venerdì 25 marzo 2016

Le nostre biblioteche si "fanno" da sé?

Cominciamo col dare un senso a questa singolare domanda. L'ho pensata osservando la mia biblioteca in soggiorno - 3 m x 3 m, tutta a giorno, gli scaffali superiori coi libri in doppia fila - chiedendomi se non sia ora di ricomporla totalmente, obbedendo a una vera e propria classificazione. Il tentativo c'è stato lo scorso anno, a dire il vero, durante uno di quei torridi giorni estivi in cui un'insegnante ha tutto il tempo per pensare, e perché no modificare qualcosa in casa. Di fatto era diventato necessario, così ho pazientemente svuotato tre piani di scaffali per ricomporli secondo un ordine logico, quello che preferisco: per autore. Lo spazio totale è esiguo, così ogni mio proposito di sviluppare rigorosamente questa idea è miseramente precipitato dinanzi al limite posto dalla pesante enciclopedia posta al piano inferiore, un acquisto di diversi anni fa, quando il web non era ancora entrato prepotentemente nelle nostre abitudini di ricerca. Ho seguito un ordine non casuale, ordinato come voleva essere l'obiettivo finale, perché in fondo una biblioteca disordinata e in ordine sparso non mi è mai piaciuta. 

lunedì 14 marzo 2016

Amleto - William Shakespeare

Morire... dormire. Dormire... sognare, forse: ma qui è l'ostacolo, perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire quando ci siamo già levati di dosso questo groviglio mortale, deve farci esitare. Questo è lo scrupolo che di tanto prolunga i nostri tormenti.

Non ho dubbi a riguardo: Amleto è il capolavoro di Shakespeare. La sua fortuna nei secoli innegabile, l'opera più citata, la più rappresentata, la più "guardata" attraverso la lente di una critica che ne ha esaminato ogni implicazione psicologica, ideologica, drammaturgica. L'apice della creatività del genio, notoriamente in grado di offrire una rappresentazione totale dell'anima umana, qui alle prese con i massimi sistemi del pensiero: il dubbio, l'esistenzialismo, le infinite sfaccettature dell'arbitrio umano, che oscilla fra il vero e il falso, fra il bene e il male, fra l'essere e il non essere. Lo ammetto: non lo avevo mai letto integralmente. Farlo è un'esperienza che lascia colpiti come da un'onda lunga. 
La vicenda è nota ed evito di riassumerla, piuttosto preferisco citare alcuni passaggi ascrivibili alla più alta drammaturgia. Sono tanti, innumerevoli, e devo limitarmi per non fare di questo post una lunga dissertazione. Navigo a vista, proprio sulla scia di quell'onda lunga, mi lascio trasportare dalla risacca di una ridda di emozioni che questo mirabile racconto genera in me.

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