sabato 3 marzo 2018

Elogio della brevità.

Dopo diversi mesi torno a parlare di scrittura, soffermandomi sul capitolo del mirabile Lezioni americane di Italo Calvino dedicato alla "brevità" o come viene definita dall'autore, "rapidità". 
C'è un motivo preciso per il mio interesse: sono tornata, dopo mesi molto impegnativi dedicati al teatro, a occuparmi della revisione del romanzo di genere storico che scrissi diversi anni fa. 

Mi rassicura il fatto di avere qualcuno che mi dà un mano nell'editing (c'è una parola italiana tanto bella ed efficace, ma in molti ci ostiniamo a usare questa) - e devo ringraziare Maria Teresa Steri, Cristina Cavaliere e un amico correttore di bozze per aver letto le prime pagine e dato consigli preziosi - perché il lavoro è lungo.

Al termine dell'università mi gettai a capofitto nella scrittura di un romanzo storico attingendo alle numerosi fonti di cui mi ero servita per la tesi di laurea. Ce n'è un riferimento in questo post
Il teatro assorbe la gran parte del mio tempo libero, ma sento il desiderio di dare una possibilità a questa mia "creatura", che giace nel proverbiale cassetto ormai da troppo tempo. 
Un difetto del romanzo, che ha titolo "Sin'opah", è la sua prolissità. Impaginato in formato A5 - perché me lo feci stampare da un tipografo per regalarne qualche copia - risulta di ben 607 pagine (!). 

giovedì 22 febbraio 2018

Per ogni libro... il momento giusto.

Gli alunni delle due classi in cui insegno devono leggere un libro al mese. Un classico di tanti insegnanti di Lettere. 
Mi piacerebbe scrivere un altro termine al posto di quel "devono", ma tant'è. La lettura è imposta, diciamo una lettura coatta
Visto che è obbligatorio, sto molto attenta a non suggerire libri che fra i 12 e i 14 anni potrebbero detestare e di conseguenza odiare leggere piuttosto che vedere qualcosa di interessante nell'aprire libri di narrativa. 
Fra la prima e la terza media i ragazzi cambiano molto, pertanto se in prima spingo sui classici di Verne, Alcott, Sepulveda, Dahl, Salgari, in seconda punto su Pennac, Pitzorno, Ende, Rowling, London, per poi consigliare in terza Levi, Anne Frank, Hosseini, Asimov, King e altri. 
Sono solo alcuni dei grandi autori di classici, accuratamente scelti perché segnino in qualche modo il loro percorso, nella speranza che perfino accendano in loro il gusto per la lettura (sull'educare ad amare i libri ho scritto questo post). 
Non mi sognerei mai di suggerire Dickens a un ragazzino di prima media, semplicemente perché è un autore che richiede una certa maturità e profondità (io rimasi folgorata da David Copperfield nell'estate fra la quinta elementare e la prima media, ma questa è un'altra storia).

martedì 13 febbraio 2018

Nuovo anno, nuovo look (fra codici e stringhe a volteggiar)

Come farsi male trascorrendo un'intera mattina a toccare una materia che si conosce solo vagamente per ricavarne un template nuovo? 
Eccomi, ce l'ho. 
Era da un po' che vagheggiavo l'idea di svecchiare l'aspetto del blog cercando disperatamente il tempo per farlo, e finalmente ho trovato il  momento giusto. 
A onor del vero, quando Cristina del blog Il manoscritto del cavaliere modificò il suo - per altro raccontandone con grande simpatia le vicissitudini in questo post - mi piacque fin da subito e decisi pertanto fin da allora di darmi un aspetto nuovo. Di acqua sotto i ponti ne è passata, ma siccome questo 2018 mi sa proprio che sarà l'anno di cambiamenti importanti, comincio col dare una mano di vernice a questo posticino. 
Bene, approfittando del link segnalato da Cristina, mi metto a cercare durante l'estate scorsa un template che mi piacesse, e dopo averne visionato a centinaia, mi imbatto in questo
Non dissimile da quello di Cristina, mi piace perché è moderno ma con tocchi di colore, ha un aspetto dinamico, fresco, anche un po' "romantico" ma non in modo stucchevole. Quindi acchiappo. 
In quel frangente mi limito solo a fare copia e incolla del link, nulla di più, perché di fatto fare queste modifiche è un gran lavoro, e bisogna avere tempo e pazienza per farlo. 

Nei primi di gennaio tento un approccio con questa ostica materia, mi creo un blog di prova e comincio a rendermi conto di cosa posso fare senza studiarci troppo. Illusa! Solo fare entrare immagini di mio gradimento nelle slide in alto è un'impresa. Devo ritagliarle della giusta misura, ma senza snaturarne il contenuto, poi devo incastrarle nelle stringhe html del template. 
Sono fortemente tentata di chiamare mio cognato ingegnere informatico, ma resisto. Meglio rinunciare, gennaio è stato un fiume di impegni per me, non era quello il momento. 
Mi riaffaccio a febbraio, ormai a metà mese, riproponendomi di fare finalmente questo passo e... voilà. Dopo sei ore (!) di tribolazioni ne vengo fuori. 
Il problema è che un codice html funziona solo in un certo modo e se provi solo a farlo arrabbiare spostando una virgola, ti mette in punizione, segnalandoti un errore ma senza offrire soluzioni. 
Comprendi che fra te e lui non ce la puoi fare e torni indietro, ripristinando di volta in volta il codice precedente, fino a che magicamente entri nel meccanismo e pian piano il tuo blog comincia ad assumere l'aspetto che volevi. Per esempio, far sparire le icone dei social... da rompicapo, ma la cosa veramente preoccupante è stata gestire la barra dei link in alto. Una l'ho eliminata, l'altra l'ho ridotta a poche voci. 
Ora mi sembra un gioco da ragazzi, ma per una mente poco avvezza con la logica come la mia, è stato eroico. :)

martedì 6 febbraio 2018

Finding Anne Frank

Quando si vive un'esperienza molto particolare, di rara forza, si ha bisogno di assimilarla nei pensieri, cullarla nella mente per ridimensionarne la portata. 
E' quello che è successo con Finding Anne Frank, lo spettacolo teatrale in scena in questi mesi, il progetto sulla Memoria di cui avevo scritto qui in fase di costruzione del copione. 
Oggi, Marina Guarneri, mia amica e blogger, ne ha scritto una recensione a dir poco emozionante, non ve la perdete, è QUI, (grazie, Marina, è davvero uno splendido regalo) e questo mi dà ancora più verve per dare finalmente forma anch'io a questo post. 
Come fare? Da dove cominciare? 
Nulla di meglio che dirvi come è nata in me l'idea dell'incontro delle due Anne, di Anna, la giovane attrice che deve interpretarla e che lotta strenuamente per cercare dentro di sé una strada per trovarla, e Anne, la vera Anne Frank, che intanto si racconta dall'altra parte del palcoscenico. 
Ebbene, una sera di prove di Foglie d'erba, durante una delle scene che ho più amato di quello spettacolo, una delle due in cui Jane Perry incontra Lily Anderson ed entrambe si fermano a parlare, ecco, quella sera io ho letteralmente visto entrambe in quel nuovo ruolo e ho improvvisamente saputo che le avrei riviste nelle vesti di Anna e di Anne. Ho saputo che si sarebbero incontrate in un luogo/non-luogo, in una piega dell'anima, in quell'infinitesimo spazio che le vede affini, simili, spinte l'una verso l'altra. 

martedì 30 gennaio 2018

Terza candelina...

Per ogni anno che passa si resta sempre un po' stupiti di quanto veloce trascorra il tempo. Sono già tre anni ed eccomi qui a festeggiare virtualmente il mio compleblog. 
Volendo immaginare bilanci, direi che procede tutto come agli inizi, la voglia di scrivere, di confrontare il mio pensiero con quello altrui è una delle mie passioni, del resto.
Rispetto a tre anni fa, noto invece che la blogsfera sta cambiando. Noto purtroppo che c'è una flessione verso il basso per quel che riguarda il gruppo frequentato per diverso tempo. Alcuni blog che seguivo con molta partecipazione hanno praticamente chiuso, per esempio, me ne dispiace. 
Peccato aver scoperto in una fase tarda il gusto di tenere un blog, perché l'impressione è di stare vivendo l'ultima parte di un periodo che probabilmente è stato fervido, come del resto leggo in diversi blog di amici che hanno evidenziato come il fenomeno si sia indebolito non poco. 
A domandarsi come mai questo accada non facciamo fatica a formulare una risposta. Da una parte l'attrazione verso social media che offrono una comunicazione più immediata e veloce, dall'altra la fisiologica flessione di modalità di comunicazione che raggiungono un apice e poi si spengono gradualmente. Davvero un peccato, dal mio punto di vista. 
Mi piacerebbe confrontarmi con chi leggerà riguardo a questo punto: cosa pensate di questa "crisi"?
Io continuerò a scrivere, perché farlo non solo mi piace, ma per me rappresenta un allenamento imprescindibile per tenere sempre sveglia questa "abilità". La comunicazione è il mio pane e non intendo rinunciarci. Mettere per iscritto idee, opinioni, fare un'analisi del testo, ordinare i propri scritti in un "archivio" virtuale è cosa utilissima, quindi sappiate che mi trovate qui, malgrado il tempo in certi periodi in particolare sia veramente ridotto.

Con grande soddisfazione, vi mostro l'elenco dei post di grande successo del blog (accanto il numero di visualizzazioni): 


Come sempre, chiudo con un grazie a tutti coloro con i quali condivido questa esperienza.

sabato 13 gennaio 2018

Chaplin Award - Il premio ai migliori post del 2017

Un po' in ritardo sulla tabella di marcia - periodo folle tra lavoro e teatro - e finalmente eccoci all'assegnazione del premio ai post di blog che seguo, a mio parere fra i migliori della blog-sfera. 
Un premio che mi sono inventata lo scorso anno, qui potete leggere i migliori post premiati del 2016, se vi va. 
Il Chaplin Award ha un significato particolare per me, perché vuole essere occasione di menzione di quei post che per me hanno rappresentato un arricchimento culturale.
Da quando ho aperto questo blog, l'intento è stato fin da subito creare un luogo in cui scrivere, ma anche in cui condividere pensieri e opinioni con persone dai gusti e dalle propensioni affini ai miei. 
Va da sé che il mio occhio sia sempre attento verso blog che sono particolarmente orientati verso un aspetto di divulgazione, occasione di conoscenza.
Il Chaplin Award è un premio che non obbliga ad alcuna catena, sta lì e basta. Se vi va, inseritelo nelle vostre homepage. 
Squillino le trombe, ecco i 10 post più interessanti del 2017, cui tendo il mio modestissimo tributo:

1. In viaggio con Proust: la mia dipendenza, di Marina Guarneri del blog Il Taccuino dello Scrittore. Sempre acuta e dalla scrittura fluida e accattivante, Marina sa come esprimere il suo pensiero riguardo al "viaggio" intrapreso con la Recherche. 

2. "Ogni famiglia è infelice a modo suo": la famiglia nella letteratura, nei film e nei fumetti, di Cristina Cavaliere del blog Il Manoscritto del Cavaliere. Davvero avrei l'imbarazzo della scelta a cercare nel blog di Cristina il suo miglior post dello scorso anno. Sono tutti singolarmente speciali, ne prendo uno a rappresentanza di tutti. 

3. La vipera di Cleopatra, di Giuliano del blog Il cavallo di Brunilde. Una new entry fra i blog che seguo regolarmente. Un luogo ricco di citazioni, spunti di discussione, appunti. Il blog è tenuto da Giuliano e da Giacynta, un ottimo connubio di blogger. 

4. Il percorso casa per casa, di Cristina Malvezzi del blog Athenae Noctua, un percorso affascinante nell'arte che denota la grandissima cura della disamina che da sempre caratterizza Cristina. 

5. I miei 5 strumenti per trovare la "parola giusta", di Maria Teresa Steri del blog Anima di carta. Il nerbo di questo blog sta nelle centinaia di post utili all'aspirante scrittore. Questo è solo uno dei tantissimi di Maria Teresa, sempre generosa nel condividere le sue risorse. 

6. Ancora i sette vizi (ma in chiave letteraria), di Ariano Geta dell'omonimo blog. Un delizioso post sui sette vizi ravvisati in romanzi della tradizione letteraria, una di quelle chicche del web. 

7. Piroette funamboliche sul filo dell'arte della persuasione, di Clementina Sanguanini del blog L'angolo di Cle. Vero è che sono decine i post dello scorso anno degnissimi di attenzione, Clementina è una blogger raffinata e sempre aperta ad analisi letterarie e non, di grande pregio. 

8. Ho corso con Murakami Haruki, di Grazia Gironella del blog Scrivere Vivere, una recensione godibilissima di un libro che ho amato molto anch'io. 

9. Da pagina 210 del manoscritto, di Vincenzo Iacoponi dell'omonimo blog. Scoperto di recente e aggiunto ai miei blogger preferiti, Vincenzo è un vivace commentatore, una fucina di idee, di fantasia, e anche un buono scrittore. 

10. Lo Hobbit, J. R. R. Tolkien, di Julia del blog Tanto non importa. Giovane e brava blogger sempre all'altezza di ogni argomento che tocca. Questo in particolare è un gustoso viaggio nel celebre romanzo. 

Grazie agli amici blogger menzionati e a quelli che non compaiono nella lista, ai quali devo comunque sempre tanto. Buon 2018 di blogging a tutti!

mercoledì 3 gennaio 2018

Le braci - Sándor Márai

Incipit: In mattinata il generale si soffermò a lungo nella cantina del vigneto. Vi si era recato all'alba insieme al vignaiolo perché due botti del suo vino avevano cominciato a fermentare. Quando finì di imbottigliarlo e fece ritorno a casa, erano già le undici passate. Ai piedi delle colonne, sotto il portico lastricato di pietre umide ricoperte di muffa, lo attendeva il guardacaccia, che porse una lettera al padrone appena arrivato. 

Un bell'inizio del nuovo anno voltare l'ultima pagina di questo romanzo, per me una rivelazione, al momento fra i più letti e noti nel circuito di lettori abituali o "forti" che dir si voglia (a proposito, le statistiche ci restituiscono un resoconto annuale a dir poco scoraggiante, meriterà un approfondimento).
Intreccio e stile godibilissimi, scrittura lucida, ferma, elegante quella di Márai, che si rivela un narratore meritevole di essere conosciuto più di quanto non lo sia già fra coloro che ne hanno apprezzato anche altri romanzi (ho già La donna giusta e non vedo l'ora di leggerlo).
Le braci, scritto nel 1942 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1998, è la storia, soffertissima, di una resa dei conti. Se guardiamo a tutto l'intreccio con una visuale larga, ci appare all'inizio come un affresco affascinante dell'alta società ungherese ai tempi del grande Impero austro-ungarico, puntellata di gentiluomini in alta uniforme con un grande senso dell'onore e del servizio verso la patria. Il panorama comprende anche la grande pianura ungherese, la puszta, nel quale si muove il padre del protagonista - un ufficiale della guardia che sposa una fragile gentildonna parigina, sofferente nell'immensa solitudine del castello immerso nell'aspro territorio cui i suoi occhi non sono avvezzi. Da costoro nasce Henrik, il generale col quale il romanzo ha inizio, un protagonista nel quale scopro essersi celata molta parte del carattere dello stesso Márai.

sabato 23 dicembre 2017

Profumo di bucce d'arancia

C'è una cosa molto bella che si chiama "memoria olfattiva", quella capacità di ricordare sentendo un profumo, un odore. A me capita quando mangio un'arancia o un mandarino e metto le bucce sul termosifone. 
Si espande un profumo che mi riporta automaticamente all'infanzia e all'adolescenza, in quel periodo fra gli anni Ottanta e i Novanta in cui tutto era più semplice, forse più bello. 
Il Natale a quel tempo era per me una festa molto attesa, mi piaceva organizzarmi in tutto e per tutto, occupandomi dell'albero, il presepe, i tanti pacchi e pacchetti che si accumulavano ai piedi del piccolo abete. Lo trascorrevo con famiglia e parenti, componevamo una di quelle proverbiali tavolate anche di trenta persone, per altro tipiche del sud. 
Erano anni di liceo e poi di università, nel piccolo paese poco altro, qualche uscita al cinema o in pizzeria, passeggiate sul lungomare, giri in motorino. Non era una vita ricca di esperienze, era piuttosto semplice, ecco perché il Natale significava vivere un evento vero e proprio.

sabato 16 dicembre 2017

A Più libri più liberi 2017

Sono tornata alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria dopo un bel po' di anni, complice un invito di Marina Guarneri che non si poteva proprio declinare. Marina ne ha scritto un piacevole resoconto qui.
Sarà che quest'anno l'evento è stato spostato dal consueto luogo di ogni anno, il Palazzo dei congressi, alla celebre Nuvola di Fuksas, ma pare che abbia registrato più di centomila presenze e molta affluenza a tutti gli eventi in programma. Ottimi dati trattandosi di libri, vero?
Un pomeriggio bello e divertente, come sanno renderlo tale due amiche blogger che si incontrano e si avventurano fra corridoi ricchi di proposte e tante novità. 
C'è da dire che a Marina io e mio marito dobbiamo l'aver saltato una fila di un'ora, che appena arrivati ci aveva fatto crollare il morale. Il messaggio provvidenziale "venite a raggiungermi, sono quasi all'ingresso ormai" ci ha salvati dall'accodarci a un serpentone di avventori contrariati.
Riabbracciare Marina è ogni volta bello e questa volta - sarà che la passione per i libri rende tutti più complici - trascorrere delle ore assieme è stato esaltante.

mercoledì 6 dicembre 2017

Come un dio immortale - Maria Teresa Steri

Incipit: Era una tiepida giornata di primavera quando Vera annunciò di essere incinta. 
«Avremo un bam… bino?», balbettò Teo. 
Si erano trasferiti in città due anni prima per studiare giurisprudenza, ma non avevano mai messo piede all’università né dato esami. 
«Se avremo un figlio, diventeremo proprio come tutti gli altri, gli ordinari che tu odi tanto», le fece osservare Teo, appena riprese fiato dopo la notizia. 
Lei scosse la testa con aria sdegnosa. «Non accadrà. Siamo diversi, noi conosciamo la verità».

Eccomi pronta a recensire il secondo dei tre romanzi di Maria Teresa Steri, scrittrice e animatrice del blog Anima di carta.
Per essere precisi, la storia di Lyra è il terzo dei suoi romanzi. Ho avuto il piacere di recensire il precedente, Bagliori nel buio, in questo post
Come un dio immortale è un lungo romanzo che rivela pagina dopo pagina anzitutto un aspetto tipico della scrittura di Maria Teresa: l'accuratezza. E' una scrittura carica di attenzione per i dettagli, di ricerca. 
Come nel primo post, devo precisare di non trovarmi dinanzi a un genere fra i miei preferiti. Difficile che apra un libro il cui nucleo narrativo sia l'esoterismo. Essere blogger mi ha fatto conoscere questa appassionata scrittrice e ne sono contenta, perché un libro autopubblicato rischia di essere solo uno fra i tanti e a volte possiamo perderci qualcosa di interessante.