venerdì 23 dicembre 2016

Foglie d'erba... la mia riscrittura de L'attimo fuggente

Lo scorso 18 dicembre si è conclusa la seconda serie di messe in scena di Foglie d'erba, il mio nuovo spettacolo teatrale. Era da un po' che lavoravo a una mia personale visione del celeberrimo L'attimo fuggente, film del 1989 di cui ho scritto un post che trovate qui
Questa volta non mi sono attribuita alcun ruolo al di fuori di quello di regista e anche questo aspetto ne segna in qualche modo un approdo nuovo e diverso. Occuparsi esclusivamente della regia di un progetto è un'esperienza esaltante, pur ammettendo che il palcoscenico mi manca. Ma è poi legittimo pensare che mi manchi? In fondo no, perché dirigere è come recitare a più livelli, è scrivere ogni passo, movimento, espressione del volto, è essenzialmente esserci nel senso più ampio del termine. 
Il mio Foglie d'erba, il cui titolo ho tratto dalla nota raccolta di versi di quel Walt Whitman che diventa il poeta-vate del racconto, è una storia sul potere dell'educazione scolastica, sul dialogo spezzato fra generazioni che cercano di ritrovarsi, di ricomporsi alla luce di un incontro.

venerdì 9 dicembre 2016

Il boss e i classici

Può accadere che i classici non comunichino nulla a chi li legge, che non insegnino, non formino, non lascino alcun segno? Può accadere che restino soltanto una piacevole lettura con cui trascorrere il proprio tempo, mentre il lettore si compiace della bellezza formale racchiusa in questi mirabili testi e nulla di più? A quanto pare, strano a dirsi, è possibile.
Un boss della mafia calabrese, latitante della 'ndrangheta da diversi anni e arrestato poche settimane fa, sarebbe un lettore fedelissimo di grandi classici, come testimonia la sua piccola preziosa biblioteca rinvenuta nel suo covo. Decine di ottimi testi, fra cui anche libri di Proust. Al momento dell'arresto, il boss ha chiesto di portare con sé alcuni libri, fra cui L'età della ragione di Jean-Paul Sartre, che non aveva ancora terminato. Non è il solo esempio.

martedì 6 dicembre 2016

Sulla Riforma costituzionale e gli usi discutibili del povero Bel Paese.

Non sono solita scrivere di politica. Mi è capitato raramente di farlo, perché raramente ci si confronta poi in modo tranquillo da fronti opposti sulle questioni varie.  Avevo una sezione di Politica nel forum che amministravo anni fa e anche lì le cose spesso deviavano verso polemiche per nulla costruttive. 
Non ho postato nulla in questi giorni su Fb in merito al referendum, fuggendo risolutamente dal clamore scimmiesco dei social. Non mi interessa polemizzare in un clima che è stato avvelenato da mille questioni, insulti, sbeffeggi degradanti, fesserie e tanta voglia di dire qualcosa a tutti i costi. Non mi appartiene questo modo di fare. Mi è capitato in quei giorni di commentare in un post altrui, e pentirmene per l'atmosfera tesa pur evitata con cortesia e gentilezza. 

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