dall'altra parte del globo deve essere una realtà bellissima. Non ho visto San Francisco quando sono stata in California molti anni fa, ma la vedrei volentieri. Ricordo il lunghissimo viaggio fin laggiù, con scalo a New York e un lunghissimo giorno interminabile in viaggio verso est, e pertanto con un sole che mai spariva all'orizzonte. :)
EliminaHo avuto l'opportunità, la fortuna e la voglia di viaggiare tanto in Europa, unico paese fuori il Marocco, considera 2 mete all'anno da 27 anni circa, con rare pause, il risultato è un caleidoscopio di popoli e luoghi, da Porto a Stoccolma, tra auto, treni, aerei e situazioni più stanziali. Ultimo Edimburgo meno di un mese fa. Prossimo Rodi - Grecia per la terza volta. Anche la modalità del viaggio cambia con noi, si cresce, si hanno esigenze diverse rispetto all'organizzazione, immutata l'emozione della scoperta e la gioia di tornare in luoghi amati. Sandra
RispondiEliminaSandra, io vorrei fare come te, due mete all'anno mi piacerebbero, di cui una più "importante". Immagino sia bello anche il ritorno in luoghi visti ma rivissuti arricchendo il repertorio e con spirito e intenzioni diverse. :)
EliminaIn Andalusia ci sono stata nei primi anni '90, 2 settimane a Torremolinos con escursioni: Granada, Cordoba, Siviglia e il piccolo paese di Mijas assai gradevole. Apprezzai tutto moltissimo. Sandra
RispondiEliminaSperiamo di poterlo realizzare, nel caso noi dovremmo appoggiarci in un paesino dell'interno, Baeza, Patrimonio Unesco, e di lì spostarci verso le mete più importanti della regione.
EliminaEccomi, tra quelle persone che non riuscirai mai a capire! :) Io non amo viaggiare, per una serie di "blocchi psicologici" che so non possono essere compresi a fondo, perché chi non vive certi disagi non può nemmeno immaginarli. Un tempo, forse, quando ero giovane, avevo il desiderio di vedere il mondo (volevo girare tutta l'America, attraversarla da una parte all'altra) e ho visto molti posti. Quando viaggiavamo con la roulotte siamo stati in Austria, in Jugoslavia, in Inghilterra, in Francia, in Grecia e ne conservo dei ricordi preziosissimi. Poi, crescendo, ho sviluppato paranoie (e conseguenti patologie) che adesso frenano il mio entusiasmo. E pensa, proprio a me è capitato di vivere fuori prima dalla mia città natale e poi addirittura dall'Italia! Proprio uno scherzo del destino! :)
RispondiEliminaPenso che proprio l'aver viaggiato tantissimo in camper con la famiglia ti abbia poi fatto guardare al viaggio da un'altra prospettiva. Io ho una storia del tutto diversa. Fino ai 25 anni ero stata solo a Roma, in Sicilia, a Milano, Napoli, Padova e Venezia. Nessuna città estera. Ai 26 Stati Uniti per una ventina di giorni, il primo grande viaggio della mia vita. Poi col tempo qualche altra parte d'Italia e qualche capitale europea. Ma davvero pochissimo. Oggi mi sento desiderosa di viaggiare scoprendo tanto proprio con lo spirito della mia età matura, quindi godendo adesso di una gioia diversa, appunto matura e consapevole. Il viaggio arricchisce ogni volta una visione, la personalità di ciascuno, amplia i propri orizzonti personali. Non lo guardo come un'esperienza di vacanza, di solo divertimento e passatempo ma come un qualcosa di vitale. :)
EliminaHo cominciato molto bene con i viaggi. A diciotto anni per un mese intero salivo sul treno e giravo come vagabonde per tutta Europa, ho ricordi straordinari di quelle che erano vere e proprie avventure. L'ho fatto quattro anni di seguito e tutto ciò che conosco del nostro continente lo devo a quel tempo. Inseguito i miei viaggi si sono diradati. Mano a mano che crescevano gli impegni e con essi le disponibilità, il mio tempo, le mie amicizie, le mie relazioni viravano e invece di mantenere quel trend, l'ho mortificato. Me ne pento, proprio ora che per ragioni economiche devo stare accorta. Ho viaggiato quel che ho potuto. Ho conosciuto tutti i Continenti, taluni con viaggi lunghi, talaltri con toccate e fughe. Mi riconosco pienamente nel valore del viaggio che è imprescindibile. Non solo per abbellire la nostra esistenza ma per imparare ad apprendere che la realtà così come la vediamo noi è affatto diversa da com'è realmente. Ho un posto preferito: Salisburgo. La mia adorata
RispondiEliminaElena, incarni esattamente quel che intendo. Mi sarebbe piaciuto fare quelle esperienze di interrail (penso si trattasse di questa modalità dai 18 anni), già da quelle quanto si può imparare, quanto ci si può sentire cittadini del mondo. Poi hai visto tantissimo, e oggi quello che sei deriva in molta parte da quei viaggi. Ecco, quando si riconosce nel viaggio proprio questa opportunità, allora si entra nello spirito più autentico di questa esperienza. Ovviamente tutto comunque dipende da sostanze, stato di salute, spirito, ecc.
EliminaSalisburgo! Sei la seconda persona in pochi giorni che mi parla di questa città. :)
Si, parlo proprio dell'Interrail, che meraviglia! Magari ne scrivo nel blog...
RispondiEliminaSarebbe un post magnifico, non mancarlo. :)
EliminaHo fatto molti viaggi nella mia vita, viaggiavo molto con mio marito, con lui sono stata due volte in America, una settimana a New York e per 20 giorni facendo il giro dei parchi tra California e sa Francisco. Sono stata in Oriente, nella Repubblica Dominicana e a Cuba, molte volte in Egitto. La maggior parte delle volte non erano viaggi organizzati a parte forse volo e hotel, per il resto ci siamo spesso avventurati in escursioni fai da te, però in questi casi abbiamo visto il mondo vero fuori dalle solite tappe turistiche.
RispondiEliminaNella seconda parte della mia vita, con il mio nuovo compagno, ho sperimentato l’avventura di viaggiare in moto senza un’organizzazione prestabilita, facendo migliaia di km in moto e spesso pernottando in posti di fortuna. In uno di questi viaggi siamo stati anche in Andalusia (preparati al caldo torrido) siamo partiti da Barcellona e poi siamo scesi giù a Granada, poi a Siviglia e poi Cordova, posti meravigliosi
Un’altra volta siamo andati in Portogallo, sempre in moto e sempre con tappa a Barcellona, con tappa a Toledo, Coimbra, Lisbona.
Sono stata così spesso all’estero che ora prediligo l’Italia che ho molto recuperato in questi ultimi anni.
Il viaggio che vorrei fare in futuro non so forse recuperare le capitali europee che non ho ancora visto (sono stata a Londra, Amsterdam, Parigi, Monaco, Praga la più bella a mio parere, mi manca Madrid e tante altre). In realtà in questi tempi così turbolenti a me piace anche tornare nei soliti amatissimi posti del cuore, come l’isola d’Elba.
Ecco un'altra viaggiatrice. Che meravigliose esperienze, Giulia. Dopo tanto viaggiare, è comprensibile che tu voglia cercare luoghi più vicini ai ricordi e al cuore. Ecco, io invece sono agli inizi. :)
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