giovedì 20 ottobre 2016

Insieme raccontiamo... Esercizi di scrittura con Myrtilla.

La buona Myrtilla giunge al 14° appuntamento di scrittura condivisa e finalmente rispondo anch'io all'appello. Myrtilla scrive un incipit - il suo ultimo post a riguardo si trova qui - ciascun partecipante risponde con un explicit e resta un brevissimo racconto che inizia e si conclude. Ebbene, mi butto anch'io. Lo scenario questa volta è autunnale e se entriamo in questa atmosfera ne percepiamo i colori e la temperatura. 
Eccovi incipit e mio explicit.

Seduta ai margini del bosco sotto alla vecchia quercia spoglia rimuginava. Un peso le gravava sulla coscienza. Forse era giunta l'ora di liberarsene ma con chi parlarne? A chi rivolgersi? Chi avrebbe capito?
D'un tratto il tappeto di foglie ingiallite dall'autunno scricchiolò vicino a lei. Si voltò.

sabato 15 ottobre 2016

Sul Premio Nobel a Bob Dylan

Lo scorso giovedì è stato un giorno strano. Muore Dario Fo, l'immenso ultimo giullare - al quale dedicherò un post apposito - e Bob Dylan riceve il Premio Nobel per la Letteratura. Notizie spiazzanti, ma soffermiamoci sulla seconda. Il Nobel a Dylan ha suscitato una ridda di polemiche e parimenti l'applauso di tutti i suoi fans e dei cantautori, che si sono visti riconosciuti il merito di poter essere annoverati fra i poeti, fra coloro che contribuiscono a "fare letteratura". Mi sono schierata con il primo fronte, pur non andando a ingrossare le fila di coloro che se ne sono detti perfino "nauseati". Il capofila di questi ultimi probabilmente è stato Baricco, che continua a dividermi fra il suo narcisismo e ciò che di bello e buono ha scritto, ma al quale non potrei dare torto quando sostiene: "E' come se dessero un Grammy Awards a Javier Marias perché c'è una bella musicalità nella sua narrativa". 

martedì 11 ottobre 2016

Sulla scrittura e il gusto di inventar storie.

Eccoci al primissimo post che riguarda un argomento assai delicato: la scrittura. Devo imparare a sentirmi a mio agio in questo tema, perché non saprei fino a che punto sia legittimata a scriverne. Insomma, scrivere di scrittura è un azzardo che di buon grado riservo a chi di fatto scrittore è. Diciamo che mi prendo l'arbitrio di farlo perché mi dichiaro una buona lettrice e per il mio esperimento di scrittura che è il romanzo di genere storico che scrissi anni orsono. 
Il mio pensiero di base: se siamo abbastanza in gamba da inventarci un soggetto molto interessante, dobbiamo esserlo altrettanto nel raccontarlo. Il cosa e il come perfettamente in armonia. Raccontare è un'arte e lo si può fare nei tanti modi che l'uomo ha inventato, dipingendo, fotografando, disegnando dei fumetti, narrando in palcoscenico o scrivendo brevi racconti o lunghi romanzi. Per scrivere bene, bisogna anzitutto leggere bene, leggere gustando ciò che abbiamo dinanzi, assimilare, metabolizzare un intreccio.

giovedì 6 ottobre 2016

Genitori rappresentanti di classe

Torniamo a occuparci di scuola e in particolare di questa funzione scolastica.
Scriverò da insegnante.
Credo che sia una funzione molto importante, oltre che utilissima. Frutto di una politica che ormai pone il genitore a stretto contatto con la realtà scolastica, responsabile e responsabilizzato quanto insegnanti e adulti tutti, essere rappresentanti dei genitori dovrebbe essere uno strumento utilizzato al massimo dalle parti coinvolte.
A volte noi prof ci sentiamo abbastanza soli dietro la cattedra. Bisogna inventare metodi, soluzioni, essere sempre al massimo, somministrare contenuti, proteggere, tutelare, aiutare, educare. Impossibile, dico io, senza l'apporto di una parte fondamentale di questa relazione educativa: i genitori.
Nella maggior parte dei casi, i genitori non si rendono ben conto di quanto sia importante la loro "presenza". Esserlo, significa essere d'ausilio all'insegnante, in tutte le forme e i modi possibili. Mai porsi come "al di là della barricata", semmai essere assieme, oserei dire complici, nell'educare i ragazzi.
Nella riunione di inizio anno sono sempre molto diretta su questo aspetto. Col tempo, i frutti non tardano ad arrivare, ma solo per quei casi in cui il genitore è stato "intuitivo" e sa valorizzare questa opportunità.

giovedì 22 settembre 2016

Downton Abbey

Non ho ancora scritto in questo mio modesto angolo qualcosa riguardo alle serie tv, è tempo di arricchirlo di nuovi spunti.
Comincio col dire che nell'ultimo ventennio le serie tv americane sono diventate un vero business per chi le produce.
Fece da apripista E. R., che andò in onda per 15 stagioni e fu il vero record credo mai superato, scritto da una "penna" sopraffina come può essere Michael Crichton. L'elenco di successi sarebbe lunghissimo e magari vi dedicherò un post a parte. Voglio cominciare con una serie di grande successo, durata sei stagioni, che chiunque ami il mondo patinato ed elegante inglese non può perdere.

Downton Abbey ha tutti gli ingredienti giusti per catturare il pubblico, a cominciare dal luogo in cui è stato girato, lo splendido Highclere Castle. Situato nello Hampshire, il castello è il prodotto di numerosi interventi sull'antica sede georgiana costruita nel XVIII secolo poi rimaneggiata e completata dal parco nel quale è immersa. Gli interni, perfettamente conservati e tutt'ora abitati dagli attuali proprietari, sono anche sede di un museo egizio dal 1922, dopo essere stato ospedale di guerra.

venerdì 9 settembre 2016

Sogno di una notte di mezza estate - William Shakespeare

Teseo: Oh, bella Ippolita, l'ora delle nostre nozze s'avvicina con passo veloce. Quattro giorni lieti ancora e sorgerà la luna nuova. Ma con quanta lentezza cala questa vecchia luna! Essa ritarda l'appagamento dei miei desideri, come matrigna, o ricca vedova, che, indugiando a morire, il retaggio assottiglia dell'erede. 

Non si può amare Shakespeare senza riconoscere l'unicità di questa commedia, la più rappresentata al mondo, la più adattata, trasposta, reinventata. Cos'è che rende speciale il Sogno di Shakespeare? Praticamente tutto, ma andiamo per gradi.
Il suo autore la scrive probabilmente negli anni 1593-95. Ancora una volta la certezza a riguardo non esiste, gli studiosi desumono quelle date per attinenza con altre opere dello stesso periodo. Per i suoi contenuti, si può tranquillamente ipotizzare che sia un'opera richiesta e poi scritta per le nozze di qualche dignitario di corte o addirittura per qualche sovrano in visita a Londra, o forse soltanto per divertire, come è d'uso in tanto teatro dell'epoca. Vi si parla di nozze importanti, quelle del duca di Atene, Teseo, con la regina delle Amazzoni, Ippolita, ma queste nozze finiscono con l'essere la cornice entro cui si svolge l'azione centrale, un'azione a più livelli, brulicante di personaggi e situazioni da lasciare senza fiato.

giovedì 28 luglio 2016

Per far ridere bisogna mettere in scena le cose tristi: l'assurdo e la commedia.

Uno dei grandi autori del Novecento è il rumeno Eugène Ionesco. Tempo fa conoscevo Ionesco solo in modo marginale, per averlo letto su diverse antologie scolastiche che propongono suoi testi nell'unità che tratta di teatro e recitazione. Noto come commediografo del "teatro dell'assurdo", Ionesco è un autore geniale. Nel 2011 ebbi la fortuna di partecipare e vincere il Premio di Regia organizzato dalla Federazione teatrale italiana della sede di Roma con una scena di 15 minuti tratta da La cantatrice calva: fu per me esperienza straordinaria per aver vinto il primo premio, ma anche perché per la prima volta ebbi l'opportunità di mettere in scena un testo dell'assurdo nel quale ho cercato una nota tragica, che è stata poi l'idea vincente.
Il nome di Ionesco è legato al Théatre Huchette della Rive Gauche a Parigi. Su un articolo tempo fa lessi uno scenario del 1956: il quartiere latino era ancora un quartiere di studenti, esistenzialisti e sbandati vari che chiedevano "cinquante balles" per andarsele a bere. Nella Cave Huchette suonava Bud Powell. Ebbene, il Théatre Huchette avrà una cinquantina di posti, forse meno, e da allora ha un unico programma: La Cantatrice chauve e La leçon, i suoi capolavori, spettacoli che chi li ha visti reputa indimenticabili. Oggi il quartiere latino è diventato un quartiere turistico, gli studenti non sono più alla Sorbona, l'esistenzialismo è morto e andare a cercare quel Ionesco di altre opere come ad esempio Il rinoceronte, ce lo fa percepire come “dimezzato”. C’è chi dice “tutto passa, anche il talento”.

lunedì 25 luglio 2016

I più antipatici della letteratura.

Mi è capitato ultimamente di leggere alcuni commenti sui personaggi di Romeo e Giulietta, fra le tante opere del repertorio shakespeareano, ritenuti "antipatici" da alcuni lettori del dramma - o da chi semplicemente ne conosce la storia e non apprezza né l'uno né l'altra - e mi è venuto in mente un articolo che circolava in rete qualche anno fa. Si tratta di un elenco, o perlomeno il tentativo di un elenco, di personaggi che la maggior parte dei lettori ritengono antipatici, sgradevoli.
A leggere il contenuto di questo articolo, si comprende come non sempre il "cattivo" di una storia suscita la nostra antipatia, non è detto che sia così, e piuttosto il suo protagonista o qualche personaggio comprimario che nell'immaginario è comunemente apprezzato, può invece essere ritenuto sgradito. Ma andiamo all'elenco semiserio, che ho integrato con mie aggiunte.

mercoledì 13 luglio 2016

Spoleto - Festival dei Due Mondi 2016

Il primo dei regali che mi sono concessa in questa estate di spostamenti: finalmente assistere al Festival dei Due Mondi a Spoleto. Questo insieme di eventi di portata internazionale è noto ai più ma viverlo è davvero qualcosa di irrinunciabile per chiunque ami la cultura in tutte le forme possibili. Calendario ricchissimo, con apertura il 24 giugno e chiusura ufficiale il 10 luglio, anche quest'anno il Festival non ha deluso, anzi a detta di molti ha presentato perfino qualcosa di più. Però... però devo fare una doverosa digressione. Non si può andare a Spoleto esclusivamente per il Festival, perché questa piccola cittadella umbra arroccata sul Colle Sant'Elia, vicino alla Valnerina e alle fonti del Clitunno cantate da Virgilio, Giovenale e tanti altri, antico ducato longobardo poi divenuto possedimento dei Franchi, si deve vedere a prescindere. Non mi spiego perché raggiungerla sia difficile - si lascia l'autostrada a circa 20 km dalla cittadella e si percorrono strade tutte curve in salita - ma il viaggio un po' disagiato si può dimenticare un attimo dopo esservi arrivati. 

mercoledì 6 luglio 2016

A cena con... William Shakespeare

Il meme ideato dalla blogger Marilena offre l'opportunità di un bel confronto e di un po' di studio. Ebbene, qui c'è da invitare a cena qualcuno e io non posso che riservare un posto a tavola al più grande fra i grandi: William Shakespeare.
La mia scelta è obbligata: è il più grande fra i drammaturghi di ogni epoca, è il genio che scandaglia l'animo umano e ne offre rappresentazioni ancora oggi di grande attualità.
Sulle prime avevo pensato di offrirgli qualche manicaretto di cucina contemporanea, magari tratto dal ricettario della mia mamma calabra e del papà siciliano, ma poi ho pensato che la sfida vera sarebbe stata quella di cucinare per Willie pietanze già esistenti alla sua epoca, scelte accuratamente fra quelle che potrebbero piacergli. Solo una domanda mi sono riservata di fargli: Willie, gradiresti anche del pane? E lui, prontamente:
Willie: Nel mio tempo, cara Luz, il pane è alimento importante. Usiamo mangiare pane fatto con grano saraceno, un pane nero che affondiamo in una minestra calda nei giorni d'inverno. Però non disdegniamo il pane di segale. Talmente il nostro giorno è pieno che è importante riempirsi lo stomaco, non badiamo al gusto.