lunedì 26 settembre 2016

L'ora del tè: Jane Austen, Virginia Woolf e Henri de Toulouse-Lautrec

I am no bird, and no net ensnares me.
Avevamo lasciato le nostre Jane e Virginia qui alle prese con un interessante dialogo sulle rispettive "stanze". Si erano incontrate qui. Sono due ottime conversatrici, pertanto continuano nel loro scambio dialettico, parlandosi da due epoche diverse. Un pomeriggio autunnale, l'aria è fresca, frizzante. Il solo lentamente tramonta. Questa volta un nuovo personaggio sarà invitato alla loro tavola. 

Jane: "Troppo orgoglio e pochi pregiudizi": è così che mi ha spesso descritta mia sorella, riferendosi ironicamente al titolo di uno dei miei romanzi più apprezzati dai miei contemporanei. Non ha tutti i torti, in effetti. E' forse per orgoglio che non mi sono mai sposata, rifiutando di piegarmi a certe ottuse e disumane usanze secondo cui, se una donna in età da marito non si sposa, o è troppo povera per qualunque partito o è troppo sgraziata per qualunque miope. Quasi nessuno dei miei conoscenti sembra aver mai preso in considerazione la possibilità che una moglie possa anche essere contemporaneamente una donna felice e realizzata.

giovedì 22 settembre 2016

Downton Abbey

Non ho ancora scritto in questo mio modesto angolo qualcosa riguardo alle serie tv, è tempo di arricchirlo di nuovi spunti. Comincio col dire che nell'ultimo ventennio le serie tv americane sono diventate un vero business per chi le produce. Fece da apripista E. R., che andò in onda per 15 stagioni e fu il vero record credo mai superato, scritto da una "penna" sopraffina come può essere Michael Crichton. L'elenco di successi sarebbe lunghissimo e magari vi dedicherò un post a parte. Voglio cominciare con una serie di grande successo, durata sei stagioni, che chiunque ami il mondo patinato ed elegante inglese non può perdere. 
Downton Abbey ha tutti gli ingredienti giusti per catturare il pubblico, a cominciare dal luogo in cui è stato girato, lo splendido Highclere Castle. Situato nello Hampshire, il castello è il prodotto di numerosi interventi sull'antica sede georgiana costruita nel XVIII secolo poi rimaneggiata e completata dal parco nel quale è immersa. Gli interni, perfettamente conservati e tutt'ora abitati dagli attuali proprietari, sono anche sede di un museo egizio dal 1922, dopo essere stato ospedale di guerra.

venerdì 9 settembre 2016

Sogno di una notte di mezza estate - William Shakespeare

Teseo: Oh, bella Ippolita, l'ora delle nostre nozze s'avvicina con passo veloce. Quattro giorni lieti ancora e sorgerà la luna nuova. Ma con quanta lentezza cala questa vecchia luna! Essa ritarda l'appagamento dei miei desideri, come matrigna, o ricca vedova, che, indugiando a morire, il retaggio assottiglia dell'erede. 

Non si può amare Shakespeare senza riconoscere l'unicità di questa commedia, la più rappresentata al mondo, la più adattata, trasposta, reinventata. Cos'è che rende speciale il Sogno di Shakespeare? Praticamente tutto, ma andiamo per gradi.
Il suo autore la scrive probabilmente negli anni 1593-95. Ancora una volta la certezza a riguardo non esiste, gli studiosi desumono quelle date per attinenza con altre opere dello stesso periodo. Per i suoi contenuti, si può tranquillamente ipotizzare che sia un'opera richiesta e poi scritta per le nozze di qualche dignitario di corte o addirittura per qualche sovrano in visita a Londra, o forse soltanto per divertire, come è d'uso in tanto teatro dell'epoca. Vi si parla di nozze importanti, quelle del duca di Atene, Teseo, con la regina delle Amazzoni, Ippolita, ma queste nozze finiscono con l'essere la cornice entro cui si svolge l'azione centrale, un'azione a più livelli, brulicante di personaggi e situazioni da lasciare senza fiato.

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