venerdì 4 settembre 2015

L'ora del tè: Jane Austen e Virginia Woolf

Chi almeno una volta non abbia sentito il fascino del mondo inglese fra Ottocento e Novecento alzi la mano. Uhm, credo siano davvero in pochi. Personalmente tutto ciò che termina in "shire" mi attrae da sempre, così come le brume che si levano dal Tamigi in una Londra del passato e le abitazioni, ville o cottage che siano, di questo paese che chiamiamo Inghilterra ma che comprende un insieme di terre, colori, lingue, latitudini. 
Non ci sono mai stata (!), non ancora, ma ho "vissuto" questo mondo nei tanti romanzi che ho letto, i classici delle Bronte, la Austen, Dickens, Henry James, Defoe, Fielding e tanti altri, nutrendomi a ogni pagina di atmosfere di epoche lontane e diverse, lasciandomene catturare e direi avvincere. Credo che ogni buon lettore non possa né debba perdersi quello straordinario repertorio. Poi nel Novecento esplode l'intelligenza originale di Virginia Woolf, e con lei si riesce a fare una sorta di "resoconto" sul pregresso, perché Virginia è scrittrice assai colta e conosce molto bene la propria letteratura. Tempo fa mi sono divertita a immaginare alcuni dialoghi fra personalità della letteratura, del teatro, dell'arte vissuti in epoche diverse, una sorta di incontri impossibili basati sulle norme della cortesia, nei quali queste straordinarie menti si raccontano e si mostrano assai incuriosite dei racconti dell'altro. Cominciamo con queste due grandi donne, nate e vissute a più di un secolo di distanza, che si "parlano" da due epoche diverse e lontane.

Jane Austen: Il mio nome è Jane Austen e sono originaria dello Hampshire.
Sono stata una bambina e poi una fanciulla vivace, curiosa e amante dei libri e poi della scrittura. 
Il calamaio è mio fedele compagno.
La scrittura per me è un rifugio. A volte evito le passeggiate cui sono invitata perché preferisco seguire una particolare ispirazione, timorosa che sfugga dalla mia mano per impigliarsi nella mente di qualcun altro. 
Non si pensi che ami particolarmente la solitudine, tanto più che amo assai intrattenermi dopo i pranzi, ascoltando qualche brano ben eseguito al piano, e sono ritenuta un'ottima conversatrice. 


 Virginia Woolf: Accolgo onorata il tuo arrivo, signora Austen. Lo so, so bene che detesterai questo appellativo, ma lascia che lo adoperi almeno una volta, io che sono stata e sono una fervida lettrice di tutto ciò che hai scritto. "Signora" per ossequio dovuto alla tua persona, e per quanto signora tu sia stata, pur in un'epoca così difficile per una donna, come quella in cui vivi.
Non so quanto tu possa indulgere all'orgoglio di avere qui una solerte ammiratrice, so invece che la tua intelligenza è tale da meritare tutto il mio rispetto. Se tu leggessi il mio "Una stanza tutta per sè" sapresti quale modello tu sia da sempre. Posso annoverarti in quell'Olimpo di cui fanno parte gli stessi Milton, Shakespeare, Henry James. Tu e le sorelle Bronte siete state una fonte d'ispirazione per me, in quanto scrittrice e donna.


Jane Austen: Cara Virginia, prediligo questa terra e questa vita all'Olimpo di cui parli.
Guardando la tua amabile espressione e la gentilezza con cui mi accogli, maggiormente desidererei restare a prendere un te in tua compagnia. 
La tua stima in me è assolutamente reciproca. 

Virginia Woolf: Donne di origini simili ma soprattutto donne, siamo noi, persone che artiste sono state in virtù del combattere contro i pregiudizi e rafforzare lo spirito, aprendo la strada all'affermazione di altre donne, dopo di noi. Eppure abbiamo mantenuto la purezza del nostro genere, l'umiltà, la leggerezza femminile, hanno fatto scorrere la penna sul foglio con la stessa grazia dell'ago che s'appunta sul nostro ricamo ed abbiamo aperto con la penna le porte e i muri delle case in cui avrebbero voluto relegarci. Nascere su un'isola ci ha rese insulari, scolpite come le rocce delle nostre coste che ci separano dal resto del mondo e anelanti alla libertà degli estesi orizzonti. L'insularità non può che essere una parte di noi che ci forgia e ci accomuna.

Jane Austen: Nascere su un'isola ci ha reso insulari...
La nostra fortuna è forse dunque legata a ciò? Sarebbe mai possibile? Forse è così. Allora tengo stretta questa insularità e me ne dichiaro orgogliosa. 
(continua)
Conoscete queste due scrittrici? Cosa avete letto del repertorio letterario inglese?E soprattutto: se siete stati in Inghilterra che ricordo ne avete?

13 commenti:

  1. Wow! Che meraviglia di articolo, sei davvero bravissima, ti faccio i miei complimenti! La letteratura inglese al femminile è sempre stata uno spiraglio di luce in una realtà popolata quasi esclusivamente dagli uomini. Avere avuto questi grandi modelli ancora oggi fa si che i women's writing siano studiati oltre la Manica molto più che in ogni altra parte del mondo (se consideri poi che solo oggi in Italia si cominciano a fare considerevoli passi in avanti). Della Austen ho letto praticamente tutto ciò che è stato tradotto in italiano, e non sai quanto mi rammarico ogni volta che qualcuno la etichetta come "autrice frivola e mondana". Ci sono lettori davvero incapaci di andare al di là del loro naso. Della Woolf invece ammetto con rammarico di aver letto soltanto il famosissimo saggio Una stanza tutta per sé. Dovrò rifarmi al più presto.

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    1. Grazie per i tuoi apprezzamenti!
      Penny Lane, in effetti molti ritengono i romanzi della Austen assolutamente frivoli, un po' una sorta di "Harmony" ante litteram. Invece è doveroso cogliere l'ironia che si cela dietro quegli intrecci, l'impossibilità di comprendere se l'autrice parteggi effettivamente per le sue eroine o piuttosto non le usi per rappresentare proprio quegli obblighi cui lei non si è mai piegata.

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  2. Di Jane Austen ho letto molto da ragazzina. Ero ammaliata dalle sue storie. Con Virginia Woolf invece sono più indietro e sarebbe il caso che mi mettessi in pari.
    La letteratura inglese mi piace, così come l'atmosfera che si respira lì. Curioso: le città più piccole, come Stratford e Oxford, le ho preferite alle grandi, tipo Londra. Sarà perché fanno veramente “british”. E poi i colori... quel verde, quel verde così intenso, è unico. Devi andare. :)

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    1. Sì, prima o poi farò questo viaggio. Anch'io mi sono lasciata ammaliare dagli intrecci della Austen. Erano le letture ideali di inverni freddi, chiusa al calduccio della mia camera, con una tazza di tè caldo e il libro nell'altra. :-)

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  3. Ciao Luz, ho fatto un salto velocissimo perchè il titolo mi ha incuriosito molto.
    Ora devo chiudere ma metto questo post tra i segnalati da leggere staseera o al massimo domani.
    Da una prima occhiata mi pare... fa vo lo so!!!!!

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  4. Davvero carino questo tuo esperimento! Adoro zia Jane, invece la buona Virgina mi ha sempre messo soggezione e non ne ho mai affrontato le opere, ma rimedierò, probabilmente molto presto (mi sono iscritta a un gruppo di lettura sui classici, proprio per rattoppare queste mie lacune)

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    1. Fai benissimo, e forse ne sarai conquistata come lo sono stata io. Non è una scrittrice che si può amare facilmente, la sua complessità è disarmante, ma la sua storia personale è così travolgente che se ne conosci i retroscena poi non puoi che apprezzarla.

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  5. Eccomi. Ho mantenuto la promessa e letto con calma.
    Due grandi donne, due grandi scrittrici.
    Jane Austen è stato, con le sorelle Bronte, l'amore adolescenziale.
    Virgina Woolf quello più maturo. Anche se di lei per ora ho letto solo Gita al faro ....

    Di entrambe dico che hanno profonda sensibilità e un occhio veramente critico nel descrivere il loro mondo e sottolinearne pregi e difetti.
    A volte mi chiedo, vivendo entrambe ai giorni nostri, che grandi donne sarebbero state.

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    1. O al contrario se nate ai nostri tempi sarebbero state così grandi. La loro storia è intimamente legata alle epoche in cui vissero. Stai sintonizzata, questi esperimenti continueranno a breve! :-)

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    2. Benissimo! Se passi da me c'è un grazie per te negli esperimenti.
      Ciao

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    3. Sono passata ma non lo trovo!

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  6. Sei stata grandiosa con questo primo incontro, attendo la continuazione! (Altri dialoghi, altri autori!!!)
    Come te, amo particolarmente la Woolf e la letteratura inglese, le atmosfere che hai così ben descritte... e quanta voglia di perdermici ancora *__*
    Ho letto molto della Woolf, meno della Austen, poi le Bronte, Shakespeare (non abbastanza!), E.M. Forester, e magari altri autori che al momento non so riferire. E finora, niente Inghilterra :P

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    1. Tu quoque, Glo! Mi sento sempre così isolata nel non averla mai vista. Ma dovremo rimediare.
      Grazie per aver apprezzato questo mio "gioco", altro seguirà... è troppo divertente. La mia natura di drammaturga chiede sempre nuovi scenari da raccontare.

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