giovedì 30 gennaio 2020

Quinta candelina...

Eh già, addirittura quinta.
È ormai universalmente riconosciuto che gli anni passino in fretta, tenere un blog partecipa a questa percezione. Cinque anni e tanta scrittura, averla riscoperta come passione unita alla condivisione.
Continuo ad amare questo angolino scrittorio come non mai, anche se la mia dedizione subisce gli scossoni della sorte - i tantissimi impegni fra lavoro, teatro, letture, ecc.

Pensavo stamani a come impostare questo mio discorso e mi è venuta in mente una parola: gratitudine. 
A questo blog devo tanto, anzitutto l'avermi fatto conoscere persone nelle quali non mi sarei mai imbattuta se non lo avessi aperto.
Dopo diversi anni, posso ben dire di aver consolidato con diversi di loro. In particolare con diverse blogger si è sviluppata tanta stima reciproca.

Non voglio trascurare i miei amici blogger, quindi cito anzitutto l'universo maschile costellato dai tanti Massimiliano, Ariano, Ivano, Tom, Giuliano, Nick, Moz,  Marco A., Marco L., cui si sono poi uniti Andrea e L. J. Silver.
Tornando invece all'universo femminile, su tutte si è consolidata l'amicizia con la grandissima Marina, che ho la fortuna di frequentare personalmente giacché viviamo sullo stesso territorio. Aspetto di conoscere personalmente Maria Teresa, non abitiamo molto distanti.

mercoledì 22 gennaio 2020

Come iniziare una narrazione? L'importanza dell'incipit.

Calvino, nell'Appendice alle sue Lezioni americane scrive: 
Fino al momento precedente a quello in cui cominciamo a scrivere, abbiamo a nostra disposizione il mondo [...] il mondo dato in blocco senza un prima né un poi, il mondo come memoria individuale e come potenzialità implicita [...]. Ogni volta l'inizio è quel momento di distacco dalla molteplicità dei possibili: per il narratore è l'allontanare da sé la molteplicità delle storie possibili, in modo da isolare e rendere raccontabile la singola storia che ha deciso di raccontare. 

Come mi sia balenato in mente questo argomento è presto detto: nei momenti liberi in questi giorni sto riordinando la libreria, pronta a impacchettare il tutto per il trasloco - ci vorranno un paio di mesi ancora ma io mi porto avanti - così mi lascio tentare e apro libri su libri, sfoglio, rileggo, ripasso incipit ed explicit.

mercoledì 15 gennaio 2020

Le regine di Gerusalemme - Cristina Cavaliere

Incipit: Il raggio scoccò dalle nubi e si posò sull'ametista. Bagliori violetti scaturirono, si rifransero nell'occhio azzurro di chi osservava. Gemma e occhio erano specchi gemelli, e sulla loro superficie si muovevano immagini, indistinte come in acqua franta. Infine quelle immagini si composero, si rinsaldarono e mostrarono le cupole tondeggianti, le terrazze alte, i tetti aguzzi, le cavità delle finestre, le palme, i sicomori e gli ulivi, lo scintillio del metallo e la scabrosità della pietra; e soprattutto le croci.
Un'infinità di croci contro il cielo azzurro. 

Emergo dalla lettura di questo monumentale romanzo di Cristina Cavaliere, la stimatissima scrittrice e blogger de Il manoscritto del cavaliere, con una sensazione di ricchezza e stordimento. 
Farei bene a scrivere che monumentale è l'intera saga, di cui questo è il Libro III, dal titolo affascinante ed evocativo Le regine di Gerusalemme
Non avevo dubbi che mi sarei appassionata al romanzo, perché conosco la sua autrice, quella Cristina studiosa e colta che ho scoperto in questi anni, attenta ai dettagli, rispettosa della materia, conoscitrice di un mondo ampio e complesso come può essere il Medioevo.

lunedì 6 gennaio 2020

Chaplin Award - Il premio ai migliori post del 2019

Come ormai da tradizione, iniziamo questo nuovo anno di blogging con la segnalazione dei migliori post dello scorso anno, una menzione speciale per gli amici che hanno scritto ottimi post. 

Riporto il significato di questo premio autocitandomi. 
Prediligo i blog che sono particolarmente orientati verso un aspetto di divulgazione, occasione di conoscenza.

Il Chaplin Award vuole essere pertanto occasione di menzione, e di condivisione, di quei post che per me hanno rappresentato un arricchimento culturale. Il Chaplin Award è un premio che non obbliga ad alcuna catena, sta lì e basta. Se vi va, inseritelo nelle vostre homepage. 

Squillino le trombe, ecco i 10 post per me più interessanti del 2019:




giovedì 19 dicembre 2019

80 anni portati benissimo: Via col vento e la sua eroina "femminista".

Il 15 dicembre del 1939, 80 anni orsono, debuttava nei cinema americani il colossal rimasto imbattuto negli incassi di tutti i tempi, quel Gone with the wind che nell'edizione italiana non ha perso nulla del suo fascino. 
Credo di averlo visto almeno tre volte, forse di più, cominciando da ragazzina, quando ci fu uno di quei passaggi televisivi che riportavano in auge un grande successo, prima e durante la ricerca di un'attrice che doveva essere protagonista del suo seguito, un perdibilissimo "Rossella" che ne snatura l'ossatura. 
Via col vento è uno di quei filmoni che non si possono perdere, un evento, un capolavoro costruito con maestranze e cast perfetti. 
Nessuno dei grandi colossal - si pensi a Ben-Hur, I Dieci comandamenti, e più recenti Avatar o Titanic - è riuscito a eguagliare la portata di coinvolgimento del pubblico che da sempre vanta questo film.

Se molti storcono il naso etichettandolo come un film a carattere romantico, che devia al rosa, trascurano il vero nucleo di questa lunga narrazione: la sua protagonista. Se spostiamo il focus su Scarlett O'Hara, per noi Rossella, il nostro metro di giudizio deve calibrarsi sull'aspetto del femminismo ante litteram di questa indomita ragazza del sud.

mercoledì 11 dicembre 2019

Ponti non muri - Giancarlo Ascari, Pia Valentinis

I ponti sono un rammendo nel territorio sopra il troppo pieno, come l'acqua, o il troppo vuoto, come l'aria. 
Collegano i popoli, favorendo la comunicazione, oppure li dividono, facilitando l'aggressione di uno nei confronti di un altro. Sono oggetti stabili e fragili allo stesso tempo.

Dalla nota introduttiva della seconda di copertina, si comprende già quanto sia insolita questa pubblicazione, un piccolo libro che parla di ponti, facendo un excursus sui ponti più celebri al mondo, millenari o moderni, tutti legati da un significato univoco: unire due punti altrimenti irraggiungibili.

La scelta è su cinquanta ponti di ogni materiale, dalla pietra al ferro, al legno, alla corda. Senza trascurare i ponti di barche, fino ad arrivare a quella visione "poetica" del ponte, che vediamo delineato in un arcobaleno o nella neve. 

Tutto è bello e piacevole di questo libro, anche la dedica: 

A mastri pontieri, carpentieri, fabbri, muratori, canapai. A tutti i costruttori di ponti e a chi li attraversa. 

mercoledì 4 dicembre 2019

Il potere della musica nel racconto.

Eccomi al termine di un lungo "travaglio scrittorio", che mi ha tenuta occupata fra ottobre e novembre. Ho ultimato due copioni, uno riguardante Anna Magnani, l'altro è Notre Dame de Paris
Spossata e sollevata, posso adesso passare a un'ulteriore fase di questo processo creativo. 
Non tutti sanno che una parte fondamentale di ogni mio progetto teatrale è costituito dalla... musica.
Mi spiego meglio. A volte succede che proprio una musica ispiri il racconto, il che è già di per sé straordinario, oppure dopo averne scritto ogni passaggio non resta che completare la scena del corredo di musiche che andranno a costituire un parte per me fondamentale.

Mi capita di assistere a spettacoli teatrali in cui emerge la poca cura nei riguardi di questo ingrediente fondamentale. Commedie o drammi in cui rare volte una melodia ha solleticato il mio udito e mi ha meglio introdotto in ciò che viene rappresentato.

martedì 26 novembre 2019

Perché non possiamo vivere senza libri.


Oggi in una classe mi è capitato di aprire un dibattito con i ragazzi riguardo all'utilità dei libri.
È bastato poco per arrivare a una certezza: ritenere utili i libri è riduttivo, perché i libri sono invece necessari. Indispensabili, anzi. 

Una vita senza libri - facciamo lo sforzo di immaginarne una davvero totalmente priva - manca di alcuni capisaldi imprescindibili, primo fra tutti quella ricchezza del pensiero che apre alla capacità di sviluppare un certo senso critico. Se alcune abilità possono essere acquisite anche solo con l'esperienza diretta, molte altre restano terreno pressoché sconosciuto, ignorarle si traduce nell'incapacità di discernere fra giusto e sbagliato, fra preferibile e trascurabile.

martedì 12 novembre 2019

Che significa essere buoni insegnanti?

Già, come? Oggi mi concedo questa riflessione, che non potrà mai essere completa né può chiarirmi in via definitiva se esista una ricetta o una qualche formula per essere buoni insegnanti. 
Lo spunto arriva da un post di Marina Guarneri, questo. Il problema è avere la fortuna di imbattersi in professori motivanti, appassionati, competenti, insomma in buoni maestri

Quante possibilità ha un alunno di avere buoni insegnanti? Direi tante. I buoni insegnanti non mancano nella scuola italiana e credo che i cattivi, o peggio pessimi, insegnanti rappresentino una piccola percentuale. 
È già un passo avanti, perché un tempo ritenevo, piuttosto ingenuamente, che fosse quasi impossibile ammettere l'esistenza di un insegnante che non valesse niente di niente. Ci sono, sono rari, ci basti questo. 
Ora concentriamoci su questo termine di "buon insegnante", perché la definizione tocca una casistica piuttosto ampia. La mia argomentazione a riguardo proviene dall'interno di questo mestiere, poiché esercitandolo, il campo di osservazione è ampio. Vale insomma il vecchio adagio che a viverla direttamente l'ottica non può essere la stessa rispetto a chi si limita a osservare il problema dall'esterno.

lunedì 28 ottobre 2019

Quanto sappiamo sul cibo?

Credo di aver dedicato poco spazio nel blog a un problema che comprende i campi semantici di cultura e salute: il cibo
Quanti di voi sono in grado di capire a fondo le componenti, la chimica, ciò che fa realmente bene o fa male in un alimento qualunque?
Io conosco poco o nulla questo campo. Credo che la lacuna nasca da una scuola che negli anni Ottanta, gli anni del boom del food porn e delle merendine, non si è occupata del problema. 

In un mondo che all'epoca muoveva i primi passi nella globalizzazione, non ci si è resi pienamente conto di stare modificando gli usi alimentari, mentre il mercato lentamente si apriva  all'importazione di prodotti provenienti da ogni dove, cibi esotici, nuovi sapori e odori. Il mercato globale ha mescolato usi e produzioni, in gran parte si è aperto agli OGM, mentre le relazioni internazionali individuavano nel cibo uno dei più grandi affari del secolo. 
Poi, il passaggio al nuovo millennio ha consolidato questo flusso, promuovendo la moltiplicazione di allevamenti e colture redditizie, innescando la fase più allarmante di inquinamento ambientale.