giovedì 28 luglio 2016

Per far ridere bisogna mettere in scena le cose tristi: l'assurdo e la commedia.

Uno dei grandi autori del Novecento è il rumeno Eugène Ionesco. Tempo fa conoscevo Ionesco solo in modo marginale, per averlo letto su diverse antologie scolastiche che propongono suoi testi nell'unità che tratta di teatro e recitazione. Noto come commediografo del "teatro dell'assurdo", Ionesco è un autore geniale. Nel 2011 ebbi la fortuna di partecipare e vincere il Premio di Regia organizzato dalla Federazione teatrale italiana della sede di Roma con una scena di 15 minuti tratta da La cantatrice calva: fu per me esperienza straordinaria per aver vinto il primo premio, ma anche perché per la prima volta ebbi l'opportunità di mettere in scena un testo dell'assurdo nel quale ho cercato una nota tragica, che è stata poi l'idea vincente.
Il nome di Ionesco è legato al Théatre Huchette della Rive Gauche a Parigi. Su un articolo tempo fa lessi uno scenario del 1956: il quartiere latino era ancora un quartiere di studenti, esistenzialisti e sbandati vari che chiedevano "cinquante balles" per andarsele a bere. Nella Cave Huchette suonava Bud Powell. Ebbene, il Théatre Huchette avrà una cinquantina di posti, forse meno, e da allora ha un unico programma: La Cantatrice chauve e La leçon, i suoi capolavori, spettacoli che chi li ha visti reputa indimenticabili. Oggi il quartiere latino è diventato un quartiere turistico, gli studenti non sono più alla Sorbona, l'esistenzialismo è morto e andare a cercare quel Ionesco di altre opere come ad esempio Il rinoceronte, ce lo fa percepire come “dimezzato”. C’è chi dice “tutto passa, anche il talento”.

lunedì 25 luglio 2016

I più antipatici della letteratura.

Mi è capitato ultimamente di leggere alcuni commenti sui personaggi di Romeo e Giulietta, fra le tante opere del repertorio shakespeareano, ritenuti "antipatici" da alcuni lettori del dramma - o da chi semplicemente ne conosce la storia e non apprezza né l'uno né l'altra - e mi è venuto in mente un articolo che circolava in rete qualche anno fa. Si tratta di un elenco, o perlomeno il tentativo di un elenco, di personaggi che la maggior parte dei lettori ritengono antipatici, sgradevoli.
A leggere il contenuto di questo articolo, si comprende come non sempre il "cattivo" di una storia suscita la nostra antipatia, non è detto che sia così, e piuttosto il suo protagonista o qualche personaggio comprimario che nell'immaginario è comunemente apprezzato, può invece essere ritenuto sgradito. Ma andiamo all'elenco semiserio, che ho integrato con mie aggiunte.

mercoledì 13 luglio 2016

Spoleto - Festival dei Due Mondi 2016

Il primo dei regali che mi sono concessa in questa estate di spostamenti: finalmente assistere al Festival dei Due Mondi a Spoleto. Questo insieme di eventi di portata internazionale è noto ai più ma viverlo è davvero qualcosa di irrinunciabile per chiunque ami la cultura in tutte le forme possibili. Calendario ricchissimo, con apertura il 24 giugno e chiusura ufficiale il 10 luglio, anche quest'anno il Festival non ha deluso, anzi a detta di molti ha presentato perfino qualcosa di più. Però... però devo fare una doverosa digressione. Non si può andare a Spoleto esclusivamente per il Festival, perché questa piccola cittadella umbra arroccata sul Colle Sant'Elia, vicino alla Valnerina e alle fonti del Clitunno cantate da Virgilio, Giovenale e tanti altri, antico ducato longobardo poi divenuto possedimento dei Franchi, si deve vedere a prescindere. Non mi spiego perché raggiungerla sia difficile - si lascia l'autostrada a circa 20 km dalla cittadella e si percorrono strade tutte curve in salita - ma il viaggio un po' disagiato si può dimenticare un attimo dopo esservi arrivati. 

mercoledì 6 luglio 2016

A cena con... William Shakespeare

Il meme ideato dalla blogger Marilena offre l'opportunità di un bel confronto e di un po' di studio. Ebbene, qui c'è da invitare a cena qualcuno e io non posso che riservare un posto a tavola al più grande fra i grandi: William Shakespeare.
La mia scelta è obbligata: è il più grande fra i drammaturghi di ogni epoca, è il genio che scandaglia l'animo umano e ne offre rappresentazioni ancora oggi di grande attualità.
Sulle prime avevo pensato di offrirgli qualche manicaretto di cucina contemporanea, magari tratto dal ricettario della mia mamma calabra e del papà siciliano, ma poi ho pensato che la sfida vera sarebbe stata quella di cucinare per Willie pietanze già esistenti alla sua epoca, scelte accuratamente fra quelle che potrebbero piacergli. Solo una domanda mi sono riservata di fargli: Willie, gradiresti anche del pane? E lui, prontamente:
Willie: Nel mio tempo, cara Luz, il pane è alimento importante. Usiamo mangiare pane fatto con grano saraceno, un pane nero che affondiamo in una minestra calda nei giorni d'inverno. Però non disdegniamo il pane di segale. Talmente il nostro giorno è pieno che è importante riempirsi lo stomaco, non badiamo al gusto. 

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